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Velocizzare i tempi della giustizia si può. E il bello è che lo si può fare anche a costo zero. Solo che nessuno, o quasi, né a destra, né a sinistra, vuole processi più rapidi: perché alla fine una giustizia che funziona finirebbe per essere efficace anche contro la devianza delle classi dirigenti. Nel caso però che, per un miracolo, il 70 per cento degli attuali parlamentari venisse sostituito da persone normali ecco la mia modesta proposta.  

1) Ricordarsi che in Italia nel 1989 è stato introdotto il nuovo codice di procedura penale. Da allora sul modello di quanto accadeva nei sistemi anglosassoni, anche da noi la prova si forma in aula: il processo cioè è molto garantista, vengono ascoltati decine o centinaia di testimoni, tutte o quasi le indagini svolte dal pm sono ripetute. Questo è un bene per il cittadino imputato, che così riduce al massimo il rischio di essere condannato da innocente, ma ovviamente implica dei tempi di dibattimento molto lunghi. Il sistema insomma può funzionare solo se si fanno pochi processi. E infatti chi ha ideato il nostro codice prevedeva che se ne celebrassero pochissimi: come accade negli Usa dove l'85 per cento degli imputati, quando le prove sono forti, si dichiarano colpevoli e patteggiano la condanna ottenendo così degli sconti di pena. O in Inghilterra, dove addirittura solo il 10 per cento delle persone sotto inchiesta arriva al processo. In Italia invece la situazione è capovolta: in pochi patteggiano o accedono al rito abbreviato che garantisce uno sconto di un terzo sulla condanna.

2) Bisogna quindi incentivare i patteggiamenti. E l'unico modo per farlo è impedire che i processi si prescrivano quando ormai sono già arrivati davanti a un giudice. Infatti solo se ho la certezza che prima o poi verrà emessa contro di me una sentenza, troverò il patteggiamento vantaggioso. Perché è meglio essere condannato a pochi anni di pena oggi, piuttosto che scontarne molti  domani.  

3) Abbreviare i tempi della prescrizione, come è accaduto nel 2005, con la legge ex Cirielli, non serve. E non serve nemmeno stabilire che il processo, come vogliono fare oggi per salvare Silvio Berlusconi, dopo un po' va in fumo. Perché se io so che ho la possibilità di farla franca semplicemente aspettando che passi del tempo, non patteggerò mai . Andrò sempre in aula e cercherò di tirarla per le lunghe. E i dibattimenti diventeranno tantissimi. Ingolfando per sempre i tribunali.

4) Ricordarsi, però, che l'istituto della prescrizione ha un senso. Dopo un certo numero di anni lo Stato non ha più interesse a indagare su un reato commesso molto tempo prima. Perché è inutile lavorare per scoprire gli autori di un crimine che le stesse vittime non ricordano più.

5) Ricordarsi che invece non ha senso far prescrivere un reato quando ormai gli imputati sono stati individuati. In Italia ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per indentificare i presunti colpevoli: un'assurdità. All'estero questo non accade. In Germania, per esempio, una volta che c'è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio.

6) Smettere di far finta di adottare nuove soluzioni per velocizzare i processi. E introdurre un qualsiasi codice penale o di procedura penale di qualsiasi paese democratico. Magari prendendo quello Svizzero che, rispetto agli altri, ha un pregio. È già scritto in italiano. 

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Commento del giorno
di drainyou80 - utente certificato - lasciato il 19/11/2009 alle 2:10 nel post Il letto di Silvio e i cattivi sogni
Il volto mercenario, il volto che non osserva, il collezionista numismatico, il vecchio porco. Divoratori di uomini, assassini di vecchi ricordi, la loro lotta servirà ad una logica ipocrita che ha il compito di spostare la verità sempre un po' oltre la ragionevolezza e la pietà.
Che faccia scelgono della moneta? Non importa purché si giochi con il trucco. Combattenti di ferro che sono avvezzi a dichiararsi prede. Loro ti diranno che non rientri nella statistica e che il tuo volto è sbagliato che il tuo cervello verrà schiacciato tra due pietre. Sarai un boccone ghiotto, un arbusto da piantare, sarai la loro legna da ardere perché sanno che non li sazierà nemmeno il fuoco dell'inferno e finché la libertà sarà visibile l' occasione per invogliarti a crescere li renderà ancor più avidi. Ti guarderai nelle saccocce, tranquillizzato da poche foglie masticate dal vento e dalla terra allora ti sentirai un verme utile. La borghesia ti divorerà la testa e la chiesa ti brucierà la croce. Ogni volta che respirerai ti sentirai chimico, ti piacerà essere ma ogni via condurrà ad uno specchio che riflette ciò che non puoi credere di vedere. Non saprai abbandonarti alla paura. Dovrai prostrarti alla ricerca d'auorità conferite, risollevarti dalle tue meschinità e continuare ad agire per non dimenticarti di dimenticare che tu sei un uomo morto al loro servizio.
Luca


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