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Da Vanity Fair, 8 settembre 2010

Ma perché mai una come la ministra Mariastella Gelmini – che ha il cuor contento e il volto sempre colmo di comprensibile stupore - dovrebbe palpitare per la stracciona Italia degli studenti e degli insegnanti? Lei sogna per la sua bimba neonata “una scuola meritocratica che insegni tanta musica e inglese”. E intanto allestisce il nuovo anno con i ragazzi senza banchi, gli insegnanti senza lavoro, le aule senza riscaldamento.

Guardatela per bene la prossima volta che comparirà nei tg, così esile di collo, ma armata di occhi e crocefisso, a dettare le demolizioni di giornata. A scanso di brutte figure le hanno insegnato a non accettare mai domande in pubblico. E a negarsi in privato. Nei giorni delle proteste non ha voluto incontrare nessuna delle sue vittime, non i precari, non gli studenti, non i genitori, neppure i professori, perché dice “che fanno politica”. O bella. Lei forse neanche lo sospetta che è la politica a fabbricare la scuola e l’assenza della politica a fabbricare una come lei.

A Mariastella interessa nulla che una buona scuola possa garantire una decente trasmissione del sapere ai futuri cittadini: se costa troppo va tagliata. E ancora meno le interessa che attraverso una buona scuola la collettività selezioni la propria classe dirigente. Lei fa tesoro della sua storia. Da ragazza voleva fare la ballerina. Poi ha incontrato il Cavaliere Supremo che dalle nebbie delle Bassa bresciana se l’è portata dentro i tepori di Palazzo Grazioli. Da quella diagonale ne è uscita alla grandissima, fregando quelli che a scuola la prendevano in giro perché era poco sveglia. Loro oggi sono tutti a nanna. E lei fa la ministra. 
(Striscia di Fifo)

Segnalazioni

Video -
Va tutto bene per la Gelmini ma i precari sono alla fame (da ilfattoquotidiano.it)

Sabina Guzzanti torna a L'Aquila per raccontare il post-terremoto - Dalle 20.45, proiezione di Draquila e dibattito. c/o Festa democratica della Cultura, Parco della Basilica di Collemaggio. Dalle 22, il dibattito sarà trasmesso in streaming su ilfattoquotidiano.it

"L'Italia in Presadiretta" - Il primo libro di Riccardo Iacona, dal 9 settembre in libreria (edizioni Chiarelettere).



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Buongiorno a tutti, oggi ci armiamo di pallottoriere e proviamo a fare una manovra finanziaria un po’ meno iniqua di quella che sta varando il Governo Berlusconi, Berlusconi che tra l’altro non sa più se è il Capo dello Stato o il Presidente del Consiglio perché l’altro giorno pretendeva che la manovra la firmasse prima Napolitano. Ha detto: aspetto l’ok del Capo dello Stato per firmarla; gli hanno fatto presente che non si fa così, prima la deve firmare lui e poi la firma eventualmente il Capo dello Stato. Eventualmente si fa per dire, diciamo regolarmente.

Lacrime e sangue
Perché non la voleva firmare? Perché voleva evidentemente, dopo averla attribuita per giorni e giorni all’Europa e a Tremonti, condividere la responsabilità tra l’Europa, Tremonti e Napolitano e lui dire che non c’entrava niente, tant’è che l’aveva firmata dopo.
Evidentemente, dopo aver citato il Duce, crede di essere già il Duce e invece ancora le forme vanno rispetto e quindi in teoria prima il Governo e il Parlamento fanno le leggi e poi il Capo dello Stato le firma, anche se va detto che con questa malabestia della cosiddetta moral suasion di cui abbiamo parlato infinite volte, il Presidente della Repubblica ha autorizzato il governo a pensare che in fondo si possa fare anche così e cioè che il Capo dello Stato viene consultato prima e non dopo l’approvazione delle leggi, partecipa, come pare stia facendo, con suggerimenti al confezionamento delle leggi medesime e così quando arrivano sul suo tavolo dovendo dire o sì o no, spesso non può dire no, si sente in imbarazzo a dire no perché ha partecipato al confezionamento delle leggi. E' una vecchia storia di cui continuiamo a occuparci, mi pare, praticamente soltanto noi. (leggi tutto)
 

Segnalazioni

Libri per la libertà - Dal 31 maggio al 6 giugno una settimana di reading nelle librerie di tutta Italia contro il Ddl intercettazioni e in difesa della libertà di informazione, di opinione e di stampa. 
Lunedì 31 maggio, ore 17 evento di apertura al Teatro Quirino di Roma con Corrado Augias, Carlo Bernardini, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Guido Crainz, Rosetta Loy, Valerio Magrelli, Alessandro Pace, Antonio Pascale, Christian Raimo, Stefano Rodotà, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa, Marco Travaglio, Nadia Urbinati, Chiara Valeri e molti altri.


Giuseppe Laterza: "Una settimana di libri per le libertà" (da articolo21.org)
 

 

 


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