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Testo:
Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, una è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana a seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.

Mills corruttore, Berlusconi corrotto
L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze. (leggi tutto)
 
Documenti
Le motivazioni della sentenza della Cassazione sul caso Mills
L'avviso di conclusione delle indagini della Procura di Salerno

 


continua

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Vignetta di Molly BezzL'inviato del Corriere della Sera Carlo Vulpio, che per due anni aveva seguito per il suo giornale le inchieste sul caso De Magistris, è stato sollevato dall'incarico. Lo annuncia lui stesso sul suo sito.

Comunque la si pensi su quello che sta accadendo ed è accaduto a Catanzaro, questa non è una bella notizia. Vulpio è uno dei giornalisti perquisiti e intercettati dalla procura di Matera perché indagati, assieme a un capitano dei carabinieri, per il singolare reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa e alla violazione del segreto istruttorio. Un reato inventato (i cronisti sono obbligati a cercare e dire sempre quella che ritengono essere la verità) in un'inchiesta servita ad ottenere il trasferimento dell'ufficiale dell'Arma che cercava di far luce sui comportamenti scorretti di alcuni magistrati del palazzo di giustizia di Potenza. All'epoca il Corriere aveva garantito a Vulpio il pieno appoggio. Oggi no.

Non è un caso. Esiste nel nostro paese un intricato groviglio di rapporti tra parte del mondo della politica, della magistratura, delle istituzioni e dell'imprenditoria, in grado di influenzare le indagini giudiziarie più delicate. Per raccontare l'intreccio, e svolgere così quella funzione di controllo che in democrazia spetta anche alla stampa, è necessario conoscere a fondo le vicende per poter distinguere i fatti dalle voci o dalle suggestioni. Non è un lavoro semplice. Anzi è un'attività faticosa, ricca di errori e povera di soddisfazioni. Ma va fatta. E Vulpio la faceva.

Oggi la scelta - e non solo da parte del Corriere - è invece quella di non provare nemmeno a districarsi in queste storie. Semplicemente non se ne parla. E più che la voglia di censura, vince l'immotivata speranza che la tempesta passi da sola. Un po' come ha fatto il Csm che, al corrente dal 2007 di quanto stava accadendo a Catanzaro, per molti mesi ha evitato di occuparsene. Per arrivare così a queste tragicomiche giornate caratterizzate da schiaffi mollati in faccia a destra e a manca dall'organo di autogoverno della magistratura, come se ciò che avviene tra le toghe campane e quelle calabresi fosse una zuffa tra bambini, sedata da un papà arrivato all'improvviso.

Nascondere lo sporco sotto il tappeto, infatti, non è mai una buona soluzione. Né per se stessi, né per il paese. Perché trasferire tutta l'Italia all'estero è purtroppo impossibile.
(Vignetta di Molly Bezz)

Segnalazioni

L'Italia di Gladio: destabilizzare per stabilizzare - Il video della lezione tenuta da Gianni Barbacetto il 3 dicembre agli studenti dell'Università Roma Tre


Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti di Carlo Vulpio


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Vignetta di Roberto CorradiLa I Commissione del Csm, nel pomeriggio, ha proposto al plenum, ovviamente all'unanimità, il trasferimento per incompatibilità ambientale del Procuratore generale di Catanzaro, Iannelli, e del Procuratore Capo di Salerno, Apicella. La parola chiave è: "unanimità". Dopo l'entrata a piedi giunti del Presidente Napolitano nella legittima, anzi doverosa, indagine di Salerno sui presunti reati commessi da magistrati di Catanzaro, e dopo l'incredibile trasversalismo di politici (tranne Di Pietro) e giornali nell'attaccare chi fa il suo dovere (Salerno) anzichè chi si ribella alla giustizia (Catanzaro), stiamo alla soluzione finale. Tutti uguali, tutti a casa. Pari e patta. Come aveva anticipato la stampa di regime ieri mattina.


Il decreto di perquisizione della Procura di Salerno nei confronti dei magistrati di Catanzaro e altri imputati. Un provvedimento che nessuno vuole pubblicare.
www.carlovulpio.it


Zorro
l'Unità, 6 dicembre 2008

Corriere della sera: “Guerra tra pm”. Repubblica: “Guerra tra pm”. Stampa: “Guerra dei pm”. Giornale: “Guerra tra giudici”. Mattino: “Guerra tra procure”. Unità: “Guerra totale tra procure”. Riformista: “Toga contro toga”. Europa: “Guerra civile fra magistrati”. In attesa del Partito Unico, abbiamo il Giornale Unico.
Tutti a sostenere che Salerno uguale Catanzaro, anche se Salerno indaga su Catanzaro per un obbligo di legge, mentre Catanzaro indaga su Salerno contro la legge (su Salerno competente Napoli). Insomma avrebbero torto tutti: De Magistris, i suoi persecutori e chi li ha scovati. Come scrive su Repubblica il superprocuratore coi baffi, “nessuno si salva”. Anche perché “le inchieste di De Magistris sono state valutate da gip, Riesame e Cassazione: sempre De Magistris ha avuto torto”. Ma non è vero: delle tre inchieste che han suscitato il putiferio, due - Poseidone e Why Not
- sono state scippate al pm dai suoi capi in corso d’opera; la terza - Toghe lucane - è dinanzi al gip con una raffica di richieste di giudizio. Se poi De Magistris fosse un pm incapace sempre bocciato dai giudici, non si vede perché levargli le indagini anziché lasciarle bocciare dai giudici. Ma la manovra è chiara: De Magistris “deve” avere torto, e così chi ha le prove che ha ragione. Nessuno - salvo noi e il Carlo Federico Grosso sulla Stampa - denuncia l’abominio dei pm
di Catanzaro che indagano i pm di Salerno che indagano su di loro. Vien da rimpiangere il Minculpop: allora i titoli dei giornali li dettava direttamente il regime. Ora non ce n’è bisogno: si obbedisce agli ordini ancor prima di riceverli.
(Vignetta di Roberto Corradi)

Gli aggiornamenti dalla rasssegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

"Satira e dissenso": Sabina Guzzanti incontra gli studenti universitari di Torino.
Martedì 9 dicembre - ore 11,30. C/o Palazzina Einaudi, Corso Regina Margherita n° 60
L'incontro è aperto al pubblico

"Cattocomunista" al Cardinale. L'ultima sparata di "Semplificator" Calderoli di Giulia Cusumano (Articolo21.info)

Da Italiadallestero.info
Saviano: "La mafia prospera ovunque dove lo Stato non c'è più" (Le Figaro, Francia - 25 novembre 2008)
La dolce mafia (Süddeutsche Zeitung, Germania - 29 novembre 2008)

Musica e parole: Alessandro Rossi in concerto
11 dicembre 2008 - ore 21
C/o Circolo filologico milanese, Sala Liberty - via Clerici 10 - Milano
Ingresso gratuito


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Vignetta di Roberto CorradiZorro

l'Unità, 5 dicembre 2008


L’operazione è chiara e spudorata: intimidire la Procura di Salerno che sembra aver trovato le prove del complotto contro De Magistris e gabellare l’indagine sulle toghe calabro-lucane come una “lotta fra procure”, una guerra per bande che qualcuno deve fermare per il bene di tutti. E stabilire una volta per tutte che sui politici e i loro protettori non si indaga. Non c’è alcuna guerra per bande, almeno non da tutte le parti. I pm salernitani, competenti per legge sulle vicende giudiziarie di Catanzaro, sono stati investiti da denunce di e contro De Magistris. Hanno indagato per un anno in silenzio, e alla fine non han trovato prove sulle denunce contro De Magistris, mentre le han trovate sui gravissimi fatti denunciati dal pm. Come la legge li obbliga a fare, hanno archiviato le prime e approfondito i secondi, indagando i magistrati calabresi sospettati e perquisendone gli uffici. Fin qui, tutto normale. Le anomalie sono accadute ieri: l’atto di insubordinazione del Pg di Catanzaro, che definisce “atto eversivo” un’indagine doverosa nei suoi uffici; gli avvisi di garanzia partiti da Catanzaro contro i pm di Salerno (Catanzaro non è competente su Salerno: lo è Napoli, le competenze incrociate sono abolite da 10 anni) e il contro-sequestro degli atti acquisiti dai salernitani; l’ispezione a piedi giunti del cosiddetto ministro Alfano, gravissima interferenza politica in un’inchiesta in corso. Insolita è anche la richiesta degli atti dal capo dello Stato. Si spera almeno che quelle carte inducano il Csm a mettere finalmente il naso nel vero scandalo: Salerno è il dito che indica la luna, ma la luna sta a Catanzaro.
(Vignetta di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Panni immondi - di Stefano Racheli, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma

Lettera aperta al Presidente Napolitano - di Anna R.G. Rivelli, Presidente NoiCittadiniLucani

mercoledì 10 dicembre 2008 ore 18
Incontro conversazione con Candido Cannavò nell'ambito degli incontri "Il mestiere di scrivere". Brani del libro "Pretacci" edito da Rizzoli letti dall'attore Francesco Orlando.
Conduce Filippo Senatore con una testimonianza di Pietro Paolo Virdis e don Virginio Colmegna.
C/o Spazio Scopricoop, via Arona 15 (1° piano) di fronte al Vigorelli, Milano.

La Finanziaria siamo noi - il libro di Stefano Lepri

I video di Qui Milano Libera - Incontro con PIersilvio Berlusconi

Rassegna stampa -
di Carlo Cornaglia
Un’occhiata ai quotidiani:
un magnifico domani
per la gente si prospetta
nel paese da operetta
  
che in tragedia sta volgendo
con terribile crescendo.
“Manca poco alla rovina,
poi saremo l’Argentina...
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