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Testo:
Buongiorno a tutti, oggi iniziamo una serie di puntate estive, quindi per vostra e per mia fortuna molto più brevi di quelle ordinarie, che vengono registrate perché parto in vacanza.

La cricca e il nuovo Csm
Questo lunedì parliamo del Csm che sta per essere totalmente rinnovato dopo che i magistrati hanno eletto i loro 16 consiglieri, cosiddetti togati.
Il Csm è formato da un Presidente che è il Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ci sono altri due membri di diritto che sono il primo Presidente della Cassazione, il Procuratore Generale della Cassazione, quindi chi c’è in quel momento entra di diritto nel Csm, i due magistrati di vertice della Cassazione insieme al Capo dello Stato non sono eletti, ma sono lì sempre, poi c’è un vice Presidente che è eletto dal Parlamento, all’interno di 8 membri laici che secondo gli intendimenti dei nostri padri costituenti, devono essere degli alti esponenti del mondo del diritto, della giurisprudenza, delle persone di notoria competenza, autorevolezza, prestigio, indipendenza e che invece visto che sono eletti dal Parlamento, soprattutto negli ultimi decenni, sono diventati praticamente dei politici trombati in cerca di collocamento, oppure dei politici addirittura in servizio permanente effettivo che vanno a farsi 5 anni di Csm, poi se ne tornano all’attività politica e rappresentano così non il diritto, i cittadini in quanto eletti dal Parlamento, ma rappresentano i loro partiti.
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L'appello
Per il Csm il Pd scelga nomi esemplari  - Firma l'appello sul sito di
Micromega

 


 


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fifo

Signornò
da l'Espresso in edicola


I commentatori “terzisti” del Corriere rivendicano di continuo la propria “indipendenza”. Forse per autoconvincersene. Sergio Romano, nella pagina delle lettere che fu di Montanelli, infila uno sfondone dopo l’altro sulla giustizia. Ultimamente ha scritto che il Csm “invia i propri pareri al ministro” sulle leggi in materia di giustizia “anche quando questo non li ha richiesti o ha detto di non essere interessato a riceverne”, arrogandosi “competenze diverse da quelle originariamente previste”. In realtà il Csm fa esattamente ciò che prevede la legge istitutiva (L. 24 marzo 1958, n.195): “dà pareri al Ministro sui disegni di legge concernenti l'ordinamento giudiziario, l'amministrazione della giustizia e ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie”. Se il ministro non li gradisce o non li richiede è del tutto ininfluente.

Qualche giorno dopo, Romano ci riprova invocando “la separazione delle carriere” fra pm e giudici. Perché? “Uno dei maggiori problemi della giustizia italiana” è “la frequente differenza fra le sentenze di primo e secondo grado”. Ma allora perché mai bisognerebbe separare le carriere, se non è vero che i magistrati tendono a darsi ragione a vicenda in quanto colleghi? Impermeabile alla logica, Romano aggiunge che “nel primo grado, dove il procuratore è personalmente impegnato, la contiguità fra lui e il giudice, membri della stessa carriera, può influire sulla sentenza”; invece in appello “oltre il 50% delle sentenze di primo grado viene riformato” perché “fra il giudice e l’impostazione originaria del processo c’è maggiore distanza”. Ma anche i giudici d’appello sono colleghi dei pm e dei giudici di primo grado, anzi spesso sono ex pm ed ex giudici di primo grado che han fatto carriera. Dunque perché la “contiguità” non dovrebbe influenzare pure i verdetti d’appello? E, se le sentenze d’appello devono coincidere con quelle di tribunale, a che serve l’appello?

Un altro sedicente terzista, Piero Ostellino, sposa i delirii di Berlusconi sulla Corte costituzionale “di parte” perché “5 dei suoi 15 membri sono stati nominati dagli ultimi tre presidenti della Repubblica che erano ‘di sinistra’. La sinistra lo critica solo perché erano della propria parte”. Nell’ansia di mettere sullo stesso piano destra e sinistra, Ostellino dimentica di porsi due semplici domandine. Come possono 5 giudici dominare gli altri 10? Ed è vero che 5 membri della Consulta sono di sinistra perché nominati dagli ultimi tre capi dello Stato? Degli attuali giudici costituzionali, 1 è stato nominato dal Consiglio di Stato, 1 dalla Corte dei conti, 3 dalla Cassazione, 5 dal Parlamento (3 scelti dalla destra e 2 dalla sinistra:i soli a cui si può applicare un’etichetta “politica”), 5 dal Quirinale (1 da Napolitano, 4 da Ciampi, nessuno da Scalfaro). Quello nominato da Napolitano è Paolo Grossi, giurista e storico fiorentino noto per i suoi orientamenti di cattolico conservatore. Si comprende così da che cosa i terzisti sono indipendenti: dalla verità dei fatti.
(Striscia di Fifo)

Commento del giorno
di Hajaaf - lasciato il 14/1/2010 alle 21:7 nel post Quello che Maroni non dice
Pare che Maroni stia cercando chi fosse quel fesso che era ministro del welfare dal 2001 al 2006 e non ha fatto nulla per combattere il lavoro irregolare. Ma appena lo becca...


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