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Vignetta di Roberto Corradi

Lacrime ceppaloniche
Zorro (l'Unità, 31 dicembre 2008)

Il Madonno di Ceppaloni prosegue le sue quotidiane lacrimazioni con un'imbarazzante intervista a Repubblica, in cui dà dell'"ipocrita politico e morale" al figlio di Di Pietro perché "non molla la poltrona", mentre "io mi sono dimesso da ministro". Mastella sorvola sul fatto che lui era indagato a Catanzaro per truffa e finanziamento illecito e a S. Maria Capua Vetere per concussione, mentre Cristiano Di Pietro non è indagato nemmeno per divieto di sosta; e che non si dimise perché indagato (lo era da ottobre 2007, se ne andò a gennaio 2008), ma perché Berlusconi gli aveva fatto ponti d'oro se avesse rovesciato Prodi. Lasciò una poltrona per arraffarne di più, poi per fortuna fu a sua volta buggerato da Al Tappone. L'inchiesta per estorsione è tuttora in corso a Napoli, dov'è indagata pure la signora Sandra. Quando scattò il blitz i Mastella's, diversamente dai Di Pietro, furono difesi a edicole unificate: Stampa, Corriere e Messaggero uscirono con lo stesso titolo, "Così fan tutti". Come se l'accusa fosse qualche innocua raccomandazione. In realtà - ha confermato la Cassazione - la first lady ceppalonica deve rispondere "in concorso con il marito Clemente... di aver tentato di costringere Luigi Annunziata, dg dell'ospedale S.Sebastiano di Caserta, a sottostare alle indicazioni del partito", minacciando di cacciarlo se non avesse nominato primari targati Udeur, anziché gente capace. "Quello è un uomo morto", strillava la nobildonna, che non risulta aver mai lasciato il partito (peraltro estinto) né la poltrona. Che sia anche lei, Dio non voglia, un'ipocrita politica e morale?

Vignetta di Roberto CorradiMimì Metallurgico
Zorro (l'Unità, 30 dicembre 2008)

Il destino cinico e baro continua ad accanirsi sui Mastella’s. Stavano quasi riuscendo a rifarsi una verginità sulla pelle di Cristiano Di Pietro, a suon di interviste compiacenti. Ma proprio sul più bello è giunta notizia delle dimissioni di Di Pietro jr. dall’IdV per un paio di semplici raccomandazioni: un gesto di grande dignità, che infatti in Italia non fa mai nessuno, nemmeno se l’arrestano. Ieri il Giornale raccoglieva le lamentazioni di Elio Mastella, che si presenta come un umile “metalmeccanico” finito nel ”terribile tritacarne mediatico” e tiene a distinguersi da Cristiano: “Mai avuto raccomandazioni, mai provato a far carriera nel partito di papà”, che “è uno dei politici meno familisti”. Infatti Sandra, moglie di Clemente, presiede il consiglio regionale campano. Il cognato Pasquale Giuditta era deputato. Il consuocero Carlo Camilleri era capo del consorzio del Sele. L’altro figlio, Pellegrino, era consulente del governo e assicuratore de Il Campanile, con moglie all’Agcom. Elio, il metallurgico della porta accanto, era responsabile della “Iside Nova” che organizzava “eventi culturali” a Benevento patrocinati dal consiglio regionale di mammà, mentre la fidanzata Roberta era leader dei giovani Udeur e consigliera regionale in Liguria, e l’ex fidanzata Manuela era praticante al Campanile. Elio e Pellegrino acquistarono 4 alloggi più la sede romana del Campanile a prezzi stracciati e ora pagano una super-rata mensile di 6700 euro, alla portata di ogni metalmeccanico. Meno male che papà non è familista, sennò metteva a carico dello Stato anche la colf e la gatta.
(Vignette di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Piombo fuso (E Hitler, giù all'inferno, ride) - di Riccardo Orioles (31 dicembre 2008, n. 379)


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Vignetta di NatangeloL’altro giorno il Cavaliere, sul sofà di Palazzo Grazioli, davanti a un gruppo di cronisti: “Se escono certe mie telefonate vado via dall’Italia”.

Sembrava una minaccia. Ma è assai più bello, in questo finale di Repubblica, considerarla l’allegro inizio di una gara. Da svolgersi lungo i rettilinei del prossimo (e spaventevole) anno 2009 già carico di molti cattivi auspici, ma adesso anche di una via d’uscita. Tutti i cronisti sono invitati a partecipare. E i giornali locali. E le scuole di giornalismo. Le radio, le tv, i pubblicisti e addirittura Ernesto Galli Della Loggia, il più intransigente, quando ci si mette.

Tutti, indistintamente, a scovare le carte della intercettazioni telefoniche. Verificare le carte. Pubblicare le carte. E secondariamente anche il viva voce che ha spesso l’efficacia di una pochade ad alta intensità narrativa. Scovare, verificare, pubblicare. Come farebbero gli organi di informazione dell’angloamericana libertà di stampa e in Francia, in Spagna, in Germania, in Danimarca, eccetera. Persino nella guerreggiante Israele, dove il primo ministro Ehud Olmert si è dimesso (a settembre) perché coinvolto in una minuscola inchiesta per corruzione, astenendosi da spedire missili contro la magistratura che indagava e contro la stampa che pubblicava. O lacrimare scuse nei panni della vittima. E senza che dai bunker si scatenasse quel fuoco che va insanguinando il Natale di Gaza, e il nostro.

Se escono certe carte se ne va, dice il Cavaliere. Cerchiamole. Anche se poi, una volta scovate, verificate e pubblicate, lui stesso giurerà che per il bene nostro e dei suoi cinque figli, e con suo immenso sacrificio, e per quella cospicua Italia che lo ama e amandolo lo vota, resterà per tutto l’anno a venire, domeniche comprese.
(Vignetta di Natangelo)


Il calendario 2009 di voglioscendere.it

L'anno appena trascorso rivissuto attraverso gli articoli di Pino, Peter e Marco, pubblicati sul blog per un 2009... consapevole.                                                                   

Immagini di involontari e vari pittori di tutte le epoche boicottati da Roberto Corradi.

Scarica (pdf, 17Mb)







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"Buongiorno a tutti.
Questo è l'ultimo appuntamento con il Passaparola del 2008, quindi è un'occasione per farci gli auguri e per raccontarci un paio di cose che oggi riguardano i processi e le indagini che stanno investendo in varie parti d'Italia il Partito Democratico e la sua reazione.
La reazione iniziale di Veltroni, va detto, era stata buona e civile, quella che ci si attende da un leader di una democrazia normale, e cioè massima fiducia nella magistratura, facciamo autocritica, poniamoci la questione morale, evitiamo i complottismi.
Poi via via col passare dei giorni siamo arrivati alle ultime esternazioni, che sono iniziate quando è stato scarcerato dagli arresti domiciliari Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara.
Allora la posizione del PD ha cominciato a declinare verso non dico una posizione berlusconiana ma molto vicino...
(Clicca su continua per leggere il testo integrale)

Il verbale della Giunta per le Autorizzazioni del 17 dicembre 2008 e la prosecuzione del 18 dicembre

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso


Il calendario 2009 di voglioscendere.it

L'anno appena trascorso rivissuto attraverso gli articoli di Pino, Peter e Marco, pubblicati sul blog per un 2009... consapevole.                                                                   

Immagini di involontari e vari pittori di tutte le epoche boicottati da Roberto Corradi.

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Segnalazioni

Lavori in corso ('u cuntu n.25, 30 dicembre 2008 - www.ucuntu.org)

Il ragazzo dell’ascensore - di Carlo Cornaglia
Ormai più che settantenne
dice d’esser diciottenne
il caimano maledetto
che esordì da piccoletto
   
con menzogne e con inganni
e con il passar degli anni
peggiorò continuamente:
da intrattenitor scadente...
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continua

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Vignetta di Molly BezzCredo che mai come in questi giorni il centro-sinistra abbia bisogno di ricominciare dai fondamentali. Dalle cose semplici. Prendete, per esempio, Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori: se dalle intercettazioni di Napoli emerge un comportamento non limpido di suo figlio Cristiano e di alcuni funzionari del suo partito, non basta (anche se è già molto) dire che le indagini devono andare avanti e che le norme sugli ascolti telefonici non vanno cambiate. Bisogna invece prendere l'iniziativa. Come? Mettendo in azione quei meccanismi di controllo che, sulla carta, sono presenti in più o meno tutte le associazioni.

Detto in altre parole: deve essere il collegio dei probiviri dell'Idv ad esaminare il caso di Cristiano Di Pietro e degli altri iscritti i cui nomi sono comparsi sui giornali. Deve essere aperta un'istruttoria, devono essere ascoltati i protagonisti, e alla fine deve essere presa una decisone. Insomma va seguito un percorso istituzionale al termine del quale i probiviri potranno sospendere, espellere, ammonire, censurare o scagionare gli iscritti.

Allo stesso modo il Pd, invece di attorcigliarsi in sconcertanti dibattiti sui rapporti tra politica e giustizia, di chiedere ai giudici maggiore prudenza o di interrogarsi pensoso sulla questione morale, dovrebbe impegnarsi a rispondere a un'unica domanda: è vero o è falso che l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, si faceva pagare macchina e autista da Carlo Toto, il patron di Airone? Infatti se è vero, discutere di tutto il resto non ha senso. Può anche darsi che in un tribunale farsi pagare macchina ed autista da un imprenditore alla fine non venga considerato reato, ma la politica non si deve occupare solo di reati: deve affrontare i comportamenti. E nessuno potrà mai convincere i cittadini che un amministratore pubblico è davvero libero quando vanta debiti di riconoscenza così importanti nei confronti di un'impresa. 

Insomma quei pochi partiti che sono ancora in grado di farlo devono riscoprire il valore dell'esempio. Solo così potranno dimostrare a un elettorato sempre più disilluso che tra le varie formazioni politiche esistono tuttora delle differenze. Solo così eviteranno di demandare alla magistratura il compito di selezionare le loro classi dirigenti. Solo così potranno tornare un giorno al governo del Paese.
(Vignetta di Molly Bezz)

Approfondimenti

Non so, dunque parlo
di Marco Travaglio (Carta canta - repubblica.it, 27 dicembre 2008)

Addetti ai favori
di Marco Travaglio (Zorro - l'Unità, 27 dicembre 2008)

L'ordinanza di scarcerazione del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso


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Vignetta di GavaveneziaZorro
l'Unità, 24 dicembre 2008


Ernesto Galli della Loggia è sgomento. Non per la corruzione che riemerge da tutte le parti, ma per il pericolo che torni Mani Pulite. Cioè che l’Italia ripiombi nella stagione felice in cui la legge era uguale per tutti: “Politica, stampa e opinione pubblica devono promettere che non sarà come all'epoca di Mani Pulite”. “La tentazione di ripetere quel copione fa continuamente capolino”, ma guai a “ripetere gli errori commessi allora”. In effetti allora c’era uno sfegatato giustizialista che, sulla Stampa e sul Corriere, scriveva cose del tipo: “Sciogliere le Camere per mettere i partiti con le spalle al muro della volontà popolare” (17-6-92). “Tutti hanno rubato”, c’è una ”propensione all’illegalità finanziaria del sistema politico” e di “settori importanti dell’imprenditoria privata” (9-5-92). “E’ inverosimile che le segreterie romane non sapessero nulla e non ricevessero parte del prelievo tangentizio (il non voler sapere è un modo di sapere)… I partiti sono combriccole di malandrini” (17-6-92). “Le risultanze delle inchieste delineano una situazione sostanzialmente vera, su cui è possibile esprimere giudizi” senza “aspettare che i fatti vengano accertati da una sentenza”, a prescindere dal “principio della presunzione d’innocenza” (19-6-92). “E’ già molto se, dopo gli estenuanti e annosi riti giudiziari, gli indulti, le amnistie, i patteggiamenti, e gli arresti domiciliari, alla fine si riesce a mandare in galera qualcuno per un lasso di tempo non proprio ridicolo” (19-6-93). “E’ tempo che il capitalismo italiano torni sotto l’imperio della legge” (13-8-93). Il suo nome, guarda un po’, era Ernesto Galli della Loggia.
(Vignetta di Gavavenezia)

Segnalazioni


Socrate e De Filippo: Lettera delle associazioni della Basilicata in merito alla politica coinvolta nell'affare petrolio

Letterina di Natale - il video di Roberto Corradi

Aiutati che il ciel ti aiuta - di Carlo Cornaglia
Se sei sempre più incazzato
perché il mondo ha rovinato
quello squallido caimano,
se il pontefice romano
  
ogni giorno da quel soglio
innalzando un nuovo scoglio
ti fa balenar l’inferno
che ti brucia al fuoco eterno...
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Vignetta di Stefano Disegni



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Vignetta di Natangelo
Zorro

l'Unità, 24 dicembre 2008


Proviamo a immaginare se fosse già in vigore la legge bavaglio che vieta ai giornalisti di citare o riassumere atti di indagini in corso, anche non segreti, prima del processo. Avremmo decine di politici e imprenditori in carcere e nessuno saprebbe perché. Avremmo giornali e tv che insinuano e alludono senza poter fare nomi né spiegare chi ha fatto cosa. Il Giornale ipotizzava che il figlio di Di Pietro, Cristiano, era indagato: falso. Ma dalle carte emerge che, consigliere provinciale a Campobasso, aveva rapporti prima “istituzionali” (per alcune caserme in Molise) poi “ambigui” col provveditore alle opere pubbliche di Napoli, Mario Mautone, ora agli arresti. Pare che avesse raccomandato un amico. Pessimo, specie per chi porta quel cognome. Ieri il padre l’ha cazziato sul blog: “Condotte senza rilevanza penale, ma non opportune e non corrette. Ma è solo il mio punto di vista, quindi di parte (e di padre). Bene fa la magistratura a indagare. Non c'è figlio che tenga”. Un anno fa il ministro Di Pietro trasferì Mautone da Napoli a Roma, nell’ambito di una più generale rotazione dei provveditori, onde evitare che mettessero radici. La signora Mautone suggerì al marito di ricattarlo sui rapporti col figlio, per conservare la poltrona. Di Pietro, evidentemente non ricattabile, lo traslocò lo stesso. Ora tutti si domandano come abbia fatto a sapere che Mautone non era Maria Goretti. Beata ingenuità: in politica basta avere naso e orecchie funzionanti per sapere tutto prima dei giudici. Che, come dice Piercamillo Davigo, “sono come i cornuti: sempre gli ultimi a sapere”.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Settembre (otto) - di Riccardo Orioles (23 dicembre 2008, n. 378)

Il cainano - di Carlo Cornaglia
Come sempre a fine d’anno
i settimanali fanno
le classifiche: chi conta
e chi invece soffre l’onta
  
di contare men di niente.
Se stai in alto sei un potente,
conti meno se stai in fondo
mentre è un vero finimondo...
Leggi tutto



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