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La buona notizia e’ che nella clinica svizzera di Gravesano rimetteranno in sesto il setto nasale del Cavaliere, gli riaggiusteranno l’incisivo, il massiccio facciale, la guancia, e l’umore. Il quale  umore gia’ in queste ore natalizie vibra verso l’amore evangelico dove e’ il perdono che fiorisce e il solo dolore ammesso e’ quello a fin di bene, che ravvede l’avversario e in subordine il resto dell’umanità, cioè il corpo elettorale. Del resto sono “i valori cristiani” a ispirare l’azione del suo governo. Lo ha scritto di suo pugno al Papa in un sofferto messaggio privato, tanto intimo da essere diffuso tramite l’agenzia Ansa in queste ore sante. Il temuto Massimo Tartaglia rimarra’ in carcere non si sa se per scongiurare il pericolo di fuga, o di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato con manufatto premeditato.

Le cattive notizie sono tutte le altre. I treni bloccati. Le macerie dell’Aquila congelate dalla neve. La Finanziaria varata a tempo record con i capitali in nero dello scudo fiscale. I due milioni di disoccupati. D’Alema che lavorera’  - oltre che al Copasir, il comitato che si occupa del controllo degli spioni – anche al dialogo tra opposizione e maggioranza, ma questa volta senza la Bicamerale e quella gustosa sequenza di riunioni in cui tutti prendevano te’ e pasticcini in compagnia dell’inchiostro dei padri costituenti e ognuno leggeva all’altro dei brani per darsi di gomito, inventare battute, ridere e farsi scherzi fino all’ora di cena.
Il dialogo – benedetto in queste ore da Luciano Violante, Nicola Latorre, Antonio Velardi, Giuliano Ferrara, Marcello Dell’Utri e l’involontario Filippo Graviano - lavorera’ all’immunita’ perpetua del Cavaliere. Niente piu’ magistrati a ficcare il naso nelle parcelle dell’avvocato David Mills, negli affari americani di Frank Agrama, nella permanenza arcoriana della buonanima di Vittorio Mangano, nella vita privata di giovanissime promesse della politica italiana istruite dal mitico Topolanek ai valori cristiani nei bungalow di villa La Certosa. Auguri. 
(Vignetta di Natangelo)

Commento del giorno
di drainyou80 -  utente certificato -  lasciato il 24/12/2009 alle 0:47 nel post Il migliore amico dell'uomo
Fantastico finalmente abbiamo trovato qualcuno di sinistra con un po' di carisma. Dog for president.

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Oggi ci divertiamo un po’ con un giochetto semiserio. C’è un video, su youtube, intitolato “Il cane politico”. Quando il suo padrone gli dice “Berlusconi”, si mette a ringhiare e ad azzannare. Quando invece gli dice “Bersani”, resta inerte e non fa una piega. Il video si presta alle più svariate interpretazioni politologiche. Dico le prime tre che mi vengono in mente, lasciando agli amici del blog di sbizzarrirsi.
1) Qualcuno sosterrà che il nome Berlusconi, nei cani come negli umani, suscita sempre emozioni e passioni forti, spacca il paese, divide l’opinione pubblica fra sostenitori sfegatati e avversari incazzati, insomma provoca reazioni di amore o di odio; mentre il nome Bersani, evocando un personaggio pacioso e sostanzialmente innocuo, desta soltanto indifferenza.
2) Gli elettori del Pd che si riconoscono nel nuovo segretario faranno osservare che il video dimostra come Bersani sia il vero leader del Partito dell’Amore, infatti quando ne sente evocare il nome il cane se ne sta buono buono, mentre Berlusconi è il vero capo del Partito dell’Odio, infatti soltanto a sentirlo nominare l’animale morde con la bava alla bocca.
3) I tipi più disincantati prenderanno il cane del video come metafora dell’elettore medio italiano: “Bersani chi?”.  

Commento del giorno
di Lion -  lasciato il 23/12/2009 alle 11:41 nel post I buoni maestri
Certo che di "cattivi maestri" loro sono molto esperti, infatti ne hanno tolti due su tre alle elementari.



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da Antefatto.it

Dopo tanti cattivi maestri, finalmente è scoccata l’ora di quelli buoni. I moderati della Lega Nord, quelli che sfilavano con una lapide per il procuratore di Verona Papalia, quelli dei fucili e dei kalashnikov, quelli che vietano agli islamici di pregare nelle loro moschee e poi si sposano con rito celtico davanti al druido, sciolgono inni all’Amore e intimano al Pd di liberarsi di quell’estremista di Di Pietro. Luciano Moggi, condannato dalla giustizia sportiva e imputato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, l’uomo che ha trascinato la Juventus in serie B condannandola all’irrilevanza per anni, il braccio destro del dottor Giraudo appena condannato in primo grado a 3 anni, ecco, un personaggino di tal fatta pontifica sulla crisi della Juve iniziata grazie ai suoi maneggi: “Non cacciate Ferrara, ma la dirigenza”. Gli attuali dirigenti, infatti, hanno il grave torto di essere incensurati, di non ricorrere al doping e di non scegliersi gli arbitri à la carte. Dunque se ne devono andare (Ferrara invece no, perché è un fedelissimo suo e di Lippi, padre di cotanto figlio, vedi alla voce Gea). Anche Clemente Mastella, imputato a Napoli per varie concussioni, abusi e altre quisquilie insieme alla sua signora e a mezza Udeur,dunque rappresentante dell’Italia al Parlamento europeo, monta in cattedra: invece di andare a nascondersi per quel che è emerso sul suo conto, chiede 10 milioni di danni all’ex pm De Magistris, reo di averlo inquisito per i suoi rapporti con i vari Saladino e Bisignani. Sventola, a riprova della sua innocenza, il decreto di archiviazione di una gip di Catanzaro, dimenticando forse quel che ha scoperto la Procura di Salerno: la gip non aveva ricevuto tutte le carte dell’inchiesta Why Not necessarie per decidere su di lui; pare infatti che i pm calabresi ora indagati per aver fatto cacciare De Magistris e per aver insabbiato parte delle sue indagini non le avessero trasmesso l’intero fascicolo. Poi ci sono le lezioncine di Formigoni, al quale stanno arrestando assessori e amici al ritmo di uno alla settimana: lo Sgovernatore lombardo spiega che quello squisito esponente del Partito dell’Amore che è l’assessore Prosperini (“I gay? Garrotiamoli. Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia”) è stato arrestato per sbaglio, “come Alberto Stasi”. Si attende la querela di Stasi per l’accostamento.

Frattanto gli avvocati del premier si affannano a escogitare non una, ma tre leggi ad personam (superlodo Alfano con turboelica costituzionale, legittimo impedimento ovviamente illegittimo e processo breve anzi morto) con l’amorevole collaborazione del duo Violante & D’Alema. I quali, mentre ribadiscono di essere contrari alle leggi ad personam per evitare che gli elettori capiscano, lasciano chiaramente intendere una voglia matta di immunità-impunità. E seguitano a richiamarsi alla “Costituzione del 1948”. Si guardano bene dal dire che il vecchio articolo 68 non prevedeva alcuna immunità automatica, ma solo la possibilità che il Parlamento bloccasse eventuali inchieste viziate da fumus persecutionis, nei casi rarissimi, eccezionali di magistrati animati da intenti persecutori contro esponenti dell’opposizione per reati politici.

Mai ai padri costituenti, quelli veri, era venuto in mente di proteggere i capi di governo da sacrosante inchieste per reati comuni. Ora c’è solo un piccolo ostacolo, sulla strada dell’inciucione: gli eventuali elettori del pd, animati da quella che D’Alema chiama “la cultura azionista che non ha mai fatto bene al paese”. Non ce l’ha, si capisce, con gli azionisti Mediaset o Telecom: quelli gli son sempre piaciuti un sacco. Ce l’ha con il Partito d’azione dei Parri, Luss, Rosselli, Galante Garrone, Bobbio, Mila, Casalegno, Sylos Labini. Cattivi maestri che parlavano di questione morale. Tutti pericolosamente incensurati. Gentaglia.

Commento del giorno
di  saxblu - utente certificato - lasciato il 22/12/2009 alle 13:5 nel post Spatuzza, il penultimo a parlare
Come partito dell'amore mi piaceva di più quello di Cicciolina e Moana...sicuramente era più puro



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Testo dell'intervento:

Buongiorno a tutti, intanto vorrei ringraziare i tantissimi che mi hanno dato la solidarietà questa settimana: una solidarietà che è nata dal killeraggio che è stato fatto contro di me a causa proprio di alcune cose che ho detto qua a Passaparola lunedì scorso; prima uno della P2, il Vice, perché il titolare era ricoverato in quel momento, ma adesso sta recuperando, per fortuna e poi l’altro, l’insetto televisivo, quello che ha fatto un montaggio furbetto nella trasmissione “Porta a Porta” per farmi apparire come uno dei colpevoli, uno dei mandanti. Il titolo era “Di chi è la colpa?”, il problema è che quelle cose le ho dette il giorno dopo l’aggressione al Presidente del Consiglio, ma può darsi che esistano anche mandanti postdatati, come esiste la guerra preventiva esistono anche i mandanti che arrivano dopo un certo atto.
continua


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Cari utenti, da questa mattina su alcuni browser digitando l'indirizzo www.voglioscendere.it appare un messaggio di alert che indica il dominio come possibile sito malevolo.
L'incidente, perché di incidente si tratta, è attribuibile a un problema relativo al registrant www.register.it attraverso il quale viene fatto il redirect a voglioscendere.ilcannocchiale.it (la pagina che state navigando in questo momento).
Abbiamo provveduto immediatamente ad avvertire lo staff di register.it che ci ha risposto imputando il problema a google e rassicurandoci che stanno lavorando per risolvere il problema.
Siamo spiacenti per l'accaduto.
Vignetta di Bertolotti e De Pirro

Signornò
da l'Espresso in edicola

 
Già è singolare un presidente del Consiglio che, ogni due per tre, vanta le migliaia di perquisizioni e di udienze subite, le decine di processi affrontati (in realtà sono 16), le centinaia di magistrati che si sono occupati di lui, come se quelle medie da delinquente incallito fossero un titolo di merito. Ora poi che s'è messo a vantarsi dei mafiosi arrestati e dei beni sequestrati come se fossero opera sua, non ci si capisce più niente. Anche perché nel frattempo, in tandem con Dell'Utri, ha ribadito che Mangano fu un "eroe" perché in carcere non parlò di nessunodei due, mentre Spatuzza che parla di entrambi, oltreché di se stesso e dei suoi complici,è un pentito prezzolato e dice "minchiate".

Ma i nove decimi dei boss e killer della mafia, della camorra e della 'ndrangheta arrestati e dei loro patrimoni sequestrati sono stati individuati grazie ai pentiti che parlano anziché esercitare la virtù dell'omertà (pardon, dell'eroismo). O grazie alle intercettazioni che il governo sta per ridurre al lumicino. Che facciamo? Tagliamo i pentiti in due, come fa Silvan con la sua valletta: buoni quando parlano di se stessi e dei loro pari, cattivi quando parlano dei livelli superiori? L'affare si complica vieppiù se si considera che i magistrati che arrestano i mafiosi e sequestrano i beni sono gli stessi che a Palermo processano Dell'Utri per concorso esterno e due ufficiali del Ros per la mancata cattura di Provenzano, e indagano sulle trattative Stato-mafia. Gli stessi che a Caltanissetta e Firenze hanno riaperto le indagini sui mandanti occulti delle stragi del 1992-93. Gli stessi che a Napoli han chiesto e ottenuto un ordine di custodia per il sottosegretario Cosentino, subito stoppato dalla Camera.

Se Montecitorio avesse dato il via libera, le statistiche sventolate da Berlusconi, Alfano e Maroni avrebbero potuto arricchirsi di un bel +1: invece niente, anzi -1. Come ci regoliamo allora? Tagliamo a fette anche i magistrati antimafia, buonissimi quando arrestano i quacquaracquà e cattivissimi quando arrestano (o almeno ci provano) i politici loro amici? Possibile che la Dda di Napoli sia una squadra di fuoriclasse quando ingabbia la bassa manovalanza e si trasformi un covo di schiappe quando prende i colletti bianchi, salvo tornare a rifulgere d'infallibilità quando sequestra il tesoro dei Casalesi rimpinguando le statistiche del governo? A proposito di soldi sequestrati: tre anni fa Clementina Forleo recuperò dai furbetti del quartierino 300 milioni, subito usati dal governo per costruire asili e tappar buchi nel bilancio della Giustizia: come mai il Csm la premiò cacciandola da Milano anche col voto del Pdl che si fa bello con quelle cifre? Gianfranco Fini è stato crocifisso dai berluscones per collusione con la Giustizia, avendo osato rivolgere la parola al procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, che aveva osato far arrestare Ottaviano Del Turco. Ma, se gli arresti sono merito del governo, il premier e tutti i ministri dovrebbero correre da Trifuoggi per congratularsi. O no?
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Segnalazioni

Berlusconi visto dalla Colombia - Guarda il video -
prima parte - seconda parte

Commento del giorno
 di robertino89 -   lasciato il 17/12/2009 alle 17:33 nel post La calunnia come metodo
Oggi sono scivolato su una buccia di banana: ho deciso di denunciare Travaglio per tentato omicidio!




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L'incidente, perché di incidente si tratta, è attribuibile a un problema relativo al registrant www.register.it attraverso il quale viene fatto il redirect a voglioscendere.ilcannocchiale.it (la pagina che state navigando in questo momento).
Abbiamo provveduto immediatamente ad avvertire lo staff di register.it che ci ha risposto imputando il problema a google e rassicurandoci che stanno lavorando per risolvere il problema.
Siamo spiacenti per l'accaduto.

Vignetta di Natangelo

Su "Il Giornale" di oggi Alessandro Sallusti scrive in prima pagina a proposito della bomba, fortunatamente inesplosa, ritrovata lunedì notte all'università Bocconi di Milano: "Ora si tacerà sul fatto che gli autori dell'attentato (rivendicato dalla Federazione Anarchica Informale, ndr) sono fans di Santoro e Travaglio e che quest'ultimo li ha confortati e forse incoraggiati sostenendo che è giusto odiare e augurarsi la morte fisica degli avversari politici (in questo caso anche di classe, cioè i bocconiani, in maggioranza figli della borghesia berlusconiana)".

Questa affermazione è doppiamente grave. In primo luogo perché è falsa: i frequentatori di questo blog possono rivedere e rileggere ciò che ha detto Marco durante la sua diretta del lunedì e rendersi personalmente conto di come il suo ragionamento fosse del tutto diverso. In secondo luogo perché indica, di fatto, Marco come mandante morale ("li ha confortanti e forse incoraggiati") degli attentatori.

Ora il punto non è che scrivendo calunnie di questo tipo si può finire per scaldare gli animi di qualche esagitato. La questione è molto più seria. Qui in ballo c'è l'incolumità fisica di giornalisti che, al contrario dei leader politici e di molti direttori di giornali, girano per l'Italia senza alcuna protezione. Articoli di questo tipo hanno quindi una valenza puramente intimidatoria.

Detto questo bisogna ricordare a tutti che l'unica risposta possibile è la calma. Come giornalisti noi abbiamo il dovere di continuare ad informare. E lo faremo. Sapendo che il clima d'odio, di cui parla la politica, nel paese non c'è. Ma che c'è invece chi fa di tutto, controllando molte testate e televisioni e pagando profumatamente i propri opinionisti, perché questo clima nasca o si risvegli. Insomma la rabbia non serve. Non solo perché è ingiusta. Ma soprattutto perché è controproducente. Alle calunnie vanno contrapposti i fatti, le analisi e i nostri ragionamenti.
(Vignetta di Natangelo)

Firma in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola













O mia bela Madunina... di Carlo Cornaglia
Un debole di mente, tal Tartaglia,
ha tirato sul viso al Cavaliere
un souvenir col duomo. La canaglia,
dribblando di gorilla fitte schiere,

il premier ha ferito a un labbro e al naso,
facendogli cadere pur due denti.
“Qui dell’odio sta traboccando il vaso! –
si alza immediato il coro dei serventi...
Leggi tutto


Commento del giorno
di GCMagica - utente certificato - lasciato il 17/12/2009 alle 14:16 nel post Le parole vili e sciagurate dell'on. Cicchitto
Manco da un po' dal blog, ma devo per forza tornare per esprimere la mia solidarietà a Marco.

Annozero live: i vostri commenti alla puntata del 17 dicembre
 


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Vignetta di Natangelo
da Micromega.net

Facendosi vilmente scudo dell’immunità di casta, l’on. Cicchitto ha accusato Marco Travaglio, uno dei rari giornalisti-giornalisti ancora in piedi in questo paese, di essere un “terrorista mediatico”, e uno dei mandanti morali, insieme a “Il fatto quotidiano” e l’intero gruppo Repubblica-Espresso, dell’aggressione di un psicolabile a Berlusconi. Con queste ignobili accuse il disonorevole Cicchitto ha fatto compiere alla maggioranza del malgoverno un ulteriore passo nell’imbarbarimento della lotta politica e nella campagna di odio contro la Costituzione repubblicana, le sue istituzioni, i cittadini che la difendono.

Se ci abbassassimo alla mostruosa illogica del disonorevole Cicchitto, dovremmo accusarlo di “terrorismo parlamentare”. Cosa che non faremo. Il suo è solo piduismo, dispiegato e di regime. Siamo certi che chi nella maggioranza ha ancora un residuo di rispetto per i valori della democrazia liberale stigmatizzerà “senza se e senza ma” l’inqualificabile gesto che ha disonorato il parlamento italiano. Il resto è complicità.

Paolo Flores d’Arcais

(Vignetta di
Natangelo)


Firma in difesa di Marco Travaglio e della libertà di parola












La solidarietà di Barbara Spinelli
La solidarietà di Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere

L'appello al presidente della Repubblica di Antimafiaduemila

Segnalazioni


Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca - Leggi l'editoriale del 16 dicembre del Guardian

da Siciliainformazione.com
Come reagisce la Cdl all'aggressione a Berlusconi
Come reagì il Pci all'ettentato a Togliatti

Il triangolo maledetto delle Bermuda, in Italia, è tra Potenza, Catanzaro e Salerno: le domande di Pannella, i guai della Forleo, il silenzio di de Magistris - di Carlo Vulpio

Casa Europa: verso un nuovo modello di convivenza, tra solidarietà e libertà - di Gianni Vattimo
Convegno internazionale a Torino, 18-19 dicembre 2009

Chi ha paura della rete?
Come la rete e i social network incidono nella realtà contrastando i monopoli della politica, dell’economia, dell’informazione.
Convegno - venerdì 18 dicembre, ore 17. C/o Teatro Mediterraneo, Mostra d’Oltremare di Napoli.
Organizzato dall’Europarlamentare On. Luigi De Magistris (IDV/ALDE). Parteciparanno tra gli altri: Beppe Grillo; Roberto Fico (Candidato Presidente Regione Campania Movimento 5 Stelle - meetup Napoli); Gianfranco Mascia (Organizzatore NoB Day); Nicola Conenna (Fisico, ex Greenpeace, pres. Europe Conservation); Gianni Lannes (giornalista, direttore Terranostra); Guido Scorza (promotore carta dei 100);  Andrea D’Ambra (promotore della petizione che ha portato all’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini); Nicola Izzo (Wikimedia Itallia); Giovanni Block; Giulio Cavalli; Claudio Messora.  Modera l’incontro Gianni Occhiello (giornalista Rai). Alle 20.30 Concerto di Eugenio Bennato.
Siete tutti invitati!

L'evento su facebook

Commento del giorno
di Daniele G. - utente certificato - lasciato il 15/12/2009 alle 17:53 nel post
I cupi schermi della propaganda
Sforziamoci di guardare il lato positivo. Domenica, in piazza del Duomo, c'erano anche i miei genitori. Mi hanno riferito che tra i sostenitori di Berlusconi e i contestatori c'era una differenza piuttosto netta: i primi erano quasi tutti vecchi, i secondi quasi tutti giovani. Forse il presente è nelle loro mani, ma il futuro è nostro.

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