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Testo:
Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, una è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana a seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.

Mills corruttore, Berlusconi corrotto
L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze. (leggi tutto)
 
Documenti
Le motivazioni della sentenza della Cassazione sul caso Mills
L'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Salerno

 


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Foto di Roberto Corradi Ora d'aria
l'Unità, 6 giugno 2008

Innocente. Capito? Innocente. Secondo la Procura di Salerno, che ha ricevuto per tre anni una raffica di denunce contro di lui da parte dei suoi superiori e di suoi indagati, Luigi de Magistris non ha fatto nulla di illecito. Dunque va archiviato su tutta la linea perché s’è comportato sempre correttamente. Mai fatto fughe di notizie, mai passato carte segrete a giornalisti, mai perseguitato né calunniato nessuno, mai abusato del suo ufficio. Semmai erano i suoi superiori a commettere contro di lui i reati che addossavano a lui. “A causa delle sue inchieste - scrivono al gip i pm salernitani Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani - il dott.De Magistris ha subito costantemente pressioni, interferenze e iniziative volte a determinarne il definitivo allontanamento dalla sede di Catanzaro e l’esautorazione dei poteri inquirenti”.

Un complotto che coinvolge magistrati, politici, uomini delle forze dell’ordine, ispettori ministeriali e forse persino membri del Csm, tutti allarmati dalla “intensità e incisività delle sue indagini”. Un complotto andato perfettamente a segno, se si pensa che tutti i magistrati e i politici indagati da De Magistris, compresi quelli che hanno incredibilmente intercettato cronisti e agenti di polizia giudiziaria per indagare indirettamente sul pm, son rimasti al loro posto o han fatto carriera, mentre De Magistris è stato prima scippato dai suoi capi delle inchieste più scottanti (“Poseidone” e “Why Not”), poi trasferito all’unanimità dal Csm con espresso divieto di fare mai più il pm. Uno dei suoi indagati eccellenti, l’ex magistrato ed ex governatore forzista Giuseppe Chiaravalloti, aveva previsto tutto in una telefonata intercettata in cui proponeva di affidare lo scomodo pm alle cure della camorra: “De Magistris passerà gli anni suoi a difendersi”.

Naturalmente Chiaravalloti è rimasto al suo posto di numero due della cosiddetta Authority della Privacy. De Magistris invece, se le sezioni unite della Cassazione non annulleranno la condanna emessa frettolosamente dal Csm, dovrà sloggiare da Catanzaro e smettere di fare l’inquirente. In un paese normale, ammesso e non concesso che queste vergogne potessero accadere, ci sarebbe la fila sotto casa del magistrato per chiedergli scusa. Ma, nel paese della vergogna, non arrossisce e non si scusa nessuno. Resta da vedere se finalmente, ora che le 900 pagine della Procura di Salerno sono depositate, il Consiglio, anzi il Coniglio superiore della magistratura si deciderà a fare qualcosa. Non contro De Magistris (ha già fatto abbastanza), ma contro chi “concertò una serie di interventi a suo danno”, per infangare “la correttezza formale e sostanziale della sua azione inquirente”; contro quel “contesto giudiziario connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato da interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura”; contro chi l’ha bersagliato con “denunce infondate, strumentali e gravi; contro quegli alti magistrati, di Catanzaro e di Potenza, che spifferavano notizie segrete delle indagini di De Magistris per far ricadere su di lui la colpa delle indiscrezioni.

Si dirà: queste cose si scoprono soltanto ora. Eh no: il Csm le sapeva, per filo e per segno, dallo scorso ottobre, quando i pm Nuzzi e Verasani furono ascoltati a Palazzo dei Marescialli e anticiparono le prime conclusioni delle loro inchieste. Anticiparono che le accuse a De Magistris erano frutto di un’abile orchestrazione (mentre le sue indagini erano “corrette e buone, senz’alcuna fuga di notizie”), e che gli unici illeciti, gravissimi, emersi riguardavano proprio i superiori e gli indagati di De Magistris. Fecero pure i nomi dei magistrati di Catanzaro, Matera e Potenza, degli ispettori ministeriali, dei giornalisti, dai politici e dei faccendieri indagati anche a Salerno per corruzione giudiziaria, minacce, calunnie, rivelazioni di segreti ai danni di De Magistris. Denunciarono le interferenze dei suoi capi, Lombardi e Murone, nelle indagini. Rivelazioni agghiaccianti che avrebbero dovuto suggerire l’immediata sospensione dei magistrati coinvolti e l’immediato stop a ogni procedimento disciplinare a carico del pm.

La difesa di De Magistris questo chiese: che si attendesse l’esito delle indagini di Salerno
. Il Csm non volle sentire ragioni e procedette con la foga di un plotone di esecuzione. Quasi che la sentenza di condanna fosse già scritta. Per fortuna, ogni tanto, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Contrariamente alla macabra profezia di Chiaravalloti, De Magistris ha finito di difendersi, e ora si spera che qualcun altro prenda il suo posto. C’è un giudice a Berlino. Anzi, a Salerno.

Il testo integrale della richiesta di archiviazione della Procura di Salerno per Luigi De Magistris
(fonte: www.ilresto.info)

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Foto di Gianluca Milella da flickr.comOra che sono state depositate le motivazioni, si può finalmente esaminare la sentenza della sezione disciplinare del Csm che ha punito il pm di Catanzaro Luigi De Magistris con la “censura” e con il “trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni” diverse da quelle di pm. Censura per la “grave e inescusabile violazione di norme e disposizioni”. Incompatibilità ambientale per aver denunciato “magistrati in servizio a Catanzaro in uffici diversi”. Incompatibilità funzionale per il mancato “rispetto di regole di particolare rilievo” nonché per “insufficienti diligenza, correttezza e rispetto della dignità delle persone”.

Chiunque voglia leggersi la sentenza (non ancora definitiva, ora è sub judice della Cassazione), la trova in fondo al post. E’ impossibile sostenerlo con certezza, perché mancano le prove: ma, per le assurdità, le illogicità e le bugie contenute nella motivazione, l’impressione è che prima si sia deciso di condannare De Magistris “a prescindere”, poi si sia cercato “qualcosa” per giustificare una decisione già presa. Del resto, l’anticipazione di giudizio di Letizia Vacca, membro laico del Pdci (“Forleo e De Magistris sono cattivi magistrati… ma non saranno colpiti solo loro”) e la dichiarazione del vicepresidente Nicola Mancino, presidente della Disciplinare, che violando il segreto della camera di consiglio ha parlato di “verdetto unanime”, gettano sulla vicenda ombre pesanti.
 
Così come la decisione della Disciplinare di non attendere la conclusione delle indagini della Procura di Salerno, dove De Magistris ha denunciato nel febbraio 2007 gli autori di un presunto complotto ai suoi danni e dove quel complotto sembra sul punto di essere provato (l’ha rivelato al Csm il pm salernitano Gabriella Nuzzi). E così come la decisione della Cassazione di affidare l’accusa a un Pg, Vito D’Ambrosio che, per quanto onesto e valido, è stato impegnato in politica dal 1995 al 2005 come governatore della regione Marche col centrosinistra, coalizione di cui fanno parte diversi indagati dal pm incolpato. Ma vediamo la sentenza, nei tre punti che han portato alla condanna. Perché, della ventina di incolpazioni contestate, ne sono rimaste in piedi sostanzialmente tre (per tutte le altre è scattata l’assoluzione: fughe di notizie, interviste, Annozero ecc.)...

Leggi la sentenza

Leggi l'intervista a Luigi De Magistris

Caro Veltroni, lasciamoli a casa...
da osservatoriosullalegalita.org
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Foto di PuchasCaro! da flickr.comMolto opportunamente, nel suo blog sandroruoltolo.it, Sandro Ruotolo domanda perché, nell’orgia di polemiche sulla puntata di Annozero del 4 ottobre dedicata al caso De Magistris, anzi al caso Mastella, nessun politico ha trovato il tempo di spendere una parola su Giuseppe Chiaravalloti, già procuratore capo, poi presidente forzista della regione Calabria e oggi vicepresidente dell’Autorità Garante della Privacy.

Di questo bel soggetto, indagato nell’inchiesta “Poseidone” del pm Luigi De Magistris, Annozero ha trasmesso una telefonata intercettata con la sua potente segretaria Giovanna Raffaelli. Chiaravalloti si augura simpaticamente che De Magistris venga “ammazzato”.

Dell’eventuale profilo penale della conversazione si occuperà la magistratura. Di quello politico e morale, forse sarebbe il caso che si occupasse la politica, visto che i partiti nelle Authority fanno il bello e il cattivo tempo. O, eventualmente, il Garante della Privacy professor Franco Pizzetti - sempre così solerte quando qualche potente lamenta il trattamento subito dai giornali – magari licenziando in tronco il suo vice. O davvero nessuno trova strano che un soggetto che parla come riportiamo qui sotto continui a ricoprire un incarico così prestigioso?

Ecco alcuni dei passaggi più significativi delle intercettazioni agli atti del procedimento “Poseidone” presso la Procura di Catanzaro, tra Giuseppe Chiaravalloti e Giovanna Raffaelli, sua segretaria particolare e moglie di uno degli imprenditori indagati nell'inchiesta, il Nunzio di cui si parla nella conversazione. Sono le ore 12.11 del 19 novembre 2005:

RAFFAELLI Giovanna :- Pronto
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- E.. siccome sei indagata io ti richiamo…
RAFFAELLI Giovanna :- Ahh (ride) allora va bene…
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- (ride) Come va?
RAFFAELLI Giovanna :- Io bene, sono a casa (incomprensibile) piovendo
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Qua c'è un sole magnifico, freddo ma sole io sto (incomprensibile) di prendere l'aereo dell'una ma non so se ce la faccio….
RAFFAELLI Giovanna :- All'una la vedo difficile…perché avete già sbrigato tutto? CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Sì, già fatto tutto… complessivamente, simpaticamente.. è stato gentile come (incomprensibile) poteva….quindi  
RAFFAELLI Giovanna :- E allora forse ce la puoi pure fare…
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Come?
RAFFAELLI Giovanna :- Forse ce la puoi pure fare allora…chissà
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- E io sono già in macchina, sono già diretto a Piccolo Fiume…. La signora Carolina sta tentando di fare il biglietto elettronico in modo da non perdere tempo…  (incomprensibile) mo' sono contento di aver dato una prova di.. di amicizia credo, no?
RAFFAELLI Giovanna :- Come l'hai trovato a lui?
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Sì ma.... Non abbiamo avuto tempo di parlare, m'ha accennato a quella cosa…
RAFFAELLI Giovanna :- M'ha detto Nunzio che era molto nervoso
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Come?
RAFFAELLI Giovanna :- M'ha detto Nunzio che era molto nervoso
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Sì.. e ma sì certo infatti.. (incomprensibile) questo è un pagliaccio insomma, ha scomodato un sacco di gente, ha dato fastidio ad sacco di gente, clamore mediatico… se questo qua…. Se….se Dio vuole che le cose vadano come devono andare.. 
RAFFAELLI Giovanna :- Ba.. lasciamo stare…
CHIARAVALLOTI Giuseppe :- Lo dobbiamo ammazzare…no gli facciamo le cause civili per il risarcimento danni e ne affidiamo la gestione alla Camorra napolatana.. non è che io voglio soldi…

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