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Testo:
Buongiorno a tutti, la lettura dei giornali in questi giorni è molto avvincente perché ci descrive Berlusconi in pigiama che si aggira per le stanze di Palazzo Grazioli, investigando sullo scandalo della Protezione civile e interrogando, addirittura, protagonisti e comprimari, pare abbia convocato, Verdini, Bertolaso, Matteoli, Scajola, persino Bondi per sapere come sono andate le cose.

Lo scandalo delle case
Perché si sta attivando su questa inchiesta mentre invece non si era attivato su altre inchieste, anzi aveva coperto, difeso i suoi fino a coprirsi di vergogna e di ridicolo a livello mondiale, evocando complotti di questo genere in ogni circostanza in cui ognuno dei suoi uomini, per non parlare naturalmente di lui stesso, era stato indagato o imputato o condannato?
Perché evidentemente ha capito che la saldatura tra uno scandalo molto popolare, come questo che riguarda vicende di case, è molto comprensibile soprattutto in un paese dove l’83% dei cittadini è proprietario della casa in cui abita e il momento che stiamo vivendo, la crisi, la crisi che ci avevano assicurato essere superata, la crisi che ci avevano detto: l’Italia avrebbe superato meglio degli altri Paesi. (Leggi tutto)

Segnalazioni

L'appello degli editori contro il Ddl intercettazioni - Il testo dell'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE contro disegno di legge sulle intercettazioni.

ad  personam


Marco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Martedì 18 maggio, Sant'Ambrogio di Torino, ore 18
Cambio sede: L'incontro, inizialmente annunciato presso la Sala Consiliare di piazza XXV Aprile 4, si terrà  presso il teatro della scuola elementare di via Garibaldi 7, ore 18.00

 

 

 

 

 


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AD PERSONAMDa oggi in libreria il nuovo libro di Marco Travaglio Ad personam. 1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia. (Edizioni Chiarelettere) 

L'anticipazione da Il Fatto Quotidiano del 4 marzo 2010 a proposito degli incredibili salvataggi di alcuni parlamentari da provvedimenti di cattura disposti nei loro confronti dai giudici per gravissimi reati di mafia o contro la Pubblica amministrazione. Dal 1994 a oggi, la magistratura ha chiesto 19 volte alle Camere l’autorizzazione ad arrestare 17 fra deputati e senatori: 15 di centrodestra (Cesare Previti, Marcello Dell’Utri, Giancarlo Cito due volte, Amedeo Matacena, Giuseppe Firrarello, Gaspare Giudice, Angelo Sanza, Remo di Giandomenico, Giandomenico Blasi, Vittorio Adolfo, Raffaele Fitto, Giorgio Simeoni, Nicola Di Girolamo due volte, Nicola Cosentino, Antonio Angelucci) e 2 di centrosinistra (Antonio Luongo e Salvatore Margiotta). Richieste sempre respinte, perlopiù con maggioranze oceaniche e trasversali.

dal libro Ad personam:
Nei cinque anni della XIII legislatura, quella a maggioranza Ulivo, sono ben sei i parlamentari che i giudici chiedono di poter arrestare in base a gravissime accuse, suffragate da montagne di prove. Il primo è Cesare Previti. La richiesta è firmata dalla Procura di Milano alla conclusione delle indagini sul caso Imi-Sir (una tangente di 67 miliardi di lire pagata dalla famiglia Rovelli fra il 1991 e il 1994 agli avvocati Previti, Pacifico e Acampora e al giudice Vittorio Metta, in cambio della sentenza che ha condannato la banca pubblica Imi a un risarcimento non dovuto di mille miliardi di lire). È il 3 settembre 1997: per quel colossale episodio di corruzione il pool chiede alla Camera il permesso di far arrestare l’ex ministro della Difesa. Ma Montecitorio rispedisce la pratica al mittente: sostiene che non basta la richiesta dei pm, ci vuole la decisione del gip. La Procura inoltra la richiesta al giudice Alessandro Rossato, che l’11 dicembre firma 153 pagine di ordinanza di custodia cautelare, in cui ordina “agli ufficiali e agli agenti di Polizia giudiziaria di procedere alla cattura di Previti Cesare [...] e di tradurre lo stesso indagato in un istituto di custodia cautelare per ivi rimanere a disposizione di questi uffici”. Per l’esecuzione delmandato di cattura, ovviamente, è necessaria l’autorizzazione della Camera. Previti – spiega Rossato – deve restare in carcere fino all’inizio del processo perché è stato colto a inquinare le prove della maxitangente da 67 miliardi   del caso Imi-Sir, “un episodio di corruzione di inaudita gravità”, mai visto “nella storia italiana e neppure in quella di altri Stati”. (leggi tutto)

In libreria dal 4 marzo 2010
Ad personam.
1994 - 2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90

La scheda del libro
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Vignetta di bandanaxOggi i deputati del Pdl hanno chiesto un'ispezione ministeriale alla procura di Napoli. E sebbene la e-mail d'invito alla loro conferenza stampa fosse intitolata "Caso Campania-Cosentino" gli onorevoli si sono subito affrettati ad assicurare che l'iniziativa non aveva nulla a che fare con la richiesta d'arresto per fatti di camorra presentata al parlamento contro il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. Dimostrare troppo platealmente che gli ispettori di via Arenula vengono utilizzati per intimidire qualunque magistrato osi tentare di far luce sugli affari della Casta - anzi della Cosca - da quelle parti è infatti considerato "un errore di comunicazione".

Sbagli o meno, bisogna però registrare che la reazione della politica di fronte a chi intrattiene rapporti con i boss, è quella di sempre. Il centrodestra, con Silvio Berlusconi in testa, esprime solidarietà a Cosentino. I leader del centrosinistra, con Pierluigi Bersani in testa, parlano invece solo sotto tortura. Ieri Bersani si è limitato a intervenire per rispondere a una precisa domanda dei cronisti sul sottosegretario (spontaneamente il segretario del Pd conciona di altro). E ha detto che la questione della permanenza di Cosentino nell'esecutivo "è seria" e che "il governo deve valutare con attenzione".

Con una classe dirigente come questa è chiaro che le speranze di sconfiggere un giorno mafia, camorra e 'ndrangheta, sono ormai ridotte al lumicino. Aumentano invece quelle di vedere questo bel gruppo di brontosauri della politica andare a casa. "Le oligarchie", spiegava il sociologo Vilfredo Pareto, "cadono di schianto". E che questi siano un'oligarchia ormai non vi è più dubbio. Adesso aspettiamo solo lo schianto. E la caduta.
(Vignetta di Bandanax)

Commento del giorno
di  soldatostraccione -   lasciato il 11/11/2009 alle 10:13 nel post Lo stalliere del Pd
io non escluderei l'eventualita' di reintrodurre la Costituzione.

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Vignetta di Molly BezzZorro
l'Unità, 30 gennaio 2009


A proposito di silenzi omertosi, anzi mafiosi: l’altroieri la Camera ha bocciato la mozione dell’opposizione Pd-Idv-Udc che chiedeva gentilmente al governo di “invitare alle dimissioni il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino”, Pdl, accusato da sei pentiti del clan dei Casalesi (come ha rivelato una lunga inchiesta dell’Espresso) e indagato per camorra dalla Dda di Napoli, in quanto “lede gravemente non solo il prestigio del governo, ma anche la dignità del Paese”. La mozione era firmata dai capigruppo del Pd Antonello Soro, dell’Idv Massimo Donadi e dell’Udc Michele Vietti, oltreché dagli on. Sereni, Bressa, Ciriello e Garavini. Quest’ultima, una maestra elementare eletta con gl’italiani all’estero e dunque ignara di cose di mafia, ha illustrato la mozione in aula. Purtroppo però le astensioni e le assenze nelle file del Pd han superato quelle del Pdl e salvato l’ottimo Cosentino.

Mozione respinta con 236 no (Pdl più Lega), 138 sì e 33 astensioni. Decisivi dunque i 26 astenuti Pd (fra i quali Cuperlo, Madia e i radicali), i 47 Pd usciti dall’aula perlopiù solo per quella votazione e poi subito rientrati (compresi Enrico Letta, il ministro molto ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia e perfino Marina Sereni, firmataria della mozione stessa), i 22 Pd assenti ingiustificati (compresi D’Alema, Gentiloni e Veltroni, che sull’Espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino) e i 2 Pd addirittura contrari (fra cui il tesoriere Ds Ugo Sposetti). Erano troppo impegnati a salvare le istituzioni repubblicane minacciate da un paio di migliaia di persone in piazza Farnese.
(Vignetta di Molly Bezz)

Segnalazioni

Lavoro, salari, precarietà: "Un nuovo contratto per tutti"
Ne discutono gli autori Tito Boeri e Pietro Garibaldi insieme a Guglielmo Epifani, Antonio Marzano, Franco Marini e Stefano Saglia. Modera: Stefano Lepri.
Roma, 3 febbraio 2009.
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Di Pietro / Napolitano: come distogliere l'attenzione dall'accordo Letta-Veltroni di PIetro Orsatti (Agoravox.it)

Comincia ora - Ucuntu n.28, 31 gennaio 2009


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