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Immagine di Roberto CorradiZorro
l'Unità, 6 gennaio 2009

Contro la crisi della carta stampata il Corriere riesuma il romanzo d’appendice. E, in mancanza di Carolina Invernizio, prematuramente scomparsa, scende in campo Pigi Battista col serial “Del Turco, I love you”. Per i collezionisti, si precisa che dopo le prime due puntate (“Se Del Turco fosse innocente?”, 11.8, e “Del Turco, le proroghe e le prove schiaccianti”, 15.12), ieri è uscita la terza: “La lezione (tardiva) del caso Del Turco”. Ultimamente Pigi Invernizio aveva trascurato l’oggetto dei suoi desideri per dedicarsi ai D’Alfonso e Margiotta, ma ieri è tornato al primo amore: “Anche nel Pd si fa strada il sospetto che l’arresto di Del Turco” sia frutto di “persecuzione politico-giudiziaria”. Le prove? I pm han chiesto la proroga delle indagini e non han trovato i soldi: fatti normali per un’indagine di corruzione, come sa chi segue i processi (dunque non lui). Ora però la sua penna acuminata si distrarrà di nuovo appresso a D’Alfonso che, siccome il gip ritiene “confermate anzi rafforzate” le accuse a suo carico, ritira le dimissioni dopo che era stato scarcerato proprio perché s’era dimesso. “Meglio tardi che mai”, direbbe Pigi, angosciato dall’“ossessione forcaiola” di certa sinistra. Ma, a rovinargli la festa, ecco il governatore del NewMexico e neo-segretario al Commercio di Obama, Richardson: rinuncia alla nomina perchè un’azienda che aveva rapporti col suo Stato è sott’inchiesta e “non voglio imbarazzare l’amministrazione Obama”. Riusciranno mai gli Usa a liberarsi dell’ossessione forcaiola? Urge missione di Pigi in New Mexico, possibilmente aviotrasportata.
(Immagine di Roberto Corradi)

Segnalazioni

toghe rotteCi vuole una riforma della giustizia. Subito. Ma solo in certi casi

L'ultima puntata di "Toghe rotte", la rubrica sulla giustizia di Bruno Tinti






Il calendario 2009 di voglioscendere.it

L'anno appena trascorso rivissuto attraverso gli articoli di Pino, Peter e Marco, pubblicati sul blog per un 2009... consapevole.                                                                   

Immagini di involontari e vari pittori di tutte le epoche boicottati da Roberto Corradi.

Scarica (pdf, 17Mb)









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Vignetta di Molly BezzZorro
l'Unità, 3 gennaio 2008

Il Corriere, nella sua quotidiana guerra ai pm più impegnati, scrive: “Potenza come Pescara, D’Alfonso come Margiotta: prima gli arresti, poi tutti liberi”. Pescara e Potenza pari sono, ergo Paolo Franchi invita il Pd a inciuciare con Al Tappone per l’immancabile “riforma della giustizia” e “fare autocritica” per non averla fatta prima. Ma nessuna riforma eviterebbe quel che è accaduto. Né quelle di Al Tappone né quella del Pd Tenaglia, che vuol affidare gli arresti a tre giudici per evitare l’“altalena di provvedimenti”. Del tutto fisiologica, in un sistema di infinite impugnazioni. A Pescara il sindaco, posto ai domiciliari perché non inquini le prove, viene liberato quando non può più inquinarle perché s’è dimesso e i coindagati hanno smentito la sua versione e “rafforzato” le accuse. A Potenza pm e gip ritengono che Margiotta vada arrestato a domicilio perché s’è incontrato segretamente, in un vicolo, con un imprenditore che poi ha raccontato di avergli promesso 200 mila euro per un appalto. Come sempre, la Camera blocca l’arresto e abusa del suo potere entrando nel merito delle accuse. Il Riesame conferma che gli appalti sono truccati e ribadisce turbative d’asta e corruzioni, ma annulla l’accusa di associazione a delinquere e l’arresto del deputato (ormai inutile) e trasforma per gli altri il carcere in domiciliari. Non assolve nessuno né “boccia” l’indagine. Che resta in piedi, anche su Margiotta. Una sola riforma eviterebbe tutto ciò: che i politici la piantassero d’impicciarsi in appalti. Ma questa, naturalmente, nessuno la propone.
(Vignetta di Molly Bezz)

Ecco l'ordinanza sugli appalti petroliferi truccati in basilicata inviata alla Camera dal gip di potenza Rocco Pavese su richiesta del pm Henry John Woodcock per l'autorizzazione all'arresto del deputato del Pd Francesco Margiotta, ordinanza respinta dalla Camera e in parte poi annullata dal Riesame. Quando saranno depositate le motivazioni del Riesame, pubblicheremo anche quelle.

Segnalazioni

Fatti a pezzi. Dialogo con Marco Travaglio - di Marco Alloni (ADV Editore)
 
La madre di tutte le intercettazionidi Carlo Cornaglia
Berlusconi, l’amatore,
sta vivendo nel terrore
che un dì qualche quotidiano
illustrar possa l’arcano
  
di quell’intercettazione
nella qual da sporcaccione
ha una storia a luci rosse.
Deve averle dette grosse...
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