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Vignetta di gavaveneziaZorro
l'Unità, 14 aprile 2009


Bei tempi quando l’editto bulgaro arrivava da Sofia e c’erano una stampa e un’opposizione a protestare. Ora c’è l’editto preventivo e a lanciarlo è il Corriere, bruciando sul tempo Al Tappone e il suo maggiordomo da Camera. Il capo d’imputazione è inedito: «abuso di libertà». In effetti l’Italia soffre di troppa libertà: urge un po’ di sana censura. Detto, fatto. L’indomani, per non farsi scavalcare da Via Solferino, interviene Fini: mentre specula indecentemente sulla tragedia pasteggiando coi terremotati a favor di telecamera, tuona contro «la trasmissione indecente che specula sulla tragedia».

A ruota, per non farsi scavalcare da Fini, interviene il Cainano: «La tv pubblica non può comportarsi in questo modo», poi corre a rastrellare voti ai funerali rubando la scena ai morti, baciando vedove, commissionando sondaggi che lo danno al 72% di popolarità sulla pelle dei terremotati e facendosi intervistare dal neodipendente A-lesso Vinci. Trafelati lo inseguono l’acuto Gasparri col caschetto per evitare la fuga dell’eventuale cervello, e il confratello Cicchitto col cappuccio della P2 sopra il caschetto.

Dal Pd (Diversamente proni), protestano tal Merlo e il solito Carra, noto ai casellari giudiziari. Sdegnati, beninteso, non contro l’editto bulgaro-abruzzese, ma contro la trasmissione indecente, per la gioia degli elettori superstiti. Il nuovo vertice Rai assicura a pie’ fermo «tutti gli approfondimenti previsti dalla normativa vigente» e il «pieno e forte sostegno alle azioni svolte dalla Protezione civile». Torna finalmente a splendere il sole sui colli fatali di Roma.
(Vignetta di gavavenezia)

Guarda la puntata di Annozero del 9 aprile

Segnalazioni

...Perché il silenzio è dei colpevoli... - Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una studentessa de L'Aquila


Annozero, l'infamia di informare - di Furio Colombo (Micromega.net)

La propaganda del cinegiornale Tg1 della sera - da youblobTv

No all'equiparazione tra partigiani della Resistenza e miliziani della Repubblica di Salò - firma l'appello di Articolo21.info


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Testo:
"Buongiorno a tutti. Dopo una settimana di terremoto, capita di incontrare sui giornali titoli come questi: “Sisma? Colpa del governo. Deliranti accuse di Santoro, Annozero approfitta della tragedia abruzzese per mettere sotto accusa Protezione Civile e Bertolaso. Non hanno ascoltato le profezie di Giuliani e buttano via i soldi per il G8”. Questo c'è da aver paura a prenderlo in mano perché ci si sporca: “Il dolore e gli sciacalli. Funerali in Abruzzo, speculazione in TV”. Da una parte le bare, dall'altra Santoro, a proposito di Sciacalli e di speculazioni in TV. E c'è il pezzo di quel soggettino del direttore, che non nomino neanche per non sporcarmi – appunto - il quale ha fatto una figuraccia ad Annozero. Vedete, ad Annozero si invitano le persone a parlare, se poi dicono stronzate fanno brutta figura e allora si incavolano e il giorno dopo scrivono sul giornale per prendersela con la trasmissione che non gli ha consentito di fare la solita messa cantata che, invece, gli viene consentita nelle TV e nei programmi di regime...
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Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

Giornalista licenziata perchè pubblica su Facebook un articolo sul ministro Alfano - di Stefano Corradino (Articolo21.info)

L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili invita a partecipare alla manifestazione in ricordo del Viceprocuratore Nazionale Antimafia Gabriele Chelazzi
Firenze, 17 aprile - Aula bunker del Tribunale di Firenze, Via Paolieri 3 - ore 16.
Scarica la locandina

Negligenza mortale a l'Aquila di Éric Jozsef (Liberation. Francia - 9 aprile 2009)
Il lassismo nell'applicazione della legge si manifesta nel crollo di alcuni edifici in Italia di Elisabetta Povoledo (New York Times, USA - 7 aprile 2009)
Traduzioni a cura di
Italiadallestero.info



 


continua

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Zorro
l'Unità, 11 aprile 2009


Il Riesame ha annullato i due decreti di sequestro dei computer di Gioacchino Genchi, l’ex consulente di De Magistris indagato a Roma e perquisito dal Ros per abuso d’ufficio, accesso illegale a sistema informatico, violazione del segreto di Stato e dell’immunità parlamentare. Crolla così miseramente l’iniziativa dei procuratori aggiunti Nello Rossi e Achille Toro, che aveva portato al linciaggio di Genchi (Gasparri ne aveva addirittura chiesto l’arresto). Le motivazioni non sono ancora note. Ma l’avvocato Fabio Repici ha dimostrato che i reati contestati sono puro dadaismo giudiziario.

Accesso abusivo all’Agenzia dell’Entrate: non era abusivo perché autorizzato da vari pm. Acquisizione di tabulati “riconducibili a parlamentari” senza il permesso del Parlamento: per sapere che un telefono è riconducibile a Tizio o Caio, bisogna acquisirlo. E ad acquisirlo non è il consulente, ma il pm. E l’autorizzazione delle Camere è richiesta per usare i tabulati nel processo, non nelle indagini. E i tabulati non erano riconducibili a parlamentari: quello di Mastella era intestato alla Camera e al Dap, quello di Minniti a un tizio di Treviso, quello di Pisanu a tale Stefania I., quello di Loiero non era coperto da immunità perchè Loiero non era parlamentare. Quanto a quelli dei servizi segreti, non sono coperti da alcun segreto. In ogni caso non si vede che c’entri la Procura di Roma con un signore che vive e opera a Palermo. Si spera che il Riesame chiuda l’ennesima pagina nera della giustizia italiana sul caso Catanzaro. E che qualcuno, magari, torni a occuparsi del caso Catanzaro.

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso


Segnalazioni

Berlusconi offre le sue case - il video di Roberto Corradi

Anche un sisma fa carisma -
di Carlo Cornaglia
Pare che col terremoto
tutti vogliano una foto
con le facce molto serie
dritti, in mezzo alle macerie.
  
Uno scatto con l’anziano
o con un bimbo per mano,
mentre con l’elmetto in testa
fai la faccia molto mesta...
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Vignetta di NatangeloLa tragedia del terremoto in Abruzzo, il caso Genchi-De Magistris, e la beatificazione a prescindere di Guido Bertolaso (che è il capo della Protezione Civile e non è la Protezione Civile), spiegano bene il perché della crisi della stampa italiana. Le notizie non funzionali a una classe dirigente che negli ultimi 15 anni si è contraddistinta per aver derubato, martoriato e impoverito l'intero Paese non trovano quasi più spazio sui media ufficiali. Per i giornali il risultato immediato è una continua perdita di copie.

Niente di straordinario: dopo qualche settimana il lettore che non trova più nulla d'interessante o di sorprendente sul suo quotidiano o sul suo magazine semplicemente smette di comprarlo. È  sempre stato così e sempre sarà così. L'unica novità è la Rete che però oggi è ancora economicamente troppo povera per garantire un'informazione non solo libera, ma anche a 360 gradi. Detto in altri termini: per fare inchieste e scrivere quello che qualcuno non vuole che si sappia (cioè per fare del giornalismo) occorrono professionalità e soldi. I giornalisti infatti devono essere pagati e devono avere qualcuno che finanzi viaggi in aereo, cene con le fonti, alberghi. Altro denaro serve poi per gli avvocati che fronteggiano le inevitabili querele e (poche volte) per rimborsare chi è stato diffamato.

Pensare di basare tutto questo sulla misera raccolta pubblicitaria dei siti internet italiani è per il momento velleitario. Questo è bene che i lettori scontenti dei loro giornali lo sappiano. Se vogliono davvero essere informati devono prepararsi ad aprire il portafoglio. Non a svenarsi, intendiamoci, ma almeno a sottoscrivere 20-25mila abbonamenti che garantiscano la nascita di mezzi d'informazione capaci di cantare fuori dal coro.

Quanti sono gli Italiani disposti a farlo? Sinceramente non lo so, ma il successo delle pay tv o di itunes mi lascia irragionevolmente ottimista. Così come mi lascia ottimista la nomina di Ferruccio De Bortoli alla direzione del Corriere della Sera: leggete il suo fondo di oggi, sono le parole di un moderato alla testa di un giornale che si rivolge a lettori prevalentemente moderati e di centro-destra. Ma sono anche le parole di un collega che promette di non nascondere mai le notizie. E conoscendo De Bortoli, mi viene da credergli.
(Vignetta di Natangelo)





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Vignetta di BandanasDue futuri premi Pulitzer, sul Giornale e a Radio24, mi danno gentilmente dello «sciacallo» perché ho ricordato quali danni aggiuntivi ai terremoti avrebbero comportato il “piano casa” e il ponte di Messina (in una delle zone più sismiche d’Europa) se sciaguratamente fossero già stati realizzati. I servi furbi sono così accecati dalla saliva delle loro lingue da non accorgersi che a liquidare il ponte, all’indomani della sciagura abruzzese, è stato il sottosegretario alle Infrastrutture del loro adorato governo, il leghista Roberto Castelli; e che a rinviare sine die il “piano casa” è stato il ministro forzista Raffaele Fitto, con la soave espressione dorotea della «pausa di riflessione».

Intanto il ministro Claudio Scajola annuncia che nel decreto saranno inserite precise «misure antisismiche»: fino a domenica non ci aveva pensato nessuno. La parola “terremoto” non compariva mai nella proposta inviata a giugno dal governo alle regioni, nella bozza di un mese fa e men che meno nell’intesa del 31 marzo. Anzi, lì un cenno c’era, ma per smantellare i divieti (art.6: «Semplificazioni in materia antisismica»). Solo due giorni fa, mentre l’Abruzzo crollava, si son ricordati che siamo il paese più a rischio d’Europa e hanno cancellato l’art.6 e, al suo posto, hanno infilato qualche riga di «misure urgenti in materia antisismica»: gli ampliamenti delle case non saranno autorizzati «ove non sia documentalmente provato il rispetto della normativa antisismica». Ci son voluti 260 morti, per ripristinare la legalità. A proposito di sciacalli. Vergogniamoci per loro, e per i loro servi.
(Vignetta di Bandanas)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

De Bortoli, Stajano e il giornalismo libero - di Lorenzo Fazio


Anatomia di un suicidio - Intervista a Antonio Padellaro (Micromega.net)




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Vignetta di BandanasSilenzio. I tg di mezza sera del 6 aprile, a 24 ore dal terremoto: “Il Consiglio dei ministri riunito in via d’urgenza non ha stanziato fondi, ma ha osservato un minuto di silenzio”.

Visioni. Silvio Berlusconi fa la cosa giusta e non parte più per Mosca. Quando scende dall’elicottero sui luoghi terremotati si capisce che ha davvero preso la decisione all’ultimo momento: è ancora vestito come Putin.

Simboli. A L’Aquila sono crollati tutti e tre i luoghi simbolo di uno Stato decente (e antisismico): la Prefettura, sede del governo, l’ospedale, che vuol dire sanità pubblica, e la Casa dello Studente, l’istruzione. 

Priorità. L’abruzzese Marco Pannella è talmente colpito dal terremoto che si occupa solamente della sua candidatura alle prossime europee. Stavolta si è messo in testa che debbano eleggerlo i democratici. Non c’è una ragione plausibile. Salvo, a suo dire, che Goffredo Bettini, quello che di solito si vedeva di fianco a Veltroni, glielo aveva promesso. Adepti e psico-vittime del lagnoso Pannella sono mobilitati giorno e notte: raccolgono generi alimentari e fondi per spedirlo a Bruxelles.

Audience. Ieri il Tg 1 si è vantato di avere incassato un gran numero di ascoltatori, grazie al terremoto. Dispiace che proprio nei luoghi più devastati dal sisma funzionino così pochi televisori.

Ministri. Silvio Berlusconi via telefono con Bruno Vespa: “Profitto del collegamento dottor Vespa per avvertire i miei ministri che qui servono altri vigili del fuoco e volontari… Sono da lei Matteoli e Maroni? Glielo chiedo poiché non ho il televisore”.
(Vignetta di Bandanas)


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La natura è stata più svelta del governo e ha presentato il suo piano casa. È una fortuna che gli edifici crollati non fossero stati ancora ingranditi del 20-30 per cento, secondo i dettami del Cavaliere e dei suoi corifei, altrimenti il bilancio dei morti sarebbe più cospicuo. E non osiamo immaginare il bilancio dei danni se, nel paese più sismico d’Europa, fossero già in piedi le cinque centrali nucleari e il Ponte di Messina (una delle zone più martoriate da terremoti) minacciati dal governo.

Per capire in che mani siamo, ecco un comunicato della Protezione civile (1° aprile 2009): «Ieri si è riunita all’Aquila, nella sede della Regione Abruzzo, la Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi… per fornire ai cittadini tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane in Abruzzo: attività che viene costantemente monitorata, pur non essendoci nessun allarme in corso». Il vicecapo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, filosofeggiava: «Bisogna saper convivere con le caratteristiche dei territori». La «comunità scientifica» confermava «che non c’è pericolo perché il continuo scarico di energia riduce la possibilità di eventi particolarmente intensi». Quanto all’allarme di Giampaolo Giuliani, tecnico dei laboratori del Gran Sasso, su un imminente «terremoto disastroso», Guido Bertolaso si scagliava contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedeva una punizione esemplare e denunciava Giuliani per «procurato allarme». Ecco, siamo in buone mani.
(Video di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Il coraggio delle proprie idee
Mercoledì 8 aprile, alla biblioteca di Ricengo, Lirio Abbate e Peter Gomez presentano il libro scritto insieme “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” nell'ambito della serata dal titolo: “Quando il giornalismo è di frontiera”.

Giudici e giornalisti italiani cercano rifugio nell'Unione europea di Mads Frese (Information, Danimarca - 23 marzo 2009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info

“Vengo anch’io…”  “No, tu no!” - di
Carlo Cornaglia
Dal dì in cui fu eletto Obama
la diplomazia assai trama
affinché il nostro ducetto
venga ammesso al suo cospetto.

In aiuto al Cavaliere
il suo astuto consigliere
e l’esperto ambasciatore
han bussato a tutte l’ore...
Leggi tutto

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