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Buongiorno a tutti, facciamo una cavalcata tra le varie notizie che affollano i nostri pensieri a causa dell’affollamento sulle prime pagine dei giornali e sulle copertine dei telegiornali, per cercare di capire se c’è una logica in questo guazzabuglio. Secondo me c’è una logica: il punto di partenza è un rapporto rivelato dall’Espresso del Consiglio d’Europa nel quale si mette il dito sulle piaghe della giustizia italiana, su quelli che sono i veri problemi della giustizia italiana e che sono, secondo la Corte europea di giustizia del Consiglio d’Europa, le ragioni per cui poi viene condannata l’Italia per denegata giustizia.

La non giustizia italiana
Per quale motivo, perché fa troppe intercettazioni? Perché si arresta troppo? Esattamente il contrario, perché c’è troppo lassismo, troppa impunità, troppe leggi che portano impunità, prescrizione troppo breve, la prescrizione assurda perché continua a decorrere anche dopo la condanna in primo grado in appello, nonché dopo il rinvio a giudizio, la possibilità infinita di fare ricorsi senza pagare mai pedaggio, infiniti formalismi che sono la pacchia degli avvocati Azzeccagarbugli, soprattutto di imputati colpevoli, le condanne che anche quando diventano definitive, le rare volte non vengono eseguite, la famosa certezza del diritto e la famosa certezza della pena. (Leggi tutto)

Errata Corrige
Il nome del tizio agrigentino segnalato da Gian Antonio Stella per la promozione avuta dal ministro Alfano non è Ceresa, come erroneamente ho detto, ma Casesa. (m.trav.)

Segnalazioni

No bavaglio
Il testo del Ddl
La mobilitazione in video di artisti, giornalisti e intellettuali contro la legge bavaglio (da repubblica,it)
E adesso arrestateci tutti. Mercoledì 16 giugno assemblea straordinaria di Art.21. Costruiamo insieme una grande manifestazione nazionale - di Stefano Corradino (da articolo21.org)
No bavaglio day,  9 luglio 2010 Roma L'appello del Popolo Viola

La libertà di stampa e i libri
Piccola biblioteca della libertà - La pagina su Facebook
Via D'Amelio 1992-2010. Un depistaggio di Stato. Video-intervista a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza autori del libro "L'agenda nera" (edizioni Chiarelettere).

Video - Marco Travaglio a Otto e Mezzo del 12 giugno
Marco Travaglio al Festival Collisioni 2010
(da radioradicale.it)

 

 


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fifo

da Il Fatto Quotidiano, 7 maggio 2010

Due notizie fresche fresche su Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, senatore a vita e soprattutto Padre della Patria interpellato ancora in questi giorni sull’Unità d’Italia, dopo i festeggiamenti istituzionali per il suo 91° compleanno. La prima è che la Cassazione l’ha condannato in via definitiva a pagare 2 mila euro di multa e 20 mila euro di provvisionale per aver diffamato il giudice Mario Almerighi definendolo “falso testimone” nel processo di Palermo: quello che tutti credono essersi concluso con la piena assoluzione, invece è finito con la prescrizione del “reato commesso” di associazione per delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980.

In Italia, si sa, la diffamazione può colpire chi semplicemente esprime un’opinione troppo critica, o usa termini troppo forti (reato di opinione); ma anche chi lancia accuse false contro un altro cittadino (attribuzione di fatti determinati diffamatori). Bene, Andreotti ricade nel secondo caso: ha attribuito ad Almerighi un reato gravissimo, il più grave che possa commettere un magistrato, quello di avere testimoniato il falso contro di lui. Cioè di aver mentito sotto giuramento ai giudici di Palermo dicendo quel che gli aveva raccontato un collega, Piero Casadei Monti, capo di gabinetto dell’allora ministro della Giustizia Virginio Rognoni, sulle pressioni di Andreotti per salvare l’amico giudice “ammazzasentenze”, al secolo Corrado Carnevale, da un processo disciplinare. 
Andreotti, al processo, raccontò fra una balla e l’altra che praticamente Carnevale lo conosceva solo di vista. Poi, dopo la sentenza, il prescritto a vita sostenne in varie interviste sui giornali e a Porta a Porta (dove l’insetto gli aveva allestito un triduo di festeggiamenti per la finta assoluzione), che Almerighi è “un pazzo”; lo paragonò ai “falsi pentiti”; lo accusò di raccontare “infamie”; aggiunse che affidare la giustizia a giudici come Almerighi “è come lasciare una miccia nelle mani di un bambino”. Denunciato per diffamazione, si riparò dietro l’insindacabilità parlamentare, ma la Corte costituzionale gli strappò di dosso lo scudo del privilegio e lo rispedì in Tribunale. E il Tribunale, come poi la Corte d’appello e quella di Cassazione, hanno stabilito che Almerighi aveva detto la verità, mentre Andreotti, tanto per cambiare, aveva mentito.

Segnaliamo la notizia al Tg1, al Tg5 e a Porta a Porta, così attenti alle presunte “assoluzioni” di Andreotti, perché comunichino agli italiani questa condanna, restituendo l’onore a un giudice onesto diffamato da un senatore a vita per aver illuminato il losco passato del noto “statista”.   Seconda notizia, dal sito dello storico siciliano Giuseppe Casarrubea: “Per un lungo periodo della sua vita, Andreotti ha goduto della fama di essere stato delfino di De Gasperi, di cui diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio il 31 maggio 1947, nel primo governo senza comunisti e socialisti dal 1944. Ma gli archivi dell’Office of Strategic Services (Oss), desecretati dopo il 2000 per volere del presidente Clinton, aggiungono qualche dettaglio su questa straordinaria figura della nostra Repubblica.

È il 20 febbraio 1946, quando l’intelligence Usa invia a Washington, allo Strategic Services Unit (Ssu), un telegramma segreto su cosa bolle in pentola all’interno del primo governo De Gasperi. Il testo così inizia: “Il 19 febbraio Andreotti ha informato JK-12 che De Gasperi ha rivelato nel corso di alcune conversazioni private…”. Seguono alcune valutazioni di carattere interno alla coalizione del governo italiano. Lasciamo al lettore il giudizio su questo importante documento. Aggiungiamo soltanto che JK-12 è un agente italiano al servizio degli americani a Roma, di professione giornalista e amico di James Jesus Angleton, capo dell’X-2, da prima della guerra”. Che l’erede di De Gasperi, Dio non voglia, spiasse pure De Gasperi per conto degli americani? Nessuno ci potrebbe mai credere: è un uomo così cristallino, così sincero.   
(Vignetta di Fifo)

Zio Claudio - Le poesie di Carlo Cornaglia
Consolato dal pianto di Fabiana
da sempre affezionata segretaria,
Scajola lascia l’agorà romana,
da politico degradato a paria.

Con la moglie ed i figli il suo rifugio
è la villa Ninina, sopra Oneglia,
dove inizia una vita da segugio
tutti i dì dopo il suono della sveglia.
(leggi tutto)

Segnalazioni

Senz'anima. Italia 1980-2010. Il nuovo libro di Massimo Fini in libreria (edizioni Chiarelettere).

AD PERSONAMMarco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere).
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Roma, 9 maggio, ore 20.30
C/o Circolo degli Artisti, via Casilina vecchia 42.
Marco Travaglio sarà intervistato da Franco Rina, direttore di CinemadaMare.

Il calendario delle presentazioni di Ad personam



Commento del giorno
commento di Luce - lasciato il 7/5/2010 alle 16:41 nel post Current intervista Peter Gomez
"Politica e mafia sono due poteri che vivono del controllo del territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo". Paolo Borsellino



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bandanax

Signornò, da L'Espresso in edicola

Si indaga su un politico? Per commentare si attende il rinvio a giudizio. Rinvio a giudizio? Si attende la sentenza del tribunale. Condanna in tribunale? Si attende l’appello. Condanna in appello? Si attende la Cassazione. Poi finalmente si pronuncia la Cassazione e tutti si dimenticano di commentare. Con la sentenza sul corrotto prescritto David Mills s’è fatto anche di peggio: il 25 febbraio, quando uscì il dispositivo della Cassazione, i turiferari del Cavalier corruttore lo spacciarono per assoluzione, grazie anche al Tg1 dell’apposito Minzolini. Quando poi, il 21 aprile, sono arrivate le motivazioni, tutti zitti.

Torniamo a due mesi fa: le Sezioni unite dichiarano prescritto il reato di Mills, retrodatando la prescrizione da febbraio 2010 a dicembre 2009, e condannano l’imputato a risarcire 250 mila euro allo Stato. E’ chiaro a tutti che Mills fu corrotto. Da chi, segreto di Pulcinella. Ma Berlusconi dice che “il reato non è stato commesso” e strilla alla “persecuzione giudiziaria” dei “pm talebani”. Il suo capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto delira di “dura sconfitta per il rito ambrosiano”. Il dioscuro del Senato Maurizio Gasparri vaneggia di“giudici milanesi sconfessati e sbugiardati”. Per il capo dei senatori leghisti Federico Bricolo, “questa clamorosa sentenza prova l’accanimento contro Mills per colpire Berlusconi”. Il coordinatore Pdl Denis Verdini tuona contro la “persecuzione giudiziaria ai danni del premier per sovvertire la volontà degli italiani”. L’on. avv. Niccolò Ghedini assicura: “La Cassazione non dice che Mills è colpevole. Nessun accertamento di reato”. “Vittoria di Berlusconi. Schiaffo della Cassazione ai pm”, titola il Giornale: “Il Cav e gli italiani dovrebbero essere risarciti”. “Il Cavaliere - scrive Vittorio Feltri - può cantare vittoria: se non c’è più il corrotto, non ci può più essere il corruttore”. Libero è lapidario: “Silvio assolto”. Sotto, il solito Filippo Facci deduce che, siccome il reato (per Mills) s’è prescritto nel dicembre 2009, “il processo non doveva neanche iniziare” (nel 2005).

Due mesi dopo arrivano le motivazioni: il reato c’era eccome, Mills fu corrotto con 600 mila dollari targati Biscione in cambio della sua “reticenza” al processo d’appello sulle mazzette Fininvest alla Guardia di Finanza. Berlusconi fu condannato in primo grado, prescritto in appello e assolto in Cassazione per “insufficienza probatoria” appunto perché Mills “aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società off-shore”. E proprio la carenza di prove certe sul punto determinò … l’assoluzione di Berlusconi”.
Se Mills non fosse stato comprato e avesse detto la verità, le prove sarebbero state certe e sufficienti a condannare per corruzione il Cavaliere. Che sarebbe finito in carcere, non a Palazzo Chigi. Ecco perché, sulle motivazioni della Cassazione, tutti tacciono. “Quando potremo dire tutta la verità – diceva Leo Longanesi - non la ricorderemo più”. 
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni

AD PERSONAMMarco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere).
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Bolzano, 30 aprile, ore 20.30
C/o Auditorium Istituto tecnico industriale Galileo Galilei, via Guncina 2/a
Torino, 3 maggio, ore 18
c/o Teatro Espace, via Mantova 38




Commento del giorno
di Andrea Lanteri - lasciato il 30/4/2010 alle 0:24 nel post Contromisure al bavaglio
Il fatto stesso che i politici abbiano paura delle intercettazioni depone a favore delle stesse. Mai visto un italiano, mai, che abbia paura di essere intercettato. "Male non fare, paura non avere". E' facile anche da capire. Se ne hai paura, vuol dire che fai qualcosa di male.

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Testo:
Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, una è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana a seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.

Mills corruttore, Berlusconi corrotto
L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze. (leggi tutto)
 
Documenti
Le motivazioni della sentenza della Cassazione sul caso Mills
L'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Salerno

 


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Buongiorno a tutti, si tratta di capire che cosa è questo processo breve e se davvero l’intenzione di Berlusconi è quella di andare fino in fondo con questa legge che ammazza definitivamente la giustizia, o se non si tratta semplicemente dell’ennesima pistola carica poggiata sul tavolo, anzi puntata alla tempia delle opposizioni e del Quirinale per estorcere loro qualcos’altro, qualcosa di peggio. Intanto vediamo quale è la minaccia, ossia quale è il testo della legge che è stato approvato l’altro giorno da una delle due Camere, in attesa che venga approvato dall’altra: è stato approvato al Senato, dove il Presidente, tra l’altro, è prono a tutto e adesso si stabilirà quando ci sarà la votazione alla Camera e se ci sarà la votazione alla Camera, ma per capire quello che sta succedendo intanto vediamo quali saranno i danni, perché il processo breve non è più quello che era stato inizialmente firmato da Gasparri, Quagliariello e Pricolo, capogruppo della Lega Nord, di cui avevamo parlato qualche settimana fa, il testo è cambiato e, se è possibile, è addirittura peggiorato, ma l’hanno modificato perché temevano che fosse troppo incostituzionale persino per i gusti di un uomo di bocca buona come il Capo dello Stato. Leggi tutto

Segnalazioni

L'Italia censura la diffusione di video in internet (Le Nouvel Observateur, FR - 18 Gennaio 2010) Traduzione a cura di Italiadallestero.info

Commento del giorno
di Danny  -  lasciato il 22/1/2010 alle 22:34 nel post
Il Massimo del minimo
Seguendo le vicende della carriera politica di D'Alema mi viene in mente la storiella dello scorpione che non sapendo nuotare chiede ad una rana di potergli montare sul dorso per attraversare il fiume e questa temendo di essere punta rifiuta; lo scorpione gli ricorda che non sa nuotare e se l'avesse punta sarebbero morti entrambi. La rana si convince, ma a metà tragitto viene punta e allora chiede allo scorpione: "perchè l'hai fatto?" E questi: "è nella mia natura!" 

 


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