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Vignetta di NatangeloLa tragedia del terremoto in Abruzzo, il caso Genchi-De Magistris, e la beatificazione a prescindere di Guido Bertolaso (che è il capo della Protezione Civile e non è la Protezione Civile), spiegano bene il perché della crisi della stampa italiana. Le notizie non funzionali a una classe dirigente che negli ultimi 15 anni si è contraddistinta per aver derubato, martoriato e impoverito l'intero Paese non trovano quasi più spazio sui media ufficiali. Per i giornali il risultato immediato è una continua perdita di copie.

Niente di straordinario: dopo qualche settimana il lettore che non trova più nulla d'interessante o di sorprendente sul suo quotidiano o sul suo magazine semplicemente smette di comprarlo. È  sempre stato così e sempre sarà così. L'unica novità è la Rete che però oggi è ancora economicamente troppo povera per garantire un'informazione non solo libera, ma anche a 360 gradi. Detto in altri termini: per fare inchieste e scrivere quello che qualcuno non vuole che si sappia (cioè per fare del giornalismo) occorrono professionalità e soldi. I giornalisti infatti devono essere pagati e devono avere qualcuno che finanzi viaggi in aereo, cene con le fonti, alberghi. Altro denaro serve poi per gli avvocati che fronteggiano le inevitabili querele e (poche volte) per rimborsare chi è stato diffamato.

Pensare di basare tutto questo sulla misera raccolta pubblicitaria dei siti internet italiani è per il momento velleitario. Questo è bene che i lettori scontenti dei loro giornali lo sappiano. Se vogliono davvero essere informati devono prepararsi ad aprire il portafoglio. Non a svenarsi, intendiamoci, ma almeno a sottoscrivere 20-25mila abbonamenti che garantiscano la nascita di mezzi d'informazione capaci di cantare fuori dal coro.

Quanti sono gli Italiani disposti a farlo? Sinceramente non lo so, ma il successo delle pay tv o di itunes mi lascia irragionevolmente ottimista. Così come mi lascia ottimista la nomina di Ferruccio De Bortoli alla direzione del Corriere della Sera: leggete il suo fondo di oggi, sono le parole di un moderato alla testa di un giornale che si rivolge a lettori prevalentemente moderati e di centro-destra. Ma sono anche le parole di un collega che promette di non nascondere mai le notizie. E conoscendo De Bortoli, mi viene da credergli.
(Vignetta di Natangelo)





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