.
Annunci online

abbonamento
125
commenti


bertolotti de pirro
da Il Fatto Quotidiano, 27 aprile 2010

L’altro giorno il Guardagingilli Angelino Jolie, candidato a stracciare il primato di peggior ministro della Giustizia detenuto ex aequo da Castelli&Mastella, delirava di “privacy” e financo di Costituzione (lui che la viola ogni volta che pensa) per giustificare la sua immonda legge sulle intercettazioni. Nelle stesse ore la Sec, l’autorità americana di controllo sulla Borsa, incriminava per frode la Goldman Sachs, già nel mirino di una commissione d’inchiesta del Congresso, che si riunisce anche nei weekend per incastrare meglio la prima banca Usa, accusata di avere speculato sulla crisi finanziaria mondiale. Le prove sono le intercettazioni di mesi e mesi di e-mail scambiate da dirigenti e manager del colosso bancario nel 2007-2008, mentre i mercati americani e poi mondiali tracollavano. Mail che ricordano per sciacallaggine le telefonate dei costruttori italiani esultanti alle prime scosse di terremoto a L’Aquila.

“Buone notizie!”, tripudiavano due manager Goldman subito dopo il crac dei mutui Washington Mutual. “Siamo messi bene, stiamo per fare soldi a palate!”, gongolava un altro all’annuncio che le agenzie di rating avevano declassato la solvibilità di 32 miliardi di titoli.  Goldman scommetteva sui ribassi del mercato: un giorno incassò 51 milioni di dollari in una botta e il direttore finanziario David Viniar festeggiò: “Ecco cosa succede a quelli che non sono corti come noi”. “Corti” sono, spiega Federico Rampini su Repubblica, gl’investitori che vendono allo scoperto e speculano sul ribasso. “Abbiamo guadagnato grazie alle nostre posizioni corte”, brindava il chief executive di Goldman, Lloyd Blankfein, ora inquisito dal Congresso, che ha poteri d’indagine analoghi a quelli della magistratura. E li esercita, anziché mettere in piedi teatrini ridicoli tipo Telekom Serbia o Mitrokhin, per scovare colpevoli e complici della più grave crisi mondiale dal 1929. Commissione bipartisan: repubblicani e democratici insieme per difendere i cittadini dagli speculatori.

In Italia invece la parola “bipartisan” nasconde traffici trasversali per difendere gli speculatori dai cittadini. Negli Usa di questi scandali si occupano anzitutto il Parlamento e la Sec, poi quando occorre interviene la magistratura, che nessuno si sogna di accusare di invadenza o di accanimento o di politicizzazione (anche se i pm, i “prosecutor”, sono di nomina politica), anche perché in prima battuta scattano i controlli parlamentari e amministrativi. E, se non funzionano, si corre ai ripari. La Sec che, nella versione “light” voluta da Bush, non s’era accorta di truffe come quella da 65 miliardi di dollari targata Madoff, è stata rivoltata come un calzino. Ora la guida un mastino come l’ex procuratore Robert Khuzami (nominato da Obama al posto del bushiano Cristopher Cox), che indaga sugl’ispettori della Sec stessa, troppo impegnati a scaricare siti e film porno per scovare i truffatori di Wall Street: l’indagine colpisce soprattutto la gestione del repubblicano Cox, eppure è stata sollecitata dal senatore repubblicano Chuck Grassley, infaticabile cacciatore di evasori fiscali (lì la destra è contro gli evasori).

Naturalmente in Italia, con la cosiddetta “riforma” del cosiddetto ministro Alfano, che vieta di intercettare i delinquenti oltre i 60 giorni e soprattutto impone che le utenze controllate appartengano a un indagato, indagini come quelle su Goldman e Sec sarebbero proibite persino ai giudici. Figurarsi alla Consob (che ha poteri perlopiù decorativi) o al Parlamento (che, invece di fare indagini, blocca quelle altrui). Mentre in tutto il mondo vanno a casa controllori e controllati, noi ci teniamo la stessa Consob dei crac Parmalat e Cirio e delle scalate bancarie, e naturalmente gli stessi banchieri. Uno, Cesare Geronzi, coinvolto nei processi sui crac Parmalat e Cirio, s’è appena travestito da assicuratore: l’han subito promosso alle Generali. Del resto è ancora giovane: ha appena compiuto 75 anni. Può dare ancora molto, ma soprattutto prendere. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Segnalazioni

"Il potere non vuole controlli". 28 aprile, manifestazione della FNSI a piazza Navona contro le norme bavaglio - L'appello della Federazione Nazionale della Stampa Italiana per la manifestazione del 28 aprile, ore 10, contro il disegno di legge sulle intercettazioni.
L'appello di Roberto Natale, presidente FNSI (da articolo21.org)

Il diritto secondo Berlusconi (TAZ, GE - 21 aprile 2010)
traduzione a cura di italiadallestero.info


AD PERSONAMMarco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere). Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Trento, 30 aprile, ore 17.30
C/o Aula Magna del Museo tridentino di scienze naturali, via Calepina 14
Bolzano, 30 aprile, ore 20.30
C/o Auditorium Istituto tecnico industriale Galileo Galilei, via Guncina 2/a
Torino, 3 maggio, ore 18
c/o Teatro Espace, via Mantova 38





sfoglia marzo        maggio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.057532099999662]>