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Testo:

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere - ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni. (Leggi tutto)

Segnalazioni

Travaglio oscurato per copyright  - (Da beppegrillo.it) La scorsa settimana è scomparso da YouTube il video: "I bertoladri" di Marco Travaglio tratto dalla sua trasmissione Passaparola. Il filmato è riapparso dopo un paio di giorni in seguito alle azioni del mio staff. Il motivo riportato da YouTube per la cancellazione del video era: "Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset". (leggi tutto)

La verità sul caso Mediaset - Travaglio - da byoblu.com

Mediaset - Travaglio: la versione di YouTube - da Piovono rane

 


continua

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Vignetta di Bandanas
Zorro

l'Unità, 20 giugno 2009


Chi pensava, anzi sperava, che i talloni d’Achille di Al Tappone fossero la mafia, le tangenti, i fondi neri, i conflitti d’interessi, aveva sopravvalutato l’Italia e gli italiani. Ora che l’”utilizzatore ultimo” sprofonda per gli eccessivi “quantitativi di donne” (secondo le poetiche definizioni ghediniane), chiediamo umilmente scusa a un paese ridotto a un film minore di Alvaro Vitali per esserci troppo occupati delle quisquilie di cui sopra. Là dove non poterono le ultime parole di Borsellino e le indagini di valorosi pm milanesi e siciliani, potranno forse gli stock di signorine a tassametro traghettate da un fabbricante di pròtesi nelle magioni del Premier Utilizzatore su mezzi aerei e nautici degni dello sbarco in Normandia; e la candid camera di una delle “utilizzate”, sfuggita alla formidabile security di Palazzo Grazioli. Ogni epoca ha il 25 luglio che si merita.

Restano da capire alcuni particolari: 1) chi saranno il Dino Grandi e il Galeazzo Ciano di questo film dei Vanzina che si sta girando fra Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi; 2) che ne sarà della Guardia Repubblicana alla caduta del satrapo (l’altreoieri Ostellino lo paragonava a Cavour, mentre Chirac raccontava le visite guidate ai bidet di Villa Certosa, accompagnate da apprezzamenti berlusconiani sulle “chiappe” che vi si erano posate); 3) con quali leggi ad personam, anzi ad pisellum, Al Tappone conta di salvarsi dall’inchiesta di Bari. Essendo stato intercettato non da una toga rossa, ma da un’amica escort armata di cellulare, abolire le intercettazioni non basta più. Bisogna abrogare i telefonini.
(Vignetta di Bandanas)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso


Post scriptum
Molti amici del blog mi chiedono che fare domenica e lunedì per i referendum elettorali. Dopo avere a lungo tentennato fra l'astensione e il voto per il No, propendo per l'astensione. Mi hanno convinto due articoli che linko volentieri qui sotto, e il cui senso è ben sintetizzato dalla dichiarazione di voto dell'ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelski, di cui mi fido ciecamente:
“Nel caso si raggiungesse il quorum, o vince il No e ci teniamo il Porcellum, oppure vincono i Sì e avremo un Porcellum al quadrato. Diciamo la verità, ci troviamo di fronte a due leggi che fanno schifo allo stesso modo. Per questo, sono convinto che sia meglio non andare a votare”.
M.T.
Resto contrario al referendum di Giovanni Sartori (Corriere.it)
50 buoni motivi per astenersi al referendum beffa di Domenico Gallo (Micromega.net)

Così muore la libertà di informazione, ma noi vogliamo tenerla in vita

E' giunto il momento di difendere la nostra Costituzione.

L'appello di Gianni Barbacetto, Pino Corrias, Peter Gomez, Sandro Ruotolo, Marco Travaglio

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Segnalazioni

Ddl intercettazioni, Salvini: Così evapora la Giustizia (Micromega.net)

Vietato fischiare - guarda il video su YouReporter.it

Un altro fuorionda sulla figlia della Pavlova (Repubblica.it)

Marella Carfagnini: La Parlamentare Soubrette - Guarda il video su "Debora Channel"


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Vignetta di Molly BezzZorro
l'Unità, 31 ottobre 2008


L’ottima svolta referendaria del Pd contro la porcata Gelmini (a proposito: perché non anche contro la porcata Alfano?) ha gettato nel più cupo sconforto l’on. Marco Follini, indimenticato ex vicepresidente del Consiglio del governo Berlusconi-2bis. Già aveva maldigerito la manifestazione del Circo Massimo che, diversamente da quelle che lui organizzava con l’Udc contro il centrosinistra, non gli è piaciuta per niente: sabato scorso, per evitare il collasso alla vista di tanta gente, si è tenuto ai margini della piazza, limitandosi a un’occhiatina di sfuggita ogni tanto. Ora però, alla parola “referendum”, s’è proprio sentito male. «E’ un inseguimento a Di Pietro, il Pd che si abbandona al radicalismo contraddice se stesso». Dove stia scritto che fare un referendum contro una legge sbagliata sia indice di pericoloso “radicalismo”, lo sa solo lui, visto che la Costituzione lo prevede come la quintessenza della democrazia. Ma la sua ossessione è Di Pietro: chiunque protesti contro le quotidiane porcherie del governo, a suo avviso «insegue Di Pietro», il che non va affatto bene (ma solo ora: sei mesi fa Follini veniva paracadutato alla Camera nella coalizione Pd-Idv). Ma soprattutto - sostiene Follini - il referendum sulla scuola che ricompatta Pd, Idv e Sinistra «è un regalo a Berlusconi, che non vede l’ora di avere un’opposizione radicale». Chissà perché i killer berlusconiani attaccano ogni giorno chiunque faccia un’opposizione radicale, risparmiando regolarmente Follini. Forse lo temono a tal punto che tremano al solo pensiero di nominarlo.
(Vignetta di Molly Bezz)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa - a cura di Ines Tabusso



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Signornò
l'Espresso, 8 agosto 2008

Di Pietro ha depositato il quesito referendario per abrogare il Lodo Alfano: servono 500 mila firme entro il 30 settembre per votare nel 2009 insieme al referendum elettorale, altrimenti tutto slitta al 2010. Intanto il Pd tenta di raccogliere 5 milioni di firme sotto l’appello “Salva l’Italia”. In un paese serio le due opposizioni si aiuterebbero nelle rispettive raccolte. Invece Uòlter ha subito stroncato l’iniziativa dell’(ex?) alleato, che pure nel Pd aveva già riscosso importanti adesioni (Parisi e Monaco) e pre-adesioni (Bersani e Tenaglia). Le spiegazioni del Loft, sempre più Lost, sono curiose.

1) “Non si deve ridare centralità alla polemica antiberlusconiana”. Chissà perchè: da novembre, quando scelse il dialogo con Berlusconi, il Pd non ha avuto che guai. Il dialogo porta sfiga.

2) “Le priorità sono altre: salari, crescita”. Sta di fatto che, sondaggi alla mano, la misura più impopolare del governo è stata finora l’impunità alle alte cariche osteggiata dal 70-80% degli italiani, che ha fatto crollare del 10% la fiducia nel premier.

3) “La giustizia nel suo complesso non si affronta coi referendum”. Ma qui nessuno vuol affrontare la giustizia nel suo complesso: solo cancellare una legge immonda con l’unico strumento possibile, visto il rapporto di forze in Parlamento.

4) “Poi non si fa il quorum e lui diventa invincibile”. Più invincibile di così, sarà difficile. E poi perché non provarci? Un pacchetto referendario per restituire potere di scelta agli elettori e per una giustizia uguale per tutti diventerebbe un formidabile testa d’ariete contro i privilegi di Casta. Schiaccerebbe sulla Casta la destra, che prevedibilmente tra pochi mesi sarà in difficoltà per la crisi economica. Mobiliterebbe un fronte trasversale di cittadini. E riconcilierebbe il Pd con elettori insoddisfatti, girotondi e grillini, bollati come “antipolitici” sol perché chiedono una politica diversa.

5) “Non si va a rimorchio di Di Pietro”. Ma, se sposasse il referendum, sarebbe il Pd ad assumere il comando, visto che Idv ha (per ora) un settimo dei suoi voti. Perché non usare per le firme “utili” del referendum la macchina organizzativa messa in piedi dal Pd per una petizione inutile?

6) “E’ un autogol che fa il gioco di Berlusconi”. Strano: i leader e gli house organ del Pdl sparano a palle incatenate su Di Pietro e sul referendum, mentre elogiano il Pd che si oppone. Sanno bene che, da imputato, il premier ha sempre dato il peggio di sé: dal 2004, cassato il Lodo Schifani, perse tutte le elezioni fino al 2006. Tuttoggi la sola idea di tornare imputato lo fa uscire di testa. Dice: “Mi hanno assolto per gli abusi a Villa Certosa e in Spagna per Telecinco”. Ma nel primo processo lui non era nemmeno imputato (lo era un amministratore, Giuseppe Spinelli, che l’ha sfangata grazie ai condoni); e nel secondo hanno assolto solo i coimputati, mentre la sua posizione, stralciata nel 2002, è ancora da giudicare.
 
Insomma, Lodo o non Lodo, millanta processi e sentenze inesistenti. Per fargli perdere definitivamente la trebisonda, nulla di meglio che restituirlo al suo habitat naturale: i tribunali.

Segnalazioni

LavaronEstate 2008 - Un lago, un libro - Tutto il programma della Rassegna a cura di Claudio Sabelli Fioretti e Enzo Stefan

Appello - Lettera aperta alla Rai: il bando di concorso per le Morning News stabilisce che ci sono giornalisti professionisti di serie a e di serie b - di Giorgio Santelli (Articolo21.info)

Noi cinesi, di nuovo al centro del mondo - di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (autori di I cinesi non muoiono mai)

Mani pulite, per favore (da Nature) - traduzione a cura di Italiadallestero.info


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Beppe Grillo mi presenta al V2-day a Torino in piazza San Carlo, in questo video la prima parte del mio intervento.


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