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post: Il mitra del Cavaliere

Siccome molti amici del blog chiedono altri chiarimenti sulla famosa irruzione di Berlusconi all’assemblea de Il Giornale l’8 gennaio 1994, metto a disposizione qualche altro documento, tratto da “Montanelli e il Cavaliere”. Con una precisazione: nel saggio introduttivo alla nuova edizione del libro c’è un mio refuso, là dove, citando la testimonianza del capo del Cdr del Giornale Novarro Montanari sul “no” di Montanelli all’arringa berlusconiana, cito il “condirettore Biazzi Vergani”, mentre il condirettore – come peraltro è scritto in tutto il libro – in quei giorni era Federico Orlando. Peraltro un errore di memoria lo commise anche Montanelli: nell’intervista del 2001 a Laura Laurenzi di Repubblica, là dove invitava a leggere la cronaca di quel giorno fatta sul Giornale da Paolo ... continua



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# 1    commento di   devarim - utente certificato  lasciato il 25/4/2009 alle 20:10

Ho visto la puntata, il direttore de il Giornale mi sembrava in forte disagio.


Accidenti, quanto sono ignorante! Fino a ieri non sapevo che esistesse Indro; ora invece ho tante di quelle informazioni che sono in dubbio se il mio cervello fonde o cresce. Ho letto di Montanelli, l'anziano giornalista che tutto dette per una libera informazione, sopportando lestofanti che, nascosti dietro al telefono, gli urlavano di essersi saziato alla tavola di Berlusconi. Si lamentava che l' Italia volgare dei nostri tempi non l'aveva mai veduta neppure durante il fascismo. Spero come molti che la libertà di stampa non sia soffocata dai poteri forti. Ho speranza che Sandra Artom, Marco Travaglio e molte altre campane suonino all' unisono per far sentire ai padroni presenti e forse futuri che, se anche succhieranno il nostro sangue fino all' ultima goccia,non potranno farlo senza che sanguinino anche loro.


Nella trasmissione, e in generale dappertutto, sembra ormai d'obbligo separare i "due Montanelli", quello pre-Berlusconi, e quello post-Berlusconi. Le forze non-berlusconiane, di cui fa parte un pezzo della ex-Sinistra dimentica il primo o parla di "pentimento", mentre le forze berlusconiane, non potendo nascondere, lo considerano un disturbato che da giovane predicava bene e poi, quando si materializzò una Destra moderna e democratica, impazzì. Ognuno, formalmente, tenta di tirare il cadavere di un giornalista dalla propria parte politica, in un'operazione che Montanelli avrebbe chiamato "il mercato dei morti". Montanelli divise e continua a dividere appunto per questo. Un anticomunista dichiarato e feroce, sebbene molto corretto e tollerante verso chi non la pensava come lui e con uno modo tutto "anarchico" e anticonformista di stare dall'altra parte del Muro di Berlino, litiga con il suo editore e non vuole supportare la sua battaglia "anticomunista", contro un comunismo che nel 1994 non esisteva più. Montanelli ha sempre rivendicato la sua appartenenza ideale al liberalismo conservatore di stampo europeo. Molti italiani non sono in grado di capacitarsi però della differenza tra appartenenza ideale e appartenenza politica. La prima non implica per forza la seconda, specie se si pensa che quella forza politica che si appiccica un nome addosso, con quelle tradizioni non abbia nulla a che fare. Con gli occhi e le orecchie spurgate dall'ideologia, si capisce invece che Berlusconi e la sua banda, con la tradizione liberale e conservatrice non abbiano nulla a che fare. Montanelli, Giovanni Sartori, Peter Gomez e Marco Travaglio, Beppe Severgnini, provengono tutti dalla stessa scuola di pensiero, piuttosto liberista in termini economici, liberale in termini di libertà di pensiero e di interpretazioni storiche, occidentalista nella politica estera, e piuttosto conservatrici nel campo della Legge e dell'Ordine Pubblico. Possiamo in quest'ambito prendere come riferiment
www.ilreazionariobombarolo.blogspot.com


(riferimento) l'ex Procuratore di Torino Marcello Maddalena, che collaborò anche alla Voce montanelliana. La vicenda di Montanelli può essere presa però a pretesto per discutere un problema ben più grande: la mancanza di cultura liberale nell'informazione, così ben radicata in Occidente, specialmente nei paesi anglosassoni. Mentre Montanelli spegne, dall'alto, le sue cento candeline, probabilmente osserva il profondo provincialismo del popolo italiano, che ignora ancora, dopo tanto tempo, di far parte dell'Occidente, e dell'Europa. Ma questa è un'altra storia. Inoltre volevo segnalare che Belpietro, durante la trasmissione AnnoZero, ha fatto bene a ricordare Montanelli che se la prendeva con l'invadenza della magistratura e invitava a cambiare la Costituzione. Ma naturalmente non c'è stato tempo per approfondire il dibattito perché bisognerebbe leggere cosa scriveva Montanelli a proposito delle iniziative di creare una repubblica semipresidenziale: In Francia solo De Gaulle era tagliato per un posto del genere, e in Italia abbiamo solo il comunista e il democristiano e con questi dobbiamo fare i conti. Inoltre, sull'invadenza della magistratura Montanelli si pronunciava soprattutto ai tempi della "giurisprudenza alternativa" di MD, quando la corrente delle toghe si proponeva in pratica di forzare la legge e la legislazione per la Causa comunista, non certo quando Mani Pulite tentò, senza riuscirci, di ripulire l'Italia dalla corruzione.
http://ilreazionariobombarolo.blogspot.com


Ok. Le lacune sono colmate, cosa di cui non dubitavo affatto, ma perchè non l'hai detto in trasmissione? Perchè hai lasciato parlare (come se avesse ragione) quel celebroleso? Come mai sullo scritto vai di sciabola, mentre quando sei ad Annozero nel dibattito vai di fioretto? Come hai detto in apertura di puntata i fatti si nascondono e restano solo le bugie, ma sono poi queste che rimangono ai telespettatori. Noi che frequentiamo il blog, ti seguiamo, ti stimiamo e non abbiamo bisogno di essere convinti, ma gli altri? Quelli indecisi, per esempio.




Chissà se la performance di Belpietro gli varrà la nomina a dirigente rai. Poi Mieli, oddio, dovrebbero chiamarlo "camomilla" per quanto imboniva o "dolcificante" per quanto edulcorava la realtà. Per quanto riguarda la libertà d'espressione e l'autocensura di certi (troppi) giornalisti, credo basti ricordare quello che lo stesso Montanelli diceva: "La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi."




Ad intervenire nella vexata questio del sopruso di Berlusconi contro Indro, avrebbe dovuto essere anche Giancarlo Mazzuca, autore del pamphlet-intervista "MONTANELLI:la mia VOCE",Editore Sperling&Kupfer. Nel qual volume Montanelli rende testimonianza sull'esperienza de "LA VOCE". Peccato che Mazzuca sia diventato un berlusconiano convinto,tanto da essere eletto nel 2008 al Parlamento. Il libro è esaurito. E lui tace, opportunamente. Dopo tanti anni, è interessante notare quanto ci tengano i servi del padrone a negare la realtà di un Montanelli nemico del demagogo populista Berlusconi.


Credo che ciascuno di noi non possa esimersi dal manifestarti grande stima per il tuo impegno quotidiano nel dare voce all'onestà. Grazie Marco.


Grazie a Marco Travaglio per aver cosi' bene chiarito a tutti la questione, è incredibile come si riesca a ribaltare la realtà. E lo ringrazio anche per ricordarci continuamente la grandezza di Indro, di cui sono andato a guardarmi i suoi video della sua Storia d'Italia. Dove tra le altre cose, quando parla della P2, viene chiarita un'altra menzogna detta su di lui l'altra sera ad Annozero, cioe' che era andato a chiedere soldi a Licio Gelli. Indro racconta come fosse stato convinto a far visita a Gelli da un suo collaboratore, che credeva di aver trovato un facoltoso editore, ma che non appena il Maestro Venerabile gli ebbe esposto il suo piano di controllo totale della stampa, lui lo salutò e se ne andò immediatamente, stupito dalle farneticanti idee di Gelli.


Credo che ciascuno di noi non possa esimersi dal manifestarti grande stima per il tuo impegno quotidiano nel dare voce all'onestà. Grazie Marco. Chiedo scusa a Raffaele


Ciao Marco, prima che tu stesso pubblicassi l'intervista resa da Montanelli a Laura Laurenzi per la Repubblica del 26 marzo 2001, l'avevo già trovata sul sito di Repubblica alla pagina riportata sotto. Ebbene, nel passaggio chiave nel quale Montanelli ricorda, sbagliando, il resoconto di Paolo Granzotto sull'intervento di Berlusconi in redazione, i due testi (il tuo e quello della Repubblica) divergono per una sfumatura, un punto che diventa una virgola, una virgola che diventa un punto. Un'inezia, ma che da sola cambia completamente il senso della frase. Ecco i due testi: La tua versione: "Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al Giornale. Il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca, Paolo Granzotto (era Alberto Mazzuca, n.d.a.) scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io". La versione di Repubblica: "Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al «Giornale», il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca. Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io". Mi domando quale sia la versione giusta, anche se, dovendo affidarci al senso logico della frase, mi pare evidente che la tua versione ne abbia uno, chiaro e inequivocabile, mentre l'articolo della Repubblica, altrettanto chiaramente, no. Il sospetto che una delle due versioni sia stata manipolata, proprio in un passaggio così importante, è forte. Dubito seriamente, non è piaggeria, che sia stato tu. Sarebbe comunque interessante saperne di più.
http://www.repubblica.it/online/politica/satiquattro/montanelli/montanelli.html


Ciao Marco, L'incontro con uomini dello spessore di Indro Montanelli ti può anche cambiare la vita. In meglio, dico io. Come un velo che hai davanti agli occhi e che all'improvviso cala per farti vedere finalmente la realtà delle cose che ti circonda. Anni fa lessi la sua storia d'Italia, tutta, ed ho capii tante cose che la scuola non era riuscita o voluto trasmettermi. Solo l'approfondimento, la ricerca, la verifica delle informazioni può può portare ad una crescita. La televisione, sfruttando la pigrizia degli uomini ed il fatto che la società lascia poco tempo alle persone per riflettere sulle cose, "informa" con battute, spot, messaggi. Il risultato è che la gente non approfondisce, non verifica, molte volte dimentica. Tutto mischiato nelle loro teste: la politica con la pubblicità dei detersivi, l'economia con la partita di pallone.
http://www.mimmoguarino.it/


Condivido il commento di Mercy in trasmissione le cose non erano cosi' chiare grazie anche al fido Belpietro Secondo me non l'avete sbugiardato abbastanza,quando si dice la verita' bisogna farla apparire limpida senza ombre


# 16    commento di   plisv - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 12:8

IL MITRA Già partiamo male col titolo. Il mitra non è infatti quello di b., ma quello dei suoi avversari. Pazienza, diamo la colpa al titolista. IL 9 GENNAIO "Paolo Granzotto non fece alcuna cronaca sul Giornale del 9 gennaio ’94" E chi l'ha mai detto? Non Montanelli, non Granzotto che cita repubblica, non repubblica se si legge bene l'articolo, sia con punteggiatura travaglio che con punteggiatura web. Prendiamo per buona la versione di Mazzuca. Allora mi aspetto che travaglio la riporti. Invece no, neanche un link. boh. In compenso riporta la sua, che poi è un po' quella di Orlando, non senza aver prima precisato che "le versioni divergono." Già, lo sapevamo. Ora pare che Orlando "sconsigli" b. di partecipare. Ma in altra parte Travaglio scrive che Montanelli avrebbe detto ‘Non se ne parla nemmeno". Boh. Ad ogni modo "La questione viene sottoposta all’assemblea, che con un solo voto contrario dà il suo consenso». Toh, b. aveva il consenso. Ma travaglio scrive "irrompe nell’assemblea dei redattori del «Giornale»" Boh. MONTANELLI INCONSAPEVOLE Che b. fosse in assemblea lo sapevano Orlando, Biazzi Vergani, Novarro Montanari, Travaglio da Torino, il mondo insomma. E Montanelli "era al terzo piano". Costava fatica avvertirlo? Nota: Silvio già era stato chiamato da Montanelli in assemblea per discutere con la redazione esattamente delle stesse cose per cui era convocata nel 1/94. Mammì o non mammì. http://archiviostorico.corriere.it/1992/luglio/30/Silvio_torna_campo_Giornale__co_0_9207308671.shtml Silvio torna in campo al " Giornale " "Montanelli, dopo il lungo sciopero, chiede l' intervento di Berlusconi TITOLO: Silvio torna in campo al "Giornale". Dopo una settimana di sciopero, la redazione del Giornale diretto da Indro Montanelli torna domani al lavoro...." C'è il video a raggio verde, ma c'è anche il video decisamente più pacato: http://www.youtub


grazie Marco.. Qualcuno poi riesce a trovare questo resoconto di Mazzucca del 9 gennaio 94?


# 18    commento di   plisv - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 12:31

MONTANELLI, TRAVAGLIO E GOMEZ Prendiamo Repubblica 26 marzo 2001: "... queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile (...) Aspettiamo 2 gg. e sul Corsera del 28: http://archiviostorico.corriere.it/2001/marzo/28/Piu_parla_piu_fraintesi_co_0_01032810798.shtml "nell' intervista fattami da Repubblica, non mi sono affatto lasciato prendere la mano, né la penna, né la lingua. Ho seguito, nei confronti di Berlusconi, la linea di condotta cui sono sempre rimasto fedele nei suoi riguardi, e che non mi ha mai spinto ad associarmi ai tentativi di demonizzazione che sono stati fatti nei suoi confronti: origine dei suoi soldi, rapporti con la mafia, eccetera. Se ho parlato positivamente sia di Travaglio che di Gomez che su questi argomenti hanno scritto i loro reportages, è perché si tratta di due miei ex-puledri a cui sono molto affezionato e che si mostrano, come cronisti, molto agguerriti. Ma senza avallare nessuna delle loro conclusioni, e anzi dicendo chiaro e tondo che non volevo nemmeno entrare in merito. CHIARO? Mai avallato. Forse in qualche occasione è anche responsabilità di Montanelli se ci sono diverse interpretazioni su alcune vicende. Come ad esempio sull'incontro con Gelli, che secondo i suoi diari appena pubblicati sono stati due, segretissimi, con Montanelli ben consapevole del potere di Gelli. Anche questa una questione controversa.


Ma Belpietro che poteva dire? Anzi, devodire che dei portavoci di partito è forse quello che riesce a tenere un certo contegno rispetto ai vari Giordano, Fede etc. Comunque la lettera di Sandra ARtom è davvero illuminate. Bravo Marco.


@Commento #16 PLISV Premetto che non sono un montanelliano di ferro, anzi, ma che ammiro Montanelli come uno dei pochissimi pensatori liberali della storia italiana... perciò penso che se Montanelli fu un vero liberale, non poté non avversare il Berlusconi politico, che la storia ha dimostrato essere un antidemoctratico e un illiberale. Questa vicenda del 8 gennaio 1994 non la conoscevo e la sto rivedendo in questi gg grazie a questo blog. Ho mosso pure il dubbio che parte della querelle sia dovuta alla VECCHIAIA di Montanelli che forse ha involontariamente creato confusione. Perciò mi piacerebbe si andasse a fondo con tutta la documentazione storica, compreso lo scritto di Mazzuca più volte citato. Però non farei come stai cercando di fare tu, rimestando nel torbido: Travaglio non ha mai detto che Montanelli pensava che B fosse mafioso. Travaglio sostiene - e i fatti storici successivi gli danno ragione - che Montanelli avversò il B politico, non il B imprenditore nato con i soldi di Cosa Nostra, la droga di Mangano ecc. Cose che dimostreranno i libri di Travaglio Gomez ed altri, ma che Montanelli in cuor suo non credeva (forse anche perché aveva preso per anni soldi lavorando nel giornale di quell'imprenditore). Detto questo, se leggi bene l'articolo di Granzotto del 22 aprile 2009, egli dice che Montanelli disse nella intervista di Repubblica che la cronaca di Granzotto (in realtà di Mazzuca) era quella vera. Ma sappiamo che in realtà Granzotto si riferisce a quello che scrisse in un libro di molti anni dopo, ed è quello che precisamente Marco cita nel post presente che tu contesti. Quindi leggi bene il post prima di lanciarti nelle critiche. Quanto al mitra, è ovvio il senso della frase berlusconiana: se gli avversari usano il mitra (è un'opinione del ducetto sui suoi avversari, non la realtà) bisogna che lo usiamo anche noi. Qui non è più un'opinione sugli altri, bensì un programma politico pratico.


# 21    commento di   laressi - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 16:19

bravissimo Travaglio ad Annozero e a fare le successive precisazioni;ha lavorato con Montanelli per cui chi meglio di lui può conoscere i fatti,a conferma c'è Gomez, Orlando ed altri.La prima edizione di Montanelli e il Cavaliere provocò a Marco e Luttazzi l'espulsione dalla Rai e una querela da parte di Berlusconi che perse la causa;questo conferma che quanto scritto nel libro e ripetuto ad Annozero è verità.E' naturale che i Belpietro,Feltri, Giordano facciano "gli smemorati di Collegno",solo per difendere il padrone e creare confusione,ma chi sa leggere e capire si rende conto che le carte vengono imbrogliate di proposito per chi subisce il lavaggio del cervello con programmi come Grande fratello e simili o vede solo i tg a reti unificate,legge i giornali del Cavaliere.Per essere liberi bisogna confrontare,capire,verificare,ragionare,non ripetere come i pappagalli quello che viene suggerito.


Vorrei riportare una piccola correzione al testo riportato dell'articolo di Laurenzi. Su http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/03/26/italia-di-berlusconi-la-peggiore-mai-vista.html è disponibile il testo originale. Vi si legge: "Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al Giornale, il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca. Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose." Il testo riportato è un po' diverso: "Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al «Giornale». Il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca, Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose."


# 23    commento di   plisv - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 16:33

@21 commento di Manuel S guarda, l'accusa ri rimestare nell torbido come quella di non leggere bene non mi fa nè caldo nè freddo e -volendo - può essere tranquillamente rivolta a te. Ad esempio nel 1994 Montanelli avversava principalmente non certo b. politico, ma la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto . Aveva posizioni politiche del tutto simili a quelle di b. Ne vuoi una prova? Ultimo editoriale del Giornale, 12 gennaio 1994 : http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/montanelli/articolo.htm Eastratto: "(...)Sia chiara una cosa: nessuno mi ha scacciato. Sono io che mi ritiro per una dei quelle situazioni d'incompatibilità di cui i lettori avranno preso atto dallo scambio di lettere, da noi pubblicate ieri, fra me e l'editore. Di questo editore, ne ho conosciuti due. Uno è stato l'amico che mi venne incontro nel momento in cui tutti mi voltavano le spalle: che non si è mai avvalso di questo titolo di credito per limitare la mia indipendenza, che ha sempre mostrato nei miei riguardi un rispetto confinante e talvolta sconfinante nella deferenza (tutte cose che era superfluo da parte sua ricordarmi perchè non ho mai perso occasione di farlo io stesso). Eppoi ne ho conosciuto un altro: quello che, trasformatosi in capo-partito, ha cercato di ridurre il Giornale ad organo di questo partito suggerendogli non soltanto le posizioni da prendere - e sulle quali non c'erano in fondo grosse divergenze - ma perfino il linguaggio da usare, e che, a lasciarlo fare, avrebbe finito per impormi anche la "divisa"del suo partito, il suo look. (...)" Capito? POSIZIONI SULLE QUALI IN FONDO NON C'ERANO GROSSE DIVERGENZE. E' stranoto che M. (oltre a confalonieri, letta,ecc.) aveva sconsigliato b. dall'entrare in politica principalmente perchè lo avrebbero fatto a pezzi, mentre b. pensava di entrarci per evitare che lo facessero a pezzi. Per me è chiarissimo quello che scrive M. nell'editoriale. Se Travagli


# 24    commento di   plisv - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 16:46

@22 commento di laressi "hi sa leggere e capire si rende conto che le carte vengono imbrogliate di proposito ..." Concordo. Ad esempio sarebbe corretto dire che l'espulsione dalla Rai e una querela da parte di Berlusconi non sono state causate dalla prima edizione del libro (scritta 3 anni dopo), ma dall'"Odore dei soldi".


# 25    commento di   plisv - utente certificato  lasciato il 26/4/2009 alle 16:57

@21 commento di Manuel S Se Travaglio lo avesse pubblicato, forse ci risparmiava chiacchere. Nulla di torbido. Altro che le varie versioni dei vari eredi autoproclamati. "Ma sappiamo che in realtà Granzotto si riferisce a quello che scrisse in un libro di molti anni dopo, ed è quello che precisamente Marco cita nel post presente che tu contesti." io dico che granzotto mai ha detto di avere scritto il 9-01 (e neanche altri), quindi è perfettamente inutile la smentita di Travaglio. "Travaglio non ha mai detto che Montanelli pensava che B fosse mafioso. " Non solo lui. Qual'è il problema? Se leggi bene, nel confrontare repubblica e corsera intendevo ben altro. Quanto al mitra, vedo che confermi quanto scrivo e aggiungi una tua opinione relativa al fatto che b. dicesse la verità.


osservazione a Devarim (primo commento). In questo mondo la situazione dell'altra sera può essere letta o data ad intendere all'opinione pubblica come Il legittimo disagio in cui ogni programma fazioso e di parte fa sentire i poverini ritardati ospiti di destra. . . . . . comunque anch' io ho osservato che, semplicemente, i distinguo sui fatti, e i peli nell'uovo sui resoconti anche datati avevano le gambe corte.


Io penso che Montanelli si stia rivoltando nella tomba a questo sentirsi tirare per la giacchetta a destra e a manca. Sinceramente penso che i video con la viva voce dimostrino il suo pensiero sul nanetto e la sua avversione a non lasciarsi asservire al potere dallo stesso di cui sopra. Avrebbe detto le stesse cose a un altro editore di altra sponda, ma le ha dette al nanetto e questo è un fatto. Questa patria potestà politica postuma mi sembra veramente fuori luogo. Un consiglio non richiesto al Marco nazionale: ti sarai accorto, leggendo i commenti, che le critiche sono "un po'" aumentate quindi qualcosa non ha funzionato; occorre correre ai ripari o perderai in credibilità.


sei un grande travaglio,ce ne fossero giornalisti come te,forse esisterebbe ancora un briciolo d'informazione in giro.ora bisogna cercarla,scavare a mani nude e sperare che non sia ancora passato nessuno a ripulirne la verità,lasciare solo il marcio,utile ai vari fede,feltri e compagnia di leccaculo di questo regime. grazie


ringrazio travaglio per quello che fa. non ho tempo per stare dietro a tutto, ma conosco molto bene montanelli. L'ho sempre considerato uno dei due giornalisti di razza di questi ultimi decenni, insieme a luigi Pintor del manifesto. Purtroppo montanelli era dalla parte sbagliata e di "bischerate" ne ha fatte tante (ed io non le perdono). Poi ha avuto il grande merito di combattere berlusconi e di perdere (che non è né un merito né un demerito per un giornalista...): ma talvolta mi chiedo che alternative aveva, se non mettersi di traverso.... e cmq non posso non ringraziarlo per quella battaglia e per aver dato un esempio a molti giornalisti. da qui a farne un'apologia ce ne corre. un saluto a tutti quelli che pensano che il giornalismo debba essere "onesto". buona notte... ora torno al lavoro.... samuele




idem come #28 ciao


# 32    commento di   Fab1979 - utente certificato  lasciato il 27/4/2009 alle 15:25

Come al solito farò le pulci a plisv :-) Su questi due punti: E' VERISSIMO che nell'ultimo editoriale Montanelli scrisse che da Berlusconi non c'erano grosse divergenze di fondo. Ma bisogna chiarire: secondo me è un problema di Berlusconi, non di Montanelli. Allora Mr.B. esaltava Mani Pulite (Tonino facci sognare), Falcone e Borsellino, e si proponeva come il nuovo che avanza contro la partitocrazia. Non mi risulta che allora pubblicizzasse i suoi rapporti con Mangano, ne che rivalutasse la prima repubblica e in particolare il psi come ha iniziato a fare solo di recente. Sulla chiamata di Montanelli a Mr. B., mi pare di ricordare che allora (nel '92) la Mammì non era in vigore (era già stata promulgata ma c'era un certo tempo per adeguarsi ad essa). E comunque l'enventuale reato resta il controllo del quotidiano, non di chi è costretto a subirlo. Una precisazione "minore": la querela non riguardava "L'odore dei soldi", ma la trasmissione di Satiricon che lo presentava.


# 33    commento di   Fab1979 - utente certificato  lasciato il 27/4/2009 alle 15:27

Pardon: "non quello di subire tale controllo".


@32Fab197 Consideriamo un uomo contro-corrente sempre, tanto che quando diceva di votare DC mai mancava di evidenziarne i miasmi. Ecco, "non c'erano grosse divergenze di fondo" riguarda il "contro chi votare". Montanelli di dicembre '93 "«Noi combattiamo e seguiteremo a combattere il Pds - il più forte, e quindi il più pericoloso dei nostri nemici - come, se fossimo inglesi, combatteremmo il laborismo. Non per quello che il Pds è stato. Ma per quello che è» Sul cosa fare perchè il PDS non vincesse invece ci sono state divergenze: Montanelli appoggiava Segni, b. pensava non bastasse. Sulla precisazione minore: hai ragione, ma sei tignosetto come un plisv in giornata di cattivo umore. Ciao.


# 32 commento di Fab1979 - 2 Giusto per tigna, ti ricordo che anche Montanelli l'idea su Di Pietro l'ha cambiata: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/26/cara-italia-che-galleggi-sul-nulla.html e su falcone stenderei un velo pietoso.


Caro Marco, come di consuetudine, tu fai parlare i fatti, non le opinioni. Come a dire: se non credete a me, allora credete a Montanelli, no? Indro era un grandissimo giornalista, un vero liberale (anche se molte delle sue idee erano l'opposto delle mie, l'ho sempre apprezzato come scrittore, tanto da collezionare la sua bellissima Storia d'Italia!). Il trattamento che Montanelli subì da Berlusconi tramite TV (Sgarbi e Fede, omiciattoli senza arte né parte, che lo insultavano come un vecchio rincoglionito e, per giunta, ingrato) è qualcosa di indegno e disgustoso, un vero linciaggio mediatico. Il fatto che Berlusconi versasse i soldi per il Giornale in difficoltà non significava che si fosse comprato anche le anime dei cronisti e del direttore! Prendere uno stipendio da un padrone non significa essere sua proprietà; quelli erano i servi della gleba...


@Commento #25 PLISV Caro plisv, non è facilissimo - ci sono alcuni passaggi logici - ma si può capire. Cerco di essere più schematico possibile. Nel 2001 Montanelli rilascia un'intervista a Repubblica in cui si sbaglia e dice che l'autore del resoconto dell'assemblea del 8/01/1994 è Paolo Granzotto. Nel 2009 costui, da buon berlusconiano-belpietriano-giordaniano-facciano, cioè mistificatore, approfitta dell'errore di Montanelli e si autogabella come il depositario del pensiero del vecchio Indro, alle spalle di Mazzuca. Questo è il cuore dell'articolo di Granzotto, cioè un falso storico: che infatti non a caso compare nell'organo della famiglia Berlusconi. Travaglio ricorda invece che la versione di Granzotto è di qualche anno successiva, contenuta in un libro, e non nel verbale del giorno; e che davanti a milioni di telespettatori, Montanelli aveva designato il buon Marco stesso come l'autentico interprete della sua propria visione del fatto. Mi sembra che non vi siano altre fantasiose elucubrazioni da aggiungere.


@37 Manuel S Granzotto legge che Montanelli lo indica come interprete autentico. Nel 2009 cita l'articolo e forinisce nuovamente la sua interpretazione. Che fosse Mazzuca l'ha scritto Travaglio dopo. Prendiamolo per buono, anche se non ne ha fornito le prove. E dobbiamo ancora leggere il Mazzuca dell'epoca oltre al Mazzuca di oggi. Mi sembra che non vi siano altre fantasiose elucubrazioni da aggiungere.


# 39    commento di   salvofalco - utente certificato  lasciato il 28/4/2009 alle 16:48

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.


dove posso trovare l'articolo di Marco per cui sembra sia stato condannato per diffamazione nei confronti di Del Noce?


Aaaah...lo sapevo che non mi avresti delusa!!! :) Be...che dire? Il povero Montanelli si è lasciato ingannare da un'assonanza tonica (Granzotto/Mazzuca) ma d'altro canto chi ci ha fatto totalmente la figura del fesso (per di più opportunista, poichè a questo punto si vanta di una cosa che non ha mai scritto e si crogiola per un merito che non gli è debito) è Pinocchio Barzotto. E poi...che tristezza! Scrivere una biografia e "cannare" date di nascita e morte del personaggio in questione...però Marco, l'hai detto anche tu: colpa del naso! :D Grazie per le inconfutabili prove che fornisci :)


Pardon: "consonanza tonica"...





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