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Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile. (leggi tutto)

 

Segnalazioni

Parlamento Europeo Pulito -
Il video appello di Sonia Alfano - Firma l'appello

"Ha davenì er ticket" - di Riccardo Orioles, da www.ucuntu.org

E se fosse un '68? - Ucuntu n.90, 18 ottobre 2010

La Fiom e l'unità di sinistra - di Stefano Sylos Labini
 

 


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bertolotti de pirro

Da Vanity Fair,16 giugno 2010

Ma il regimetto che vorrebbe instaurare il Cavaliere con la sua legge Bavaglio di quante barriere mediatiche avrà bisogno? Ci sarà abbastanza filo spinato per imprigionare non solo la testa e le testate dei sudditi italiani, ma pure gli spazi orizzontali della Rete? E come?

Facciamo il caso doppio di un Bertolaso rinviato a giudizio e di una signora Mastella prosciolta da ogni accusa (lo so, lo so, ma è solo un’ipotesi) rispettivamente con intercettazioni e altre prove che incastrano uno e scagionano l’altra. E facciamo il caso che giornalisti francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli pubblichino in Rete quegli atti ottenuti da accusa e difesa, come è consentito in ogni legislazione democratica. Accadrebbe che quegli stessi documenti vedrebbero immediatamente la luce pure qui, da noi, dove il Cavaliere vorrebbe il silenzio birmano dei giornali e le censure post sovietiche delle televisioni nella Russia di Putin.

Nella Cina che assedia il Tibet e i diritti dei lavoratori, lavorano 40 mila funzionari del partito comunista per monitorare costantemente la Rete, spegnere i siti, cancellare le immagini, fermare la libertà di parola. E ci sono corpi di polizia specializzati nella caccia ai trasgressori che in silenzio finiscono nei campi di detenzione. Accadrà anche qui?

E chi ci sarà a guidare questa polizia del pensiero, Paolino Berlusconi? Paolino Bonaiuti? Paolino Romani? Quei simpatici perdigiorno della Commissione parlamentare di vigilanza? E coadiuvati da chi, dai paracadutisti della Folgore, che dopo selezioni durissime, oggi fanno la guardia ai ciclomotori parcheggiati nelle più belle piazze di Roma? 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Ninna nanna, ninna nonno - Le poesie di Carlo Cornaglia
La legge sul bavaglio è ormai in arrivo
e pochi giorni fa Napolitano
con intervento molto combattivo
si è opposto alla protervia del caimano.

La soluzion, pur se non condivisa,
sia almen la più accettabile per tutti!”,
frase da scompisciarsi dalle risa
sapendo quanto sono farabutti
(leggi tutto)

Segnalazioni

No bavaglio
Il testo del Ddl
I blogger contro l'obbligo di rettifica di Federico Mello (da antefatto.it)
La legge bavaglio sulla stampa estera (traduzioni a cura di italiadallestero.info):
Giorno nero per la libertà di stampa in Italia (Der Standard, Austria)
Italia: passa al Senato la legge che limita le intercettazioni telefoniche (El Periodico - Spagna)
Nuova legge su misura in Italia (Svenska Dagbladet, Svezia)
La minaccia alla libertà di stampa in Italia è un problema per l’intera Europa (The Observer, UK)
Silvio Berlusconi affronta dure critiche per la legge sulle intercettazioni telefoniche (The Guardian, UK)
Chi lotta contro la mafia in Italia teme la legge sulle intercettazioni - (CBS News, USA)

ilfattoVideo - Marco Travaglio racconta una storia di mafia alla Favorita di Palermo 



 


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da Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2010


Sostiene Scodinzolini che il problema del Tg1 erano Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, che “accompagnano le notizie con la mimica facciale e danno giudizi indiretti: questa è positiva, questa è negativa”. Ma ora il problema è risolto: la Ferrario l’ha rimossa lui e la Busi si è rimossa da sola. Resta Attilio Romita, quello che non ha mimica facciale nel senso che ride sempre, a prescindere, senza sapere perché, sia che annunci uno sterminio di massa, sia che informi di una manovra finanziaria da 25 miliardi, tuttovabenmadamalamarchesa. È come Calderoli: talmente giulivo di stare dove sta e mai avrebbe immaginato di stare che non riesce a trattenere la gioia incontenibile. Restano da chiarire un paio di punti. Primo: come facevano la Busi e la Ferrario ad “accompagnare le notizie con la mimica facciale”, visto che il Tg1 non dà notizie?

Per raccontare il caso, anzi la casa di Scajola, la Telepravda scodinzolina ha impiegato una settimana, il tempo di accertare che Sciaboletta fosse stato scaricato dal premier padrone, cioè politicamente morto: a quel punto, quando ormai i giornali di tutto il mondo avevano raccontato tutto, è arrivato anche il primo tg d’Italia, raccontando con tutte le cautele del caso che il ministro delle Attività produttive aveva scoperto che qualcuno gli aveva pagato la casa a sua insaputa e, per poterlo scovare e punire in tutta calma, si era dimesso. Nell’attesa, ammazzava il tempo con notizione del tipo: “Meglio dimagrire in fretta che un po’ per volta”, “Aspirapolvere miracoloso venduto porta a porta” (ma Vespa non c’entra), “Si chiama Pedibus, è un sistema per accompagnare i bimbi a scuola senza autobus”, “Sembrano vere, in realtà sono finte mucche d’autore”, “Che fine ha fatto la primavera?” (non ci sono più le mezze stagioni), “Si torna a parlare del coccodrillo del lago di Falciano”, “L’abbronzatura artificiale può dare dipendenza?”, “Anche le corde vocali invecchiano: per tenerle in forma, secondo gli esperti, cantare è uno dei messi più sicuri e va ancora meglio se si canta sotto la doccia”, “Arriva lo scanner per la scarpa su misura”, “Si chiama lyng down, consiste nello stendersi a pancia in giù nei posti più strani”, “Allarme obesità a Mosca” (a Palermo invece il problema è il traffico), “Chi non si è imbattuto nello stress del parcheggio in doppia fila?”, “È ora di cena, perché non parlare della pasta?”, “Gli stivali di gomma, un accessorio sempre più diffuso”, “Inventate le mutande anti-scippo”, “Allarme per la medusa quadrata”, “Del maiale non si butta via niente: la sagra del settore espone un cotechino da record”, “Un autista britannico è allergico alla moglie”, “Arrivano i corsi per maggiordomi” (tenuti alternativamente da Minzolini e da Vespa) e infine, a grande richiesta, “Tutti i segreti del peperoncino”.

Quando poi la notizia arriva a tradimento, provvedono le tecnologie a neutralizzarla. L’altroieri l’attore Elio Germano ha dedicato la Palma di Cannes “all’Italia, ma non ai suoi politici”. Il prode Vincenzo Mollica giura di aver inserito la frase nel suo servizio, ma purtroppo è sparita a causa di uno spiacevole “guasto tecnico”. Dicesi guasto tecnico il simpatico aggeggio inserito nelle attrezzature di montaggio per depurare i servizi da malaugurate critiche ai politici. Alle parole “contro” e “politici”, scatta automatico il taglio. Brevettato da Scondinzolini, il marchingegno ci è già stato richiesto dal governo russo dell’amico Putin, da quello bielorusso dell’amico Lukashenko e da quello libico dell’amico Gheddafi. Secondo e ultimo punto: abolita la mimica facciale davvero sgradevole delle Busi e delle Ferrario, che si fa per la mimica facciale di Minzolingua? Beneficia forse di una speciale dispensa dei vertici Rai? Se è vero che, come diceva Dostoevskij, dopo i 40 ciascuno è responsabile della faccia che ha, urge bollino rosso per segnalare alle famiglie la presenza della faccia di Minzo in fascia protetta, perché possano portare tempestivamente in salvo i minori. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

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Parlamento europeo pulito - La mobilitazione comincia a sortire i primi effetti (dal blog di Andrea d'Ambra)

Mercoledì 26 maggio, Pisa, ore 17.30 - Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad Personam (edizioni Chiarelettere) c/o stazione Leopolda, piazza Francesco Domenico Guerrazzi 

no bavaglioNo bavaglio
Firma l'appello contro il Ddl sulle intercettazioni
Video - Gli interventi dei direttori delle maggiori testate italiane all'incontro del 24 maggio alla FNSI (dal blog No all'informazione al guinzaglio)
Il testo del documento comune "Fermare il Ddl Alfano"
Video - Scalfaro: ddl intercettazioni inconstituzionale (da repubblica.it)


La libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
 Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.

Video - Laterza: il controllo spetta agli editori (da repubblica.it)


 


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natangelo

Signornò, da L'Espresso in edicola

Chi pensava che le intercettazioni di Trani avrebbero costretto i cosiddetti 'terzisti' del 'Corriere della sera' a prendere posizione, la prima in vita loro, era un povero illuso. Lunedì, a meno di dieci giorni dalla pubblicazione delle indecenti conversazioni degli 'arbitri' venduti a una delle squadre, Pierluigi Battista ha pubblicato sul 'Corriere' un "memorandum per ossessionati dalla tv". Ce l'aveva col premier, talmente ossessionato dalla tv da trascorrere ore e ore al telefono a complottare contro Santoro? Ce l'aveva con i commissari 'indipendenti' della presunta Authority, così ossessionati dalla tv da organizzare riunioni domestiche e telefoniche con membri del Csm, della Vigilanza, del cda Rai per scovare qualche cavillo che giustificasse la chiusura di 'Annozero'? Macchè.

Battista ce l'aveva con quanti sostengono un'ovvietà nota in tutto il mondo: le tv spostano voti. Lo dimostrano fior di studi specialistici, che calcolano in 5-6 punti percentuali l'effetto-tv sulle elezioni, soprattutto in Italia dove uno dei due candidati a Palazzo Chigi possiede tre canali e ne controlla altri due; dove la diffusione della carta stampata e di Internet è marginale; dove il 60-70 per cento degli elettori (dati Istat) usa il telecomando come unico strumento d'informazione per decidere come e chi votare. E lo dimostra Berlusconi, che appunto passa il suo tempo a occupare anche gli angoli più riposti dell'emittenza.
Ma Battista è peggio di San Tommaso: non crede nemmeno a quel che vede, e sente. Elenca le elezioni vinte dal centrodestra quando la Rai era in mano al centrosinistra, e viceversa: non lo sfiora il dubbio che, quando perde, Berlusconi perderebbe molto più rovinosamente di quanto non gli accada con le tv. E poi nessuno ha mai sostenuto che la tv basta da sola a far vincere questo o quello. Il controllo delle tv serve a "mentire senza timore di smentita" (Giovanni Sartori): e in questo Berlusconi è maestro.

Serve a nascondere i fatti sgraditi, a minimizzare gli scandali, a depistare l'attenzione generale dall'agenda dei problemi veri verso quelle che Sabina Guzzanti chiama le "armi di distrazione di massa". E anche in questo il Cavaliere, protagonista degli scandali più scandalosi del dopoguerra, è un mago. Ma, soprattutto, Battista dimentica un piccolo e trascurabile particolare: nel 1994, senza le sue tv, Berlusconi non avrebbe mai potuto fondare un partito in sei mesi e vincere le elezioni, spacciandosi per l'alfiere del 'nuovo che avanza' mentre era solo il vecchio che era avanzato. Se avesse perso al primo colpo, la sua avventura politica sarebbe finita prim'ancora di cominciare. E oggi non saremmo qui a parlarne. Battista avrebbe potuto cogliere l'occasione per raccontarci come fu che, dopo l'editto bulgaro, 'Il Fatto' di Enzo Biagi fu sostituito da un ex portavoce del Cavaliere, tale Berti, e poi da un certo Battista. Forse perché i berluscones non avevano capito bene la differenza fra Biagi e gli altri due, o perché l'avevano colta benissimo?
(Vignetta di Natangelo)

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Raiperunanotte - I video della trasmissione-manifestazione del 25 marzo dal Paladozza di Bologna: la trasmissione integrale (da antefatto.it), gli interventi di Marco Travaglio: L'inchiesta di Trani - Caos liste (da Repubblica Tv)


telebavaglioNell'ultima puntata della prima stagione di Telebavaglio, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano, si discute delle elezioni regionali 2010: questa tornata elettorale rappresenterà “il tonfo"? Sarà un risultato abbastanza netto da chiudere una stagione politica? Guarda la puntata




ad personamLa video-intervista di Current tv a Marco Travaglio nell'ambito della presentazione del libro Ad personam, all'Alpheus di Roma, 22 marzo 2010.
Le prossime presentazioni di Ad personam: 
Rovigo, 26 marzo, ore 21
C/o Sala Bisaglia, Rovigo Fiere, viale porta Adige 45
Mola di Bari (BA), 29 marzo, ore 18
C/o sala ricevimenti La Conchiglia, via Delfino Pesce Pietro 13
Bologna, 31 marzo, ore 17
C/o Aula magna Santa Lucia, via Castiglione 36 

Commento del giorno
di juli&nic - lasciato il 26/3/2010 alle 13:59 nel post Raiperunanotte
L'uso che Minzolini, come si chiama quell'altro? Masi. No quell'altro. Berlusconi. Hanno fatto della televisione pubblica pagata con i soldi di tutti è un uso criminoooso! Erano otto anni che aspettavamo di sentirlo!


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bandanax

Intervistato da Luca Telese su Il Fatto Quotidiano, Bruno Vespa, dopo aver ricordato le puntate di Annozero dedicate ai casi D'Addario. Mills, Spatuzza, Ciancimino e Dell'Utri, afferma: "Il ritratto complessivo che Michele Santoro fa di Berlusconi è del più grande mascalzone della storia". Per questo, spiega il conduttore di Porta a Porta, "l'altro si arrabbia". Vespa, bisogna dirlo, ha fatto centro. Non c'è dubbio che il presidente del Consiglio proprio per questo veda il programma di Raidue come il fumo negli occhi. E che da qui nasca la sua volontà di chiuderlo. Nessun altro, a parte Santoro, affronta infatti in televisione il lato oscuro della forza del premier. Un tema che viene invece raccontato e analizzato da più di una testata della stampa senza che nessuno osi (ancora) chiedere la censura preventiva dei quotidiani e dei settimanali.

La domanda a cui bisogna rispondere è perciò una sola: perché ciò che è permesso fare sui giornali dovrebbe essere vietato in tv? In fondo, il giornalista, sia esso della carta stampata o del piccolo schermo, ha sostanzialmente un unico dovere: non può calunniare o diffamare nessuno. È tenuto a diffondere notizie verificate e se si sbaglia deve immediatamente correggersi. E questo è quello che accade abitualmente anche ad Annozero.
L'obiezione che viene fatta a Santoro è però un'altra: quella è la tv pubblica (cioè di tutti, anche di chi la pensa diversamente). Le testimonianze che gettano discredito sulle istituzioni (e la presidenza del consiglio è un'istituzione) non vanno amplificate prima che siano certificate da una sentenza: cioè dopo molti anni, tenuto conto dei tempi biblici della giustizia.

Ha un senso questo discorso? Io credo di no. Per due motivi. Il primo. Se il principio fosse valido ben pochi tra gli scandali e i gialli della recente storia italiana (pensiamo alle stragi degli anni '60 e '70, o ai grandi misteri come Ustica o il caso Moro) avrebbero potuto essere raccontati sul piccolo schermo. Il secondo: anche a voler prendere per buono il principio  (e non lo è) resta il fatto che nel nostro Paese dal punto di vista televisivo è un sostanziale duopolio. Mediaset è di proprietà di Berlusconi e quindi se non lo fa qualcuno dagli schermi della Rai non è pensabile che le (cattive) notizie sul premier trovino spazio nell'etere.
Molti però dicono: Santoro è fazioso, ha una sua particolare visione del mondo, è addirittura stato un eurodeputato dei Ds. E persino tra gli osservatori stranieri c'è chi sottolinea come sia impossibile trovare trasmissioni simili alla sua nelle altre tv pubbliche europee. Ma qui si torna al problema iniziale: il conflitto d'interessi. A differenza del resto d'Europa un Santoro licenziato dalla Rai non troverà altre emittenti disposte a farlo lavorare. Anche se è in grado di fare grandi ascolti, e quindi di garantire grandi introiti pubblicitari, resterà disoccupato. Gli spazi, come insegna la storia di Enrico Mentana, per il momento non ci sono. E poi: non sarà mica che Annozero è una trasmissione senza eguali in Europa, proprio perché il caso Italia (a partire dalla scarsa qualità delle sue classi dirigenti) non ha eguali nel vecchio continente?

Per questo Annozero va difeso. Il presidente del Consiglio, che da 16 anni dice di essere vittima di una macchinazione mediatico-giudiziaria, può protestare quanto vuole. Può ripetere (ha tutto il diritto di farlo) di essere il più grande perseguitato della storia. Ma chi non è tra i suoi sostenitori ha pure il diritto di pensare che sia lui sia semplicemente un ricchissimo e potente politico impegnato nel tentativo di di farla franca. Anche perché, seguendo su alcuni giornali e a Annozero il caso Mills, qualche milione di persone ha scoperto che, secondo i giudici, la testimonianza falsa e comprata  dell'avvocato inglese servì per far ottenere al Cavaliere l'assoluzione nel suo primo processo. Quello del 1994 sulle mazzette versate dalla Fininvest alla Guardia di Finanza.  Berlusconi, insomma, avrebbe commesso un reato per coprirne un altro. E questo sì che è un comportamento da "grandi mascalzoni". Se non della storia, almeno della recente cronaca italiana.
È del tutto ovvio che per molti sia spiacevole sentirselo raccontare. Ma seguire Santoro (come seguire Vespa) non è un obbligo. Quelli a cui Annozero non piace possono sempre usare il telecomando. E cambiare canale.    
(Vignetta di Bandanax)

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Raiperunanotte - Giovedì 25 marzo, alle ore 21, dal Paladozza di Bologna. In diretta anche su voglioscendere.it  - Il messaggio di sostegno di Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere.


Venerdì 26 marzo, ore 15, Roma - Nell'ambito di  "Libri come - Festa del libro e della lettura", Peter Gomez partecipa alla tavola rotonda "Come si scrive un blog". Intervengono inoltre Diego Bianchi, Giovanna Cosenza, Alessandro Gilioli, Luca Sofri. Coordina Loredana Lipperini.
C/o Auditorium Parco della Musica, viale Pietro de Coubertin.


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raiperunanotteChi sperava di zittirci fino al giorno delle elezioni resterà amaramente deluso. Già abbiamo bucato la censura con il nostro Telebavaglio.
Ma ora stiamo preparando una serata davvero speciale, un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale: il 25 marzo alle ore 21. Così, mentre le tv di regime propineranno l'ennesimo stanco rito delle tribune politiche autogestite dai partiti, noi potremo raccontare liberamente tutto ciò che è accaduto in questo mese di vergognoso black out: le indecenze che il regime ha tentato di nascondere agli italiani che non leggono i giornali.

Per tre ore, dal Paladozza di Bologna, Michele Santoro condurrà "Raiperunanotte" davanti a migliaia di persone riunite nel palazzetto fino a riempirlo (e, se ce ne saranno di più, speriamo di riuscire ad allestire un maxischermo esterno), cioè una serata di vero servizio pubblico, con personaggi di vario orientamento politico, ma soprattutto con giornalisti, autori satirici, artisti e musicisti.

I primi nomi già sicuri sono, oltre a Michele e al sottoscritto, Giovanni Floris, Daniele Luttazzi e Vauro. Altri ve li comunicheremo nei prossimi giorni. Ovviamente saremo lì tutti quanti a titolo gratuito, ma per le spese di affitto del Paladozza e per i supporti tecnici abbiamo bisogno di voi, di un vostro piccolo contributo volontario. Michele Santoro ha lanciato un appello sul Fatto Quotidiano (sponsor della manifestazione) e in rete, sull'apposito sito www.raiperunanotte.it, per chiedere a tutte le persone interessate alla buona riuscita della nostra iniziativa di contribuire donando 2.50 euro per ciascuna e di far girare l'appello tra gli amici.

Chi vuole darci una mano deve andare sul sito www.raiperunanotte.it o su www.ilfattoquotidiano.it e cliccare sul riquadro rosso con la scritta PAYPAL: lì troverà le istruzioni per effettuare il versamento. Quando avremo raccolto l'importo complessivo che ci consente di coprire le spese della serata, avvertiremo tutti che ce l'abbiamo fatta e interromperemo la sottoscrizione.
Ci vediamo giovedì prossimo su tutti i siti, i blog e le tv locali che riprenderanno la serata e il cui elenco comunicheremo fra qualche giorno (ilfattoquotidiano.it sarà ovviamente in prima fila). Grazie a tutti, come sempre, di cuore.

Marco Travaglio

Per dare il tuo contributo:
- c
on Paypal o Carta di Credito vai qui
- con Bonifico bancario su conto corrente: IT 50 O(lettera) 03002 05214 000003925090 intestato alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana presso la Banca Unicredit Banca di Roma con causale "RAI PER UNA NOTTE"

telebavaglioTelebavaglio, contro la censura la tv ce la facciamo noi - La settima puntata di Telebavaglio, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano www.telebavaglio.it




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