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natangelo

Signornò, da L'Espresso in edicola

Chi pensava che le intercettazioni di Trani avrebbero costretto i cosiddetti 'terzisti' del 'Corriere della sera' a prendere posizione, la prima in vita loro, era un povero illuso. Lunedì, a meno di dieci giorni dalla pubblicazione delle indecenti conversazioni degli 'arbitri' venduti a una delle squadre, Pierluigi Battista ha pubblicato sul 'Corriere' un "memorandum per ossessionati dalla tv". Ce l'aveva col premier, talmente ossessionato dalla tv da trascorrere ore e ore al telefono a complottare contro Santoro? Ce l'aveva con i commissari 'indipendenti' della presunta Authority, così ossessionati dalla tv da organizzare riunioni domestiche e telefoniche con membri del Csm, della Vigilanza, del cda Rai per scovare qualche cavillo che giustificasse la chiusura di 'Annozero'? Macchè.

Battista ce l'aveva con quanti sostengono un'ovvietà nota in tutto il mondo: le tv spostano voti. Lo dimostrano fior di studi specialistici, che calcolano in 5-6 punti percentuali l'effetto-tv sulle elezioni, soprattutto in Italia dove uno dei due candidati a Palazzo Chigi possiede tre canali e ne controlla altri due; dove la diffusione della carta stampata e di Internet è marginale; dove il 60-70 per cento degli elettori (dati Istat) usa il telecomando come unico strumento d'informazione per decidere come e chi votare. E lo dimostra Berlusconi, che appunto passa il suo tempo a occupare anche gli angoli più riposti dell'emittenza.
Ma Battista è peggio di San Tommaso: non crede nemmeno a quel che vede, e sente. Elenca le elezioni vinte dal centrodestra quando la Rai era in mano al centrosinistra, e viceversa: non lo sfiora il dubbio che, quando perde, Berlusconi perderebbe molto più rovinosamente di quanto non gli accada con le tv. E poi nessuno ha mai sostenuto che la tv basta da sola a far vincere questo o quello. Il controllo delle tv serve a "mentire senza timore di smentita" (Giovanni Sartori): e in questo Berlusconi è maestro.

Serve a nascondere i fatti sgraditi, a minimizzare gli scandali, a depistare l'attenzione generale dall'agenda dei problemi veri verso quelle che Sabina Guzzanti chiama le "armi di distrazione di massa". E anche in questo il Cavaliere, protagonista degli scandali più scandalosi del dopoguerra, è un mago. Ma, soprattutto, Battista dimentica un piccolo e trascurabile particolare: nel 1994, senza le sue tv, Berlusconi non avrebbe mai potuto fondare un partito in sei mesi e vincere le elezioni, spacciandosi per l'alfiere del 'nuovo che avanza' mentre era solo il vecchio che era avanzato. Se avesse perso al primo colpo, la sua avventura politica sarebbe finita prim'ancora di cominciare. E oggi non saremmo qui a parlarne. Battista avrebbe potuto cogliere l'occasione per raccontarci come fu che, dopo l'editto bulgaro, 'Il Fatto' di Enzo Biagi fu sostituito da un ex portavoce del Cavaliere, tale Berti, e poi da un certo Battista. Forse perché i berluscones non avevano capito bene la differenza fra Biagi e gli altri due, o perché l'avevano colta benissimo?
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Raiperunanotte - I video della trasmissione-manifestazione del 25 marzo dal Paladozza di Bologna: la trasmissione integrale (da antefatto.it), gli interventi di Marco Travaglio: L'inchiesta di Trani - Caos liste (da Repubblica Tv)


telebavaglioNell'ultima puntata della prima stagione di Telebavaglio, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano, si discute delle elezioni regionali 2010: questa tornata elettorale rappresenterà “il tonfo"? Sarà un risultato abbastanza netto da chiudere una stagione politica? Guarda la puntata




ad personamLa video-intervista di Current tv a Marco Travaglio nell'ambito della presentazione del libro Ad personam, all'Alpheus di Roma, 22 marzo 2010.
Le prossime presentazioni di Ad personam: 
Rovigo, 26 marzo, ore 21
C/o Sala Bisaglia, Rovigo Fiere, viale porta Adige 45
Mola di Bari (BA), 29 marzo, ore 18
C/o sala ricevimenti La Conchiglia, via Delfino Pesce Pietro 13
Bologna, 31 marzo, ore 17
C/o Aula magna Santa Lucia, via Castiglione 36 

Commento del giorno
di juli&nic - lasciato il 26/3/2010 alle 13:59 nel post Raiperunanotte
L'uso che Minzolini, come si chiama quell'altro? Masi. No quell'altro. Berlusconi. Hanno fatto della televisione pubblica pagata con i soldi di tutti è un uso criminoooso! Erano otto anni che aspettavamo di sentirlo!


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fifo

da Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2010


Alla lunga, si sa, i regimi peggiorano anche le persone migliori. Aldo Cazzullo è un ottimo giornalista del Corriere. Due anni fa, quando Uòlter si vantava di non attaccare mai Berlusconi, anzi manco lo nominava, scrisse che era vergognoso sdoganare il conflitto d’interessi. Ma ora che quel conflitto diventa, grazie alle intercettazioni di Trani, il più devastante attentato alla libertà d’informazione nell’Europa del dopoguerra, lui minimizza e fa lo spiritoso. Arriva a sostenere che “la vera notizia da Trani” è che “Berlusconi non se lo fila nessuno” e “la sua struttura di comando è inefficiente”. Forse il Pompierino dei Piccoli non ha mai visto il Tg1 scodinzolino, il Tg5, il Tg2, i tristi cabaret di Studio Aperto, Tg4, Mattino 5 e via strisciando. Forse non ha letto le intercettazioni di Trani. O forse non le ha capite.

Infatti scrive che “Innocenzi non combina nulla” e così Masi, Calabrò, la Vigilanza, l’Authority, la Rai, tant’è che Annozero “è ancora lì”. Strano: a noi risulta chiuso assieme agli altri per l’ultimo mese di campagna elettorale in barba alla legge sulla par condicio. Il Pompierino se n’è accorto, ma crede che la serrata non l’abbia voluta Berlusconi, bensì “un parlamentare dell’opposizione, Beltrami (si chiama Beltrandi, ma fa niente, ndr), appoggiato dalla maggioranza”: tesi curiosa, visto che Beltrandi conta uno, tutte le opposizioni han votato contro e tutta la maggioranza pro.
Lo stesso 10 febbraio 2010, presentando il libro di Vespa, Berlusconi rivendicò l'attentato: “Giusto chiudere quei pollai, mi spiace solo per Porta a Porta”. La prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo. Del resto aveva già cantato tre mesi prima, il 4 novembre 2009, quando commissionò la strategia all’apposito Innocenzi: “Io farei così, io ho parlato col direttore Masi e con tutti i nostri uomini, perché ho fatto uno studio, non c’è nessuna tv europea in cui ci sono questi pollai. Perché dobbiamo avere queste fabbriche di fango e di odio? Ecco, quel che adesso bisogna concertare è che l’azione vostra sia da stimolo alla Rai per dire ‘chiudiamo tutto’. Non solo Santoro: tutte le trasmissioni di questo tipo”.

Già allora Innocenzi sapeva che a febbraio sarebbe scattato il black out dei programmi giornalistici con la scusa del voto: “Vado in Procura e denuncio Calabrò per scarsa volontà di procedere (contro Annozero, ndr), se no la tira in lungo per due mesi e poi non si fa un cazzo… Questo tra due mesi sospende le trasmissioni, ché ci sono le elezioni”. Temeva di “restare col cerino in mano”, ricordava i suoi ”30 anni di rapporto con una persona (il Banana, ndr)” e il suo “piccolo futuro da preservare” alla corte di Arcore. Così si proponeva di ricattare il presidente dell’Agcom, minacciando di raccontare alla stampa o ai giudici come si era “fatto i cazzi suoi” su alcuni affari trattati dall’Agcom pur di strappargli la firma che autorizzasse Masi a chiudere Annozero.

Se poi né Calabrò né Masi hanno firmato, non è perché il Banana non riesca a farsi obbedire, ma perché le istruttorie aperte dall’Agcom si sono protratte fino alla serrata di febbraio; e soprattutto perché Annozero va in onda per decisione dei giudici, non della Rai, e nessuno dei due voleva firmare una censura illegale che l’avrebbe trascinato in tribunale. Ciò vuol dire che Berlusconi non se lo fila nessuno? Che non è successo niente? Cazzullo faccia uno sforzo e provi a immaginare di essere la firma più letta del Corriere. Chissà come si sentirebbe a lavorare sapendo che l’editore gli tifa contro, non vede l’ora che “faccia la pipì fuori dal vaso” per cacciarlo, sollecita esposti contro di lui, tresca alle sue spalle con politici, amministratori, vigilantes e presunti arbitri. Chissà come reagirebbe se, ogni volta che scrive un pezzo, l’editore gl’inviasse una minaccia di multa fino al 3% del fatturato. Chissà che direbbe se un collega che confonde la penna con l’estintore gli ridesse pure in faccia: “Ma di che ti lamenti? Mica ti hanno cacciato. Su con la vita!”. E chissà quale uso alternativo gli consiglierebbe, per l’estintore.
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

raiperunanotteRaiperunanotte, 25 marzo ore 21 I video degli interventi di Michele Santoro,  Marco Travaglio e Vauro alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione-manifestazione contro la censura dell'informazione. 
 
ad personamRoma, lunedì 22 marzo, ore 21 - Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad
Personam
 (edizioni Chiarelettere)
c/o Alpheus - Via del Commercio 36
Intervengono Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti




Commento del giorno
di Fandango - lasciato il 20/3/2010 alle 18:28 nel post Il sacro Colle
Silvio: in piazza un milione di persone, esattamente come il milione di posti di lavoro. Parola di milionario!


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Testo:
Buongiorno a tutti, scrive Vittorio Feltri oggi, anche a lui capita di scrivere delle cose sensate almeno nelle prime righe “Il Fatto quotidiano” giornale criticabile e criticato, ma interessante, tant’è vero che con 4 gatti in redazione, riesce a far impazzire il potere e a vendere abbastanza copie per essere autonomo, pubblica alcuni giorni fa una notizia in copertina “la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta che riguarda anche Berlusconi, arricchita di intercettazioni telefoniche in cui il Premier ne dice di ogni colore contro Santoro e Floris, programma Annozero antipatizzante del centro-destra” va bene, questa è la sintesi, ci prendiamo volentieri del giornale autonomo che fa impazzire il potere e che vende abbastanza copie, questo è un merito oltre che dei nostri giornalisti, anche di voi lettori e state addirittura aumentando in questi ultimi giorni! (leggi tutto)

Commento del giorno 
di Roland -  lasciato il 14/3/2010 alle 17:16 nel post Ad personam. 16 anni di leggi pret-à-porter
Ieri in piazza del Popolo, davanti a 200'000 persone, è stata pronunciata una frase eversiva: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". La cosa non è sfuggita a Berlusconi, che ha subito denunciato sia gli autori, sia il dicitore, sia chi l'ha applaudita (per apologia di reato).

 


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