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da Il Fatto Quotidiano, 15 settembre 2010

Se la finiana Angela Napoli dice che alcune parlamentari del Pdl si sono prostituite in cambio del seggio, tutte le parlamentari del Pdl la querelano. Se invece il turboberlusconiano Giorgio Stracquadanio dice che è cosa buona e giusta prostituirsi in cambio del seggio, tutto va ben madama la marchesa. Dipende da chi lo dice. Se un’esagitata di un centro sociale lancia un fumogeno contro Bonanni alla festa del Pd, non si parla d’altro per una settimana, il Pd è costretto a scusarsi e viene accusato di “squadrismo” dal ministro Brunetta. Se invece orde di ultras leghisti dell’Atalanta lanciano decine di fumogeni contro il ministro dell’Interno Maroni alla “Berghem Fest” della Lega, il giorno dopo non ne parla più nessuno, nessuno si scusa con nessuno e Brunetta zitto. Dipende da chi li lancia, i fumogeni, e alla festa di chi.

Appena un giornalista gli fa una domanda, il ministro Bossi estrae il dito medio: anche lui è passato al digitale terrestre, anzi extraterrestre. L’altro giorno, per cambiare un po’, ha fatto una pernacchia (a quando un bel ruttino o una graziosa scoreggina? Comunicazione anal-ogica). E tutti giù a ridere: che simpaticone, il nonnetto sta guarendo. Figurarsi se uno del centrosinistra (o peggio ancora un finiano) si permettesse qualcosa del genere.
Mesi fa, al Parlamento portoghese, il ministro dell’Economia Manuel Pinho ha fatto le corna a un deputato dell’opposizione: il premier José Socrates ha subito parlato di “gesto inaccettabile” e l’ha dimissionato su due piedi. Da noi, dipende.
Se il centrosinistra prende i voti da qualche parlamentare eletto con l’opposizione, ma anche dei senatori a vita, è “ribaltone” e “tradimento”. Se il centrodestra compra venti parlamentari dell’opposizione, si chiama “gruppo di responsabilità nazionale”. Per stabilire chi è voltagabbana e chi no, dipende da chi la volta, la gabbana. “La sinistra ha un’insopprimibile attrazione verso i dittatori”, disse B. l’8 aprile 2003. Poi definì Putin “dono di Dio”, elogiò il tiranno bielorusso Lukashenko, baciò la mano a Gheddafi e gli regalò motovedette e munizioni per sparare ai nostri pescherecci (a quando qualche bel missile ad alta precisione?). Ma c’è dittatore e dittatore: dipende.

Per B. vale la regola di un vecchio spot del dentifricio Chlorodont: con quella bocca lui può dire ciò che vuole. Lui e i suoi. L’altro giorno ha così sintetizzato la sua concezione della democrazia: “Il dissenso dev’essere positivo, costruttivo. Non deve diventare quotidiano attacco all’immagine del governo, della maggioranza, del primo ministro”. Il famoso dissenso-assenso. Quando la Meloni ha osato ipotizzare l’incandidabilità dei condannati, ha replicato: “Sono assolutamente d’accordo, ma a patto che il giudizio non lo dia una certa magistratura, ma un organo interno al nostro partito”. Il partito auto-pulente.
Quanto a Gheddafi, “ho chiesto perdono per quel che han fatto i nostri predecessori in Libia, così abbiamo trasformato il 30 agosto da festa della vendetta a festa dell’amicizia”.   Ecco cos’erano le mitragliate italo-libiche sui pescatori italiani: i fuochi d’artificio della festa dell’amicizia. Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare il governo e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sul solito Pompiere, il solito Pigi Cerchiobattista conciava per le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, “la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra”. Parole che Pigi, tutto spettinato, definisce “lessico apocalittico”, “oltranzismo”, “demagogia”, “esasperazione”, “grillismo di maniera”, “invettive e insulti che ammorbano la politica italiana”. E manca poco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sulla lucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: “Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbe farlo per coerenza anche quando sono simboli della sinistra a entrare in classe”. Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente la poveretta: probabilmente, i libri. 
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Se l'Italia di Andreotti ha sconfitto quella di Ambrosoli - di Daniela Gaudenzi (da liberacittadinanza.it)

Telebavaglio - Gli incorrutibili?. Puntata speciale sul disegno di legge anticorruzione proposto dal Fatto Quotidiano con il senatore del Pd Luigi Zanda, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro  e Angela Napoli di Futuro e Libertà (da ilfattoquotidiano.it).

Giovedì 16 settembre, Padova, ore 19 - Nell'ambito della festa del Pd incontro "Comunicazione: la parola a Marco Travaglio". C/o parco Appiani, via Marghera.

Venerdì 17 settembre, Roma, ore 19 - Andrea Camilleri e Saverio Lodato presentano il libro "Di testa nostra" (edizioni Chiarelettere).  Interviene Marco Travaglio.
C/o Circolo degli Artisti, via della Casilina Vecchia 42. Scarica l'invito






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Vignetta di NatangeloIl consenso di Silvio Berlusconi continua a salire. Dopo aver perso 12 punti in dieci giorni a luglio, in occasione dell'approvazione del Lodo Alfano e le polemiche intorno alle norme blocca-processi, i sondaggi segnalano che l'operato del premier viene oggi apprezzato dal 60 per cento degli italiani. Il Cavaliere insomma ha recuperato il terreno perduto e ne ha conquistato di nuovo.
È difficile dare torto agli elettori. Le opinioni si formano sulla base di quello che le persone sanno. E ciò che comunemente si conosce dell'azione di governo basta e avanza per promuoverla: i rifiuti di Napoli sono spariti, la cordata italiana per Alitalia c'è e non ha ancora spiccato il volo solo perché quei "cattivoni" dei sindacati si sono messi di traverso, sulla sicurezza si è intervenuti annunciando che l'immigrazione clandestina diverrà reato così come la prostituzione in strada.

Gli italiani sono insomma stati raggiunti da messaggi semplici, immediatamente comprensibili, che apparentemente testimoniano un'inversione di tendenza rispetto al passato quando ogni governo era squassato da lotte intestine e sconcertanti prese di posizione di ogni partito facente parte delle varie coalizioni. Il fatto poi che l'opposizione (il Pd) continui a ripetere che è disposto al dialogo su tutto, sempre che le proposte del governo siano sensate, finisce per ammantare l'esecutivo di un'ulteriore aura di serietà.

In realtà di serio in questo governo ha ben poco. Anche a volerlo guardare con gli occhi di un elettore del centro-destra, finora agli annunci non sono seguiti provvedimenti concreti. Il reato di immigrazione clandestina, come è noto ai frequentatori di questo blog, non esiste: è stato semplicemente introdotto il reato d'ingresso illegale nel nostro paese che permetterà di mandare nelle già sovraffollate galere poche decine d'immigrati sorpresi in flagranza mentre stanno entrando in Italia. Idem per la prostituzione in strada. Chi è davvero convinto che le peripatetiche e i loro clienti vadano puniti con il carcere può solo restare deluso dallo scoprire come per loro sia previsto l'arresto per 15 giorni. Chi, non senza ragione, sottolinea il disastroso ruolo svolto dai sindacati (assieme ai partiti) nella malagestio di Alitalia, resterebbe a bocca aperta se sapesse che, sfumata l'opportunità di Air France, il salvataggio della compagnia di bandiera costerà un miliardo di euro alla collettività (cioè in tasse, o in tagli in altri settori, a partire dalla scuola pubblica) e biglietti aerei molto più cari di oggi (fino al 40 per cento).

Per quanto riguarda i rifiuti, infine, c'è da chiedersi che cosa accadrebbe se i tg riprendessero le notizie di "Libero" (non de "Il Manifesto") secondo le quali buona parte della monnezza napoletana finisce adesso nelle discariche lombarde. O se qualcuno si degnasse di ricordare che il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, coordinatore regionale di Forza Italia, vanta una parentela acquisita con il boss del clan dei casalesi Giuseppe Russo, detto Peppe O' Padrino. E che quindi la passeggiata di Berlusconi sottobraccio a Cosentino per le strade di Napoli, fatta in occasione dell'ultima visita del premier nel capoluogo parteneopeo, ha rischiato di essere quantomeno equivocata dalla camorra.

Visto l'attuale panorama dei media è velleitario pensare che tv e giornali queste cose le dicano spontaneamente. È l'opposizione invece che dovrebbe ricordarle. E dovrebbe farlo ogni giorno, con costanza, utilizzando sempre le stesse parole. I concetti, anzi le informazioni, dovrebbero essere ripetuti mille volte, in ogni occasione possibile. Dovrebbero diventare una sorta di tormentone mediatico in grado di suscitare polemiche e dure prese di posizione. Perché nello scontro Berlusconi perde (vedi i sondaggi di luglio), col dialogo vince. Sempre.

Segnalazioni

Il manifesto degli scienziati antirazzisti - aderisci

E’ finita la cuccagna! -
di Carlo Cornaglia
“E’ arrivata la Carfagna
e finisce la cuccagna
di cercare per la strada
la battona che ti aggrada:
  
è social e grave allarme
e potrà qualche gendarme
arrestar te e la battona,
la Carfagna non perdona...
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Signornò
l'Espresso, 21 marzo 2008

Il governatore democratico di New York, Eliot Spitzer, già procuratore anticorruzione, eletto nel 2006 col 70% dei voti, si è dimesso perché il suo nome è finito in un’indagine dell’Fbi su un giro di squillo d’alto bordo, rivelata in anteprima dal New York Times. Spitzer - celebre per le sue campagne contro la prostituzione - non è imputato né accusato di alcun reato, ma l’Fbi sta verificando se non possa essere incriminato per “structuring”, cioè per aver tentato di schermare l’origine dei fondi usati per saldare i conti del “club”; e per violazione della legge Mann del 1910, che proibisce “il trasporto di donne da uno stato all’altro per scopi immorali” (il governatore incontrò in un albergo di Washington una prostituta proveniente da New York).

Insomma, bazzecole. Tutto nasce dalle denunce di alcune banche all’Internal Revenue Service (l’Agenzia delle entrate) a proposito di pagamenti sospetti riconducibili a Spitzer. Paventando una storia di tangenti, l’Irs si rivolge all’Fbi, che investe il ministero della Giustizia e ottiene il permesso di intercettare telefoni e caselle e-mail dei protagonisti della sexy-agenzia. Le intercettazioni, con tutti i particolari dell’incontro fra il “cliente n.9” e la bella Kristen, finiscono in un affidavit di 47 pagine degli agenti dell’Fbi ai procuratori di New York Sud. E di lì sul New York Times - che rivela di aver avuto la notizia da “tutori della legge che han parlato a patto di restare anonimi” – e sui siti web (http://tinyurl.com/2ul3uy). Anziché pendersela con chi ha diffuso la notizia, il governatore ammette che è tutto vero e parla di “questione privata”. Ma il NYT gli dà dell’”arrogante” perché ha “tradito la famiglia e i concittadini”. Lui chiede scusa a tutti. E toglie il disturbo.

Immaginiamo un caso analogo in Italia. Il politico in questione strilla in Parlamento contro la “giustizia politicizzata” e la “fuga di notizie a orologeria”, ma promette che “resterò al mio posto perché non ho commesso reati, non sono indagato e comunque ho avuto il 70% dei voti”. Solidarietà bipartisan da destra, centro e sinistra. Il capo dello Stato, i presidenti delle Camere, il vicepresidente del Csm e il Garante della privacy deplorano “la gogna mediatica”, invocano il “segreto istruttorio”, auspicano “la fine dello scontro politica-giustizia” e sollecitano “una legge sulle intercettazioni”. Il ministro della Giustizia sguinzaglia gli ispettori in Procura, mentre gli investigatori vengono trasferiti in Sardegna. Bruno Vespa allestisce uno speciale “Porta a Porta” dal titolo: “Come Tortora e Anna Falchi”, ospite Andreotti. I quotidiani pubblicano editoriali di fuoco, tutti con lo stesso titolo: “Chi paga?”. Galli della Loggia, Panebianco e Ferrara osservano che “queste cose in America non potrebbero mai accadere”. Berlusconi e Veltroni, con una dichiarazione congiunta, riaprono la Bicamerale per “una moratoria sulle intercettazioni, aldilà degli steccati ideologici, come nelle grandi democrazie liberali”. Il cardinal Ruini, in onore del politico intercettato, organizza un’edizione straordinaria del Family Day.

Segnalazioni

Qui Milano Libera: Piero Ricca cerca di fare delle semplici domande a Marcello Dell'Utri -
guarda il video (13 marzo 2008)

Il mio intervento di ieri ad Annozero -
guarda il video

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