.
Annunci online

abbonamento
136
commenti


Voglioscendere aderisce all'iniziativa di Micromega diffondendo l'appello di Andrea Camilleri, Margherita Hack e Paolo Flores d'Arcais a Pier Luigi Bersani, sull'elezione del Consiglio Superiore della Magistratura.

"Stimato onorevole Bersani, sull’elezione del Csm lei e il suo partito potete rendere un servizio a tutto il paese. I magistrati hanno già eletto i loro sedici rappresentanti. Il Parlamento non si mette d’accordo sugli otto che deve esprimere. Cinque spettano alla maggioranza, tre alla minoranza.
Marco Travaglio ha fatto notare che sarebbe un ennesimo scandalo se, in forza di una lottizzazione, la scelta cadesse su personalità partitiche (per la minoranza si parlava di un esponente Pd, uno Idv, uno Udc) anziché su personalità di alta statura giuridica la cui estraneità alle cariche politiche costituirebbe garanzia di imparzialità.

L’onorevole Di Pietro ha accolto l’invito di Travaglio e ha proposto all’opposizione di scegliere tra cinque nomi: Borrelli, Cordero, Zagrebelsky, Grevi, Tinti. Sono nomi che onorano il paese.

L’opposizione ha la forza di imporne tre. Il meccanismo del quorum è tale che un terzo dei parlamentari è sufficiente a bloccare ogni nomina. Berlusconi, i cui rappresentanti erano tre e ora saliranno a cinque, ha interesse a che le otto nomine vengano fatte.

Lei e il suo partito avete dunque, e in modo tecnicamente facile, la possibilità di imporre che almeno tre degli otto membri di nomina parlamentare rappresentino quella ipoteca di serietà e di moralità di cui l’Italia onesta e civile avverte un improcrastinabile bisogno.
Non tradisca queste aspettative, che sono anche di molti dei suoi elettori".

Andrea Camilleri
Margherita Hack
Paolo Flores d’Arcais

Firma l'appello sul sito di Micromega

Fuori i politici dal Csm, di Marco Travaglio



197
commenti


fifo

da Il Fatto Quotidiano, 8 maggio 2010


Ci vuole tanta pazienza, col Pompiere della Sera. Domenica auspicavamo che l’improvvisa aggressività usata contro Di Pietro dal quotidiano più conformista d’Italia segnasse una svolta e l’articolo “Ambiguità e silenzi di Di Pietro” inaugurasse una saga a puntate (“Ambiguità e silenzi di Berlusconi”, “di Casini”, “di Bossi”, “di Bersani”, “di D’Alema” e, perché no, “di Schifani”). Invece no: siamo fermi alla prima puntata. Almeno per i politici. Perché, sommerso dalle repliche e dalle carte di Di Pietro, il Pompiere incendiario ha deciso di aprire un altro fronte, appiccando il fuoco all’opera di un intellettuale che ha il brutto vizio di opporsi al regime berlusconiano: Andrea Camilleri.

Si cura di lui e del suo commissario Montalbano, anch’egli inguaribilmente antiberlusconiano, il professor Angelo Panebianco. Due settimane fa, nel supplemento Sette, il noto intellettuale bolognese scriveva: “Vuoi vedere che Montalbano è un ‘colluso’?”. Colluso con la mafia, s’intende, perché in una puntata della serie tv “intrattiene rapporti telefonici con un vecchio capomafia… e, addirittura, ferma una guerra di mafia convocando i capi cosca in una località segreta e obbligandoli a stipulare un accordo. Non ce n’è abbastanza per attirarsi addosso un ‘concorso esterno in associazione mafiosa’, quel famoso reato che non esiste in nessun codice… e che è stato tuttavia alla base di tutti i processi per mafia a personaggi eccellenti (Andreotti, Contrada, Dell’Utri e altri)?… Montalbano (o Contrada?), quando si muove nelle questioni di mafia, opera anche lui, inevitabilmente, in una zona grigia dove il confine fra   legalità e illegalità è sempre incerto”, ma ciò che conta sono “le intenzioni onestissime”. Dieci righe, un’infinità di vaccate.

Andreotti non fu imputato di concorso esterno, ma di partecipazione diretta a Cosa Nostra. Il concorso esterno esiste eccome, nel Codice: come il concorso in omicidio, in rapina, in occultamento di cadavere e così via. L’applicazione del reato concorsuale risale addirittura a metà Ottocento per il concorso esterno in brigantaggio da parte dei non briganti che si mettevano al servizio dei briganti. A definirla per la mafia provvidero Falcone e Borsellino nella celebre ordinanza-sentenza del processo maxi-ter e la confermarono numerose sentenze della Cassazione a sezioni unite.

Montalbano che incontra un vecchio boss e lo induce a fermare una guerra di mafia è roba da concorso esterno? Assolutamente no. Non basta incontrare mafiosi per essere incriminati per quel reato (altrimenti il Parlamento e il governo sarebbero semideserti). Intanto il vecchio boss era a casa sua e non doveva scontare nessuna pena. E poi il concorso esterno scatta quando un esterno alla mafia si mette permanentemente a disposizione della mafia, favorendola e venendone favorito. Dell’Utri è accusato di aver messo prima il Berlusconi imprenditore e poi finanziere nelle mani di Cosa Nostra, ricevendo in cambio favori e potere. Contrada è stato condannato perché avvertiva i mafiosi latitanti dei blitz della polizia (di cui lui stesso faceva parte) e li faceva fuggire, assicurando loro l’impunità in cambio di favori e potere. Altro che intenzioni onestissime.

Queste cose Panebianco, poco esperto in diritto penale (come in tutto il resto dello scibile umano), non le sa. E si adonta perché Camilleri gli risponde per le rime sull’Unità intervistato da Saverio Lodato (che Panebianco chiama “un tal Lodato”, non sapendo ovviamente che Lodato ha scritto per Rizzoli la più completa storia della mafia): Camilleri è un “giustizialista” e quindi “insulta”, “non è un vero signore”, anzi è “cupo, arrogante”, “troppo preso da sé per entrare in sintonia con gli altri” (non lo sfiora l’idea che uno non voglia entrare in sintonia con un tal Panebianco). Tante parole inutili per nascondere che, dietro l’attacco a Camilleri e Montalbano, è partita la campagna per riabilitare Contrada e far assolvere Dell’Utri. Poveretto, come s’offre. 
(Striscia di Fifo)


Watergate casereccio  - Le poesie di Carlo Cornaglia
Ad Arcore, vigilia di Natale,
anno duemilacinque per la storia,
Silvio riceve un dono eccezionale:
un’intercettazione accusatoria

nei confronti del misero Fassino:
“Consorte, siam padroni di una banca!”
Sprofondato in poltrona l’omarino
per la grande emozione quasi sbianca
(leggi tutto)

Segnalazioni

Video - Il movimento 5 stelle presenta il ricorso contro il terzo mandato di Vasco Errani come presidente della regione Emilia romagna: l'intervento di Marco Travaglio a Bologna

Mercoledì 9 giugno, Monterubbiano (Fm), ore 21 - Nicola Biondo presenta il libro-inchiesta scritto con Sigfrido Ranucci, prefazione di Marco Travaglio, "Il Patto" (edizioni Chiarelettere). Intervengono: Anna Petrozzi e Andrea Braconi. C/o auditorium San Francesco  (da antimafiaduemila.org)

no bavaglioNo bavaglio
L'appello contro il Ddl sulle intercettazioni
FNSI: No dei CDR al "silenzio di stato". Pronta la resistenza civile
Video - I sindacati di polizia in piazza contro il Ddl intercettazioni (da repubblica.it)

La libertà di stampa e i libri - L'appello degli editori
Piccola biblioteca della libertà 



ilfattoHai un blog? Gestisci un sito? Partecipa alla campagna virale di lancio del sito del Fatto Quotidiano




sfoglia giugno        agosto
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.0435718999942765]>