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Vignetta di NatangeloSecondo il nostro invidiabile ministro degli Esteri Franco Frattini “i punti di contatto tra Berlusconi e Obama si notano”. Eccome se si notano. A cominciare dall’altezza, dalla struttura longilinea, dal portamento, dal taglio dei capelli, dall’accento, e naturalmente dal colore della pelle.

Ma lo sguardo professionale di Franco Frattini, esperto di questioni internazionali e di resort maldiviani, va oltre le superfici. Coglie in profondità. Entrambi sono nati in un ghetto (Berlusconi in quello di via Porpora, a Milano), entrambi si sono riscattati con lo studio e con la volontà. Entrambi si riconoscono nel sogno americano, anche se uno dei due solo in versione Dallas e Dinasty.

Le differenze tra l’uno e l’altro sono trascurabili dettagli. Per esempio il giudizio sul quasi ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush, che Silvio considera un gigante della Storia, o sulla guerra contro l’asse del Male, che procede per bombardamenti e invasioni, o sulla centralità del petrolio nel Pianeta, o sulla affidabilità dell’amico Putin, o sulla insignificanza del protocollo di Kyoto. Quelli, ci conferma il sempre sereno Franco Frattini, sono punti di dissenso che, grazie al cielo, non si notano.  
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Chiarelettere a Scrittorincittà - Cuneo, 13-16 novembre 2008

Non solo "Gelmini" - aggiornamento normativo sull'istruzione - a cura di Barbara Buttazzi

Elecscion dei
- il video di Roberto Corradi



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Vignetta di Molly BezzZorro

l'Unità, 1 novembre 2008


Ci dissociamo preventivamente dalle polemiche che susciterà (se ne susciterà) la decisione di Odeon Tv di affidare a Licio Gelli un programma storico. Non si vede perchè il venerando e venerabile vecchietto non potrebbe dispensarci i suoi revisionismi, visto che fra l’altro è in ottima compagnia. Perché stava nella P2? Ci stavano anche il nostro premier, il suo capogruppo Cicchitto, gli ottimi Costanzo, Gervaso e Trecca (tutti conduttori di programmi in tv, ovviamente Mediaset). Perché è stato condannato per il crac Ambrosiano e i depistaggi sulle stragi? C’è chi, per molto peggio, siede in Parlamento (anche il senatore pregiudicato Ciarrapico è inseguito da anni dai creditori del fu Ambrosiano). E sono un po’ peggio di Gelli alcuni ospiti del suo programma prossimi venturi: tipo Andreotti o Dell’Utri. Oltretutto Gelli, diversamente dai nove decimi di quelli che infestano la nostra tv, è informato sui fatti. Tant’è che ieri ha elogiato Dell’Utri e la Gelmini (apprezza molto i grembiulini), attaccato le opposizioni che si oppongono e magnificato Al Tappone, “il solo che può proseguire il mio Piano di rinascita”. Piano che, tra parentesi, il Maestro nascondeva pudicamente nel doppiofondo della valigia della figlia, mentre ora l’Allievo lo annuncia (e lo peggiora) ogni giorno a reti unificate. Un solo appunto ci permettiamo di muovere al sor Licio. Il titolo del programma, “Venerabile Italia”, è loffio. Molto meglio “Gran maestro unico”. Più attuale.
(Vignetta di Molly Bezz)

Segnalazioni

I video di Qui Milano Libera
- Intervista a Tullio De Mauro

Intervista a Marco Travaglio a cura di Tay Perassolo


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