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post: Lettera aperta

  Egregi Signori, ci permettiamo di proporre alla Vostra cortese attenzione questo appello quanto mai accorato e vibrante: si tratta di una "lettera aperta" di Claudio Tecchio, direttore dell'Agenzia Dossier Tibet ( www.dossiertibet.it ) che, pensiamo, merita di essere divulgata nel modo più ampio possibile, alla vigilia della più gigantesca "farsa" che il mondo si appresta a celebrare. Vi preghiamo pertanto di inoltrarla (e, se lo ritenete opportuno, di tradurla in altre lingue) al mondo dell'informazione e dei media in genere, in Italia e all'estero, nella speranza che il maggior numero possibile di giornaliste e giornalisti cominci a provare un senso di imbarazzo, per non dire di vergogna, per quanto finora avrebbe potuto fare (e magari non ha fatto per pressioni ed interessi ... continua



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Correggi per favore il link del sito che citi nel tuo articolo. Ha un errore e cliccandolo non si apre nulla ma dà errore. Grazie a nome di tutti.


Già, manca una r al link. Quello corretto penso che sia http://www.dossiertibet.it/


Cari signori, l'articolo è molto semplicistico edemagogico. Le consiglio vivamente di recarsi in Cina guardarsi intorno e parlare con la gente, non è poi così difficile. Gli ultimi, come li chiama lei, non si trovano certamente a Pechino o a Shanghai, specie dove vanno gli occidentali, prenda il treno e vada nella campagne così avrà modo di parlarci, sempre che conosca il Mandarino, così avrà anche modo di capire cosa pensano. Parli però anche con le persone istruite che solitamente dovrebbero avere una visione più ampia della società e del mondo e poi mi dica cosa pensano, in particolare di noi occidentali che ci eleviano sempre a censori. PS. se ha un po' di tempo visiti il sito http://www.anti-cnn.com/ così potrà vedere anche l'altra faccia della luna.
http://www.anti-cnn.com/


# 4    commento di   Marzia Ottaviani - utente certificato  lasciato il 6/8/2008 alle 14:23

Beh caro Carlo se in Cina è scrupolosamente controllata la rete e in molti siti addirittura non si può accedere, non credo sia troppo facile trovare qualcuno che per strada sia disposto a parlare liberamente senza temere di ritrovarsi con le manette ai polsi nei minuti successivi ... la dittatura sia essa rossa sia essa nera rimane sempre ed esclusivamente una libertà dietro le sbarre!!!


perchè il Cio ha permesso la candidatura dellla Cina? Perchè questo Stato è risultato addirittura vittorioso? Il Cio non aveva provveduto preventivamente a verificare (ove possibile) la fattibilità della location in termini di diritti umani, libertà di espressione, di stampa o culto? Non vi aveva provveduto (scandalo!) o aveva fatto finta di provvedere (doppio scandalo)? Niente di tutto questo. Non c'era bisogno. La Cina è diventata una grossa realtà industriale, economica e politica ed i nuovi milionari provengono da lì, dall'India e dalla Russia. Le Olimpiadi non costituiscono altro che la contropartita di un gioco più grande: favorire l'espansione dei nuovi ricchi in tutto il mondo e giovarsi delle loro risorse economiche e naturali. Anche a costo di chiudere un occhio sulle scempiaggini perpetrate da millenni dai cinesi sui connazionali dissidenti e sui tibetani. Signori, è un gioco più grande di noi. Non può uno scoglio arginare il mare...




"la dittatura sia essa rossa sia essa nera rimane sempre ed esclusivamente una libertà dietro le sbarre!!!" D'accordo con te cara Marzia, ma evidentemente, per certe persone, esistono dittature di serie A e dittature di serie B... Del resto, ancora oggi, alcuni attentati in Italia vengono inequivocabilmente (e gistamente aggiungo) attribuiti al terrorismo nero, mentre (dopo 30 anni) il delitto Moro viene definito "un attentato di matrice oscura".


A proposito Carlo, ho visto le foto, ma ti ricordo che anche durante i mondiali del 1978 in Argentina la gente affollava gli stadi e si riversava in massa per strada a celebrare i trionfi della sua nazionale, senza sapere che, poco lontano, gli oppositori del regime venivano torturati ed uccisi. E non dimentichiamoci che anche nella nostra cara Italia, quando Mussolini si affacciava su piazza Venezia non trovava 4 gatti, ma folle immense.


... caro Nico, con una sola piccola differenza, che le manifestazioni popolari da te citate erano organizzate e gestite dal regime, nell'assembramento popolare che si è verificato al passaggio della torcia olimpica in tutte le maggiori città cinesi, di cui i mezzi d'informazione "occidentali liberi", non hanno praticamente dato menzione, il regime, seppur innegabilmente presente, non c'entrava affatto, le persone si sono radunate spontaneamente, te lo dico perchè c'ero. Questo popolo ha una volglia di riscatto molto grande, peccato che non vogliamo capirlo, o meglio che non vogliono che lo capiamo, e l'unica cosa che riusciamo a dire è boicottiamo, come se questo sortisse un qualche effetto positivo. Tu conosci il motto romano "divide et impera", sempre molto attuale


Ok Carlo...ho letto la tua pacata replica ma allora che fare? Se il boicottaggio è demagogia, che soluzione adottare nei confronti di un paese di questo genere? Detesto anch'io le soluzioni demagogiche ma non vorrei che così facendo piombassimo sempre in una afasia che non porta mai a nulla. Un saluto





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