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da Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2010


A proposito della portata eversiva delle cronache dall’estero, giunge notizia delle furibonde polemiche suscitate a Londra dalla visita di Mark Thompson, direttore generale della Bbc, al numero 10 di Downing Street per incontrare il portavoce del premier Cameron. La stampa britannica, alla vista della foto che immortala il numero uno della tv pubblica entrare nella residenza del primo ministro, fa notare che “l’appuntamento è del tutto irrituale, inedito e molto preoccupante”. Nessuno infatti è riuscito a trovare qualche precedente del genere. Il leader laburista Miliband chiede alla Bbc di “fugare anche il più piccolo dubbio che la sua indipendenza editoriale sia stata compromessa”. E Thompson replica che “nell’incontro non è avvenuto nulla di compromettente per l’indipendenza della testata”. Tutto questo a Londra.

Ora fate un bel respiro, cercate di restare seri e pensate intensamente a Bruno Vespa e Augusto Minzolini, responsabili dell’informazione e approfondimento sulla prima rete della tv pubblica italiana. I due sono di casa a Palazzo Grazioli e nelle altre ville del Residente del Consiglio, ma questo è l’aspetto meno rilevante, anche se a Londra basterebbe a dare scandalo.  Figurarsi che si direbbe di loro in un altro Paese se si sapesse che il primo pubblica i suoi libri per la casa editrice di B. (Mondadori) e il secondo ha tenuto per anni una rubrica su un settimanale edito da B. (Panorama) prima che B. lo nominasse direttore del Tg1 ad personam. Nessun giornale e nessun Pd ha chiesto ai vertici Rai di “fugare anche il più piccolo dubbio che la sua indipendenza editoriale sia stata compromessa”. Anche perché la richiesta andrebbe inoltrata a Masi, pure lui nominato da B. Masi del resto è occupatissimo: deve convincere Vespa a condurre il Festival di Sanremo con i colleghi Pippo Baudo, Emanuela Arcuri ed Elisabetta Canalis. Ma l’insetto fa il ritroso e non ha ancora sciolto la riserva: dipenderà dai décolleté della Arcuri e della Canalis, viste le tempeste ormonali senili che già lo colpirono in una celebre puntata di Porta a Porta dedicata ai seni siliconati e che sono riesplose l’altra sera al premio Campiello, quando lo sguardo lubrico dell’anziano satiro maculato si è posato sulle grazie di una giovane scrittrice trattata da velina.
 
In compenso la Rai seguita a ignorare le clamorose novità della politica, regalando praterie inesplorate a La7 di Mentana che ha quadruplicato gli ascolti con un vecchio e subdolo trucco sconosciuto al servizietto pubblico: dare le notizie (poi, certo, non vedere più la faccia e le camicie di Piroso aiuta). L’altra sera, mentre La7 seguiva passo passo la svolta di Fini e la crisi del governo B, l’insetto mandava in onda uno speciale Porta a Porta dedicato a Fiorello e alla sua signora.
Minzolingua invece sperimentava la nuova par condicio preelettorale facendo commentare il discorso di Fini a Gasparri e a Cicchitto, l’uno in rappresentanza del Pdl, l’altro della P2 (mancavano purtroppo i delegati della P3, trattenuti da un legittimo impedimento: sono tutti in galera). Ieri poi, vedendo B. in stato confusionale, gli ha dato la linea con un sapido editoriale dei suoi. Contro Fini, chi l’avrebbe mai detto (c’era pure La Russa, per par condicio). “Io – spiegava l’altro giorno Scodinzolini a Libero – cerco di fare un tg equilibrato, che dà spazio a tutti. I numeri sono abbastanza chiari”. Infatti il Tg1 perde ascolti a rotta di collo. “Io – proseguiva il fine umorista – ho dato un’anima al Tg1 e non sono affatto fazioso, ma pluralista, avendo come interlocutore il Paese”. Niente di meno. Infatti “abbiamo intervistato Bersani e anche Epifani”. Roba forte. E, beninteso, “quando non sarò d’accordo col premier lo dirò chiaramente”. Gliele canterà chiare. Ma già “in questi mesi abbiamo dimostrato di saper andare controcorrente, prendendo posizioni scomode”. Quasi tutte quelle del Kamasutra, ma soprattutto una: B. sopra e lui sotto. 
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Gran Bretagna: accuse al direttore della Bcc per la visita a Downogn Street - dalla Rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Video - Minzolini “travestito” da Berlusconi invade il Tg1: “Elezioni subito” (da ilfattoquotidiano.it

L'orsacchiotto, il triangolo e l'Europa - di Riccardo Orioles da www.ucuntu.org
W il ponte - Ucuntu n.85 del 5 settembre 2010 

Il primo compleanno di Il Fatto Quotidiano - Dal 10 al 12 settembe a Marina di Pietrasanta (Lucca). Il programma della festa

Spezzano della Sila (Cs), 19 settembre, ore 18.30 - Incontro con Marco Travaglio nell'ambito della rassegna "Satira e libertà d'informazione", curata da Curzio Maltese. C/o anfiteatro del centro visite, parco nazionale della Sila.





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da Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2010


Sostiene Scodinzolini che il problema del Tg1 erano Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, che “accompagnano le notizie con la mimica facciale e danno giudizi indiretti: questa è positiva, questa è negativa”. Ma ora il problema è risolto: la Ferrario l’ha rimossa lui e la Busi si è rimossa da sola. Resta Attilio Romita, quello che non ha mimica facciale nel senso che ride sempre, a prescindere, senza sapere perché, sia che annunci uno sterminio di massa, sia che informi di una manovra finanziaria da 25 miliardi, tuttovabenmadamalamarchesa. È come Calderoli: talmente giulivo di stare dove sta e mai avrebbe immaginato di stare che non riesce a trattenere la gioia incontenibile. Restano da chiarire un paio di punti. Primo: come facevano la Busi e la Ferrario ad “accompagnare le notizie con la mimica facciale”, visto che il Tg1 non dà notizie?

Per raccontare il caso, anzi la casa di Scajola, la Telepravda scodinzolina ha impiegato una settimana, il tempo di accertare che Sciaboletta fosse stato scaricato dal premier padrone, cioè politicamente morto: a quel punto, quando ormai i giornali di tutto il mondo avevano raccontato tutto, è arrivato anche il primo tg d’Italia, raccontando con tutte le cautele del caso che il ministro delle Attività produttive aveva scoperto che qualcuno gli aveva pagato la casa a sua insaputa e, per poterlo scovare e punire in tutta calma, si era dimesso. Nell’attesa, ammazzava il tempo con notizione del tipo: “Meglio dimagrire in fretta che un po’ per volta”, “Aspirapolvere miracoloso venduto porta a porta” (ma Vespa non c’entra), “Si chiama Pedibus, è un sistema per accompagnare i bimbi a scuola senza autobus”, “Sembrano vere, in realtà sono finte mucche d’autore”, “Che fine ha fatto la primavera?” (non ci sono più le mezze stagioni), “Si torna a parlare del coccodrillo del lago di Falciano”, “L’abbronzatura artificiale può dare dipendenza?”, “Anche le corde vocali invecchiano: per tenerle in forma, secondo gli esperti, cantare è uno dei messi più sicuri e va ancora meglio se si canta sotto la doccia”, “Arriva lo scanner per la scarpa su misura”, “Si chiama lyng down, consiste nello stendersi a pancia in giù nei posti più strani”, “Allarme obesità a Mosca” (a Palermo invece il problema è il traffico), “Chi non si è imbattuto nello stress del parcheggio in doppia fila?”, “È ora di cena, perché non parlare della pasta?”, “Gli stivali di gomma, un accessorio sempre più diffuso”, “Inventate le mutande anti-scippo”, “Allarme per la medusa quadrata”, “Del maiale non si butta via niente: la sagra del settore espone un cotechino da record”, “Un autista britannico è allergico alla moglie”, “Arrivano i corsi per maggiordomi” (tenuti alternativamente da Minzolini e da Vespa) e infine, a grande richiesta, “Tutti i segreti del peperoncino”.

Quando poi la notizia arriva a tradimento, provvedono le tecnologie a neutralizzarla. L’altroieri l’attore Elio Germano ha dedicato la Palma di Cannes “all’Italia, ma non ai suoi politici”. Il prode Vincenzo Mollica giura di aver inserito la frase nel suo servizio, ma purtroppo è sparita a causa di uno spiacevole “guasto tecnico”. Dicesi guasto tecnico il simpatico aggeggio inserito nelle attrezzature di montaggio per depurare i servizi da malaugurate critiche ai politici. Alle parole “contro” e “politici”, scatta automatico il taglio. Brevettato da Scondinzolini, il marchingegno ci è già stato richiesto dal governo russo dell’amico Putin, da quello bielorusso dell’amico Lukashenko e da quello libico dell’amico Gheddafi. Secondo e ultimo punto: abolita la mimica facciale davvero sgradevole delle Busi e delle Ferrario, che si fa per la mimica facciale di Minzolingua? Beneficia forse di una speciale dispensa dei vertici Rai? Se è vero che, come diceva Dostoevskij, dopo i 40 ciascuno è responsabile della faccia che ha, urge bollino rosso per segnalare alle famiglie la presenza della faccia di Minzo in fascia protetta, perché possano portare tempestivamente in salvo i minori. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Segnalazioni

Parlamento europeo pulito - La mobilitazione comincia a sortire i primi effetti (dal blog di Andrea d'Ambra)

Mercoledì 26 maggio, Pisa, ore 17.30 - Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad Personam (edizioni Chiarelettere) c/o stazione Leopolda, piazza Francesco Domenico Guerrazzi 

no bavaglioNo bavaglio
Firma l'appello contro il Ddl sulle intercettazioni
Video - Gli interventi dei direttori delle maggiori testate italiane all'incontro del 24 maggio alla FNSI (dal blog No all'informazione al guinzaglio)
Il testo del documento comune "Fermare il Ddl Alfano"
Video - Scalfaro: ddl intercettazioni inconstituzionale (da repubblica.it)


La libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
 Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.

Video - Laterza: il controllo spetta agli editori (da repubblica.it)


 


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Mercoledi 17 marzo, Marco Travaglio è ospite di Tetris, La7, ore 21.

bandanax

Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2010
 
Adesso a Roma, nelle fila del centrodestra, è tutto un gridare alla fuga di notizie. È una caccia continua alle fonti che hanno permesso a Il Fatto Quotidiano di ricostruire parte dei contenuti dell’indagine di Trani sulle pressioni e le minacce del premier, Silvio Berlusconi, all’Agcom. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sguinzagliato i suoi ispettori. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Domenico Nania, parla di un “disegno politico”. L’avvocato-deputato Niccolò Ghedini denuncia la “violazione del segreto istruttorio”. Il presidente del Senato, l’avvocato Renato Schifani, chiede che venga approvata in fretta la legge mordacchia sugli ascolti telefonici “per porre i cittadini al riparo da pubblicazioni che riguardano la loro vita privata e fatti non penalmente rilevanti”, dimenticando che ben poco (anzi niente) di ciò che è finora è finito sulle pagine dei giornali riguarda la privacy del cittadino presidente del Consiglio.  

Come è doveroso, comunque, la Procura di Trani indaga. Anche se, a ben vedere, la fuga di notizie più misteriosa di tutta l’inchiesta sull’Agcom non riguarda tanto Il Fatto Quotidiano che, per dovere di cronaca, è tenuto a pubblicare quanto sa (e riesce a verificare) sui lati oscuri del potere. Lo spiffero più inquietante riguarda invece sempre lui: Silvio Berlusconi. Il premier, infatti, almeno dai primi di dicembre era a conoscenza dell’esistenza di un’inchiesta sull’Autorità garante delle Comunicazioni. Pochi giorni prima delle deposizioni, ancora nelle vesti di testimoni, del direttore del Tg1, Augusto Minzolini ,e del membro dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, messe in calendario dalla procura per il 17 dicembre (filone carte di credito revolving), il leader del Pdl esterna le sue preoccupazioni proprio a Innocenzi. 

Siamo nella settimana calda della puntata di Annozero dedicata alla presunta trattativa Stato-mafia e alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza su Marcello Dell’Utri e lo stesso Berlusconi. Il presidente del Consiglio, come sempre, vorrebbe che non andasse in onda. Negli uffici dell’Authority sono in corso le grandi manovre tra i membri, in teoria indipendenti, dell’Autorità di garanzia. Ma il problema è sempre il solito. Il presidente Corrado Calabrò, resta sulla sua linea. L’Agcom può eventualmente sanzionare ciò che accade in una trasmissione televisiva solo dopo che è andata in onda, non prima. Berlusconi e Innocenzi, comunque, ci riprovano. Sperano che durante la riunione del consiglio, Calabrò finisca per cambiare idea e che voti con i membri legati al centrodestra “un provvedimento d’urgenza”. Per questo Innocenzi spiega che sta per telefonare al Garante. Ma il premier lo invita alla prudenza: “Stai attento a parlare col presidente”, ammonisce, “ci sono voci, non so se fondate che dicono che abbia il telefono sotto controllo”. L’informazione è (quasi) esatta. Davvero l’Agcom è sotto inchiesta. Solo che nel mirino degli investigatori non c’è Calabrò, ma Innocenzi. Insomma qualcuno ha parlato. Ma chi? Gli accertamenti finora non hanno permesso di stabilirlo. 

È noto che, nel recente passato, il premier si è reso protagonista di memorabili sfuriate nei confronti dei vertici dei Servizi segreti e di varie forze di polizia colpevoli, a suo avviso, di non averlo messo in guardia dal frequentare personaggi, come il giovane imprenditore barese Giampaolo Tarantini (caso Escort), che erano in quel momento nel mirino dei detective. Ma le indagini di Trani sulle eventuali fughe di notizie istituzionali non hanno portato a nessuna certezza e hanno finito solo per mettere in luce solo i timori di Innocenzi. 
Anche l’ex manager Fininvest ha infatti dei sospetti. A Berlusconi confida di aver trovato sul display del suo apparecchio portatile un numero che, una volta richiamato, è risultato inesistente. Uno dei tecnici dell’Authority gli ha pure spiegato che quello poteva essere un sistema per ascoltargli le telefonate. Per questo vuole disporre altri controlli. All’improvviso il premier si fa così laconico e pensieroso. Dopo poche frasi chiude la conversazione. Forse ha un presentimento. Ma ormai è tardi. Maledettamente tardi. Quello che ha detto e fatto contro la libertà d’informazione è lì, inciso nelle memorie dei computer della Guardia di finanza. E non può più essere cancellato.
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni

Minacce di regime -
La sesta puntata di Telebavaglio dedicata all'inchiesta di Trani-

raiperunanotteRai per una notte - L'appello di Michele Santoro per la manifestazione-trasmissione del 25 marzo 2010, in diretta dal Paladozza di Bologna contro la censura.

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Testo:
Buongiorno a tutti, scrive Vittorio Feltri oggi, anche a lui capita di scrivere delle cose sensate almeno nelle prime righe “Il Fatto quotidiano” giornale criticabile e criticato, ma interessante, tant’è vero che con 4 gatti in redazione, riesce a far impazzire il potere e a vendere abbastanza copie per essere autonomo, pubblica alcuni giorni fa una notizia in copertina “la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta che riguarda anche Berlusconi, arricchita di intercettazioni telefoniche in cui il Premier ne dice di ogni colore contro Santoro e Floris, programma Annozero antipatizzante del centro-destra” va bene, questa è la sintesi, ci prendiamo volentieri del giornale autonomo che fa impazzire il potere e che vende abbastanza copie, questo è un merito oltre che dei nostri giornalisti, anche di voi lettori e state addirittura aumentando in questi ultimi giorni! (leggi tutto)

Commento del giorno 
di Roland -  lasciato il 14/3/2010 alle 17:16 nel post Ad personam. 16 anni di leggi pret-à-porter
Ieri in piazza del Popolo, davanti a 200'000 persone, è stata pronunciata una frase eversiva: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". La cosa non è sfuggita a Berlusconi, che ha subito denunciato sia gli autori, sia il dicitore, sia chi l'ha applaudita (per apologia di reato).

 


continua

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natangelo


Ogni tanto per svagarmi, guardo il Tg Uno di Augusto Minzolini. Apprendo che dromedari assetati assaltano cisterne d’acqua in Australia. Penelope Cruz si sposa e dichiara: il vestito che indosserò sarà il più importante della mia vita. Fiorello sta girando con il nuovo show. Vanno di moda i cappottini per cani e a Cortina anche le scarpine per i bassotti a pelo corto. Una tale Clerici che presenterà Sanremo è dimagrita e dimagrendo è anche svenuta.
E’ morto il papà dei paparazzi, aveva 80 anni, lo piangono i paparazzi rimasti vivi. Un italiano ha ultimato dopo nove mesi il puzzle più grande del mondo, 24 mila pezzi e dichiara: bisogna avere occhio per le sfumature di colore. Angelina Jolie e Brad Pitt si baciano in pubblico allo stadio per smentire le voci di divorzio, e dopo il bacio querelano i tabloid che hanno parlato di divorzio. A Vancouver, alla vigilia delle Olimpiadi della neve, non nevica. In Mongolia nevica troppo, la temperatura scende a meno cinquanta, i vitelli muoiono. Su Internet si moltiplicano i siti dedicati all’interpretazione dei sogni, una tizia pescata per strada dice che di solito sogna di camminare scalza e quando se ne accorge, per non sporcarsi i piedi, vola. Sta arrivando il telefonino con il traduttore incorporato, tutti potranno chiamare in Turchia o Senegal e parlare liberamente.
So che quando finisce il tg uno i miei vicini di casa mettono a letto i bambini che nel frattempo si sono rasserenati. Ai miei tempi si andava a letto dopo Carosello. 
(Vignetta di Natangelo)

Commento del giorno
di TheGianlucaTV - utente certificato - lasciato il 10/2/2010 alle 14:21 Delitti a fin di bene
Bertolaso indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla regolarità degli appalti per il G8. Adesso sì che ha tutti i requisiti per diventare Ministro del Governo Berlusconi.


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Rispondo ancora una volta (sperando che sia l’ultima) sull’editoriale di Minzolini sulla manifestazione di Roma per la libertà di stampa e sull’articolo di Beatrice Borromeo sulla cocaina in Italia e in Europa. Su entrambi, non c’è nulla da rettificare. Basta leggere attentamente gli articoli.

Minzolini disse testualmente e falsamente che la manifestazione era stata “convocata per protestare contro la decisione del premier di querelare (non è vero: sono denunce civili, ndr) due giornali, Repubblica e Unità. Si contestano due sole querele (ridàgli, ndr) e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento. Negli ultimi dieci anni ci sono state in media (sic, ndr) 430 querele di politici contro giornali, il 68% presentate da esponenti di centrosinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia messa in pericolo solo dalle due querele (ri-ridagli, ndr) di Berlusconi?”. A questo punto, dopo aver dedicato tutto l’editoriale alle querele, Minzolini butta lì: “Vediamo che succede all’estero”. A che proposito, secondo voi? Di querele di politici a giornalisti, lo capiscono anche i bambini (imbecilli compresi). Ecco come prosegue il direttore del Tg1: “Nel 2004 Tony Blair, dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale, costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Irak”. Notare il riferimento al tribunale: tutti, anche gli imbecilli, capiscono che Blair ha querelato la Bbc e se la questione non è approdata “in tribunale” (ma stava “quasi” per “arrivarci”) è perché i vertici della Bbc sono stati “costretti a dimettersi” prima. E’ tutto falso. Blair non ha mai denunciato la Bbc, dunque mai la sua inesistente denuncia avrebbe potuto arrivare in tribunale: fu istituita una commissione indipendente per una soluzione extra-giudiziaria della controversia. Fuori dai tribunali, dunque.

Ma andiamo con ordine: la Bbc aveva accusato il governo Blair di aver “ritoccato” il rapporto dei servizi segreti britannici sulle presunte armi di sterminio di Saddam per renderlo più accattivante (“sexed up”), trasformando semplici ipotesi in fatti accertati, e per convincere l’opinione pubblica a sostenere il conflitto. Di lì la creazione del giurì indipendente presieduto da un ex giudice in pensione, Lord Hutton. Il quale stabilì che la Bbc aveva ragione sui “ritocchi” al rapporto, ma che non c’erano le prove che il governo Blair fosse intervenuto in malafede. Il giornalista Andrew Gilligan, autore dello scoop, si era fidato di una fonte, lo scienziato David Kelly, che poi si era rivelata corretta: l’Iraq di Saddam, contrariamente a quel che sosteneva Blair, non possedeva armi di distruzione di massa. Lord Hutton stabilì però la buona fede di Blair e censurò Gilligan per averlo accusato di mala fede. Gilligan si scusò e, con un gesto non richiesto da nessuno (altro che “costretto”) lasciò la Bbc, come pure il direttore generale Greg Dyke. Intanto l’entourage blairiano diede in pasto alla stampa il nome di Kelly, che si suicidò. Non contenti, Blair e il suo ministro per le Telecomunicazioni e la Cultura Tessa Jowell (moglie dell’avvocato Fininvest David Mills, poi condannato per essere stato corrotto da Berlusconi) tentarono di modificare lo statuto della Bbc con un nuovo Royal Charter per renderla più influenzabile dall’esecutivo. Un progetto, per fortuna, stoppato per tempo. Tornando a Minzolini, quando ha evocato il caso Blair-Bbc a proposito delle cause civili intentate dai politici italiani a giornali e giornalisti ha montato un falso clamoroso. Proprio come ho scritto nel mio articolo che tanto ha turbato qualche imbecille. Casomai qualcuno volesse approfondire le altre balle minzoliniane, segnalo questo video che circola su youtube.

Veniamo ora alla Borromeo. Siccome seguo da vicino, quando posso, la confezione de Il Fatto Quotidiano, so bene come sono andate le cose. Del resto, basta leggere attentamente l’articolo per capirlo. Quando è uscito il rapporto dell’Osservatorio europeo sulle droghe (Oedt) con la classifica dei paesi più infestati dalla cocaina, la Borromeo non s’è limitata a prenderli per buoni e a sbatterli in pagina, come han fatto gli altri giornali. Ma, caparbia com’è, ha interpellato alcuni dei maggiori esperti del settore, fra i quali il sociologo e saggista Guido Blumir, perché la aiutassero a leggerli correttamente. Blumir le ha spiegato che quei dati, almeno per l’Italia, sono sottostimati: perché in Italia, quando vengono interpellati sull’uso di cocaina, solo i giovani rispondono sinceramente, mentre i consumatori più adulti e anziani tendono a negare; in più l’alto tasso di impunità di certi reati fa sì che le forze dell’ordine riescano a sequestrare soltanto il 5% della droga circolante, che a dispetto delle statistiche ufficiali ammonta a ben 100 tonnellate annue. Quindi la classifica europea andava corretta e, leggendo correttamente i dati dell’Oedt, l’Italia non risultava al terzo, ma al primo posto per il consumo di cocaina. Il Fatto Quotidiano non ha la pretesa di avere sempre ragione: commette errori, ma sempre in buona fede, tant’è che abbiamo - unici nel panorama dell’editoria - un’apposita rubrica intitolata “I nostri errori”. Nella quale rettifichiamo e ci scusiamo quando sbagliamo. Ma non quando diciamo la verità. Mi dispiace per gli imbecilli, ma dovranno farsene una ragione.

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ADESSO BASTA - FIRMA L'APPELLO DE IL FATTO QUOTIDIANO
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Inkarri e Juan Ruiz: il bavaglio a Enzodifrennablog.it
Un caso di censura alla libertà d’informazione in Rete - di Enzo Di Frenna


da Micromega.net
Legge salva-premier, Caselli: Una mannaia sulla giustizia - Ascolta
Crisi, Saramago: "Disoccupazione è crimine contro l'umanità"

Commento del giorno
di Federico Graziani - lasciato il 15/11/2009 alle 4:42 nel post Il popolo che dice basta
Arriva al cinema 2012.
La nuova trovata di Berlusconi per far finire i suoi processi.



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Immagine di Roberto CorradiAlla fine i meglio sceneggiatori ingaggiati dal Cavaliere hanno tirato fuori questa parola magica del gossip (“è solo gossip”, “non ci sono notizie”, “non mi occupo di gossip”, “questa è spazzatura”) che da sola dovrebbe metterlo al riparo dalle macerie che incombono.
Si da’ i caso che i tre più furenti fautori di questa risibile linea difensiva, Augusto Minzolini, Emilio Fede e Carlo Rossella, di gossip ci hanno allegramente campato l’intera vita. Sul gossip hanno fondato le loro carriere di carta, le loro rubriche, e persino le loro quotidiane conversazioni.
Da questa parola magica discendono altri piccoli sillogismi da trincea: una cosa è il gossip, un’altra sono la politica e l’azione di governo; la sfera privata del premier è affar suo, dentro casa può fare quello che vuole, come ogni cittadino italiano.

Balle. Provate a immaginare, in termini di sicurezza e ricatti, quello che possono combinare trenta sgallettate dentro casa, a ogni week end, armate di macchine fotografiche, registratori, telefonini & tanga. In quelle feste c’erano bimbe ingaggiate solo da Giampaolo Tarantini, esperto in protesi, o anche dall’amico Putin? Sicuri che nessuna di loro venisse dalle collezioni della Gazprom? O dalle signorine ninja del colonnello Gheddafi? E qualche gentile agente Cia c’era?
Quante chiacchiere si possono estrarre da un ometto di 72 anni, pieno di cerone, di farmaci e di capelli finti, impacchettato in un accappatoio bianco, steso su un letto rotondo, carezzato, vezzeggiato da esperte in sogni da rotocalco, eccitato dai suoi stessi video girati a casa dell’amico Bush, e addirittura nelle proprie ville (“guardate che rifiniture!”) mentre racconta i portenti virili dei suoi soldi?

E poi: che razza di affidabilità può mai avere un capo di governo che passa gran parte del suo tempo a giocare sui divani con ragazzette da calendario (ma potrebbero anche essere morbidi ufficiali dei servizi segreti israeliani, per quel che ne sappiamo) disegnando farfalline colorate, mostrando il bicipite, le foto della moglie, il cactus e l’assegno?
Quale credibilità può mai avere un tizio che è contemporaneamente l’uomo più potente d’Italia e anche il più solo, il più disperato, ridotto a ore di conversazioni con una minorenne (“mi chiamava quando era triste, lo ascoltavo per ore”, Noemi dixit), o addirittura con escort pagate per non sbadigliare?  
Davvero nessuna interferenza tra vita privata e quella pubblica, a parte la tolleranza alla vergogna e al buon gusto? La scorsa settimana i microfoni di Sky lo hanno pescato al vertice di Bruxelles al telefono con il suo onorevole avvocato, Nicolò Ghedini, a sbrogliare sue matasse emotive. Gli fregava qualcosa di quel summit?

Racconta Patrizia D’Addario che lo scorso 4 novembre, notte elettorale di Obama, lui rimase in camera con lei sebbene atteso alla Fondazione Italia Usa da molti invitati e dall’ambasciatore americano. “Venne informato dell’elezione dai suoi collaboratori”. E’ un’interferenza con la sua vita pubblica? Con i suoi doveri politici? E quante altre ce ne sono stati se neppure l’elezione americana, cioè la Storia, riesce a smuoverlo dal suo lettone di povera cronaca?
(Immagine di Roberto Corradi)

Gli approfondimenti della rassegna stampa - a cura di Ines Tabusso

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La risposta di Marco Travaglio ad alcuni commenti del blog


Così muore la libertà di informazione, ma noi vogliamo tenerla in vita

E' giunto il momento di difendere la nostra Costituzione.

L'appello di Gianni Barbacetto, Pino Corrias, Peter Gomez, Sandro Ruotolo, Marco Travaglio

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Una gnocca al giorno leva il medico di torno
- di Carlo Cornaglia
Dovunque Silvio Berlusconi vada,
a Palazzo Grazioli in quel di Roma
od a villa Certosa a punta Lada,
si distingue di gnocca un buon aroma
  
e lo inseguono torme di ragazze,
non si sa se per loro convenienza
oppur perché d’amore sono pazze.
Eccellon tutte quante in avvenenza...
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