.
Annunci online

abbonamento
172
commenti



bandanax


Giovedì 7 gennaio il presidente americano Barack Obama
si è assunto la piena responsabilità per le falle nei sistemi di sicurezza che hanno reso possibile il mancato attentato di Natale da parte di un aspirante kamikaze islamico imbarcato, senza sufficienti controlli, su un volo diretto negli Usa. "E' stato un fallimento dell'intero sistema", ha detto Obama, "la responsabilità finale è solo mia. Come presidente ho la solenne responsabilità di proteggere la nostra nazione e il nostro popolo. E ho il preciso dovere di imparare da questi errori e di correggerli per renderci piu' sicuri. Quando il sistema fallisce la responsabilità è mia".

Venerdì 8 gennaio, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è intervenuto sulla caccia all'uomo (nero) in corso a Rosarno. La rivolta degli immigrati, ha spiegato Maroni, è "una situazione difficile, così come in altre realtà", determinata dal fatto che "in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado". 

La differenza tra i due interventi è evidente. Obama, che è presidente da un anno, non se la prende pubblicamente con il suo predecessore. Ma, da uomo di Stato, spiega ai suoi concittadini che adesso il suo primo dovere è riparare le falle del sistema.

Nulla di sorprendente per le democrazie mature. Persino Bush, in una caso analogo, avrebbe probabilmente fatto lo stesso. Negli Usa, come in Inghilterra o in Francia, chi è stato eletto sa di essere stato scelto per  tentare di risolvere i problemi e non per protestare contro le eventuali responsabilità di chi lo ha preceduto. Maroni, ma con lui il 90 per cento delle nostre classi dirigenti, si sente invece in perenne campagna elettorale. Così arriva al ridicolo.

Mentre centinaia di schiavi, pagati in nero meno di 20 euro al giorno senza che l'amministrazione dello Stato si sia mai degnata di perseguire i loro sfruttatori, sono costretti a ribellarsi il problema, secondo il ministro, è la troppa tolleranza nei confronti dell'immigrazione. Maroni cioè se la prende implicitamente con i suoi avversari politici troppo buoni con gli extra-comunitari. E dimentica che, per otto degli ultimi dieci anni, l'Italia è stata governata da una maggioranza di centro-destra di cui la Lega ha fatto parte. Una maggioranza che ha persino approvato una legge sull'immigrazione che si chiama Bossi-Fini.
Insomma il ministro parla da politico (anzi da politicante) in perenne caccia di consensi e non da uomo delle istituzioni incaricato dagli elettori di riparare le falle nel sistema. Anche se Maroni avesse ragione (e ne ha molto poca) oggi il suo compito è quello di proporre soluzioni, non quello di indicare i presunti colpevoli.

A ben vedere, però, il ministro leghista e i suoi colleghi di Casta qualche attenuante ce l'hanno. L'unico modo per arrestare questo disgustoso italico gioco allo scaricabarile è il controllo sull'operato degli eletti da parte dell'opinione pubblica. Nei sistemi normali la voce dei cittadini passa attraverso i mezzi d'informazione. Quando un Maroni qualsiasi dice castronerie del genere, sono i giornalisti, gli opinionisti e le persone che hanno la fortuna di poter parlare sui quotidiani e sulle tv, a intervenire per richiamare governanti e parlamentari ai loro doveri istituzionali. In quelli malati, come il nostro, trova invece spazio sui media (quasi) solo chi è contiguo o dipendente dalle classi dirigenti. E i ministri perdono il controllo. 
(Vignetta di Bandanax)   

Marco Travaglio risponde su alcune polemiche

Partecipa al sondaggio de "Il Fatto Quotidiano"
Vota on line i migliori e i peggiori dell'anno 2009 della vita politica, sociale e culturale.




Segnalazioni
Berlusconi sia coerente: dopo quello russo, giubbotti cinesi, giacchette venezuelane e foulard libici - Il comunicato stampa dell'associazione AnnaViva

Commento del giorno
di saxblu -  utente certificato - lasciato il 8/1/2010 alle 21:57 nel post I craxiani sono peggio di Bettino
Finalmente un illuminatissimo provvedimento da un illuminatissimo ministro dell'illuminatissimo governo: Gelmini dice che dal prossimo anno vuole classi con un tetto massimo del 30% di scolari stranieri per non rallentare il percorso didattico. Ci voleva....anzi propongo di più: già da quest'anno un tetto massimo del 30% di parlamentari inquisiti per non rallentare il percorso legislativo! 


391
commenti


Vignetta di Natangelo
Vanity Fair, 25 novembre 2009

Probabile che se Giuseppe e Maria, fuggendo da Nazareth fossero malauguratamente approdati a Coccaglio, provincia di Brescia, non sarebbero riusciti a fermarsi nemmeno in una mangiatoia di periferia per la felice nottata del parto. Rancorosi guardiani della Lega Lombarda, guidati da questo capolavoro di sindaco padano, il signor Franco Claretti, li avrebbero intercettati all’ingresso del paese, chiesto i documenti, il permesso di soggiorno, le ragioni del viaggio. Per poi sgomberarli di corsa: “Tornatevene a casa vostra, non vi vogliamo”. 

Il lato notevolmente vigliacco di questa vicenda è che l’operazione di rastrellamento degli immigrati (“andremo casa per casa a controllare”) la giunta leghista l’ha chiamata White Christmas, che non vuol dire Bianco Natale, ma Natale di razza bianca. Sapendo benissimo di pronunciare una bestemmia proprio nei confronti del neonato - che si annunciò come una promessa di convivenza venendo al mondo povero, indifeso e migrante - che il Natale celebra e che loro imbrattano.

E’ da quella notte dei tempi che l’amore predicato dalla religione cristiana viene imbracciato per praticare senza rimorso il suo contrario. Tocca vedere in questa brutta Italia pure un ministro come Ignazio La Russa sbraitare in tv a difesa del crocefisso negli edifici pubblici. E per farlo, spalancare gli occhi: “Non lo toglieremo mai!”. E poi stringere i braccioli della sedia, gonfiare le vene del collo, gridare tre volte: “Possono morire! Possono morire! Possono morire!”. Senza neanche sospettare quanto sia grottesco difendere uno dei maggiori simboli della sofferenza umana, promettendone altrettanta.
(Vignetta di Natangelo)

Commento del giorno
Concita - utente certificato - lasciato il 25/11/2009 alle 11:37 nel post Alfano che dice le bugie
La giunta della camera ha respinto la richiesta di arresto per Cosentino.
L'immondizia nel governo si ammucchia sempre di più, è di nuovo emergenza rifiuti


139
commenti


Bignetta di Bandanax

Signornò

da l'Espresso in edicola


Davvero avvincente il dibattito sul reato di clandestinità. Sarà razzista o no? Costituzionale o no? I giudici possono contestarlo dinanzi alla Consulta (come peraltro stabilisce quel ferrovecchio chiamato Costituzione) o chi lo fa è un sabotatore? Affaccendati in queste batracomiomachie ideologiche, politici e commentatori non hanno certo il tempo per rispondere a una domandina da niente: la legge Maroni, che punisce gli immigrati per il sol fatto di essere immigrati, funziona o no? Serve allo scopo dichiarato di ridurre il numero dei clandestini? La risposta dei pochi esperti che l’hanno letta e capita (esclusi dunque i suoi autori) è: no, non serve a nulla. Non c’è bisogno che i giudici la boicottino: si boicotta da sé.

Marco Imarisio ha seguito per il Corriere i primi processi ai clandestini: scene da “Un giorno in pretura”, nel senso del film di Alberto Sordi. Da quando la geniale trovata è in vigore, 8 agosto, gl’imputati per clandestinità (articolo 10 bis: “soggiorno e ingresso illegale”) sono stati 27 a Genova, 25 a Torino, 16 a Firenze. E meno male che sono pochi: quando saranno migliaia, i giudici di pace che se ne occupano, già oberati e sottopagati, andranno in tilt. E per cosa, poi? Per infliggere condanne che non prevedono un’ora di carcere (e meno male: le patrie galere esplodono), ma un’ammenda di 5-10 mila euro. Indagini e tre gradi di giudizio per condannare un tizio che non si sa come si chiama, da dove viene, dove abita e ovviamente non è presente in aula, a qualche migliaio di euro. Che ovviamente l’interessato, essendo o risultando nullatenente, non pagherà mai.

In compenso l’Italia verrà condannata dalla Corte europea a multe salatissime per il malvezzo di processare i contumaci. Intanto però - dicono i cervelli clandestini che hanno concepito la legge – il tizio verrà subito espulso. Ma poteva essere espulso anche prima, in via amministrativa, con semplice denuncia. Solo che le espulsioni non si sono mai fatte e si continuano a non fare. Perché costano un occhio (affittare voli charter e rimpatriare i clandestini, sempre ammesso che i paesi d’origine li accettino come propri concittadini, visto che non hanno documenti). E perché il meccanismo non funziona. Chi viene sorpreso in Italia senza permesso riceve un foglio di via. Ma di solito non va via. Però - obiettano lorsignori - se viene di nuovo fermato, incorre nel reato di mancata ottemperanza al foglio di via (pure questo già previsto dalle vecchie norme), finisce dentro per un paio di giorni e rischia una pena un po’ più severa della multa. Già, a meno che non avesse un “giustificato motivo” per non lasciare l’Italia. Esempio: non aveva i soldi per pagarsi l’aereo. Finora, per la Cassazione, questo è un motivo giustificato solo per chi l’ha fatto subito presente al questore. Molti clandestini si stanno facendo furbi e vanno in massa dal questore: “Non posso andare via perché non ho un euro”. Il questore allarga le braccia e confessa: “Nemmeno io”.
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni

Dieci proposte per costruire una società basata sul merito, la legalità e l’uguaglianza
di Michele Ainis

"LIbera Stampa in LIbero Stato"

Sabato 3 ottobre, dalle ore 17 alle ore 20,00 a Milano, in via Mercanti angolo piazza Duomo
Manifestazione per l'indipendenza e il pluralismo dell'informazione in contemporanea con la manifestazione nazionale di Roma
Organizza: Qui Milano Libera in collaborazione con un gruppo spontaneo di cittadini nato sul web


Difendiamo la costituzione dal Lodo Alfano!

Partecipa all'iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Roma, lunedì 5 ottobre ore 18 - Piazza Barberini (Roma)


L'evento su facebook




Macchianera Blog Awards 2009

Voglioscendere è candidato in 4 categorie:

- Miglior blog 2009
- Miglior blog di opinione
- Miglior blog giornalistico
- Miglior blog di un Vip

E’ possibile votare fino alla mezzanotte di venerdì 2 ottobre cliccando qui







186
commenti



Vignetta di Bertolotti e De PirroVanity Fair, 17 settembre 2009

Probabile che il nome Sami Mbarka Ben Gargi, non vi dica nulla. Invece dovrebbe. Era detenuto nel carcere di Pavia. E’ morto in ospedale rifiutando cibo e acqua il 5 settembre scorso. Era tunisino, aveva 41 anni, chiedeva la revisione del suo processo. Ha iniziato lo sciopero della fame e della sete il 16 luglio. Secondo il suo avvocato “non ha mai perso lucidità” e la sua forma di estrema protesta l’ha praticata in piena consapevolezza fino alla fine, diventando il ventottesimo suicidio che dall’inizio dell’anno insanguina le carceri italiane, dove oggi vivono ammassati 64 mila detenuti in uno spazio che dovrebbe contenerne 20 mila di meno.

Sami è morto solo come un cane. Anzi peggio. Perché se fosse stato un cane, forse qualche compassionevole associazione di animalisti avrebbe protestato e si sarebbe battuta per la sua vita, come accade a certe fortunate specie di uccelli, ai delfini e alle balene. Invece era solo un tunisino, di quelli che ogni tanto, d’estate, lasciamo annegare nel Canale di Sicilia oppure riaccompagniamo nei lager dei nostri alleati libici a finir di morire.

Se fosse stato un uomo in carne e ossa, magari un cristiano con il diritto alla vita incorporato, ci sarebbe stato il fior fiore delle associazioni religiose pronte a mobilitarsi per la sua salvezza. A presidiare anche di notte l’ospedale di Pavia dove stava crepando con cartelli pro vita, candele, canti e pianti. Sarebbero scesi in campo tutti, i teo con e i teo senza, compreso quel galantuomo di Dino Boffo, l’ex direttore di Avvenire che per difendere la vita di una tale Eluana, aveva insultato perfino il padre, il signor Englaro, chiamandolo assassino.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)


159
commenti



Vignetta di Natangelo
Vanity Fair, 3 settembre 2009


Mentre nel mare blu tra Malta e Lampedusa galleggiano ancora i cadaveri freschi dei nostri fratelli africani ci tocca ascoltare Umberto Bossi, due mogli, quattro figli, condanne per tangenti e vilipendio, vantarsi di essere un buon cristiano. Anzi un crociato. Pronto a varcare la soglia del Vaticano per offrire la propria fede - più qualche legge sul fine vita, più qualche spicciolo alla scuola cattolica, più qualche intoppo alla pillola RU 486 - per risarcire la Dottrina e i vescovi dalle commoventi intemperanze sessuali (e dalle bugie) del sultano di Arcore ammalato di solitudini notturne.

Ci andiamo per un chiarimento - ha detto Bossi -. Per ricordare che la nostra matrice è cristiano cattolica”. Strana davvero questa matrice. Coltivata da un quarto di secolo tra gli alberi del fuoco delle foreste intorno a Varese, dove con rito celtico si sono sposati numerosi adepti tra cui i pluri ministri Calderoli e Castelli. Irrigata dalle acque di Eridano, il dio Po. Alla cui sorgente, ogni anno, la Lega innalza l’ampolla secondo un rito pagano di ere leggendarie, quando in Padania esisteva la nebbia, ma non ancora lo scontrino fiscale.

Siamo il baluardo contro l’islamizzazione dell’Europa dei banchieri”, assicurano i nuovi crociati. L’argine alla chiesa conciliare, cattocomunista e “alleata dei poteri forti”. I difensori dei crocefissi a scuola. I custodi della famiglia, delle tradizioni, del dialetto, dei giardini pubblici. Il presidio contro “l’invasione degli immigrati”. Verso i quali, come ha detto di recente Roberto Maroni, ministro dell’Interno “bisogna essere cattivi”. Usare il carcere, l’esercito, il mare. E poi, al massimo, il pentimento dopo la confessione.
(Vignetta di Natangelo)


190
commenti



Vignetta di NatangeloOra d'aria
l'Unità, 24 agosto 2009


È stata proprio una bella estate. L’estate dei Nuovi Mostri, come li chiama Oliviero Beha nel suo ultimo libro (Chiarelettere, pp.281, 13,6 euro). «La vera legge-vergogna ­ - scrive Beha ­ di questi anni -, che le riassume tutte, è proprio questa: la vergogna assunta per legge come norma dei comportamenti sempre più diffusi e la ridda di cattivi esempi dall’alto, naturalmente attribuiti agli “altri”. La vergogna di non provare vergogna». Quello che vuole arrestare le prostitute e i clienti, e che incidentalmente è anche il capo del governo, si scopre cliente di prostitute (ma con «simpatia ed eleganza»). È lo stesso che s’è tenuto in casa un mafioso per due anni e un amico dei mafiosi per trenta, e ora vuole «passare alla storia come quello che ha sconfitto la mafia». Lo stesso che ha distrutto il calcio con aste miliardarie e ingaggi strabilianti, e ora denuncia che «gli inammissibili stipendi dei calciatori rovinano il calcio». Lo stesso che viola la privacy altrui con milioni di foto sui suoi giornali di gossip, ma denuncia i giornali che fotografano lui. Lo stesso che, essendo notoriamente il cofondatore dell’alleanza contro il terrorismo, sta per volare un’altra volta dall’amico Gheddafi, amico suo e dei terroristi.

Intanto l’amico dei mafiosi, al secolo Marcello Dell’Utri, chiede una commissione parlamentare d’inchiesta su chi, Dio non voglia, ha trattato con la mafia durante le stragi del 1992-’93 (quando lui riceveva nel suo ufficio un boss, sempre lo stesso, Vittorio Mangano, appena uscito di galera dove aveva scontato una condanna per mafia e una per traffico di droga). Littorio Feltri torna al Giornale e, per elogiare il padrone, non trova di meglio che dire che Agnelli era peggio di lui (già, peccato che Agnelli non sia mai stato capo del governo e, detto per inciso, sia pure morto). Poi, per dare il buon esempio, si porta al Giornale due condannati in primo grado: Renato Farina e Luciano Moggi (più che un quotidiano, pare l’ora d’aria).

D’altronde i veri criminali sono altri: per esempio i 5 eritrei scampati all’ultimo naufragio di Lampedusa: la legge Berlusconi-Maroni-Hitler impone di incriminarli per immigrazione clandestina, così imparano a sopravvivere; la prossima volta facciano il favore di affogare come gli altri 73. O di girare alla larga dall’Italia, paese meraviglioso dove chi è senza pane si compra un telefonino nuovo. Dove il finanziere Zunino, pluriinquisito, è sull’orlo del fallimento, ma con una holding chiamata «Risanamento». Dove i reati, secondo il governo, sono in calo, ma le carceri scoppiano. Dove tolgono la scorta al testimone anti-’ndrangheta Pino Masciari, periodicamente visitato dagli amici degli amici, ma la danno a Vittorio Sgarbi perché si sente minacciato (mandante: Beppe Grillo). Intanto ferve nel Pd il dibattito sulla presenza della Carfagna alla festa dell’Unità, o come diavolo si chiama. E fior di politici e intellettuali s’interrogano sull’appello del capo dello Stato per l’Unità d’Italia. Per il congresso di Vienna, c’è tempo.

Ps. Questa è la mia ultima rubrica su l’Unità. Ancora grazie di cuore a tutti i colleghi e i lettori.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

La pagina di "Papi. Uno scandalo politico" su facebook - diventa fan



175
commenti



Vignetta di gavaveneziaZorro
l'Unità, 25 aprile 2009


L’altra sera, mentre Sandro Ruotolo da Lampedusa e altri due rari giornalisti veri, Franco Viviano e Karl Hoffman, mostravano le immagini censurate della nave dei disperati respinta dall’Italia con sopra il cadavere di una diciottenne incinta, i mejo direttori del bigoncio sostenevano che l’informazione scoppia di salute. Chi avrebbe dovuto impedire la vergogna di quell’omissione di soccorso dormiva: i diversamente concordi della presunta opposizione balbettavano e intanto votavano il pacchetto sicurezza col governo; la Procura di Agrigento apriva un’inchiesta sulla morte della ragazza, anziché su chi ha negato l’assistenza ai disperati.

Sulle mailing list dei magistrati circola una notizia che completa il quadro a proposito di certa avvocatura. Udienza in Cassazione sul ricorso contro l’arresto di due balordi padani che, fingendosi carabinieri, han picchiato e rapinato un viado brasiliano urlandogli “straniera di merda”. Chiedendo la scarcerazione di uno dei due, l’avvocato cassazionista scrive che l'espressione “straniera di merda”, lungi dal provare un intento ostile contro il viado, “conferma la volontà del D.G. di svolgere una funzione surrogatoria della Pubblica autorità di controllo dei flussi migratori”, indagando sul possesso delle “necessarie autorizzazioni amministrative in capo allo straniero”. Dal che si deduce che anche le forze dell’ordine si comporterebbero così. E che ogni bravo cittadino dovrebbe fare altrettanto. Una volta il tizio sarebbe passato per razzista. Ora, alla peggio, per un rondista padano. Pardon, per un “surrogatore della pubblica autorità”.

Post scriptum

Il mitra del Cavaliere
Siccome molti amici del blog chiedono altri chiarimenti sulla famosa irruzione di Berlusconi all’assemblea de Il Giornale l’8 gennaio 1994, metto a disposizione qualche altro documento, tratto da “Montanelli e il Cavaliere”...
Leggi tutto


Segnalazioni

Bello ciao! - di Carlo Cornaglia
Ritual la sceneggiata
con cui l’ex crapa pelata
tratta il 25 aprile.
Ogni anno un nuovo stile
  
per irridere l’evento
che ci dette il salvamento.
Circa quindici anni fa
festeggiò Sua Indegnità...
Leggi tutto


[NO]vizi - La satira va in mostra

Napoli. Un’esposizione del genere è più unica che rara. Questa rassegna, ideata e curata da Mario Natangelo, sposa la vignetta satirica al Fumetto – con il salone Comicon – e all’arte contemporanea – con l’esposizione al museo Madre...

...Gli autori di Novizi contano firme eccellenti come Marassi, Ellekappa, Vincino, Franzaroli, Mora con le ultime rivelazioni Natangelo, Tonus, Fricca. E, come ospiti stranieri Kap (La Vanguardia) e Catherine (Charlie Hebdo)...

Leggi tutto




sfoglia dicembre        febbraio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.224734150000586]>