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commenti su voglioscendere

post: 28 giugno 2010 da Ines Tabusso

Quele repubblica.it 27 giugno 2010 …In serata, raggiunto al telefono dal Tg3, il ministro [Brancher] non ha saputo indicare in modo chiaro quali sono le deleghe affidategli dal presidente del Consiglio. "Sono quelle scritte, quelle scritte...sono sulla Gazzetta ufficiale...però non sono state ancora pubblicate...". Insomma, nessuna chiarezza sui compiti di un ministero che non solo all'opposizione, ma anche ad ampi settori della maggioranza, pare senza ragione d'essere. Nella stessa intervista anche la frase: "L'Italia perde i Mondiali e se la prende con me...mi ritengo una persona equilibrata e onesta di buon senso che ha sempre lavorato e continua a lavorare". l'audio dell'intervista al Tg3 il testo dell'intervista al Tg3 www.governo.it 18 Giugno 2010 La ... continua



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"Corruptissima republica, plurimae leges"(In una repubblica molto corrotta, molte sono le leggi). Tacito, Annales


# 2    commento di   ines_tabusso - utente certificato  lasciato il 28/6/2010 alle 15:8

L’occasione più fortemente desiderata, o giudici, la sola veramente adatta a sedare l’ antipatia verso la vostra classe (di senatori, ndt) e il discredito per l’istituto giudiziario, vi è data in un momento critico per lo Stato, non da consiglio umano, ma quasi dal volere divino. Da lungo tempo ormai s’è diffusa, non solo tra noi, ma anche fra gli altri popoli, l’opinione, esiziale per la repubblica e per voi rischiosa che, con l’attuale sistema giudiziario, un uomo ricco può, per quanto colpevole, sottrarsi alla giustizia. Ora appunto, in un momento così delicato per la vostra classe e per il potere giudiziario, mentre v’è gente pronta a tentare, con pubblici dibattimenti e proposte di legge, di suscitare quest’odio contro il senato, si presenta dinanzi a voi come imputato Gaio Verre, uomo già condannato dalla pubblica opinione per la sua vita di misfatti, ma che, stando alle sue speranze e affermazioni, è stato, grazie ai suoi ingenti mezzi finanziari, già assolto. Io ho abbracciato questa causa, o giudici, col pieno assenso e la viva aspettazione del popolo romano, non per accrescere l’ostilità verso il vostro ordine, ma per porre un argine al generale discredito. Ho portato dinanzi a voi un uomo, che vi offre la possibilità di ridare alla giustizia la perduta stima, di riconciliarvi col popolo romano, di dare soddisfazione ai popoli stranieri; un uomo che è stato il grassatore del pubblico erario, l’oppressore dell’Asia Minore e della Panfilia, predone della giustizia da lui amministrata come pretore urbano, peste e rovina della provincia siciliana. Se voi lo giudicherete con rigore e secondo coscienza, resterà saldo quel prestigio che è vostro compito preservare; se invece le sue ingenti ricchezze riusciranno a spuntarla sul rispetto della legge e sulla verità, raggiungerò almeno lo scopo di provare che ai giudici non è mancato un accusato, né a questo un accusatore, ma è mancato piuttosto alla repubblica il suo tribunale… In verità, giudici, per essere


# 3    commento di   ines_tabusso - utente certificato  lasciato il 28/6/2010 alle 15:9

In verità, giudici, per essere franco, poiché mi sono state tese da Verre tante insidie per terra e per mare che in parte ho evitato con la mia prudenza e in parte ho sventato con l'affetto e l'assistenza degli amici, mai come adesso in questo processo mi è sembrato che un così grande pericolo incombesse su di me e mai ho avuto così tanta paura. Nè l'attesa (dell'esito) della mia accusa né il tumulto di una tale folla, cose per le quali sono molto turbato, mi preoccupano tanto quanto le subdole insidie che costui prova a tendere contemporaneamente a me, a voi, a Manlio Acilio Glabrione, al popolo romano, agli alleati, ai paesi esteri e da ultimo all'ordine senatorio ed al suo buon nome; Verre adesso va dicendo che devono aver paura solo quelli che hanno rubato di nascosto quello che fosse sufficiente solo a loro stessi, mentre lui ha rubato apertamente e abbastanza per corrompere molte persone; (dice infatti) che non c'è nulla di così sacro da non poter essere violato, nulla di così inviolabile da non poter essere corrotto con i soldi. Perchè se fosse ardito nel tentare come è segreto nell'agire, forse in qualche cosa ci avrebbe ingannato. Però ci torna molto comodo il fatto che la sua grande temerarietà è unita ad una singolare stupidità; infatti come è stato sfacciato nell'impadronirsi del denaro, così nella speranza di corrompere il giudizio ha reso pubbliche a tutti le sue manifeste intenzioni... traduzioni tratte da Splash http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/in_verrem/!01!in_verrem_i/02.lat e da doc.studenti.it http://doc.studenti.it/appunti/latino/cicerone-18-traduzioni.html


Timeo Danaos et dona ferentes. Virgilio, Eneide


# 5    commento di   names11 - utente certificato  lasciato il 16/11/2010 alle 9:22

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