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"Buongiorno a tutti, questa settimana direi due cose importanti tra le tante: 1) un no di Napolitano, noi spesso abbiamo criticato il Capo dello Stato perché non riusciva a dire la parola “no” questa settimana ne ha detto uno, vedremo perché, cosa implica. 2) Le anticipazioni fornite dai giornali sulla cosiddetta “riforma della giustizia” presentata dal Ministro Alfano, che in realtà non è una riforma della giustizia. (leggi tutto)

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21 ottobre 2010: la Commissione affari costituzionali del Senato approva lo scudo per Berlusconi - Il testo del Ddl nella rubrica Signori della Corte a cura di Barbara Buttazzi

Ricominciare da Telejato - di Riccardo Orioles da www.ucuntu.org

Quanto costa la verità - Ucuntu n.91 del 25 ottobre 2010

Roma, 26 ottobre, ore 16 - Nell'ambito del convegno italo-tedesco per giornalisti, Marco Travaglio partecipa a una tavola rotonda sul giornalismo di qualità e i modi di finanziarlo. C/o palazzo Baldassini (istituto Don Luigi Sturzo), via delle Coppelle 37

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da Il Fatto Quotidiano, 21 settembre 2010

La cosa più sconcia della legge ad personam numero 40, quella che darà all’Italia l’unico premier al mondo con l’autorizzazione a delinquere, è che non si cerca più nemmeno di camuffarla e imbellettarla con motivazioni giuridiche o esigenze generali. Anche perché il 99% di quanti ne parlano non hanno la più pallida idea di quel che dicono. I pochi che lo sanno, strappato anche l’ultimo velo d’ipocrisia, affermano esplicitamente che il nuovo “lodo” deve servire a una sola persona: quella che lo firma. Anzi c’è chi, come l’inesausto oppositore Piercasinando Furbini e i finiani, la votano solo se vale per B. e basta: se vale pure per i ministri, non se ne fa nulla. Vogliono proprio il nome del beneficiario nel testo.

Quale testo? Cinque le ipotesi. 1) Lodo costituzionale Alfano-bis per immunizzare i presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio più i ministri: o con la sospensione dei processi sino a fine mandato, o con l’autorizzazione a procedere del ministro della Giustizia per avviarli. 2) Come sopra, ma senza ministri (versione Fli e Udc). 3) Nuovo legittimo impedimento per allungare quello di 18 mesi che scade l’estate prossima, cambiare le carte in tavola alla Consulta che il 14 dicembre esamina quello attuale e indurla a rinviare per guadagnare altro tempo. 4) “Processo breve” per sterminare centinaia di migliaia di processi, fra cui quelli a B. 5) “Processo lungo” per vietare ai giudici l’uso delle sentenze di Cassazione e di scremare i testimoni inutili, così anche i processi Mills e Mediaset durano qualche secolo.

Essendo impossibile approvare cinque leggi in tre mesi, bisogna sceglierne una: quella che riesce meglio a fottere il Tribunale di Milano, la Corte costituzionale e il Quirinale in un colpo solo. Il finiano Moffa, nomen omen, parla di “due scuole di pensiero: secondo alcuni basterà una prima lettura del Senato sul lodo Alfano-bis a far sì che la Consulta dichiari il rinvio; altri invece ritengono che sarà necessario varare un nuovo legittimo impedimento”. Traduzione: non c’è alcun motivo giuridico perché la Consulta, che deve valutare la costituzionalità del legittimo impedimento, rinvii la discussione perché forse fra due anni sarà legge costituzionale il lodo Alfano-bis; ergo bisogna spaventarla con un primo voto del Senato sul lodo (prima ci pensava la P3, ora purtroppo in galera); se poi non basta, si allunga il legittimo impedimento, così la legge su cui deve decidere la Corte cambia in corsa e si rinvia. Poi magari, quando la Corte starà per esaminare la seconda versione, se ne farà una terza per strappare un nuovo rinvio, e così all’infinito. Un golpe del governo e del Parlamento contro la Consulta, tanto il Quirinale firma tutto (o no?). Ma c’è pure una terza scuola di pensiero: meglio non cambiare subito il legittimo impedimento, perché “ciò darebbe alla Corte l’idea che la legge è sbagliata, tanto da aggiustarla”. Non resta che sperare che, votando una prima volta il lodo al Senato, la Consulta si intimorisca e rinvii. Quarta scuola di pensiero: la Consulta non si fa intimidire e il 14 dicembre boccia il legittimo impedimento. Nel qual caso B. ha già fatto sapere che ne approverà subito un altro: una legge quasi uguale a quella appena bocciata, altro golpe contro la Consulta, tanto il Quirinale firma tutto (o no?).

Di questo si parla nel vortice dei vertici tra B., Al Fano e Ghedini e poi tra Mavalà e la Bongiorno, senza il minimo accenno al Diritto e alla Giustizia. Si pensa solo e sempre agli affaracci di B. E, quando qualcuno prova a volare alto, fa sbudellare dalle risate. Tipo Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali: “Il lodo deve comprendere non solo il premier, ma anche i ministri, altrimenti viola il principio di eguaglianza e dunque la Costituzione”. Ecco: l’art. 3 stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, dunque tutti i membri del Consiglio dei ministri devono essere impuniti. Giusto: non si può salvare il capobanda e processare il basista, il palo e quello che tiene il sacco. Se no poi parlano. 
(Vignetta di Fifo)

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Il compleanno del Fatto in diretta dalla redazione -
Il Fatto Quotidiano festeggia il suo primo compleanno con una diretta  dalla redazione, mercoledì 22 settembre, e una puntata speciale di Telebavaglio, venerdì 25 alle ore 15 su ilfattoquotidiano.it


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Testo:
Buongiorno a tutti, questo sarà un autunno caldo non soltanto per la politica, ma anche per le inchieste giudiziarie di mafia e politica che inevitabilmente si intrecciano con la vicenda del Governo, i giornali fanno finta di non capire, le televisioni nascondono, ma la ragione principale per la quale Berlusconi sta cercando disperatamente di comprare parlamentari per riempire il vuoto che potrebbe lasciare Fini non riguarda i destini del paese, riguarda i suoi destini giudiziari. (leggi tutto)

Segnalazioni

"Siamo vicini alla verità sull'impero di B.": intervista a Luigi de Magistris -
di Sandra Amurri da ilfattoquotidiano.it

Parlare di "politica"? Bravo chi ci riesce di Riccardo Orioles da www.ucuntu.org
Precari chi? - Ucuntu n.86, 19 settembre 2010

"La mafia è un problema europeo": intervista a Petra Reski  (Westfälischer Anzeiger, DE - 27 agosto 2010)
traduzione a cura di italiadallestero.info 

 


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