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Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile. (leggi tutto)

 

Segnalazioni

Parlamento Europeo Pulito -
Il video appello di Sonia Alfano - Firma l'appello

"Ha davenì er ticket" - di Riccardo Orioles, da www.ucuntu.org

E se fosse un '68? - Ucuntu n.90, 18 ottobre 2010

La Fiom e l'unità di sinistra - di Stefano Sylos Labini
 

 


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da Il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2010

Ora l'ultimo sabotaggio ad Annozero, cioè alla Rai servizio pubblico, cioè alla televisione, verrà gabellato dai soliti gnorri come l'ennesimo capitolo dello scontro personale fra Masi e Santoro (che “fa il martire”), o come una giusta punizione per la lesa maestà perpetrata con la terribile metafora dei bicchieri (invece il premier B. che bestemmia e irride alla Shoah, il ministro Bossi che dialoga col dito medio tra un porco qui e un porco là, il senatore Ciarrapico che offende gli ebrei, il vicedirettore del Giornale che minaccia di “rompere il cazzo alla Marcegaglia” sono simpatiche reincarnazioni di Lord Brummel). Punizione un po' “sproporzionata”, per dirla con l'impavido Garimberti, che evidentemente non avrebbe obiettato se Santoro fosse stato sospeso per 8 giorni anziché 10. Ma quando ci vuole ci vuole. Insomma il solito tran-tran.

Ma è dai tempi di Samarcanda che Santoro è nel mirino dei vertici Rai, anzi dei partiti retrostanti (di destra e di sinistra: nel '96 fu il veltroniano Enzo Siciliano ad accompagnare all'uscio “Michele chi?”). Nella Prima Repubblica i partiti, pur corrotti, rappresentavano milioni di persone e culture vere, figlie magari degeneri della Costituente, dunque anche i censori cercavano di non violentare così platealmente la Costituzione. In questo grottesco crepuscolo della Seconda son saltate tutte le marcature e non si rispettano più nemmeno i fondamentali. Caduto l'ultimo velo, il conflitto d'interessi del governo che controlla la tv pubblica che dovrebbe controllarlo, e che coincide col padrone della tv privata (teoricamente) concorrente, si squaderna in tutta la sua oscena indecenza. Prendersela col solo Masi, ultimo portaordini del Caimano, fa ridere: come meravigliarsi, dopo averlo nominato al Tg1, se Minzolini fa il ventriloquo ad personam del premier, cioè fa il Minzolini.
Un anno fa, intercettato dai pm di Trani, persino il dg della Rai definì “roba da Zimbabwe” la chiusura preventiva di Annozero ordinata da B. Poi ha preso la cittadinanza dello Zimbabwe, per non passare per bulgaro. Se qualcuno fosse interessato a un barlume di “servizio pubblico”, dovrebbe alzare gli occhi e osservare il panorama dall'alto: un paese dove l'informazione è controllata o condizionata o intimidita da un uomo solo, l'unico che non dovrebbe sfiorarla nemmeno con una canna da pesca. Si chiama conflitto d'interessi.

Lo può risolvere il Pd? No che non può, nè vuole: ha avuto due occasioni d'oro per smantellarlo una volta per tutte, ma ha preferito mettersi d'accordo col titolare del medesimo. L'unico in grado di sbloccare l'impasse è Fini, presidente della Camera (cioè controllore della Rai) e leader di quella scheggia di maggioranza che inizia a denunciare il conflitto d'interessi, ora che lo assaggia sulla propria schiena. Non basta promuovere convegni sul tema o proporre di privatizzare la Rai, col rischio che la compri il solito prestanome. Se Fli, Pd, Idv e Udc vogliono un governo a tempo che prepari elezioni finalmente libere, la piantino di parlare solo di norme elettorali e presentino una legge semplice semplice: fuori la politica dalla Rai, fuori dalla politica chi controlla tv e giornali. Tutto il resto è chiacchiera. Anzi, Zimbabwe. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro) 

Segnalazioni

Video -
Caso Annozero, sit-in di protesta a Viale Mazzini (da ilfattoquotidiano.it)

"Scherzi a parte" - Annnozero, in onda giovedì 14 ottobre, ore 21, Rai2 - Perché la parola crisi è diventata impronunciabile in Italia? Ospiti in studio Pierluigi Bersani, Roberto Formigoni, Guglielmo Epifani, Gianni Riotta e Stefano Zurlo.

Infradito Santanché e la politica del prognatismo - di Andrea Scanzi (da micromega.net

Trento, 15 ottobre, ore 18 - Marco Travaglio presenta "Ad personam" - c/o sala polivalente del liceo scientifico G. Galilei, viale Bolognini 88.

Firenze, 16 ottobre, ore 15.30 - Incontro con Marco Travaglio dal titolo "Istituzioni e giustizia". Intervengono: Guido Melis, Elisabetta Rubini Tarizzo e Gustavo Zagrebelsky. C/o cinema Odeon, via de' Sassetti.



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fifo

da Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2010


Alla lunga, si sa, i regimi peggiorano anche le persone migliori. Aldo Cazzullo è un ottimo giornalista del Corriere. Due anni fa, quando Uòlter si vantava di non attaccare mai Berlusconi, anzi manco lo nominava, scrisse che era vergognoso sdoganare il conflitto d’interessi. Ma ora che quel conflitto diventa, grazie alle intercettazioni di Trani, il più devastante attentato alla libertà d’informazione nell’Europa del dopoguerra, lui minimizza e fa lo spiritoso. Arriva a sostenere che “la vera notizia da Trani” è che “Berlusconi non se lo fila nessuno” e “la sua struttura di comando è inefficiente”. Forse il Pompierino dei Piccoli non ha mai visto il Tg1 scodinzolino, il Tg5, il Tg2, i tristi cabaret di Studio Aperto, Tg4, Mattino 5 e via strisciando. Forse non ha letto le intercettazioni di Trani. O forse non le ha capite.

Infatti scrive che “Innocenzi non combina nulla” e così Masi, Calabrò, la Vigilanza, l’Authority, la Rai, tant’è che Annozero “è ancora lì”. Strano: a noi risulta chiuso assieme agli altri per l’ultimo mese di campagna elettorale in barba alla legge sulla par condicio. Il Pompierino se n’è accorto, ma crede che la serrata non l’abbia voluta Berlusconi, bensì “un parlamentare dell’opposizione, Beltrami (si chiama Beltrandi, ma fa niente, ndr), appoggiato dalla maggioranza”: tesi curiosa, visto che Beltrandi conta uno, tutte le opposizioni han votato contro e tutta la maggioranza pro.
Lo stesso 10 febbraio 2010, presentando il libro di Vespa, Berlusconi rivendicò l'attentato: “Giusto chiudere quei pollai, mi spiace solo per Porta a Porta”. La prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo. Del resto aveva già cantato tre mesi prima, il 4 novembre 2009, quando commissionò la strategia all’apposito Innocenzi: “Io farei così, io ho parlato col direttore Masi e con tutti i nostri uomini, perché ho fatto uno studio, non c’è nessuna tv europea in cui ci sono questi pollai. Perché dobbiamo avere queste fabbriche di fango e di odio? Ecco, quel che adesso bisogna concertare è che l’azione vostra sia da stimolo alla Rai per dire ‘chiudiamo tutto’. Non solo Santoro: tutte le trasmissioni di questo tipo”.

Già allora Innocenzi sapeva che a febbraio sarebbe scattato il black out dei programmi giornalistici con la scusa del voto: “Vado in Procura e denuncio Calabrò per scarsa volontà di procedere (contro Annozero, ndr), se no la tira in lungo per due mesi e poi non si fa un cazzo… Questo tra due mesi sospende le trasmissioni, ché ci sono le elezioni”. Temeva di “restare col cerino in mano”, ricordava i suoi ”30 anni di rapporto con una persona (il Banana, ndr)” e il suo “piccolo futuro da preservare” alla corte di Arcore. Così si proponeva di ricattare il presidente dell’Agcom, minacciando di raccontare alla stampa o ai giudici come si era “fatto i cazzi suoi” su alcuni affari trattati dall’Agcom pur di strappargli la firma che autorizzasse Masi a chiudere Annozero.

Se poi né Calabrò né Masi hanno firmato, non è perché il Banana non riesca a farsi obbedire, ma perché le istruttorie aperte dall’Agcom si sono protratte fino alla serrata di febbraio; e soprattutto perché Annozero va in onda per decisione dei giudici, non della Rai, e nessuno dei due voleva firmare una censura illegale che l’avrebbe trascinato in tribunale. Ciò vuol dire che Berlusconi non se lo fila nessuno? Che non è successo niente? Cazzullo faccia uno sforzo e provi a immaginare di essere la firma più letta del Corriere. Chissà come si sentirebbe a lavorare sapendo che l’editore gli tifa contro, non vede l’ora che “faccia la pipì fuori dal vaso” per cacciarlo, sollecita esposti contro di lui, tresca alle sue spalle con politici, amministratori, vigilantes e presunti arbitri. Chissà come reagirebbe se, ogni volta che scrive un pezzo, l’editore gl’inviasse una minaccia di multa fino al 3% del fatturato. Chissà che direbbe se un collega che confonde la penna con l’estintore gli ridesse pure in faccia: “Ma di che ti lamenti? Mica ti hanno cacciato. Su con la vita!”. E chissà quale uso alternativo gli consiglierebbe, per l’estintore.
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

raiperunanotteRaiperunanotte, 25 marzo ore 21 I video degli interventi di Michele Santoro,  Marco Travaglio e Vauro alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione-manifestazione contro la censura dell'informazione. 
 
ad personamRoma, lunedì 22 marzo, ore 21 - Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad
Personam
 (edizioni Chiarelettere)
c/o Alpheus - Via del Commercio 36
Intervengono Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti




Commento del giorno
di Fandango - lasciato il 20/3/2010 alle 18:28 nel post Il sacro Colle
Silvio: in piazza un milione di persone, esattamente come il milione di posti di lavoro. Parola di milionario!


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