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Signornò, da L'Espresso in edicola

Nel 2008, alla vigilia delle ultime elezioni, Berlusconi dichiarò solennemente: "Non candideremo supposti autori di reati". Infatti i supposti non li candidò: solo quelli certi. Anche Casini, nella campagna elettorale del 2006, aveva giurato a "L'espresso": "A parte Cuffaro, in Sicilia non ricandideremo nessun inquisito". Infatti, fra gli altri, candidò Giuseppe Drago, ragusano, all'epoca condannato in appello per peculato. Nel maggio 2009 Drago è stato condannato pure in Cassazione: tre anni di reclusione (coperti dall'indulto) e interdizione perpetua dai pubblici uffici (poi ridotta anch'essa a tre anni). In un Paese serio, sarebbe stato subito accompagnato all'uscio di Montecitorio: "Arrivederci alle prossime elezioni". Invece la giurisprudenza domestica vigente tra i politici italiani prevede che, anche sulle sentenze definitive, si pronunci il Parlamento. La giunta per le elezioni della Camera ha cincischiato 14 mesi, poi finalmente il 29 luglio ha deciso ciò che aveva già stabilito la Cassazione: Drago è ineleggibile, dunque deve sloggiare sino a fine legislatura.

Se n'è andato? Nemmeno per sogno: deve ancora pronunciarsi l'aula. Nell'attesa, il deputato abusivo è entrato di diritto nel "gruppo di responsabilità nazionale" corteggiato dal premier per colmare il vuoto aperto dai finiani e votargli lo scudo spaziale. Drago non si è fatto pregare e, insieme ai corregionali Cuffaro, Mannino e Romano, ha preso a contestare la scelta dell'Udc di non vendersi al governo. Nella sua posizione, restare all'opposizione potrebbe rivelarsi rischioso. Meglio trasvolare nella maggioranza: chissà che, fra un'impunità e l'altra, non ci scappi qualcosa anche per lui. Ma che ha fatto Drago per buscarsi tre anni per peculato? Semplice. Nel 1998, allo scadere del suo breve mandato di presidente della Regione Sicilia, svuotò la cassa dei fondi riservati e si portò via i 268 milioni di lire ivi contenuti. Così, quando arrivò il nuovo governatore, il Ds Angelo Capodicasa, trovò le casse vuote. Se ne accorse quando dispose l'acquisto di lenzuola nuove per l'appartamento presidenziale, ma si sentì rispondere che non c'era più una lira. E dovette metter mano al portafogli.
 
"Quei soldi li ho spesi in beneficenza", balbettò Drago. E portò alcune pezze giustificative. Ma i giudici scoprirono che erano state fabbricate a posteriori. Così lo condannarono. Come pure la Corte dei Conti, che gli impose di restituire il maltolto "usato arbitrariamente per spese personali". Casini lo premiò con la vicepresidenza del gruppo Udc. E Berlusconi con una poltrona di sottosegretario. Ora che è ufficialmente un pregiudicato, il premier lo vuole tutto per sé. Forse non sa che Drago, come gli yogurt, ha la data di scadenza: appena la Camera vota la sua ineleggibilità, diventa inservibile e bisogna comprarne un altro. A meno che la maggioranza non voglia ribaltare il voto della giunta e lasciarlo in Parlamento. In fondo, non c'è nulla di più provvisorio delle sentenze definitive.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Una sola lotta - Ucuntu n.87,  edizione straordinaria in occasione della manifestazione No Ndrangheta del 25 settembre 2010 a Reggio Calabria.

Dall'associazione Paolo Sylos Labini:
La vicenda dell'Unicredit riporta in primo piano il ruolo delle banche nell'economia
La strada autoritaria della FIAT ci porterà in un vicolo cieco 
Un articolo di Emiliano Brancaccio segnala il ritardo della sinistra nei confronti della globalizzazione dei mercati

Sabato 25 settembre, Carrù (CN), ore 18 - Marco Travaglio presenta "Ad personam". C/o piazzetta antistante il Caffè Einaudi.




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fei

da Il Fatto Quotidiano, 26 agosto 2010


Inutile nascondercelo, siamo preoccupati. Come dice Maroni, c’è un complotto per far fuori B. Il Pd non c’entra, anzi, dopo il letargo agostano Bersani è tornato più in forma che mai e ha lanciato uno slogan geniale, il distillato di un mese di profonde riflessioni, destinato a ringalluzzire il depresso elettorato del centrosinistra: una “campagna porta a porta contro il governo”. Porta a porta: un’espressione che evoca immediatamente Bruno Vespa e il Cepu. Non è meraviglioso? No, ancora una volta il pericolo viene dal fronte interno, dal fuoco amico. Non bastavano Veronica, Noemi, la D’Addario, Spatuzza e Fini: ora si ribellano persino i democristiani e i craxiani, nelle cui ganasce il piccolo Silvio rischia di finire stritolato.

La rivolta di Spartacus è capitanata dal ministro Rotondi. Motivo: all’ultimo vertice del Pdl si son dimenticati di invitarlo. Lui, un padre fondatore del partito: come si sono permessi? “Trarremo presto le conseguenze di un trattamento per noi inaccettabile e sinceramente anche inspiegabile”, minaccia il ministro-kiwi tutto spettinato. Vagli a spiegare che non l’hanno fatto apposta, è che proprio non è venuto in mente a nessuno. Càpita nelle migliori famiglie, nel viaggio per le vacanze, di dimenticare il canarino con relativa gabbietta all’autogrill. Niente, Rotondi è furibondo e non sente ragioni. Chiede elezioni subito, “anche perché ho in serbo una sorpresina”. E accenna a una prospettiva agghiacciante: “Un nuovo agglutinamento democristiano”, termine che evoca la nutrizione e la digestione, in perfetta linea con la tradizione democristiana. Ecco, con tutti i problemi che ha B., manca solo la sorpresina di Rotondi e del suo apparato digerente. Anche perché Kiwi Man dice di parlare a nome di “dieci parlamentari di riferimento”.
Si tratta di noti trascinatori di folle come il sottosegretario Giovanardi, il vicesindaco di Roma Cutrufo, il governatore campano Caldoro, il turbocraxiano Barani (quello del monumento equestre ai martiri di Tangentopoli, cioè ai ladri, in quel di Aulla) e un certo Deodato Scanderebech, appena atterrato alla Camera al posto del vicepresidente del Csm Vietti e fulmineamente balzato dall’Udc al Pdl.
Pare che faccia parte della variopinta compagnia anche Francesco Pionati, l’ex mezzobusto del Tg1 col riportino, già demitiano, poi finiano, poi casinista, poi berlusconiano, insomma un uomo tutto d’un pezzo, gusto tuttifrutti. Si propone, il Pionati, di “rifondare il centrodestra”. Tutto da solo, con le nude mani. Come? Con “un asse forte Pdl-Lega e due partiti più piccoli, La Destra e Alleanza di Centro, ma decisivi”. Qualcuno domanderà: ecchecazz’è l’Alleanza di Centro? Il partito di Pionati, quello decisivo. Per far che? “Competere con Casini per conquistare il centro”.

Guai se B. pensasse di conquistare il centro annettendosi semplicemente Casini: “Casini è e rimarrà sempre un opportunista”, mentre Pionati è una roccia: pare che riesca a restare fermo nello stesso posto addirittura per un quarto d’ora di seguito. I dieci schiavi ribelli incassano la solidarietà di un’altra nota frequentatrice di se stessa: Margherita Boniver: “Capisco il disagio di Rotondi, è dura non essere consultati in momenti così delicati, mi auguro che alla ripresa ci sia modo di ascoltare anche la nostra voce”. S’accontenta di poco: anche solo una segreteria telefonica per lasciare un messaggio. Buttiglione, intanto, si propone per “un buon governo”, naturalmente con B., purché sia molto attento “ai temi etici”: Cuffaro ci tiene molto. Cesa, il segretario, assicura che “non c’interessa un posto a tavola”: uno è poco. Anche Rutelli, all’opposizione, soffre. Dunque s’offre: non per il governo (“io faccio l’oppositore”, e all’arma bianca), ma per “votare cinque grandi riforme”, a partire dalla giustizia: “separazione delle carriere” (da un’idea di Gelli, Craxi e B.) e – tenetevi forte – “spersonalizzazione del pubblico ministero” perché “non vorrei conoscere i pm”. Ma non c’è bisogno di riforme: nemmeno i pm vogliono conoscere Rutelli.
(Vignetta di Fei)

Libera nos a malo... - Le poesie di Carlo Cornaglia
Duemiladieci, un anno di tregenda:
in gennaio ad Haiti il terremoto
fa una carneficina proprio orrenda
che pur gli Stati Uniti ha messo in moto,

criticati da Guido Bertolaso.
Del Messico nel golfo a april si infiamma
la piattaforma ed il petrolio ha invaso
l’oceano provocando un vero dramma
(leggi tutto)




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Buongiorno a tutti, questa bottiglia di spumantino segnala un compleanno, oggi Passaparola compie 100 puntate, ci siamo visti 100 volte più una insieme a Peter Gomez. Sono astemio però vorrei brindare simbolicamente insieme a tutti voi a questo piccolo evento che ci soddisfa molto, spero che soddisfi voi quanto soddisfa me. Ci siamo visti 100 volte, all’inizio lo sapevano in pochi di questo appuntamento, questo è diventato un appuntamento fisso. Inizialmente erano poche migliaia, poi decine di migliaia, poi siamo arrivati a una media, mi dicono, tra le varie forme di fruizione di Passaparola tra lo streaming, You Tube etc. a una media di 250/300 mila persone che si collegano. (...leggi tutto)

Errata Corrige
Cari amici, era destino che proprio alla centesima puntata di Passaparola incappassi in una bufala. Quella che vi ho letto in apertura del Passaparola sull'approvazione dell'emendamento D'Alia era una notizia vecchia di un anno che qualcuno ha ricicciato in rete come se fosse nuova: dopo il voto in senato, infatti, l'emendamento liberticida è stato accantonato alla camera. Scampato pericolo, dunque, almeno per ora. Ma conviene restare vigili. Scusatemi per il "procurato allarme".
(m.trav.)
 

Segnalazioni

ad  personam

Marco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere).
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Cuneo, lunedì 7 giugno, ore 18
C/o Parco della Resistenza, viale Angeli. In caso di maltempo l'evento si terrà presso lo Sportarea di Borgo San Giuseppe. 
Napoli, martedì 8 giugno, ore 18
C/o Feltrinelli libri e musica, via Santa Caterina a Chiaia 23


 
Martedì 8 giugno, Senigallia, ore 21.15 - In collaborazione con Liberta' e Giustizia, incontro con Nicola Biondo per la presentazione del libro-inchiesta scritto con Sigfrido Ranucci, prefazione di Marco Travaglio, "Il Patto" (edizioni Chiarelettere). Intervengono: Stefano Canti, presidente del circolo senigalliese Liberta' e Giustizia e Lorenzo Baldo, vice-direttore di Antimafia Duemila. C/o Cortile della Biblioteca Comunale (da antimafiaduemila.org)

Roberto Scarpinato a Wolsburg, da newsclick.de

Video - L'intervento integrale di Marco Travaglio al Festival di Giornalismo d'inchiesta "A Chiare Lettere", Marsala 2010

ilfattoIl Fatto Quotidiano sbarca sul web e chiede aiuto alla Rete di Peter Gomez e Marco Travaglio

 


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