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COMUNICATO STAMPA
 
Al Teatro Rasi la consegna dei 12 premi “Lo Straniero” 2008 a cura di Goffredo Fofi
   
L’8 novembre si è tenuta al Teatro Rasi di Ravenna - nel contesto del "Nobodaddy", progetto di teatro contemporaneo diretto da Marco Martinelli - la sedicesima edizione del Premio “Lo Straniero”. La giornata ha visto alle 17 la proiezione del film documentario di Alina Marazzi Vogliamo anche le rose e alle 19 lo svolgimento della premiazione con interventi diversi a cura degli stessi dodici premiati: lo scrittore Andrea Bajani, il regista cinematografico Marco Bechis, la storica Anna Bravo, la disegnatrice Mara Cerri, il giornalista e scrittore Pino Corrias, la pedagogista Grazia Honegger Fresco, e ancora tre registi di cinema Alina Marazzi, Salvatore Mereu ed Ermanno Olmi, il critico teatrale Rodolfo Sacchettini, la comunità genovese San Marcellino onlus per finire con un quinto regista Edoardo Winspeare.

Diretta espressione della rivista omonima edita da Contrasto e diretta da Goffredo Fofi, il Premio “Lo Straniero” ne riflette lo spirito, fatto di scelte minoritarie e indicazioni concrete. Nell’arco delle sue sedici edizioni il premio si è trasformato da un riconoscimento dato agli emergenti (si chiamava infatti in origine “scommesse sul futuro”) alla composizione di una mappa di “talenti resistenti” della quale fanno parte giovanissimi, adulti e “grandi vecchi” e segnala scrittori, registi, attori, disegnatori, fotografi, ma anche redazioni di riviste e case editrici, gruppi teatrali, gruppi di intervento sociale. A leggere insieme tutti i nomi segnalati nel tempo ne vien fuori una sorta di mappa “asinina”, un possibile spaccato della cultura italiana nella sua complessità storica e politica, un’area di intellettuali e artisti che mettono in campo il proprio talento senza cedere alle lusinghe del mercato né al conseguente conformismo.

La giuria - composta da Marco Carsetti (presidente), Cecilia Bartoli, Gianfranco Bettin, Anna Branchi, Maurizio Braucci, Marisa Bulgheroni, Luigi de Angelis, Goffredo Fofi, Piergiorgio Giacchè, Vittorio Giacopini, Luca Lambertini, Alessandro Leogrande, Federica Lucchesini, Roberto Magnani, Alessandra Mauro, Ermanna Montanari, Luigi Monti, Emiliano Morreale, Luca Mosso, Maria Nadotti, Francesca Nicora, Fausta Orecchio, Giordana Piccinini, Nicola Ruganti, Marino Sinibaldi, Paola Splendore, Cristina Ventrucci, Nicola Villa, Dario Zonta - ha consegnato ad ogni premiato un assegno di cinquecento euro contenuto in una busta disegnata a mano dall’artista tedesca Anke Feuchtenberger. Tutti premiati erano presenti e con le loro testimonianze hanno creato un clima di forte critica all’oggi, ma anche di impegno per dare un segno diverso al futuro. “Malgrado tutto siamo ancora in molti e non siamo dei peggiori - ha affermato Fofi - e vogliamo far sapere che siamo vivi e che produciamo cose importanti. (...) Siamo soffocati dai simulacri, non solo dai falsi profeti, e rispetto a questo contesto noi non vogliamo fare quadrato - perché siamo a stella, siamo qualcosa che si apre in tutte le direzioni - ma semplicemente dire che ci siamo anche noi, che ci troviamo una volta all’anno per dire che in giro c’è ancora gente seria, che lavora, che cerca, che vuol capire, che vuole esprimere qualcosa che non sia solo in funzione del mercato. Come si diceva una volta, i criteri restano sempre questi: il giusto, il bello, il vero”.

Per la seconda volta consecutiva al Teatro Rasi - ospite delle Albe/Ravenna Teatro – il Premio “Lo Straniero” è stato sostenuto da alcuni contributi pubblici - Provincia di Ravenna, Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna - da enti diversi - Camera di Commercio di Ravenna - e da sponsor privati - Ediltecnica Global Service, TCR-Terminal Container Ravenna, CO.FA.RI. - oltre che da Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e da un Comitato Organizzatore cittadino.

Pino Corrias
Pubblicò molti anni fa una bella biografia di Luciano Bianciardi, Vita agra di un anarchico, a cui hanno fatto seguito pamphlet politici scritti in collaborazione e con un obiettivo ben chiaro: Berlusconi e la sua amoralità in grado di conquistare il plauso delle maggioranze. Ma è con le inchieste Ghiaccio blu (che sapeva dire cose inedite sugli Usa, un paese che ci ha invaso da sempre con le sue autorappresentazioni) e Vicini da morire, implacabile descrizione della “banalità del male” nella Padania benestante, che si è affermato come uno dei pochi veri giornalisti italiani di oggi che sappiano fare vere inchieste. Luoghi comuni, infine, descrive posti significativi, sedi di episodi vari e recenti di storia patria.
 

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