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Da Vanity Fair del 13 Gennaio 2010

Bobo Maroni ha il coraggio (e l’astuzia) di un leone padano. Fa da due anni il ministro dell’Interno. Per dieci anni, negli ultimi sedici, e’ stato al governo di questo sfortunato Paese. Ma oggi, di fronte ai furori razzisti che hanno assediato e sgomberato gli schiavi di Rosarno, non si occupa delle cause, ne’ degli eventuali rimedi, ma solo si concentra sulle colpe. Le quali non sono affatto sue, ma “di certa tolleranza” e del “falso buonismo”. Dice che ai controlli erano preposte le autorita’ locali, prima di tutto la Asl territoriale che doveva lanciare l’allarme sanitario per le spaventose condizioni di vita (e sfruttamento) a cui erano condannati i duemila schiavi invisibili a tutti tranne che ai caporali della ‘ndrangheta.

Quello che Bobo Maroni non dice e’ come sempre piu’ rilevante. Fosse anche vera la faccenda dei mancati controlli sanitari, il ministro dimentica di dire che la Asl di cui parla e’ commissariata da tempo. L’ha commissariata il Viminale, cioe’ il suo ministero. Il quale, avendo la titolarita’ dell’ordine pubblico, avrebbe avuto il dovere di esercitarla un po’ prima che le ronde armate dei bianchi di Rosarno accerchiassero le bidonville dei neri con i fucili carichi e il cuore in fiamme.

Erano troppi gli immigrati? Erano fuori controllo e clandestini? Erano governati dalle cosche? Da otto anni, esattamente dal 30 luglio 2002, il flusso degli stranieri in Italia e’ regolato da una legge che si chiama Bossi-Fini, farina del sacco padano. Come mai non ha funzionato? Per colpa dei falsi buonisti o dei veri cattivi? Per insipienza, dilettantismo, calcolo politico? C’entra qualcosa Bobo Maroni? 
(Vignetta di Bandanax)

Commento del giorno
di Roland -   lasciato il 14/1/2010 alle 0:25 nel post Palato Chigi
Libertà di religione: a ciascuno la sua fede; per alcuni Craxi è grande, e Minzolini è il suo profeta - e per entrare in paradiso ogni fedele deve fare almeno una volta in vita sua un pellegrinaggio a Hammamet. 

Annozero Live: i vostri commenti della puntata


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Testo:

Buongiorno a tutti, qualcuno forse si aspetta che oggi parli della faccenda di Rosarno: no, non ne parlo, dico soltanto una cosa, non credo che ci sia bisogno di qualche spiegazione o di qualche retroscena, è  una vicenda che.. raramente in Italia se ne è vista una più chiara, più lampante, più già spiegata, più evidente nelle sue ragioni. Sono ragioni, naturalmente, che non appartengono né alla destra né alla sinistra, dipendono proprio da un fatto, secondo me, mentale e culturale di quel nuovo razzismo italiano con il quale non abbiamo mai voluto fare i conti e che, invece, trovate per le strade di Rosarno, trovate in certe parti del nord, del centro, del sud e che trovate anche ben raccontato nell’ultimo libro di Gianantonio Stella, “Negri, froci etc.”, che vi consiglio.


continua

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bandanax


Giovedì 7 gennaio il presidente americano Barack Obama
si è assunto la piena responsabilità per le falle nei sistemi di sicurezza che hanno reso possibile il mancato attentato di Natale da parte di un aspirante kamikaze islamico imbarcato, senza sufficienti controlli, su un volo diretto negli Usa. "E' stato un fallimento dell'intero sistema", ha detto Obama, "la responsabilità finale è solo mia. Come presidente ho la solenne responsabilità di proteggere la nostra nazione e il nostro popolo. E ho il preciso dovere di imparare da questi errori e di correggerli per renderci piu' sicuri. Quando il sistema fallisce la responsabilità è mia".

Venerdì 8 gennaio, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è intervenuto sulla caccia all'uomo (nero) in corso a Rosarno. La rivolta degli immigrati, ha spiegato Maroni, è "una situazione difficile, così come in altre realtà", determinata dal fatto che "in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado". 

La differenza tra i due interventi è evidente. Obama, che è presidente da un anno, non se la prende pubblicamente con il suo predecessore. Ma, da uomo di Stato, spiega ai suoi concittadini che adesso il suo primo dovere è riparare le falle del sistema.

Nulla di sorprendente per le democrazie mature. Persino Bush, in una caso analogo, avrebbe probabilmente fatto lo stesso. Negli Usa, come in Inghilterra o in Francia, chi è stato eletto sa di essere stato scelto per  tentare di risolvere i problemi e non per protestare contro le eventuali responsabilità di chi lo ha preceduto. Maroni, ma con lui il 90 per cento delle nostre classi dirigenti, si sente invece in perenne campagna elettorale. Così arriva al ridicolo.

Mentre centinaia di schiavi, pagati in nero meno di 20 euro al giorno senza che l'amministrazione dello Stato si sia mai degnata di perseguire i loro sfruttatori, sono costretti a ribellarsi il problema, secondo il ministro, è la troppa tolleranza nei confronti dell'immigrazione. Maroni cioè se la prende implicitamente con i suoi avversari politici troppo buoni con gli extra-comunitari. E dimentica che, per otto degli ultimi dieci anni, l'Italia è stata governata da una maggioranza di centro-destra di cui la Lega ha fatto parte. Una maggioranza che ha persino approvato una legge sull'immigrazione che si chiama Bossi-Fini.
Insomma il ministro parla da politico (anzi da politicante) in perenne caccia di consensi e non da uomo delle istituzioni incaricato dagli elettori di riparare le falle nel sistema. Anche se Maroni avesse ragione (e ne ha molto poca) oggi il suo compito è quello di proporre soluzioni, non quello di indicare i presunti colpevoli.

A ben vedere, però, il ministro leghista e i suoi colleghi di Casta qualche attenuante ce l'hanno. L'unico modo per arrestare questo disgustoso italico gioco allo scaricabarile è il controllo sull'operato degli eletti da parte dell'opinione pubblica. Nei sistemi normali la voce dei cittadini passa attraverso i mezzi d'informazione. Quando un Maroni qualsiasi dice castronerie del genere, sono i giornalisti, gli opinionisti e le persone che hanno la fortuna di poter parlare sui quotidiani e sulle tv, a intervenire per richiamare governanti e parlamentari ai loro doveri istituzionali. In quelli malati, come il nostro, trova invece spazio sui media (quasi) solo chi è contiguo o dipendente dalle classi dirigenti. E i ministri perdono il controllo. 
(Vignetta di Bandanax)   

Marco Travaglio risponde su alcune polemiche

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Segnalazioni
Berlusconi sia coerente: dopo quello russo, giubbotti cinesi, giacchette venezuelane e foulard libici - Il comunicato stampa dell'associazione AnnaViva

Commento del giorno
di saxblu -  utente certificato - lasciato il 8/1/2010 alle 21:57 nel post I craxiani sono peggio di Bettino
Finalmente un illuminatissimo provvedimento da un illuminatissimo ministro dell'illuminatissimo governo: Gelmini dice che dal prossimo anno vuole classi con un tetto massimo del 30% di scolari stranieri per non rallentare il percorso didattico. Ci voleva....anzi propongo di più: già da quest'anno un tetto massimo del 30% di parlamentari inquisiti per non rallentare il percorso legislativo! 


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