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 (Da beppegrillo.it)

La Telecom ha spiato migliaia di italiani, costruito per anni dossier su politici, manager, giornalisti. Il PDL e il PDmenoelle nel 2006 hanno distrutto tutte le intercettazioni e il materiale che riguardava i politici. Come dice Peter Gomez, una mossa del tutto inutile, esistono di certo copie digitali per ricattare o per essere immuni alle leggi. Tronchetti Provera non sapeva! Questa è la barzelletta del secolo. Il velista di Portofino è candidato alla presidenza di Mediobanca, la più importante banca d'affari italiana. Gli intercettati non sono stati risarciti. L'attuale amministratore di Telecom, Franco Bernabè, rimane impassibile.

Testo dell'intervista:

"Mi chiamo Peter Gomez, sono un giornalista de Il Fatto Quotidiano, mi sono occupato in questi anni di tutti i più grandi scandali finanziari di corruzione di mafia di questo paese e in particolare a partire dal 2004 con alcuni colleghi de L’Espresso mi sono appassionato e ho seguito lo scandalo degli spioni Telecom, uno scandalo che oggi, come speso accade in Italia, sta finendo in niente.
Cosa è accaduto lo sapete, migliaia e migliaia di persone sono state spiate, schedate, analizzate, le loro vite sono state rovistate, i loro conti correnti sono stati osservati, le banche dati riservate del Ministero dell’Interno sono state consultate per formare delle schede su di loro, schede che finivano in mano alla sicurezza Telecom, allora capitanata da Giuliano Tavaroli.
Oggi a sei anni di distanza possiamo dire che tutto questo è stato uno scherzo o quasi, tutti i principali imputati della vicenda, dipendenti Telecom stanno uscendo dal processo con un patteggiamento e con dei risarcimenti minimi, i vertici dell’azienda erano testimoni e sono rimasti testimoni, secondo i giudici Tronchetti Provera non sapeva nulla di quello che era accaduto nella sua azienda, è possibile? Non è possibile? I magistrati dicono che non ci sono prove, io registro solamente quello che è accaduto in questo periodo. (Leggi tutto)

Segnalazioni

Nicola Biondo presenta "Il patto" - Da Ciancimino a Dell'Utri,la trattativa Stato mafia nel racconto inedito di un infiltrato. Giovedì 25 febbraio, Palermo, ore 18. Intervengono Salvatore Cusimano, Giuseppe Lo Bianco, Roberto Scarpinato.

Commento del giorno
di Roland -  lasciato il 24/2/2010 alle 12:12 nel post Le critiche e le calunnie 
Berlusconi facciata B accelera sul "legittimo impedimento": è terrorizzato dalla prospettiva di essere oggetto dell'inasprimento delle misure anti-corruzione annunciate da Berlusconi facciata A.



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Buongiorno a tutti e scusate il ritardo, ma sono rientrato in aereo da qualche minuto e mi avete beccato con il caffè. Sono successe un po’ di cose in queste ultime ore, dico subito che Massimo Ciancimino sta facendo delle dichiarazioni estremamente importanti a Palermo, al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995: sta descrivendo Provenzano come un intoccabile, come un uomo protetto da una parte deviata dei Carabinieri, con i quali aveva fatto un accordo addirittura prima della strage di Capaci, ma le dichiarazioni più importanti dal punto di vista politico sono quelle che molti giornali domani nasconderanno, ma di questo parleremo lunedì, quando la polvere si sarà depositata e quando avremo tutte le bocce ferme e tutti gli elementi per parlarne. Leggi tutto
 


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Vignetta di BandanasIl vicedirettore del Corriere, Pierluigi Battista, se la prende con Federazione della stampa e Ordine dei giornalisti (dimenticando prudenzialmente la Federazione editori) che osano contestare la legge-bavaglio: quella che vieta di raccontare le indagini in corso, “anche se non sussiste più il segreto”. A lui il bavaglio piace da matti (anche se non ne ha bisogno), in nome del “diritto alla riservatezza” e “a non vedere distrutta la reputazione”: forse ignora che il primo diritto è già tutelato dalla legge sulla privacy del ‘96 e il secondo dal Codice penale, che fin da Zanardelli punisce la diffamazione. “Avete una pallida idea - si legge nello psichedelico articolo - di come sia rigidamente applicato il diritto alla riservatezza in Gran Bretagna?”. Sì, l’abbiamo. I tabloid inglesi pubblicarono financo le telefonate (“vorrei essere il tuo tampax”) del principe Carlo con Camilla, registrate illegalmente da un maggiordomo. E nel 2008 il governo Brown ha comunicato che nel Paese s’intercettano 1000 nuove persone al giorno, a opera di ben 653 organismi: non solo servizi e polizia, ma pure uffici finanziari e fiscali, direttori di carceri, comuni, poste, servizio ambulanze e pompieri. In Italia si fanno (e si pubblicano) solo quelle disposte dai giudici. Poi c’è lo spionaggio illegale. Come quello su migliaia di persone a opera di Giuliano Tavaroli, capo della security Telecom di Tronchetti Provera, azionista del Corriere. Tra gli spiati c’era un vicedirettore del Corriere, Massimo Mucchetti. L’altro vicedirettore, invece, ha difeso Tronchetti Provera: indovinate chi è.
(Vignetta di Bandanas)

Post scriptum - Per tutti coloro che partecipavano al forum su marcotravaglio.it segnalo il nuovo indirizzo: http://marcotravaglio.mastertopforum.net/

Approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines tabusso

Segnalazioni

Mettiamo radici al Dal Molin - compriamo un pezzo di presidio


Antimafia Duemila presenta: "Colletti sporchi"
Sarà presente l'autore Luca tescaroli, Sostituto Procuratore della Procura di Roma
Palermo, 7 marzo 2009 - ore 20.30


Finalmente un albero per Anna Politkovskaja (Associazione Annaviva)

Il volto nascosto - il video di Roberto Corradi


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Il tempo, il problema per Sivio Berlusconi è il tempo. Ad appena dieci giorni dalla grande vittoria elettorale del Cavaliere, la luna di miele tra il premier in pectore ed il Paese rischia già di stemperarsi. Ieri il leader del Pdl si è presentato con Gianni Letta al Quirinale e ha chiesto al presidente Giorgio Napolitano il permesso di aumentare il numero dei ministeri rispetto al massimo di 12 previsto dalla nuova legge. Berlusconi sa benissimo che si tratta di un pessimo segnale per il suo elettorato che si attendeva da lui chiari provvedimenti anti-casta. Ma i partiti che sostengono la sua maggioranza, anche se abilmente nascosti per un paio di mesi all'interno del calderone del Popolo della Libertà, stanno rialzando la testa: persino la nuova Dc di Rotondi reclama poltrone e lo stesso fanno An e l'Mpa di Raffaele Lombardo. Berlusconi che ha annunciato «misure impopolari» non può permettersi di non averli al 100 per cento dalla sua parte. Anche perché nelle prime settimane di vita, il governo oltre che mettere mano all'economia con tagli che si prospettano draconiani, affronterà la questione giustizia in modo da liberarsi definitivamente dai processi che tanto preoccupano Silvio e i suoi cari. E per farlo non basta controllare il ministero con un fedelissimo (Elio Vito e Marcello Pera sono considerati i più papabili), bisogna avere anche una maggioranza disposta a votare tutto senza fiatare.

Ma è necessario operare in fretta. Prima che il vento cambi. In Campania le strade sono ancora piene di rifiuti e tra un mese quella monnezza, da tutti considerata di Bassolino e del centrosinistra, diventerà la spazzatura di Berlusconi. Idem per Alitalia: il fatto che il Cavaliere abbia chiesto a Prodi di concedere alla compagnia un prestito ponte di 300 milioni di euro, dimostra come nessuno sappia esattamente quale sarà il futuro degli aerei tricolori. Certo, in soccorso del nuovo-vecchio premier sono arrivati l'ex comunista Putin (Aerflot) il pregiudicato Salvatore Ligresti e Marco Tronchetti Provera, un imprenditore noto più per sfasciare le aziende che per salvarle (vedi Telecom). Con tutta probabilità saranno loro con (la disastrata) Airone e le banche a prendersi Alitalia. Ma non è difficile preventivare che la storia della compagnia finirà come quella di Swissair: prima salvata da imprenditori nazionali e dopo due anni definitivamente fallita. Poco importa: l'essenziale per i futuri soci è baciare la pantofola del vincitore avendo qualcosa in cambio su altri tavoli (per Ligresti i lavori per l'Expo milanese). Mentre per Berlusconi è importate posporre il più possibile il problema.

Quanto tempo avrà dunque il Cavaliere? Molto se i media, con in testa le tv, continueranno ad essere quelli di oggi, o peggio. Poco se grazie al V-day la questione informazione diventerà per una volta centrale per il Paese. La questione in fondo non è Berlusconi o la classe politica. La questione è quello che si sa di loro.


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Cappotto di legno:
la canzone scritta da Lucariello (rapper napoletano) presentata giovedì sera ad Annozero

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