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Testo:
Buongiorno a tutti, la lettura dei giornali in questi giorni è molto avvincente perché ci descrive Berlusconi in pigiama che si aggira per le stanze di Palazzo Grazioli, investigando sullo scandalo della Protezione civile e interrogando, addirittura, protagonisti e comprimari, pare abbia convocato, Verdini, Bertolaso, Matteoli, Scajola, persino Bondi per sapere come sono andate le cose.

Lo scandalo delle case
Perché si sta attivando su questa inchiesta mentre invece non si era attivato su altre inchieste, anzi aveva coperto, difeso i suoi fino a coprirsi di vergogna e di ridicolo a livello mondiale, evocando complotti di questo genere in ogni circostanza in cui ognuno dei suoi uomini, per non parlare naturalmente di lui stesso, era stato indagato o imputato o condannato?
Perché evidentemente ha capito che la saldatura tra uno scandalo molto popolare, come questo che riguarda vicende di case, è molto comprensibile soprattutto in un paese dove l’83% dei cittadini è proprietario della casa in cui abita e il momento che stiamo vivendo, la crisi, la crisi che ci avevano assicurato essere superata, la crisi che ci avevano detto: l’Italia avrebbe superato meglio degli altri Paesi. (Leggi tutto)

Segnalazioni

L'appello degli editori contro il Ddl intercettazioni - Il testo dell'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE contro disegno di legge sulle intercettazioni.

ad  personam


Marco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Martedì 18 maggio, Sant'Ambrogio di Torino, ore 18
Cambio sede: L'incontro, inizialmente annunciato presso la Sala Consiliare di piazza XXV Aprile 4, si terrà  presso il teatro della scuola elementare di via Garibaldi 7, ore 18.00

 

 

 

 

 


continua

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Vignetta di Natangeloda l'Espresso in edicola

Il 2 novembre, ricorrenza dei Defunti, il professor Ernesto Galli della Loggia si scagliava sul Corriere della Sera contro Michele Placido, reo di aver insultato a “Che tempo che fa” i bersaglieri piemontesi scesi al Sud nel 1860, e contro Fabio Fazio che non li aveva difesi a dovere. “Quel che è grave - tuonava il Galli nonchè della Loggia - mi verrebbe da scrivere vergognoso…, è che a questa ignoranza presti i suoi mezzi il servizio pubblico… Con presentatori non saprei se più ignoranti o più timorosi di opporsi ai luoghi comuni accreditati”. Sante parole, è ora di finirla.

Il 15 novembre però un editorialista dal doppio cognome si arrampica sugli specchi di Via Solferino pur di non chiamare i processi a Berlusconi col loro nome. Il free climber della parola definisce i fondi neri Mediaset e la corruzione di Mills “corto circuito politica-giustizia”, “impasse politica paralizzante” e “vicolo cieco”. Chiamarli processi per frode fiscale e corruzione gli pare brutto. Né lo sfiora l’idea che, se Mills non fosse stato corrotto e Mediaset non avesse accumulato milioni di euro in società off-shore, quei processi non sarebbero mai nati. Infatti auspica che “Bersani e il Pd si muovano per disinnescare il corto circuito, contribuendo a una seria riforma della giustizia”. Come se una seria riforma della giustizia potesse abolire due processi per reati comuni. Lo spericolato commentatore li attribuisce non alle seriali illegalità del premier, ma a una sua fantomatica “vulnerabilità giudiziaria”, insomma a un evento atmosferico, che trasformerebbe la magistratura in “attore di fatto politico” con cui è impossibile “un accordo” (Previti sì che li sapeva trovare gli accordi con i giudici: estero su estero).

In un empito di lucidità, l’ardito editorialista si auto-obietta che Berlusconi potrebbe “mettersi da parte facendosi processare”. Ma è un attimo: si auto-risponde subito che “l’obiezione tradisce una straordinaria ingenuità sul modo in cui funzionano le cose nelle società reali: pensare che un capo politico di straordinario successo si faccia mettere fuori gioco da un tribunale senza combinare sfracelli” è “una favola”. Chissà in quale “società reale” vive costui. In quella d’Israele il premier di straordinario successo Olmert, indagato per finanziamento illecito, s’è dimesso e, anziché combinare sfracelli, s’è fatto processare. Idem decine di popolarissimi politici Usa, da Nixon al governatore di New York Eliot Spitzer, eletto dal popolo ma subito dimissionario per un sexy-scandalo. In Francia De Villepin, indagato nel caso Clearstream, ha rinunciato all’Eliseo. Sarà che non conoscevano Galli della Loggia. Già, perché il nostro acrobatico editorialista è proprio lui. Ora, è vero che si occupa di faccende molto meno attuali dei bersaglieri del 1860. Ma non vorremmo che qualcuno definisse grave - verrebbe da scrivere vergognoso - il suo editoriale e lui “ignorante o timoroso di opporsi ai luoghi comuni accreditati”. Anche perché l’una non esclude l’altra.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Dentro l'Opus Dei - Ascolta l'intervista a Emanuela Provera a cura di ResetRadio

Su micromega.net l'invito di Lidia Ravera, Moni Ovadia e Furio Colombo a Pierluigi Bersani: il Partito democratico aderisca al "No Berlusconi Day" del 5 dicembre contro le leggi ad personam.
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Commento del giorno
di saxblu - utente certificato -  lasciato il 20/11/2009 alle 14:28 nel post Giustizia: la prescrizione e l'imbroglio
Attraverso i libri di Allen Carr milioni di persone si sono liberate del vizio del fumo, dell'alcol e dell'obesità.
Ma Allen Carr prima di morire non poteva scrivere anche "è facile ripulire il parlamento se sai come farlo?"




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Vignetta di NatangeloVanity Fair, 29 luglio 2009

Una delle tecniche più efficaci adottate dagli intellettuali per galleggiare senza mai dare troppa noia al potere è parlare d’altro. Mentre l’informazione italiana precipita tra i Paesi semiliberi, soffocata dal cancro della criminalità organizzata e dallo strapotere di Silvio Berlusconi che governa quasi per intero il flusso delle notizie, su molti giornali divampano polemiche di massima urgenza, tipo quella sulle celebrazioni dell’unità d’Italia.

Uno dei più svelti a comparire senza mai correre troppi rischi è Ernesto Galli della Loggia. Già qualche anno fa, mentre il presente veniva avvelenato dalle leggi ad personam, colmò d’inchiostro il tema antico della “morte della Patria”. E oggi, mentre il Sultano paga donne a tassametro e oscura i telegiornali, scende temerariamente da cavallo a perorare più impegno per il prossimo anniversario dei 150 anni di unità italiana, previsti nel 2011. Lo spalleggia l’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi, noto per le sue passioni patriottiche, gli omaggi al tricolore, le lacrime quando nell’aere vibra l’inno di Mameli.

Mai una volta che altrettanti turbamenti sfiorino i nostri patrioti quando i lanzichenecchi di Palazzo Chigi votano la perpetua impunità del Cavaliere, compresa quella di molestare minorenni, votare condoni fiscali, ingannare i terremotati. E  rifilare bugie su tutta quella vicenda di feste & femmine che sui giornali di tutto il mondo viene rubricata come “Puttanopoli”. La nostra informazione – secondo l’osservatorio indipendente di Freedom House – è precipitata al 44° posto. E tra le sue colpe non risulta quella di censurare Garibaldi
(Vignetta di Natangelo)


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