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Vignetta di BandanasVanity Fair, 29 aprile 2009

La Chiesa cattolica ha stanziato per i terremotati d’Abruzzo 5 milioni di euro. E’ la medesima Chiesa che ogni anno ne incassa 4 mila dagli italiani, tra finanziamenti diretti e indiretti, nazionali e locali, vari privilegi e infiniti sgravi fiscali. Inizialmente i vescovi di milioni ne avevano stanziati 3. Un bel gesto per un terremoto che si è esteso su 650 chilometri quadrati, ha ucciso 300 persone, ne ha ferite il triplo, ha sbriciolato migliaia di case e altrettante le ha rese inagibili, ha creato 20 mila sfollati distribuiti in campi di fortuna assediati dalla pioggia, dal freddo e dal fango.

Poi deve essere stata la vergogna. Oppure la notizia che varie associazioni laiche erano pronte a proporre di devolvere quest’anno l’8 per mille ai terremotati. Non sia mai. L’8 per mille equivale a un miliardo di euro che finisce interamente nelle casse di papa Ratzinger. Serve a pagare gli stipendi dei preti, finanziare la propaganda della fede, la cura delle chiese, delle scuole, dei santuari, del patrimonio immobiliare. Fino agli ultimi spiccioli destinati ai poveri, agli umili, agli afflitti, ai bisognosi e persino ai terremotati. Che bisogno c’è darli direttamente a loro quando sarà la Chiesa a preoccuparsene?

E infatti il cardinal Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani,  profittando della sua visita in Abruzzo per testimoniare “preghiere e vicinanza” al gregge dei senza casa, ne ha aggiunti subito altri 2 di milioni: “Come ulteriore segno concreto della Chiesa per la ricostruzione”. Un gesto generoso. Annunciato subito in diretta tv, mentre passeggiava tra i feriti, e anziane sfollate si inchinavano a baciargli l’anello.
(Vignetta di Bandanas)

Segnalazioni

Gnocche, ciarpame e bullo del reame
- di Carlo Cornaglia
Del focoso e loquace Cavaliere
non si sa se più parla o se più scopa,
si sa che sta allenando fitte schiere
di candidate al voto per l’Europa,
  
scelte fra letteronze, soubrettine,
show girl, attrici, giovani troniste.
Ora ha scoperto pur le gossippine,
poiché, da vecchio, sulla gnocca insiste.
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All’indomani della consegna del premio per il giornalismo libero a Marco Travaglio, conferito ieri a Berlino dall’associazione dei giornalisti tedeschi Djv, la redazione di Voglioscendere ha provato vivo stupore nel rilevare che ben quattro testate on line facilmente rintracciabili dai motori di ricerca riportavano la notizia in Italia. Desideriamo ringraziare, per questo, agoravox, youreporter, Cronaca 24 e Brindisi Sera.

La premiazione si è svolta in un’atmosfera piacevole e in un clima di stima reciproca. Forse in virtù di questo il tg1 non ha ritenuto di dovere manifestare lo stesso interesse mostrato per Marco in altre occasioni. Forse, chissà. Preferiamo affidarci alle parole di Ilaria Pompei, una ragazza che ieri era a Berlino e che ha potuto seguire la premiazione in prima persona, condividendo con noi le sue riflessioni e alcuni scatti della serata. A lei e a tutti gli amici che hanno condiviso la bella notizia, grazie.
La redazione

La lettera e le foto di Ilaria


Ieri ho assistito all'assegnazione del premio a Marco Travaglio qui a Berlino. Con mio grande disappunto (ma il mio intuito già lo sospettava) ho visto che nessun giornale italiano ha parlato dell'evento.
Nel mio piccolo, farò una piccola "azione di disturbo" per far sapere ai quotidiani italiani quello che è successo ieri (alla faccia di tutti i paggi e servitori!).
Ieri ho conosciuto dei ragazzi che vivono qui in Germania e, tra registratori, foto e articoli su piccole riviste, ci daremo da fare con i mezzi che abbiamo a disposizione, per diffondere il più possibile la notizia. In fondo, siamo o non siamo la generazione che sta crescendo con facebook, flickr e blog vari?!
Cordiali saluti, e ringrazi Travaglio della sua simpatia e disponibilità: per la prima volta in 23 anni mi sono sentita orgogliosa di essere italiana.
Ilaria

              

Il discorso degli studenti del Liceo Albert Einstein di Berlino

La notizia sulla stampa estera

Momentaufnahme Italien – Wie man einen Journalisten (auch in Deutschland) ignoriert (Die Zeit) - la traduzione (a cura di italiadallestero.info)
Marco Travaglio wurde ausgezeichnet (djv.de) - la traduzione (a cura di italiadallestero.info)
Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (firmenpresse.de)
Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (marketing-boerse.de)
Une synthèse sur la situation politico-médiatique italienne (mediapart.fr)
Italian journalist receives German press freedom award (earthtimes.org)
Marco Travaglio erhält "Preis der Pressefreiheit" (Der Tagesspiegel) - la traduzione (a cura di italiadallestero.info)

Avvistamenti della notizia scomparsa che giungono alla redazione

A Travaglio il premio “libertà di stampa” dei giornalisti tedeschi (Micromega.net)
A Travaglio premio libertà di stampa dei giornalisti tedeschi  (Wall Street Italia)
Marco Travaglio su RaiNews24 - 29 aprile 2009 (19luglio1992.com)
Il discorso di Marco Travaglio alla premiazione della Djv - guarda il video


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Vignetta di Livio Bonino

Zorro

l'Unità, 28 aprile 2009


Finalmente qualcuno comincia a contestare Al Tappone per l’indecente gestione propagandistica del dopo-terremoto in Abruzzo (dopo l’indecente non prevenzione pre-terremoto). Uscendo coraggiosamente dal Truman Show della Televisione Unica, alcuni sfollati iniziano a domandarsi che senso abbia lasciar trasformare le rovine dell’Aquila e dintorni in un set cinematografico per le passeggiate del Cainano e della sua corte. Il defilè di gerarchi e gerarchesse sulle macerie, il Consiglio dei ministri all’Aquila, il 25 Aprile a Onna, e prossimamente il Primo Maggio dei sindacati di nuovo all’Aquila e l’immancabile G8 (inizialmente promesso ai napoletani, poi ai sardi, ora agli abruzzesi: avanti i prossimi).

Si spera che qualche partito di opposizione, casomai ve ne fossero, raccolga il malcontento che sta montando nelle zone terremotate indipendentemente dalle istigazioni di Vauro e Annozero. Altrimenti quello è capace di dirottare sull’Abruzzo anche le selezioni di Miss Italia e di Miss Muretto, lo Zecchino d’Oro, il Festival di Sanremo, il Grande Fratello, la Fattoria e l’Isola dei Famosi.

L’altro giorno, a Napoli (altro set d’eccezione per le esibizioni del Presidente Partigiano travestito da spazzino), due giovani abruzzesi l’hanno accolto in Prefettura al grido di “Non venire più in Abruzzo, ci stai rovinando”. I due, scampati al sisma, nulla hanno potuto contro la Digos, che li ha prontamente identificati. Ma alla fine li ha dovuti rilasciare perché “privi di precedenti penali”. Peccato: bastava un solo precedente, e il Cainano li avrebbe messi in lista per le Europee.
(Vignetta di Livio Bonino)

Segnalazioni

"Un'altra storia"? Che delusione! di Giuseppe Sunseri (Elezioni europee, Rita Borsellino candidata Pd - da Micromega.net)

"Lo Stato di Eccezione. Processo per Monte Sole 62 Anni Dopo" - Il documentario di Germano Maccioni che riporta le verità a lungo negate su uno degli episodi più atroci della storia italiana, la strage nazifascista che ebbe luogo dal 29 settembre al 5 ottobre 1944 in numerose località intorno a Marzabotto.

"Un uomo vestito di bianco"
Lo spettacolo sulla vita di Mauro Rostagno, sociologo poliedrico, militante politico, giornalista “d’assalto” e psicoterapeuta, ucciso dalla mafia 20 anni fa
Scarica la locandina



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Testo:
"Buongiorno a tutti.
Stavo consultando i siti dei giornali, ci sono notizie che sono perfettamente coerenti l’una con l’altra, la prima è la febbre suina che naturalmente possiamo applicare a qualunque cosa vediamo in Italia, dice “non c’è pericolo di contagio”: perché siamo già contagiati, ovviamente, e non ce ne siamo accorti! Bologna: “Cofferati condannato per comportamento antisindacale”. Sembra una barzelletta e invece è vero, come Presidente del Teatro comunale è stato ritenuto colpevole, in primo grado, di aver decurtato la paga non solo ai dipendenti che aderiscono agli scioperi di marzo ma anche ai lavoratori che si presentarono. Il giudice dà ragione ai sindacati...
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Segnalazioni
Silvio Berlusconi e il Fattore "F" - Intervista a Marco Travaglio di Stefano Corradino (Articolo21)

Incontro con Roberto Castelli #3 - I video di Qui Lecco Libera

Vogliam la terra (Ucuntu n.38 - 27 aprile 2009)

Anna è viva - storia di Anna politkovskaja, una giornalista non rieducabile
L’Associazione AnnaViva, in collaborazione con Edizioni Sonda, invita alla presentazione del libro scritto da Andrea Riscassi, giornalista Rai.
Milano, 28 aprile 2009 - Moresko Hammam Café, Via Rubens 19 - ore 18.30

La disputa su Berlusconi tra Alexander Stille e Christian Rocca dalle pagine del "The New Republic"
Il Primo Ministro del "Ma che c***o...!?" - primo articolo di Alexander Stille (9 aprile 2009)
Disputa: Berlusconi il cattivone? Il presidente del Consiglio italiano merita un trattamento migliore - risposta di Christian Rocca (23 aprile 2009)
Disputa: prendersela con Berlusconi - controrisposta di Alexander Stille (23 aprile 2009)
(A cura di Italiadallestero.info)

Giù le mani dalla Resistenza - di Carlo Cornaglia
Più o meno son passati sol sei anni
da quando disse: “Par che Mussolini
non abbia fatto proprio tanti danni.
Non ammazzò nessuno e i birichini
 
al massimo al confino condannò.
Era dei tempi tipica l’usanza
che chi al fascismo dichiarava: “No!”
al confino finisse, una vacanza...
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continua

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Vignetta di gavaveneziaZorro
l'Unità, 25 aprile 2009


L’altra sera, mentre Sandro Ruotolo da Lampedusa e altri due rari giornalisti veri, Franco Viviano e Karl Hoffman, mostravano le immagini censurate della nave dei disperati respinta dall’Italia con sopra il cadavere di una diciottenne incinta, i mejo direttori del bigoncio sostenevano che l’informazione scoppia di salute. Chi avrebbe dovuto impedire la vergogna di quell’omissione di soccorso dormiva: i diversamente concordi della presunta opposizione balbettavano e intanto votavano il pacchetto sicurezza col governo; la Procura di Agrigento apriva un’inchiesta sulla morte della ragazza, anziché su chi ha negato l’assistenza ai disperati.

Sulle mailing list dei magistrati circola una notizia che completa il quadro a proposito di certa avvocatura. Udienza in Cassazione sul ricorso contro l’arresto di due balordi padani che, fingendosi carabinieri, han picchiato e rapinato un viado brasiliano urlandogli “straniera di merda”. Chiedendo la scarcerazione di uno dei due, l’avvocato cassazionista scrive che l'espressione “straniera di merda”, lungi dal provare un intento ostile contro il viado, “conferma la volontà del D.G. di svolgere una funzione surrogatoria della Pubblica autorità di controllo dei flussi migratori”, indagando sul possesso delle “necessarie autorizzazioni amministrative in capo allo straniero”. Dal che si deduce che anche le forze dell’ordine si comporterebbero così. E che ogni bravo cittadino dovrebbe fare altrettanto. Una volta il tizio sarebbe passato per razzista. Ora, alla peggio, per un rondista padano. Pardon, per un “surrogatore della pubblica autorità”.

Post scriptum

Il mitra del Cavaliere
Siccome molti amici del blog chiedono altri chiarimenti sulla famosa irruzione di Berlusconi all’assemblea de Il Giornale l’8 gennaio 1994, metto a disposizione qualche altro documento, tratto da “Montanelli e il Cavaliere”...
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Segnalazioni

Bello ciao! - di Carlo Cornaglia
Ritual la sceneggiata
con cui l’ex crapa pelata
tratta il 25 aprile.
Ogni anno un nuovo stile
  
per irridere l’evento
che ci dette il salvamento.
Circa quindici anni fa
festeggiò Sua Indegnità...
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[NO]vizi - La satira va in mostra

Napoli. Un’esposizione del genere è più unica che rara. Questa rassegna, ideata e curata da Mario Natangelo, sposa la vignetta satirica al Fumetto – con il salone Comicon – e all’arte contemporanea – con l’esposizione al museo Madre...

...Gli autori di Novizi contano firme eccellenti come Marassi, Ellekappa, Vincino, Franzaroli, Mora con le ultime rivelazioni Natangelo, Tonus, Fricca. E, come ospiti stranieri Kap (La Vanguardia) e Catherine (Charlie Hebdo)...

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«Non dite a mia madre che sono un giornalista, lei crede che faccia il pianista in un bordello»: a leggere le cronache sulla lectio magistralis in giornalismo tenuta a Roma il 22 aprile dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, viene alla mente questa vecchia e celebre battuta da molti attribuita a Mark Twain. E non tanto perché l'incontro era stato organizzato dalla Fondazione Musica per Roma, o perché al pubblico dell'Auditorium, secondo le locandine, venivano chiesti 5 euro a "posto unico". Il problema era lui, Letta.

Dell'uomo e del politico infatti ciascuno è libero di pensare quel che gli pare: persino, come va di moda tra l'opposizione e gli editori dei giornali, che Letta sia davvero l'ala dialogante e moderata del governo cui rivolgersi, magari con il cappello in mano, per ottenere un po' di considerazione (la minoranza) o qualche milione di euro di prebenda per la stampa in crisi (gli editori). Del giornalista no. Perché Letta non è un giornalista: è un lobbista. E a dirlo, paradossalmente, sono proprio le collezioni dei giornali.

Così ecco, nei primi anni '80, l'ancor giovane Letta impegnato a ricevere, nelle sue vesti di direttore de "Il Tempo", un miliardo e mezzo di lire proveniente dai fondi neri dell'Iri, generosamente elargito da Ettore Bernabei per essere certo che il quotidiano parlasse bene delle sue società. E poi eccolo di nuovo, nei primi anni '90, accanto a Silvio Berlusconi partecipare, nelle sue vesti di direttore editoriale delle reti Fininvest, alle riunioni in cui il Cavaliere e i suoi manager decidevano le strategie del gruppo.

Dai verbali di quegli incontri, meticolosamente redatti dall'attuale parlamentare Guido Possa, emerge prepotentemente (si fa per dire) la figura di un Letta giornalista dalla schiena dritta disposto a tutto pur di dare una notizia. Il 28 novembre del '92, mentre l'asse Dc-Psi si sbriciolava sotto i colpi di Mani pulite, Letta, per esempio, diceva: «Verso i partiti amici dobbiamo avere un atteggiamento di comprensione e di prudenza, rinunciando eventualmente a qualche copertina... I partiti amici sono i quattro della maggioranza [Dc, Psi, Psdi, Pli, ndr] con l'aggiunta di Pannella. Quanto alla Lega, guai se ci lasciamo andare al sia pur minimo fiancheggiamento». E il 28 novembre rincarava la dose: «Ci hanno sostenuto le forze amiche di sempre, la Dc di Martinazzoli e il Psi... La Lega ci vede con favore, ma non possiamo farci coinvolgere... Attenzione nella ricerca di nuovi amici! Non bisogna rischiare di ingelosire chi nel passato tante volte ci ha difeso, e ancora adesso è per noi essenziale nell'attuale Parlamento». Roba da premio pulitzer! E infatti anche l'ordine dei giornalisti di Roma se ne è finalmente accorto e un paio di settimane fa ha insignito Letta, assieme ad altri colleghi, con una medaglia per i 50 anni di carriera. Giusto perché i cronisti più giovani facciano due conti e capiscano finalmente qual è in Italia la strada che porta a un sicuro e duraturo successo.
(Vignetta di gavavenezia)

Segnalazioni

Da
Micromega.net
Conflitto d'interessi, da Articolo 21 un esposto all'Antitrust - di Giuseppe Giulietti
25 aprile, Berlusconi mira al Quirinale - di Pancho Pardi

Il Primo Ministro del "Ma che c***o...!?" - di Alexander Stille (The New Republic, USA - 9 aprile 2009)
(Traduzione a cura di
Italiadallestero.info)


[NO]vizi - La satira va in mostra

Napoli. Un’esposizione del genere è più unica che rara. Questa rassegna, ideata e curata da Mario Natangelo, sposa la vignetta satirica al Fumetto – con il salone Comicon – e all’arte contemporanea – con l’esposizione al museo Madre...

...Gli autori di Novizi contano firme eccellenti come Marassi, Ellekappa, Vincino, Franzaroli, Mora con le ultime rivelazioni Natangelo, Tonus, Fricca. E, come ospiti stranieri Kap (La Vanguardia) e Catherine (Charlie Hebdo)...

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Il Montanelli dei bugiardi
di Paolo Granzotto (Il Giornale, 22 aprile 2009)
È un irriconoscibile Montanelli quello che vien fuori dalle commemorazioni, dalle memorie e dai ritratti che si susseguono nell’occasione del centenario della sua nascita. Un Montanelli nei panni di Venerato Maestro - con le maiuscole da lui detestate - che sembra abbia vissuto non per il giornalismo (alla sua autobiografia, curata da Tiziana Abate e pubblicata da Rizzoli, volle dare per titolo: «Soltanto un giornalista». Soltanto), ma per muovere guerra a Silvio Berlusconi. Guerra poi vinta sabato 8 gennaio del 1994 sventando il golpe del Cavaliere che dopo aver fatto irruzione nelle sacre e intangibili mura di via Gaetano Negri rivolgendosi alla redazione insolentemente proclamò: «D’ora in poi il Giornale farà la politica della mia politica». Questa almeno la versione dei fatti che ne dà la vulgata - dapprima messa in giro da Federico Orlando e successivamente fatta sua da Marco Travaglio - alla quale il giornalismo democratico scrupolosamente si attiene...
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Ai deliri di Pinocchio Granzotto che riporto qui sopra, la migliore smentita è quella di Indro Montanelli, che infinite volte e per 7 lunghi anni, raccontò quanto era accaduto l'8 gennaio 1994 nell'assemblea de Il Giornale (lui forse non ricorda, ma vi partecipai anch'io, collegato via telefono da Torino).

Nel caso in cui faticasse a leggere, per via delle dimensioni del suo naso, può sempre dare un'occhiata a questo video (Il Raggio Verde, 23 marzo 2001) e ascoltare il racconto di Montanelli dalla sua viva voce. Basta sostituire la faccia di Feltri con quella di Granzotto e immaginare la figuraccia che gli infliggerebbe il vecchio Indro se fosse ancora vivo.



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