.
Annunci online

abbonamento
197
commenti


fifo

da Il Fatto Quotidiano, 8 maggio 2010


Ci vuole tanta pazienza, col Pompiere della Sera. Domenica auspicavamo che l’improvvisa aggressività usata contro Di Pietro dal quotidiano più conformista d’Italia segnasse una svolta e l’articolo “Ambiguità e silenzi di Di Pietro” inaugurasse una saga a puntate (“Ambiguità e silenzi di Berlusconi”, “di Casini”, “di Bossi”, “di Bersani”, “di D’Alema” e, perché no, “di Schifani”). Invece no: siamo fermi alla prima puntata. Almeno per i politici. Perché, sommerso dalle repliche e dalle carte di Di Pietro, il Pompiere incendiario ha deciso di aprire un altro fronte, appiccando il fuoco all’opera di un intellettuale che ha il brutto vizio di opporsi al regime berlusconiano: Andrea Camilleri.

Si cura di lui e del suo commissario Montalbano, anch’egli inguaribilmente antiberlusconiano, il professor Angelo Panebianco. Due settimane fa, nel supplemento Sette, il noto intellettuale bolognese scriveva: “Vuoi vedere che Montalbano è un ‘colluso’?”. Colluso con la mafia, s’intende, perché in una puntata della serie tv “intrattiene rapporti telefonici con un vecchio capomafia… e, addirittura, ferma una guerra di mafia convocando i capi cosca in una località segreta e obbligandoli a stipulare un accordo. Non ce n’è abbastanza per attirarsi addosso un ‘concorso esterno in associazione mafiosa’, quel famoso reato che non esiste in nessun codice… e che è stato tuttavia alla base di tutti i processi per mafia a personaggi eccellenti (Andreotti, Contrada, Dell’Utri e altri)?… Montalbano (o Contrada?), quando si muove nelle questioni di mafia, opera anche lui, inevitabilmente, in una zona grigia dove il confine fra   legalità e illegalità è sempre incerto”, ma ciò che conta sono “le intenzioni onestissime”. Dieci righe, un’infinità di vaccate.

Andreotti non fu imputato di concorso esterno, ma di partecipazione diretta a Cosa Nostra. Il concorso esterno esiste eccome, nel Codice: come il concorso in omicidio, in rapina, in occultamento di cadavere e così via. L’applicazione del reato concorsuale risale addirittura a metà Ottocento per il concorso esterno in brigantaggio da parte dei non briganti che si mettevano al servizio dei briganti. A definirla per la mafia provvidero Falcone e Borsellino nella celebre ordinanza-sentenza del processo maxi-ter e la confermarono numerose sentenze della Cassazione a sezioni unite.

Montalbano che incontra un vecchio boss e lo induce a fermare una guerra di mafia è roba da concorso esterno? Assolutamente no. Non basta incontrare mafiosi per essere incriminati per quel reato (altrimenti il Parlamento e il governo sarebbero semideserti). Intanto il vecchio boss era a casa sua e non doveva scontare nessuna pena. E poi il concorso esterno scatta quando un esterno alla mafia si mette permanentemente a disposizione della mafia, favorendola e venendone favorito. Dell’Utri è accusato di aver messo prima il Berlusconi imprenditore e poi finanziere nelle mani di Cosa Nostra, ricevendo in cambio favori e potere. Contrada è stato condannato perché avvertiva i mafiosi latitanti dei blitz della polizia (di cui lui stesso faceva parte) e li faceva fuggire, assicurando loro l’impunità in cambio di favori e potere. Altro che intenzioni onestissime.

Queste cose Panebianco, poco esperto in diritto penale (come in tutto il resto dello scibile umano), non le sa. E si adonta perché Camilleri gli risponde per le rime sull’Unità intervistato da Saverio Lodato (che Panebianco chiama “un tal Lodato”, non sapendo ovviamente che Lodato ha scritto per Rizzoli la più completa storia della mafia): Camilleri è un “giustizialista” e quindi “insulta”, “non è un vero signore”, anzi è “cupo, arrogante”, “troppo preso da sé per entrare in sintonia con gli altri” (non lo sfiora l’idea che uno non voglia entrare in sintonia con un tal Panebianco). Tante parole inutili per nascondere che, dietro l’attacco a Camilleri e Montalbano, è partita la campagna per riabilitare Contrada e far assolvere Dell’Utri. Poveretto, come s’offre. 
(Striscia di Fifo)


Watergate casereccio  - Le poesie di Carlo Cornaglia
Ad Arcore, vigilia di Natale,
anno duemilacinque per la storia,
Silvio riceve un dono eccezionale:
un’intercettazione accusatoria

nei confronti del misero Fassino:
“Consorte, siam padroni di una banca!”
Sprofondato in poltrona l’omarino
per la grande emozione quasi sbianca
(leggi tutto)

Segnalazioni

Video - Il movimento 5 stelle presenta il ricorso contro il terzo mandato di Vasco Errani come presidente della regione Emilia romagna: l'intervento di Marco Travaglio a Bologna

Mercoledì 9 giugno, Monterubbiano (Fm), ore 21 - Nicola Biondo presenta il libro-inchiesta scritto con Sigfrido Ranucci, prefazione di Marco Travaglio, "Il Patto" (edizioni Chiarelettere). Intervengono: Anna Petrozzi e Andrea Braconi. C/o auditorium San Francesco  (da antimafiaduemila.org)

no bavaglioNo bavaglio
L'appello contro il Ddl sulle intercettazioni
FNSI: No dei CDR al "silenzio di stato". Pronta la resistenza civile
Video - I sindacati di polizia in piazza contro il Ddl intercettazioni (da repubblica.it)

La libertà di stampa e i libri - L'appello degli editori
Piccola biblioteca della libertà 



ilfattoHai un blog? Gestisci un sito? Partecipa alla campagna virale di lancio del sito del Fatto Quotidiano




146
commenti


Vignetta di BandanaxIl Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2009

Da quando Berlusconi l’ha accusato di essere l’organo del Comintern, il Pompiere della Sera è impegnatissimo a dimostrare che non è vero, che i cattivi sono altri. Domenica ha reclutato il cardinal Angelo Bagnasco, dedicando alle sue fondamentali illuminazioni il titolo di prima pagina: “Lo scontro danneggia l’Italia”. Di quale scontro parli il Cardinal Estintore, non è dato sapere, visto che l’opposizione è in tutt’altre faccende affaccendata e Al Tappone fa tutto da solo con la sua ex-signora, le sue escort, i suoi coimputati, i suoi avvocati, i suoi telekiller.

Ma non importa: anche l’altroieri il quotidiano di via Pompierino ha assolto al suo compito di spegnere gl’incendi che non ci sono. Ieri poi è entrato in scena a sirene spiegate, col caschetto sul capino, la tuta ignifuga, le slip in amianto e la pompetta ad acqua, il prof. Angelo Panebianco, che teme sempre di ustionarsi la barba. Vede “guerra civile strisciante” dappertutto, tant’è che ha appena ordinato un Canadair della protezione civile per dare più efficacia ai suoi editoriali scritti con l’idrante, terrorizzato dai piromani nostrani ai quali si aggiungono pure “rispettabili pensatori di altri paesi aizzati da demagoghi nostrani”. Tipo quel putribondo figuro di Josè Saramago che, non contento di avergli soffiato il Nobel per la letteratura, s’è messo pure a dire che l’Italia non è una democrazia. Possibile mai che uno straniero capisca l’Italia meglio di un professore con barba che vive a Bologna nel Mulino, anzi nel Mulino Bianco? No, impossibile: dev’esserci qualcuno che lo “aizza” di nascosto. E nessuno dice niente, nessuno fa niente: tocca far tutto al professor Panebianco che, sconsolato, distilla per gli eventuali lettori la sua summa theologica: “Conviene tornare ai fondamentali”, intima.

Ecco, torniamoci. Primo punto: “Nelle democrazie, la maggioranza dei cittadini ha interesse nullo o sporadico per la politica”. Purtroppo invece in Italia c’è gente che se ne interessa (ovviamente “aizzata” dai figuri di cui sopra): bisogna dissuaderla e lui è lì apposta. Eccolo dunque descrivere i “tre tipi umani che più frequentemente si incontrano in tale minoranza” che si interessa di politica: “l’estremista, il fazioso, il pluralista”. L’estremista è “pericoloso”, “frustrato”, “odia il nemico politico”, considera la politica “una grande discarica” e “alimenta un clima” brutto e violento. “Poi c’è il fazioso” che, “a differenza dell’estremista, non è un caso psichiatrico”, ma ha “orrore per le opinioni diverse dalla sua”. Entrambe le categorie parrebbero descrivere alla perfezione il presidente del Consiglio e i suoi fans (tipo Giuliano Ferrara, che ieri paragonava il pedinamento del giudice Mesiano alle proteste popolari contro Craxi, Poggiolini e Previti, dimenticando di precisare che Mesiano è un galantuomo e gli altri tre sono pregiudicati): invece Panebianco le appiccica ai due o tre “antiberlusconiani” rimasti in Italia.

Infine c’è “il pluralista”, e il prof. Panebianco modestamente lo nacque, barba compresa: “quanto più prevale il tipo pluralista, tanto più la democrazia è salda e sicura”. A questo punto il lettore, casomai fosse sopravvissuto, viene investito dal colpo di grazia finale: “C’è poi la questione dell’uovo e della gallina”, di cui facciamo venia ai nostri lettori perché vorremmo conservarne qualcuno. Ma in cui possiamo assicurare che il vicepompiere Galli della Loggia non c’entra.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni

Presentazione de "Il regalo di Belrusconi" (La vera storia del caso Mills) di Peter Gomez e Antonella Mascali. Hanno partecipato con gli autori: Gianni Barbacetto, Bruno Tinti, Marco Travaglio
C/o Camera del lavoro, Corso di Porta Vittoria, 43 Milano - 20 ottobre 2009, ore 20.30
Guarda il video dell'introduzione di Marco Travaglio

dossier / Le navi dei misteri - Ucuntu n.54 (18 ottobre 2009)


da Micromega.net
Salvatore Borsellino: "Le parole di Pietro Grasso mi sconvolgono"
Video Roberto Saviano e Loretta Napoleoni: "Mafia Spa"
Genova, il grande inciucio Scajola-Burlando prepara quello Berlusconi-D’Alema? di Pierfranco Pellizzetti

Come Berlusconi aiuta la mafia di Katharina Kort (Handelsblatt.com, Germania - 13 ottobre 2009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info


Stravagante... - guarda il video di 58pippo958

Commento del giorno
di Anselmo d Aosta - lasciato il 20/10/2009 alle 0:46 nel post Il randello catodico-mafioso
Berlusconi dice di esssere il miglliore di avere tutte le virtù. Ora anche la sincerità è una virtù quindi non può che essere vero quello che dice. E' la realta che è bizzarra e cangiante. Un tempo volevamo l'immaginazione al potere, e siamo stati fregati con il potere all'immagine.
La nostra risata non ha seppellito nessuno.
Però è bastato un suo sorriso a raggelarci tutti.



154
commenti




Vignetta di NatangeloOra d'aria
l'Unità, 29 dicembre 2008


Il giochino dell’“heri dicebamus” è sempre molto divertente e istruttivo, nel paese dei voltagabbana e degli smemorati. Non puoi distrarti un attimo, e chi stava a destra te lo ritrovi a sinistra, chi stava con le guardie lo scopri coi ladri, e viceversa. Da qualche giorno si esercitano nel giochino le meglio firme del Corriere. Prima Pigi Battista rileva il doppiopesismo di chi, a sinistra, denuncia il conflitto d’interessi di Berlusconi, politico e proprietario di tv e giornali e radio, banche e assicurazioni e tutto il cucuzzaro, ma tace su quello di Soru, governatore di Sardegna, fondatore di Tiscali ed editore dell’Unità. Poi Angelo Panebianco, citando l’autorevole Del Turco, ironizza sul Pd “garantista per gli amici” (D’Alfonso) e “giustizialista” con i nemici (Berlusconi e, par di capire, Del Turco stesso, che peraltro era del Pd). Può darsi che la polemica sul doppio standard - le leggi, diceva Giolitti, per i nemici si applicano e per gli amici s’interpretano - abbia un suo fondamento. Ma chi denuncia l’incoerenza altrui dovrebbe essere coerente in proprio: dicendo chiaramente quali sono i suoi parametri di valutazione e applicandoli imparzialmente a tutti. Battista e Panebianco non lo fanno.

Che cosa pensi Pigi del conflitto d’interessi di Berlusconi non s’è mai saputo: non si ricordano suoi veementi editoriali per intimargli di cedere tv e giornali, o almeno di conferirli in un blind trust (fondo cieco, purchè lo sia davvero); anzi, se non andiamo errati, Battista fu vicedirettore di Panorama edito dalla famiglia Berlusconi a metà degli anni 90 sotto la direzione di Giuliano Ferrara, altro monumento al conflitto d’interessi, un po’ giornalista, un po’ politico (ministro, candidato al Mugello, consigliere del principe). Anche chi scrive pensa che la soluzione adottata da Soru per il suo conflitto d’interessi sia largamente insufficiente, per quanto molto più spinta (ci vuol poco) di quella adottata (anzi non adottata) da Berlusconi. Ma l’ultimo a poter dare lezioni a Soru è chi non ha mai detto una parola su Berlusconi, se non per invitare la sinistra a evitare “leggi punitive” in materia (invito peraltro superfluo). Idem per il doppiopesismo di vari esponenti Pd sulle vicende giudiziarie a seconda del colore dell’indagato. Cosa pensiamo delle esternazioni di Veltroni, Tenaglia, Violante & C. sull’arresto e la scarcerazione dell’ex sindaco di Pescara l’abbiamo scritto sull’Unità: la stessa cosa che scriviamo ogni qual volta, con toni ben più feroci, il centrodestra attacca i magistrati che si occupano di qualche suo esponente, dall’Alpi al Lilibeo.

Ci sfugge invece il pensiero di Panebianco, anche perché nel corso degli anni ha subìto, come quello dei vari Pera e Galli della Loggia, una certa evoluzione. Ai tempi di Mani Pulite, ora descritta come una stagione orribile, Panebianco scriveva: “C’è un solo compito che i successori di Craxi dovrebbero assumersi: guidare il Psi, con la massima dignità possibile, verso l’estinzione”. Roba che nemmeno il più sfegatato giustizialista di sinistra ha mai osato pensare. Oggi Panebianco auspica che il Pd si liberi dell’”abbraccio mortale di Di Pietro” e si “sieda al tavolo con la maggioranza per riformare la giustizia”. Ma non ci ha ancora detto una cosa fondamentale: a suo insigne avviso, un politico che ruba deve andare in galera come ogni cittadino, o no? Prima di denunciare il doppiopesismo altrui, sarebbe il caso di comunicare il peso proprio. Anche la non nobilissima qualifica di cerchiobottista va meritata: oltre a dare il solito colpo al cerchio di sinistra, bisognerebbe ogni tanto assestarne qualcuno anche alla botte di destra.
(Vignetta di Natangelo)

Panebianco mi dà dell'imbroglione: "Giustizialismo. Il piccolo imbroglio" di Angelo Panebianco (Corriere della Sera, 31 dicembre 2008)

Panebianco giustizialista modello 1993: "Partito al capolinea" di Angelo Panebianco (Corriere della Sera, 23 gennaio 1993)

La mia risposta a Panebianco che il Corriere non ha pubblicato

Segnalazioni

Capodanno e ho detto tutto - il video di Roberto Corradi



sfoglia maggio        luglio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.530796899998677]>