.
Annunci online

abbonamento
176
commenti



bandanax

Vertigini italiane di un giorno a caso, oggi. Adriano Celentano scrive sul Corriere della Sera non di Sanremo, ma di processo breve, processo giusto e di Berlusconi che “ha buone intenzioni di lavorare per il bene del Paese”, il quale Paese dovrebbe risarcirlo con una sola piccola legge che fulmini i suoi processi, amen. Del Bono, il sindaco di Bologna dice che si dimette, ma non subito, forse ha sbagliato bancomat, il resto è ok. Cinzia Cracchi, la ex fidanzata di Del Bono, che per sua privata vendetta di cuore e di bancomat ha silurato Del Bono, dice che potrebbe anche candidarsi, è diventata famosa, forse ha un piano, ci sta pensando. Barbara Palombelli dice che di notte si sveglia con l’incubo che le sparisca il partito, dice partito, non marito. Antonio Bassolino dice che alle prossime elezioni in Campania non correrà lui, ma un suo uomo, cioè non direttamente lui, ma quasi lui, per venire incontro all’entusiasmo degli elettori. Il ministro Alfano  dice che la protesta dei magistrati organizzata per la prossima inaugurazione dell’anno giudiziario, contraddice lo spirito etico della giornata istituzionale dedicata alla giustizia; il suo tono è perentorio, di chi vuole retoricamente spuntare le unghie ai magistrati, e di unghie lui si intende.

Tre foto, scattate in meno di una settimana, ritraggono il Cavaliere con differenti arredi sulla testa, nella prima ha i capelli fluenti e rossicci, nella seconda pochi capelli e giallini, nella terza abbondanti e quasi neri: indaga il Copasir, ora che Max D’Alema ha finito con la Puglia e ha più tempo. 
(Vignetta di Bandanax)   

Segnalazioni

berlusconeide 
 In libreria dal 28 gennaio

 Carlo Cornaglia
 con Elio Laganà. 

 Berlusconeide. 
 Poema Cavalieresco
 Le donne, l’arme, gli amori  del cavalier Silvio Berlusconi.
 
 Illustrazioni di Vauro
 Prefazione di Filippo Ceccarelli 

 


Reset Radio intervista Giorgio Bocca -  Ascolta l'intervista di Franz Baraggino su resetradio.net

Commento del giorno
di Sarx88.com - utente certificato - lasciato il 27/1/2010 alle 18:20 nel post Fotoricatto con ministro
Chi di gossip ferisce di gossip perisce...

Annozero: i vostri commenti della puntata


183
commenti



Foto di dadevoti da flickr.comLa fissità erbivora che Antonio Bassolino esibisce mentre tutti gli interlocutori lo sommergono di accuse che lui ascolta senza muovere né muscoli, né occhi, andrebbe segnalata agli etologi.
I rendiconti più drammatici gli passano sul viso come acqua sui vetri. Nei quindici anni del suo regno, la Campania e Napoli sono diventati un miserabile inferno e uno scandalo perpetuo. Complice la gran parte dei cittadini che disconosce l’interesse collettivo, in sintonia con la propria classe dirigente.

Nella comune rassegnazione (e omertà dei molti) in questi anni è accaduto il peggio. La violenza dilagata come un virus. La camorra che comanda sulla vita e sulla morte. Il narcotraffico che avvelena. Il racket che governa il lavoro e l’economia. La prostituzione diventata schiavitù. E poi l’illegalità come norma. Gli scandali dell’edilizia e della politica. Del denaro pubblico dissipato. Del disastro edilizio. Del dissesto ambientale. Delle periferie abbandonate. Che hanno trasformato questo territorio un tempo bello, in paesi miserabili, periferie invivibili, con strade devastate dal traffico, dai centri commerciali orrendi, dalle discariche a cielo aperto, dal traffico perpetuo, dal disordine universale. E infine sommerso dalla spazzatura, tracimata come un’onda di fango e di detriti umani, raccontata con incredulità da tutti i giornali del mondo, da tutte le televisioni del mondo. Suscitando ribrezzo, scandalo, rabbia. In tutti.

Meno che nel nostro imperturbabile Bassolino che sempre ascolta in silenzio, con gli occhi fissi all’interlocutore. L’altro giorno il Cavaliere lo ha umiliato in pubblico, convocandolo all’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra (di cui si vantava) ma poi dandogli una sedia in platea. Era una gogna. Ma Bassolino, quella stessa sera in tv, si affannava a decantare “i successi del premier”. A applaudirlo. A inchinarsi al suo cospetto. E solo raddoppiando la propria pubblica umiliazione, sembrava contento.
(Foto di dadevoti da flickr.com)


171
commenti



Immagine di Roberto CorradiVanity Fair, 18 febbraio 2009


Tra le mozzarelle e le vongole Clemente Mastella ha sempre scelto i princìpi. Ne avanzava un piatto fumante alla tavola del Cavaliere, apparecchiata per le prossime Europee: ci si è accomodato coi gomiti larghi, intimando il silenzio ai commensali circostanti, fulminati con un preventivo “Chi pensa male è un farabutto”. Ma il silenzio è diventato una risata. La quale anziché spettinarlo dalla vergogna, ha funzionato come un salvacondotto, insieme con gli occhioni stupefatti d’eterno garzone della politica, servitore con zelo, anche a sessant’anni suonati, dai tempi di De Mita a quelli di Cossiga, passando per quasi tutti.

“Che ci volete fare? E’ Mastella!” Il “Teocon Famiglia” secondo la formidabile definizione del Sole 24 Ore. Quello con il finanziamento pubblico incorporato. Il seggio garantito. La processione dei sindaci del Sannio. La villa a Ceppaloni. Le melanzane, la pastiera. Le storielle per rallegrare il capo di turno. E la scorta: fino a ieri (comicamente) affidata alla polizia penitenziaria, in quanto ex Ministro di Giustizia e non in qualità di fragile consorte della temuta Sandra, arrestata domiciliarmente per certe sonore telefonate, nelle quali ragionava (in verità) più di primari che di princìpi, e con gli artigli ben conficcati nel sommo bene: le Asl

Non ci sarebbe niente da ridere davanti a una simile deriva della politica: il tradimento a sinistra ripagato a destra. La coltellata a Prodi e il seggio a Strasburgo. Lo scandalo senza scandalo. Ma andrà peggio con i prossimi fuochi d’artificio, se sono veri i pronostici, lui avversario di Antonio Bassolino, stessa circoscrizione. Epica lotta: Godzilla contro King Kong. Per raccontarlo ci vorrà Dario Argento.
(Immagine di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Resti in carcere il serial criminale - di Bruno Tinti

L'Italia indifferente al processo per corruzione di Berlusconi - Lo speciale di Italiadallestero.info

Sì alla vita, no alla tortura di stato - il 21 febbraio tutti a piazza Farnese
.

 

140
commenti


Vignetta di Molly BezzVanity Fair, 27 agosto 2008

Il Paese va in malora, Berlusconi accumula denari, potere e immunità, ma i sinistri apparati della sinistra sembrano accorgersi di nulla. Tutti occupati - come ai tempi irosi e lieti del loro ultimo governo - a azzannarsi tra loro.

Riassumendo. Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino è in guerra con l’altra metà del partito democratico piemontese per via di un grattacielo, di una banca e per incompatibilità di carattere. Renato Soru, governatore della Sardegna, viene trascinato in tribunale da un tale Antonello Cabras, segretario del suo stesso partito, che lo accusa di essere poco meno di un dittatore. Massimo Cacciari, sindaco di Venezia definisce i leader democratici (quando va bene) dilettanti e inconcludenti. Agazio Loiero, altro sinistro, nonché governatore di Calabria, è in definitiva rotta di collisione con i suoi ex compagni di partito. L’alleato Di Pietro ha varato una sua lotta permanente a Walter Veltroni e annuncia di candidarsi da solo alle prossime elezioni per la presidenza della Regione Abruzzo decapitata dopo l’arresto di un'altra bandiera della sinistra democratica, Ottaviano Del Turco. Veltroni ricambia Di Pietro con la medesima ostilità ogni qual volta si stanca di prendersela con il suo nemico storico Massimo D’Alema. Il quale restituisce il disprezzo, estendendolo volentieri a Arturo Parisi, ex ministro della Difesa del governo Prodi, che a sua volta detesta sia Veltroni che lo stesso D’Alema. Antonio Bassolino, il re dalemiano della spazzatura napoletana, governatore della Campania, anzichè dimettersi e scomparire, sconfessa Veltroni, elogia Berlusconi, e prepara la sua candidatura al parlamento europeo come buonuscita estera per il suo capolavoro (inter)nazionale. Altri litigi si segnalano in Sicilia, in Molise e perfino dove il pd non esiste quasi più, come in Lombardia. Avanti così, bene, e che poi qualcuno spenga la luce.
(Vignetta di Molly Bezz)

Segnalazioni

La responsabilità civile dei magistrati (parte seconda) - l'ultima puntata di "Toghe rotte", la rubrica sullla giustizia a cura di Bruno Tinti

sfoglia dicembre        febbraio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.218507374999717]>