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Testo:
Buongiorno a tutti, scrive Vittorio Feltri oggi, anche a lui capita di scrivere delle cose sensate almeno nelle prime righe “Il Fatto quotidiano” giornale criticabile e criticato, ma interessante, tant’è vero che con 4 gatti in redazione, riesce a far impazzire il potere e a vendere abbastanza copie per essere autonomo, pubblica alcuni giorni fa una notizia in copertina “la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta che riguarda anche Berlusconi, arricchita di intercettazioni telefoniche in cui il Premier ne dice di ogni colore contro Santoro e Floris, programma Annozero antipatizzante del centro-destra” va bene, questa è la sintesi, ci prendiamo volentieri del giornale autonomo che fa impazzire il potere e che vende abbastanza copie, questo è un merito oltre che dei nostri giornalisti, anche di voi lettori e state addirittura aumentando in questi ultimi giorni! (leggi tutto)

Commento del giorno 
di Roland -  lasciato il 14/3/2010 alle 17:16 nel post Ad personam. 16 anni di leggi pret-à-porter
Ieri in piazza del Popolo, davanti a 200'000 persone, è stata pronunciata una frase eversiva: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". La cosa non è sfuggita a Berlusconi, che ha subito denunciato sia gli autori, sia il dicitore, sia chi l'ha applaudita (per apologia di reato).

 


continua

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Il video della presentazione dell'ultimo libro di Marco Travaglio "Ad personam" a Milano, 11 marzo 2010, con gli interventi di Marco Travaglio, Piercamillo Davigo e Peter Gomez.
(video a cura di Alberto Roveri) 



Segnalazioni

Il video della presentazione di "Ad personam" a Torino, 8 marzo 2010. Interventi di Marco Travaglio, Antonio Ingroia e Gustavo Zagrebelsky.


AD PERSONAMLe prossime presentazioni di "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere)
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Este (PD), 19 marzo, ore 18
C/o cinema Farinelli, via Antonio Zanchi. Interviene Marco Travaglio
Padova, 19 marzo, ore 20.30
C/o Fornace Carotta, via Siracusa 61. Intervengono Marco Travaglio, Carlo Vulpio e Marcello Veneziani.
Roma, 22 marzo, ore 21
C/o Alpheus – Via del Commercio 36. Intervengono Marco Travaglio, Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

Il calendario di tutte le presentazioni.



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fifo

Signornò, da L'Espresso in edicola

Nella migliore tradizione, i magistrati italiani vengono attaccati solo quando fanno cose giuste e ragionevoli. E’ accaduto al Tribunale di Milano che non ha accolto l’impedimento invocato da Silvio Berlusconi per il Consiglio dei ministri convocato in extremis, senz’alcun reale motivo di urgenza, per il 1° marzo: proprio la data che lui stesso aveva indicato ai giudici del processo Mediaset come sgombra da impegni istituzionali. Apriti cielo: botte da orbi al Tribunale, non solo da politici e giornali berlusconiani, ma anche dal Corriere della sera. Invece, quattro giorni dopo, silenzio di tomba sulla sconcertante motivazione con cui la Corte d’appello di Palermo impegnata nel processo Dell’Utri ha rigettato per la seconda volta la richiesta dell’accusa di ammettere la testimonianza di Massimo Ciancimino.

La decisione, visto che il processo è agli sgoccioli, in piena requisitoria, le fonti di prova non mancano di certo e la Procura sta ancora “riscontrando” le parole del dichiarante, è ragionevole. Ma per motivarla bastavano poche righe. Invece i giudici han partorito un’ordinanza-fiume di 9 pagine, del tutto irrituale anche per il suo contenuto: parole durissime sulla attendibilità del teste per la “progressione, l’irrisolta contraddittorietà” e la “genericità” delle sue dichiarazioni.
Ma come può un giudice stabilire che un testimone è inattendibile se non lo ascolta nemmeno per 30 secondi? Le cose dette dinanzi al pm, per il codice di procedura, non hanno alcun valore se non vengono ripetute in aula. Ma se la Corte tiene Ciancimino fuori dall’uscio, come fa a dire che non è credibile?
Infatti, ascoltandolo, i giudici del processo Mercadante (vedi Signornò del 4 marzo) ne hanno tratto “un giudizio di alta credibilità” per il suo “racconto fluido e coerente, senza contraddizioni”. Invece quelli del processo Dell’Utri sentenziano il contrario in sua assenza, a prescindere. E fanno addirittura le pulci alle sue dichiarazioni sul pizzino inviato al padre da Provenzano intorno al 2000 a proposito del “nostro Sen.”: che – racconta lui – don Vito gli confidò essere Dell’Utri. Ma questa per la Corte è una bugia perchè nel 2000 Dell’Utri era deputato: divenne senatore solo nel 2001. E se il pizzino fosse del 2001? E se Provenzano avesse confuso “Sen.” con “On.”? E se Ciancimino riferisse semplicemente quel che gli disse, sbagliando, il padre?

In fondo, se avesse voluto rendere più credibile una bugia, gli sarebbe bastata una verifica su Google. E i processi servono proprio per saggiare l’attendibilità dei testimoni.Ma, per farlo, bisognerebbe interrogarli. Tantopiù che i giudici lamentano i troppi “omissis” apposti sui verbali dalla Procura. Quale migliore soluzione, per riempire quei buchi, che sentire Ciancimino in aula?L’ordinanza che dà del “contraddittorio” a Ciancimino non potrebbe essere più contraddittoria. E non promette nulla di buono sulla serenità dei giudici che, fra qualche mese, giudicheranno Dell’Utri. 
(Vignetta di Fifo)

Gli sms del Pdl
In queste ore di naufragio un telegrafico sms sta raggiungendo tutti i parlamentari del pdl. Recita così: “Comunicazione urgente da parte di Bondi, Verdini, La Russa. Il 20 manifestazione in piazza San Giovanni. Chiediamo di interrompere anche la campagna elettorale e di aiutare a riempire i pullman che riuscirete a organizzare le cui fatture saranno saldate dalla sede nazionale del partito”. 
Uno: sudano freddo all’idea che la piazza resterà vuota. Lo smottamento di consensi si fa sentire. Il fango delle intercettazioni aumenta. Il Cavaliere ha faccia funerea, perde il filo, perde la Champions League, perde il senno. Due: della campagna elettorale se ne fregano, conta riempire i pullman, riempire la piazza, riempire i telegiornali. Tre: istruttivo il richiamo agli ideali del partito e all’abnegazione della militanza che non prevede gloria aleatoria, ma  solide fatture per il rimborso spese.

Segnalazioni

La Voce del Ribelle
 -  n.18, marzo 2010

IoScrittore: partecipa con il tuo romanzo e i tuoi racconti al Torneo Letterario - Iscrizioni entro il 31 marzo.



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natangelo

di Peter Gomez e Marco Lillo, da Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2010

Continui inviti alla prudenza. “Obiezioni di opportunità politica”. Considerazioni, estranee al codice di procedura penale, sul rischio di nuocere “all'immagine del paese”. Eccola qui la magistratura davvero politicizzata. Eccola qui, tutta raccontata in quattro verbali depositati a Perugia, dove la parte più consistente dell'indagine sulla cricca della Ferratella è stata spostata quando l'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, è finito sotto inchiesta per rivelazione del segreto d'ufficio, corruzione e favoreggiamento.   
Dal 16 febbraio, infatti, i pm del capoluogo umbro sono al lavoro non solo per capire se davvero Toro, come sembra emergere intercettazioni, ha avvertito gli uomini del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, dell'inchiesta del Ros dei Carabinieri in corso a Firenze e degli imminenti arresti. Ma anche per stabilire perché, e in che modo, nella Capitale, un fascicolo analogo a quello toscano, tutto incentrato sui lavori per il G8 (mancato) alla Maddalena, sia stato di fatto insabbiato.

È la storia di un'altra indagine del'Arma. Quella del Nucleo operativo ecologico (Noe) che nell'estate di due anni fa incappa in Sardegna in una serie di imprenditori in contatto con Angelo Balducci, l'allora braccio destro di Bertolaso. Gli imprenditori parlano tra loro di “appalti e di buste” e fanno un quasi esplicito riferimento a un plico definito di “ringraziamento”. Per ragioni di competenza (Balducci sta a Roma) i primi risultati dell'inchiesta vengono trasferiti dalla procura di Sassari a quella della Capitale. Qui nel luglio del 2008 l'indagine viene assegnata dal procuratore Giovanni Ferrara al pm Assunta Cocomello e subito dopo viene ibernata. Come? Ferrara (non indagato) e Toro consigliano di procedere coi piedi di piombo. Dicono di no alle richieste di intercettazioni telefoniche avanzate dai carabinieri e soprattutto decidono che l'inchiesta sia tolta al Noe e venga assegnata alla Guardia di Finanza, alla quale verranno dati solo compiti di verifica contabili.
Il tutto quando, grazie a un lungo articolo pubblicato da L'Espresso nel dicembre 2008, era ormai chiaro che alla Maddalena i lavori per il G8 si stavano risolvendo in un gigantesco spreco di denaro per i contribuenti. A Perugia, il capitano Pasquale Starace racconta di aver redatto un appunto in cui esprimeva la sua “sorpresa” e informava i superiori dell'accaduto. “I motivi del mancato accoglimento della nostra richiesta, che”, spiega l'ufficiale, “secondo me esulavano dalla fisiologica dialettica tra la polizia giudiziaria e magistratura, erano rappresentati sostanzialmente dal fatto che il magistrato titolare delle indagini concordasse con noi sulla bontà degli elementi raccolti, ma che gli esiti da noi richiesti, e ripeto apparentemente condivisi dalla dottoressa Cocomello, non venivano adottati per dei contrasti con i vertici della procura, segnatamente il procuratore Ferrara e l'aggiunto Toro, i quali formulavano obiezioni di opportunità politica, non di discrezionalità giudiziaria”.

Altrettanto “sorprendente” era poi la decisione di estromettere il Noe dall'indagine. Quello che succede è insomma chiaro. Si cambiano in corsa gli investigatori per rallentare tutto. Da una parte, come racconta il tenente Francesco Ceccaroni, i vertici della procura sostengo
no che “mancano i presupposti giuridici per contestare la corruzione” contro Balducci e i suoi amici.  Dall'altra la “dottoressa Cocomello” spiega che le ipotesi investigative del Noe non erano state accolte “per il nocumento che all'immagine del paese sarebbe potuta derivare da un'indagine penale su un avvenimento di taler portata, quale quello del G8”. Valutazioni che, secondo il Tenente, la pm non sembrava condividere, ma alle quali comunque si adegua.

Le  direttive, del resto, lo ricorderà lei stessa nella sua deposizione, sono inequivocabili. Ogni atto, ogni iniziativa riguardante l'inchiesta sulla Maddalena deve essere concordata e discussa con il procuratore Ferrara e l'aggiunto Toro. Sono loro due che suggeriscono di sfilare, l'indagine al Noe e di affidarla al Nucleo di polizia tributaria che era “apparso come l'organo di pg più consono ad effettuare gli approfondimenti investigativi che avevamo richiesto”. E sono sempre loro due a dire no alle richieste d'intercettazioni. Un fatto quasi normale. “Anche in altre circostanze”, spiega la pm, “Toro è stato molto cauto nel ricorso a tale attività d'investigazione”. Mentre Ferrara appare più che altro terrorizzato dalle eventuali fughe di notizie. “Se ne è parlato più volte tra noi”, ricorda il magistrato, “Ferrara mi ha responsabilizzato in ordine alla delicatezza dell'indagine. I fatti erano oggetto di dossier giornalistici e se si fosse saputo in quel particolare momento storico dell'esistenza dell'inchiesta romana, sicuramente avrebbe avuto vasta eco”. 

Così si arriva sino a fine del 2009 quando il fascicolo viene assegnato anche a un altro sostituto, Sergio Colaiocco, che già si occupava degli abusi edilizi legati ai lavori seguiti dalla protezione civile per i mondiali di nuoto. La connessione tra le storie è evidente. Ma Ferrara e Toro vogliono anche che tutto sia seguito da un magistrato considerato prudente e di piena fiducia. Siamo però ormai a poche settimane dagli arresti fiorentini (10 febbraio). Circolano già molte voci e i due pm, a quel punto, tentano di accelerare di nuovo. Colaiocco e Cocomello propongono ancora di ricorrere alle intercettazioni. Ma Toro continua a opporsi.
Poi scattano le manette. E per i vertici della procura della Capitale inizia il tempo della vergogna.   
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

telebavaglioTelebavaglio, contro la censura la tv ce la facciamo noi - Contro il bavaglio del governo all'informazione televisiva, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano. In onda il martedì e il giovedì su www.telebavaglio.it




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natangelo


Questa incombenza di presentare le liste agli uffici elettorali è uno dei rarissimi  lavori che attengono alla morbida vita dei politici. Un lavoro per un terzo di concetto e per due terzi manuale. Un lavoro, non difficilissimo, non faticoso, non stressante: normale. Come fare il pane, riparare una gomma, registrare una raccomandata. Meno complesso di quello di un elettricista che mette a norma un impianto, ma un po’ più arduo di chi stira asciugamani in tintoria o di chi presiede Telecom senza sapere nulla di quello che le accade dentro.

Ora vedete un po’ cosa sono riusciti a combinare. Si trattava per una volta (accade solo ogni tanto e non tutti gli anni) di stare lontani dai comizi in cui di solito spronano gli italiani a compiere per bene il loro dovere, di stare lontani dalle telecamere in cui calcolano su spalle altrui il pil, la produttività, gli oneri sociali, il sistema pensionistico, i tagli all’economia, le ore di cassa integrazione, le tariffe dei servizi pubblici, e per quel paio di mattinate necessarie a sbrigare questa benedetta incombenza, stare zitti, armarsi di pazienza e fare la fila.

Quando mai. Una dozzina di tribunali – da quel fatidico 28 febbraio lavorativo – sono spazzati da questa raffica di disastri a catena: litigi, contenziosi, diffide, ricorsi, minacce, querele. Batterie di avvocati sono stati mobilitati. Batterie di cronisti sono scesi in campo. A breve lo faranno le piazze. Stai a vedere che per un giorno del loro lavoro tremerà pure la democrazia. 
(Vignetta di Natangelo)

Commento del giorno
di  Tolomè - lasciato il 10/3/2010 alle 14:2 nel post Violare oh oh!
Quindi se ho capito bene è stata la sinistra ad impedire a Milioni di entrare nella sala, lui ha chiesto aiuto al giudice che però con l'aiuto di un paio di carabinieri collusi, lo ha allontanato, poi è sono arrivati Superman e Wonder Woman ma i radicali hanno tirato fuori la kriptonite e una copia di Vogue, avvisati previamente dai giudici del CSM in complotto per far cadere il premier e sostituirlo con la mummia rianimata di Lenin (così non se ne accorge nessuno). Uff... certo che la politica è complicata.


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natangelo


Da Il Fatto Quotidiano, 9 marzo 2010

Ai sensi del Dl (anzi Pdl) Napolitano-Berlusconi sulle norme che legalizzano le liste illegali del centrodestra (le altre restano escluse), siamo in grado di anticipare i nuovi “decreti interpretativi” di prossima approvazione.

Decreto salva-tasse. Chi arriva in ritardo per la dichiarazione dei redditi può evitare di pagare la sovrattassa prevista in questi casi esibendo una tessera del Pdl, essendo “insostenibile – informa una nota congiunta di Palazzo Chigi e del Quirinale – l’esclusione degli iscritti al maggior partito politico di governo”. La stessa procedura sanerà le eventuali dichiarazioni fraudolente, purché il contribuente infedele sia munito di tessera del maggior partito politico di governo, essendo insostenibile che i membri di quest’ultimo possano essere evasori fiscali.
Decreto salva-voli. Chi perde l’aereo o il treno causa ritardo, potrà ottenere il rientro immediato dell’aereo già decollato o del treno già ripartito affermando di essere giunto in orario in aeroporto o in stazione, ma di essere stato impedito nei movimenti da un panino comunista o da una pattuglia di radicali.  
Decreto salva-soste. Chi posteggia l’automobile in divieto di sosta e viene multato dal vigile urbano, può evitare di pagare la contravvenzione dichiarando di essersi assentato per espletare fisiologiche funzioni idrauliche senza mai allontanarsi dalla vettura oltre un raggio di 150 chilometri, a patto – si capisce – che dichiari di votare per il maggior partito politico di governo. Decreto salva-pirati. Su strade e autostrade la precedenza non sarà più di chi proviene da destra, ma del titolare dell’auto più voluminosa. A parità di cilindrata, la nuova norma interpretativa del codice della strada prevede la prevalenza degli iscritti e/o elettori del maggior partito politico di governo purché ne esibiscano il logo sul parabrezza accompagnato dal nuovo articolo 3 della Costituzione: “Io so’ io e voi non siete un cazzo”.
Decreto salva-offside. Il calciatore che segna gol in fuorigioco in partite decisive per la qualificazione alla Champions League otterrà la convalida del gol dichiarando all’arbitro di essersi attardato dietro le linee avversarie per farsi una birretta a fondo campo. La regola vale solo per i calciatori del Milan, essendo insostenibile l’esclusione dalle competizioni internazionali della squadra del leader del maggiore partito politico di governo.  
Decreto salva-film. Chi giunge in ritardo al cinema potrà ottenere il riavvolgimento della pellicola fin dai titoli di testa dichiarando di trovarsi da mezz’ora nelle vicinanze, ma di aver perso tempo a cercare parcheggio, causa automobilisti comunisti.
Decreto salva-compiti. Lo studente somaro che sbaglia un intero compito di matematica potrà, in via interpretativa, ottenere il massimo dei voti purché i suoi errori di calcolo non si discostino di oltre 100 unità dal risultato esatto.
Decreto salva-rapine. Il rapinatore colto in flagrante dalla polizia mentre, con calzamaglia e mascherina nere, si allontana dalla banca con un sacco pieno di banconote potrà evitare l’arresto e intavolare con gli agenti un dibattito dal titolo “Rapine, che fare?” sull’interpretazione autentica da attribuire al suo gesto: a) simpatica mascherata in occasione del Carnevale; b) prelievo un po’ frettoloso; c) estremo atto di legittima difesa contro gli alti costi bancari; d) altra scusa a piacere.   Decreto salva-corna. In caso di mariti sorpresi dalle mogli a letto con procaci signorine, sarà fatto obbligo alle consorti di credere in via interpretativa alla frase di rito “Cara, non è come tu pensi”, a condizione che le ragazze in questione si dichiarino massaggiatrici professioniste del Salaria Sport Village o attiviste dell’associazione “Silvio ci manchi”, oppure comunichino che le manda la Protezione civile.

Post scriptum. Il Pd dichiara preventivamente che, se e quando il capo dello Stato firmerà anche questi decreti, non sarà comunque colpa sua, ma del fato. 
(Vignetta di Natangelo)

E lo sventurato firmò di Carlo Cornaglia

Nel preparar le liste il Pdl
fece come la volpe nella stia,
straziò le norme come gallinelle
per poi invocare la democrazia.

Mancano timbri, mancan luoghi e date,
le firme sono state messe in bianco
e molte, ahimé, non sono autenticate,
a Roma, poi, non giunsero nemmanco
Leggi tutto

Segnalazioni

Ciao, bella! Perché l’Italia non riesce a dire di no a Silvio (The Independent, UK, 17 febbraio 2010)
Traduzione a cura di italiadallestero.info

AD PERSONAMMarco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere) - Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
10 marzo
Bologna, ore 17 - C/o Bravo Caffé, via Mascarella 1.
Taneto di Gattatico (RE) ore 20.30 - C/o circolo Fuori Orario, via don Minzoni 96/b. Ingresso libero per la presentazione dalle ore 21.30
11 marzo
Milano, ore 18, Marco Travaglio firma le copie del libro presso la libreria Feltrinelli Duomo
ore 21, C/o Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43. Intervengono Piercamillo Davigo e Peter Gomez.


IoScrittore: partecipa con il tuo romanzo e i tuoi racconti al Torneo Letterario - Iscrizioni entro il 31 marzo.



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Testo:
Buongiorno, oggi mi sembra inevitabile parlare del Decreto Salvaliste, come lo chiamano, è la solita truffa per dare un nome sbagliato a una cosa vergognosa e cercare di renderla meno vergognosa questo non è un Decreto Salvaliste, questo è un decreto, tanto per cambiare, Salva Berlusconi, mi scuso con quelli che hanno preso il mio libro, è già da aggiornare perché ad personam si forma all’ultima legge ad personam, ma l’ultima è sempre la penultima, quindi ne sta arrivando non solo questa, ma tra poco ne avremo una vagonata, non dimentichiamo che questo la prossima settimana dovrebbe essere licenziato definitivamente dal Parlamento in legittimo impedimento, quindi il firmatutto che siede al Quirinale sarà chiamato a un’altra delle sue mirabolanti prove.(leggi tutto)

Segnalazioni

Il testo del decreto-legge "salva liste"  in Signori della corte a cura di Barbara Buttazzi.

La rassegna stampa  a cura di Ines Tabusso.

"Napolitano garante di Berlusconi, non della Costituzione" - Ascolta l'intervento di Antonio Tabucchi su Micromega.net

Salvate questa donna - Ucuntu n.69, 8 marzo 2010

La catena di San Libero - n.385, 8 marzo 2010 

Commento del giorno 
di dario parazzoli - lasciato il 6/03/2010 nel post Furto con scasso nella notte 
Voglio anch'io un Napolitano ad Personam

 


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