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Vignetta di NatangeloL'ultima edizione di "Chi", il settimanale trash diretto da Alfonso Signorini, è stata un successo. Le foto segrete, scattate all'interno di un golf club, dell'amore tra Elisabetta Canalis e George Clooney spopolano sulle spiagge. Nelle casse della Mondadori, la casa editrice presieduta da Marina Berlusconi, sono entrati alcuni milioni di euro. Le stesse immagini sono state rilanciate dalle reti Mediaset che hanno così convinto molti telespettatori a correre in edicola per acquistare il rotocalco.

Nonostante l'exploit editoriale, Marina e il suo papi, il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, sono però di cattivo umore. A Villa La Certosa, durante la cena per il compleanno della figlia, il premier è sbottato: «Ora basta, quello del rispetto della privacy è un tema sempre più urgente che dobbiamo risolvere». Tra i presenti pare che sia calato il gelo. Qualcuno ha immaginato un licenziamento in tronco del fido Signorini, l'uomo che in pieno caso D'Addario aveva osato intervistare il capo del governo ponendogli a muso duro una serie di domande scomode. Roba del tipo: «Come convive il Berlusconi nonno con il Berlusconi superman?»; «Bisogno di vacanze? Dove andrà questa estate?»; «Qual è il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi?»; «E il primo pensiero della giornata?». Altri ospiti sono invece arrivati a ipotizzare una chiusura di "Chi" e delle numerose trasmissioni di gossip in onda sui canali del biscione, a partire da Studio Aperto, il tg diretto da Mario Giordano.

Poi, fortunatamente, Berlusconi ha chiarito il suo pensiero. Signorini e Giordano possono stare tranquilli. Il premier non ce l'aveva con loro, ma con quattro fotoreporter bloccati all'esterno della villa dai carabinieri. «Pensate, tutti voi siete stati fotografati. È una cosa intollerabile. Dobbiamo difendere la privacy delle persone, dovunque, soprattutto a casa loro», ha spiegato Berlusconi ad amici e parenti.

Resta però da chiarire chi siano le «persone» che avranno garantita la privacy (peraltro già oggi tutelata da una serie di severissime norme). Tutti i cittadini o solo alcuni di essi? La domanda non è provocatoria. Nel 2003, nei mesi delle polemiche sulle leggi ad personam, Berlusconi aveva detto: «In una democrazia liberale chi governa per volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari, gli eletti dal popolo». Un concetto estratto in fotocopia dalla Magna Charta di Giovanni Senzaterra che all'articolo 21 recita: «I conti e i baroni non siano multati se non dai loro pari». Era il 1215. Le macchine fotografiche non erano state ancora inventate. Altrimenti Giovanni Senzaterra avrebbe certamente pensato anche a quelle.
(Vignetta di Natangelo)


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