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Vignetta di Roberto CorradiZorro
6 marzo 2009


Ancora non si sa se lo stupro di San Valentino sia stato opera dei due rumeni fermati a Roma, o no. Per i pm, sì. Per l’esame del Dna, no. Si vedrà. È una vera fortuna che i due non fossero politici, altrimenti avremmo tv e giornali intasati di geremiadi contro la «persecuzione giudiziaria» e la «gogna mediatica». Invece sono rumeni: l’uno vale l’altro, tanto sono tutti uguali. Il Giornale spiega che forse c’é stato un errore, ma «nessun razzismo». Infatti Il Giornale, culla del garantismo all’italiana, il 19 febbraio titolò sobrio: «Prese le belve di S.Valentino: “Sono stati loro”». «Regina Coeli: “Quelle bestie qui non le vogliamo”». «Liberi di delinquere con benedizione dei giudici». «Il quartiere: “Buttate via la chiave”». Mancava solo l’invito a impalarli, per completare la gamma della titolazione garantista.

Intanto l’Ordine degli avvocati ha sospeso per 3 mesi Antonio Di Pietro. Nel 2002 l’ex pm era legale di parte civile per due coniugi amici suoi coinvolti in un grave fatto di cronaca. L’amico fu trovato ferito vicino al cadavere della moglie strangolata. Si pensò a un balordo, poi saltò fuori che l’assassino era il marito. Così almeno decise la Corte d’Assise, che lo condannò a 21 anni. Non potendo difendere vittima e presunto carnefice, Di Pietro scelse la prima e rimise il mandato per il secondo. Ma questo, per l’Ordine forense (lo stesso che per 3 anni è riuscito a non espellere Previti, condannato perché comprava giudici), viola «i doveri di lealtà, correttezza e fedeltà». Giusto: il vero garantista, tra la vittima e l’assassino, sceglie l’assassino.
(Vignetta di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Tutti si scandalizzano per la lentezza dei processi di Bruno Tinti

Liste civiche per un nuovo rinascimento
Firenze, 8 marzo - ore 9.15
Il programma prevede:
Introduzione - Beppe Grillo
Politica - Marco Travaglio
Ambiente - Maurizio Pallante
Salute - P. Gentilini, G. Miserotti, M. Bolognini
Energia - Marco Boschini
Riciclo - Matteo Incerti
Connettività - Maurizio Gotta (Anti Digital Divide)
Diritti dei cittadini - Sonia Alfano
Acqua - Riccardo Petrella
Presentazione sito Liste Civiche
Interventi delle Liste Civiche e dei Meetup
Conclusioni - Beppe Grillo
(Lo Staff di Beppe Grillo)


Abiezione di coscienza - di Carlo Cornaglia
Quando timbra un operaio
per l’amico, un grave guaio
sembra che il tipo commetta
e una multa almen l’aspetta,
  
come pessimo elemento,
se non un licenziamento
poiché è un vero truffatore
e il padrone del vapore...
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Vignetta di NatangeloOra che il Cavaliere (a buon diritto) prepara leggi per perfezionare direttamente il mercato televisivo a suo favore - una rete Rai senza pubblicità, per dire l’ultima - e constatando che ormai le sue fortune economiche ci riguardano tutti, come l’aria, come il morbillo, come la pioggia, andrebbe finalmente istituito un monitor pubblico, un contatore con cifre luminose, addirittura un’Authority, per il costante aggiornamento (e il tripudio) dei suoi redditi. Con il ricalcolo quotidiano di introiti, spese, ammortamenti, investimenti, eccetera. Suoi e della sua splendida famiglia distribuita tra le più belle case d’Italia e parchi e calendari.

Sarà emozionante gioire tutti insieme, a dispetto dei corvi plananti sulle discariche della crisi (precari, disoccupati, artigiani, insegnanti, operai, pensionati, immigrati, persino clandestini) calcolando in tempo reale quanto oro si riversi ogni giorno nei saloni illuminati di Arcore & Bermuda, con quanta rapidità si riempiano i suoi forzieri di rubini, incenso e mirra, quante nuove ragazze affluiscano, rintracciate dalle scorte e poi restituite ai loro sogni, quante verdure, quante uova fresche, quanti sgravi fiscali allietino le sottrazioni dei suoi ragionieri collocati nel salone più bello, quello del Canaletto, e quanti buoni affari moltiplichino le parcelle dei suoi avvocati, un giorno dopo l’altro, cogliendo quanto di meglio passi il libero mercato o l’alto destino del titolare, a Roma per gli affari immobiliari, a Parigi per quelli nucleari e poi a Palermo, a Mosca, a Tripoli, a conferma del suo leggendario fiuto coltivato dai tempi d’infanzia salesiana, quando commerciava in compiti già risolti, 50 lire cadauno, da vero (e intelligentissimo) birbante.

E’ pur vero che un’ombra traversò il suo karma sornione. Accadde nel lugubre bienno 1992/93 quando il Cavaliere stava per andare fallito, coperto di debiti com’era, e snudato dalla politica in fuga verso Hamammet, ma chi non ha avuto almeno un tracollo in vita propria alzi la mano, e rammenti quanto ci è preziosa, nella politica e nella vita comune, la tolleranza raccomandata da Voltaire (e Togliatti). Quei tempi cupi sono stati cancellati da questi radiosi. Oggi è l’uomo più ricco d’Italia, forse d’Europa. Il solo che possa fabbricare insieme reddito e leggi, serrature e chiavi, spiegandoci che è per il nostro bene.

Per questo vogliamo un totalizzatore quotidiano dei suoi successi. Aggiornato come le previsioni meteo. Con un esperto che dica ogni ora: “Oggi ha guadagnato un miliardo!” Evviva. Segue la sigla col cielo azzurro e guai a chi dirà che è antiberlusconismo da due lire.
La sua gloria è diventata la nostra vendetta contro la cattiva sorte. La sua ricchezza il riscatto delle moltitudini in miseria. La ragione psico-poltica del voto di tutte le periferie d’Italia (dal Sulcis a Sesto San Giovanni) che da quindici anni giustamente lo incorona.
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Messaggio ai troll ...e non dite che vi trascuriamo!



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Vignetta di BandanasIl vicedirettore del Corriere, Pierluigi Battista, se la prende con Federazione della stampa e Ordine dei giornalisti (dimenticando prudenzialmente la Federazione editori) che osano contestare la legge-bavaglio: quella che vieta di raccontare le indagini in corso, “anche se non sussiste più il segreto”. A lui il bavaglio piace da matti (anche se non ne ha bisogno), in nome del “diritto alla riservatezza” e “a non vedere distrutta la reputazione”: forse ignora che il primo diritto è già tutelato dalla legge sulla privacy del ‘96 e il secondo dal Codice penale, che fin da Zanardelli punisce la diffamazione. “Avete una pallida idea - si legge nello psichedelico articolo - di come sia rigidamente applicato il diritto alla riservatezza in Gran Bretagna?”. Sì, l’abbiamo. I tabloid inglesi pubblicarono financo le telefonate (“vorrei essere il tuo tampax”) del principe Carlo con Camilla, registrate illegalmente da un maggiordomo. E nel 2008 il governo Brown ha comunicato che nel Paese s’intercettano 1000 nuove persone al giorno, a opera di ben 653 organismi: non solo servizi e polizia, ma pure uffici finanziari e fiscali, direttori di carceri, comuni, poste, servizio ambulanze e pompieri. In Italia si fanno (e si pubblicano) solo quelle disposte dai giudici. Poi c’è lo spionaggio illegale. Come quello su migliaia di persone a opera di Giuliano Tavaroli, capo della security Telecom di Tronchetti Provera, azionista del Corriere. Tra gli spiati c’era un vicedirettore del Corriere, Massimo Mucchetti. L’altro vicedirettore, invece, ha difeso Tronchetti Provera: indovinate chi è.
(Vignetta di Bandanas)

Post scriptum - Per tutti coloro che partecipavano al forum su marcotravaglio.it segnalo il nuovo indirizzo: http://marcotravaglio.mastertopforum.net/

Approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines tabusso

Segnalazioni

Mettiamo radici al Dal Molin - compriamo un pezzo di presidio


Antimafia Duemila presenta: "Colletti sporchi"
Sarà presente l'autore Luca tescaroli, Sostituto Procuratore della Procura di Roma
Palermo, 7 marzo 2009 - ore 20.30


Finalmente un albero per Anna Politkovskaja (Associazione Annaviva)

Il volto nascosto - il video di Roberto Corradi


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Vignetta di NatalgenoI nodi stanno arrivando al pettine. Ampiamente annunciata la crisi economica sta per travolgere il nostro Paese. Nei prossimi mesi il numero dei senza lavoro si impennerà per arrivare a toccare, secondo alcuni studi, i tre milioni di disoccupati in più.
Per buona parte di loro non ci sarà nessun sussidio. Il premier Silvio Berlusconi ha detto chiaro e tondo che i soldi per gli assegni di disoccupazione non ci sono. E guardando ai bilanci dello Stato sembra difficile dargli torto.

Il problema però resta. Tra poco, non appena si troveranno assediati da continue manifestazioni e proteste, anche i signori di Montecitorio e Palazzo Madama cominceranno a rendersi conto di come ci sia qualcosa di surreale nelle discussioni parlamentari di queste settimane. Non che di giustizia o di testamento biologico non si debba parlare, ma è evidente, comunque la si pensi, che per il Paese le priorità sono adesso altre.

Certo i margini di manovra sono molto piccoli. Ma esistono. E, prima ancora di discutere di strategie, è necessario dare un forte segnale d'inversione di tendenza. Per evitare che la rabbia di chi ha perso l'occupazione rischi di sfociare nella violenza è necessario dimostrare che anche le classi dirigenti stringono la cinghia. Un intervento deciso sui costi della politica s'impone. Non solo per arrivare finalmente all'abolizione delle province (da tutti promessa in campagna elettorale e da tutti dimenticata), ma anche per evitare nuove uscite straordinarie.

Come è noto, il referendum sulla legge elettorale se verrà messo in calendario per il fine settimana successivo alle elezioni europee costerà agli italiani la bellezza di 400 milioni di euro. Una spesa che verrebbe praticamente azzerata se si andasse a votare in un'unica tornata. Eppure Italo Bocchino, il vice presidente dei deputati del Pdl un tempo membro del comitato promotore del referendum, ha dichiarato pubblicamente che è meglio non accorpare le due chiamate alle urne. Farlo, ha spiegato, significherebbe infatti dare ai referendari molte chance di raggiungere il quorum.

In altri momenti si sarebbe parlato della strana concezione di democrazia che anima questo parlamentare. Oggi è invece il caso di occuparsi solo di numeri. Bisognerebbe insomma chiedersi quanti assegni di disoccupazione, quante auto per le forze di polizia, quanti insegnanti, si potrebbero pagare con quei soldi risparmiati. E se i deputati alla Bocchino, in tempi di crisi come questo, ce li possiamo ancora permettere.
(Vignetta di Natangelo)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso


Segnalazioni

La classifica dei manager italiani più pagati (tratto da "La paga dei padroni", di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti)



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Testo:
"Buongiorno a tutti.
Oggi diamo un po' di notizie che sui giornali avete trovato taroccate, ribaltate o addirittura taciute.
Sono notizie che appartengono tutte a una nuova tendenza del giornalismo italiano, sempre con le dovute e sempre più rare eccezioni, cioè che se un processo va a finire male per un uomo potente non se ne parla o si minimizza, se va a finire bene per l'uomo potente che ne esce in qualche modo allora grande enfasi.
Se ne parla con grande strepitio e strombazzamento; viceversa, i processi ai poveracci possono andare solo in una direzione: male per loro, perché se vanno bene per loro è uno scandalo e immediatamente si insorge contro le scarcerazioni facili, le assoluzioni facili e il buonismo.
Cosa che peraltro accade sempre quando sotto processo c'è un potente: i processi ai potenti si concludono regolarmente con polemiche furibonde sui magistrati, sia che il processo sia finito con un'assoluzione, un'archiviazione o un proscioglimento sia che il processo si concluda con una condanna o un rinvio a giudizio."
(Clicca su continua per leggere il testo integrale)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

Ho vinto la causa contro l'ex sottosegretario ed ex parlamentare Ds De Piccoli, che mi aveva citato per aver ricordato una vicenda di tangenti Fiat che lo riguardava.
mt


La classifica dei manager italiani più pagati (tratto da "La paga dei padroni", di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti)

I video di Qui Milano Libera - Incontro con il Ministro Fitto

Sul ponte sventola biandiera bianca… -  di Carlo Cornaglia
Pare che nessuno insorga
nel veder quello che sgorga
dalle fauci del caimano,
pare che nessun anziano
    
si ricordi di Benito,
dittatore definito
circa settant’anni fa,
mentre invece questo qua...
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continua

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