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Grazie alle segnalazioni della rete, Voglioscendere è tra i finalisti dell'edizione 2010 dei Macchianera Blog Awards, il premio per i migliori blog italiani.

Ques'anno Voglioscendere è in nomination per le categorie "Miglior blog d'opinione" e "Miglior blog giornalistico".

I blog vincitori saranno scelti al termine di una votazione on line aperta a tutti. E’ possibile votare fino a giovedì 23 settembre cliccando qui 

I risultati verranno resi noti alla cerimonia di premiazione, sabato 25 settembre, ore 21, in occasione della BlogFest di Riva del Garda.

Ancora una volta vi ringraziamo per il vostro entusiasmo e sostegno!



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Da ilfattoquotidiano.it, il video dell'intervento di Peter Gomez alla festa per il primo compleanno de Il Fatto Quotidiano sulla libertà di informazione sui giornali e in rete.





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Buongiorno a tutti, devo ringraziare e ne approfitto, tutte le persone che sono venute alla festa de Il Fatto da venerdì a domenica alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, devo ringraziare anche i giornali italiani perché hanno fatto finta di non vedere una cosa importante che è successa politicamente, forse una delle cose più importanti che sono successe negli ultimi mesi, proprio sul palco della Versiliana grazie a Il Fatto Quotidiano. (leggi tutto)

Segnalazioni

La proposta di legge sulla corruzione di Il Fatto Quotidiano

Video: Di Pietro e Granata appoggiano la proposta di una legge anticorruzione - Intervista a Antonio Padellaro: il sì di Zanda (Pd) alla proposta del Fatto (di Paola Porciello, da ilfattoquotidiano.it)

La nostra rete - L'intervento di Peter Gomez alla festa del Fatto Quotidiano.





 


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da Il Fatto Quotidiano, 11 settembre 2010

Che Mr B. desse il meglio di sé nelle missioni internazionali, era cosa nota. Appena varca la cinta daziaria, forse perché sprovvisto di Gianni Letta e delle altre badanti che hanno il compito di sedarlo nelle circostanze ad alto rischio, esce al naturale. Ma l’idea di andare a Mosca per rammentare davanti agli ex comunisti sovietici Putin e Medvedev i finanziamenti occulti dei comunisti sovietici al Pci, ecco, quella non gli era ancora venuta. Quando poi il nostro ha attaccato la geremiade contro Fini e le toghe rosse, le delegazioni giunte da tutto il mondo han preso a picchiare sugli auricolari della traduzione simultanea, pensando a un’interferenza in cuffia. Invece era proprio lui che, tanto per cambiare, badava ai cazzi suoi.

Così la sua collezione di trionfi mondiali s’è arricchita di un altro capitolo memorabile. Anche perché negli altri Paesi il ricambio della classe politica è così rapido che, a ogni vertice internazionale, c’è sempre qualcuno appena arrivato che non conosce ancora Mr B. Dunque, si meraviglia. Ma lui, va detto, è sempre lui. Il fine diplomatico che salutò l’elezione di Obama dandogli dell’“abbronzato” e definì “clown” il presidente Chirac. L’elegantone che, al G8 di Caceres, si levò le scarpe davanti a tutti e fece le corna alle spalle di un ministro francese. Il gentiluomo che, inaugurando nel 2003 la presidenza italiana dell’Ue, apostrofò il socialista Shulz: “Girano un film sui lager nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò”. Il poliglotta che salutò i ministri delle Finanze a Bruxelles a nome di Ciampi in perfetto inglese: “I give you the salutation   of my president of the Republic”. Il cosmopolita che, atterrato in Estonia, elogiò le bellezze dell’“Estuania”. Il vero signore che, ricevendo a Roma il premier danese Rasmussen, si complimentò: “Lei è molto più bello di Cacciari, la presenterò a mia moglie, eh eh…”.
Il latrin lover che si fece conoscere anche in Finlandia: “Per portare a Parma anziché a Helsinki l’Agenzia europea dell’alimentazione ho dovuto rispolverare le mie doti di play boy e fare la corte alla presidente Tarija Halonen”. La poveretta fu crocifissa dall’opposizione, scandalizzata all’idea che la presidente avesse ceduto un’istituzione all’Italia dopo una storia d’amore con un tipo del genere. Lei tentò di spiegare il livello di attendibilità del nostro premier agl’ignari connazionali. Lui intanto rimediava alla gaffe peggiorandola: prima ironizzava sulle specialità gastronomiche finlandesi (“mangiano prosciutto di renna affumicata”), provocando l’embargo delle importazioni alimentari italiane in Finlandia; poi mostrava una gigantografia della Halonen (non proprio bellissima) a una convention forzista: “Ma davvero pensate che io abbia fatto la corte a una con quella faccia?”. Poi sistemò anche la Turchia: invitato alle nozze del figlio del presidente Erdogan, tentò di dare una toccatina alla sposa tutta fasciata di veli e, per il rito islamico, assolutamente inavvicinabile. Subito dopo, in piena tempesta ormonale, fece arrossire il premier tedesco Schroeder: “Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh”.

Resta però ineguagliata la performance del Cavaliere di Hardcore allo stabilimento Merloni in Russia, dove nel 2004 tentò di trascinare l’amico Putin in un concorso di bellezza improvvisato fra le operaie della fabbrica, dandogli di gomito: “Voglio baciare la lavoratrice più bella”. Il cronista del Kommersant riferì allibito: “Il premier italiano aveva già individuato la sua vittima. Si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti che importunano le ragazze negli androni bui. Lei s’è scansata, ma il signor Berlusconi in passato deve aver fatto esperienza con donne anche più rapide: con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia. Poi l’ha scossa ridendo, quasi volesse buttarla a terra. L’unica cosa che la donna ha potuto fare è stato rifiutarsi di ricambiare i baci. Putin assisteva alla scena immobile e gelido”. Poi gli regalò un lettone matrimoniale, formato extralarge.  
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Lunedì 13 settembre, Torino, ore 18 - 
Nell'ambito della Festa della Sinistra Ecologia e Libertà, Marco Travaglio partecipa a un incontro sulla libertà d'informazione in Italia . C/o circolo Arci Anatra Zoppa, via Courmayeur 5.

Il primo compleanno de "Il Fatto Quotidiano" - Dal 10 al 12 settembe al Parco La Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lucca) tre giorni tre giorni di festa e di incontri all’insegna della libera informazione, della legalità e della satira. Ingresso libero. Il programma


 


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Signornò, da L'Espresso in edicola


“Squadristi”(Fassino). ”Prevaricatori”(Bersani). “Degenerazione della lotta politica” (Violante). ”Gazzarra intimidatoria” (Napolitano). Così si è detto dei contestatori di Renato Schifani, astutamente invitato alla festa del Pd a Torino malgrado le imbarazzanti amicizie siciliane. Schifani, dal palco, li ha tacciati di “antidemocrazia” perchè “volete impedire a due personalità politiche di parlare”. Parlava di se stesso e di Fassino che gli faceva da spalla.
Deve trattarsi dello stesso Schifani che, da capogruppo forzista al Senato, esultava a ogni contestazione subita dall’allora premier Romano Prodi e (a differenza di quella spontanea di Torino) puntualmente organizzata da Forza Italia.

Come quella al Motor Show di Bologna: “Quei fischi -gongolò Schifani- sono l’ennesimo segnale della protesta di tutto il Paese contro la Finanziaria. Sorprende che Prodi si sorprenda. Vada tra la gente comune: si renderà conto che le contestazioni a Bologna sono ben poca cosa” (10-12-06). Fischi a Mastella? “Un fatto interno all'irreversibile decomposizione del governo” (10-3-07). Fischi a Berlusconi? “Contestazione incivile e preconfezionata”, mentre “Prodi è spontaneamente contestato ovunque vada” (8-6-07). E quando Veltroni si candidò alla guida del Pd, Schifani ne denunciò “il tentativo spregiudicato e disperato di dissociarsi dal governo Prodi, in caduta libera di consensi e largamente contestato dagli italiani”(22-6-07).

Oggi, col metro dello Schifani di allora, qualcuno potrebbe leggere i fischi di Torino come l’ennesimo segnale di protesta di tutto il Paese contro Schifani o un fatto interno all’irreversibile decomposizione di Schifani in caduta libera e largamente contestato dagli italiani. Invece, nel Paese dell’Amnesia, è un attentato alla democrazia. Travestito da padre della patria, Schifani è riuscito a far dimenticare i suoi volgari attacchi ai senatori a vita come Scalfaro e Montalcini, colpevoli di votare la fiducia a Prodi, e la riforma costituzionale da lui proposta nel 2006 per togliere loro non la parola, ma il diritto di voto.
Violante parlò di “proposta intimidatoria”, anche perchè Schifani l’aveva accusato di “seguire le tecniche staliniste” (12-12-01) e “aiutare la mafia” (14-10-03). Idem Bersani, “asservito ai modi vetero-comunisti dell'estrema sinistra” (22-5-04). Ma il più smemorato è il povero Fassino: prima della cura, Schifani diceva di lui che “bara sapendo di barare” (1-8-01) con “tecniche totalitarie da socialismo reale” (25-10-01), è “un terrorista mediatico e un comunista mistificatore” (23-11-01), “come il mago Casanova, anzi molto peggio” (15-12-01), “dirige il grande menzognificio della sinistra” (15-7-02), “fa insinuazioni da terzo mondo” (14-10-02),“in piena sindrome maniacale” (26-9-03), “vuole nascondere il malaffare di Telekom Serbia” (26-2-04) e “vincere le elezioni a colpi di cialtronate”(2-4-04). Dev’essere per questo che sabato scorso Fassino ha chiesto di duettare con Schifani: sindrome di Stoccolma.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro) 

Segnalazioni

Marco Travaglio riceve il Premio internazionale, giornalistico e letterario Marzani e partecipa al dibattito su legge bavaglio e ddl intercettazioni. Interviene Sandro Ruotolo. Sabato 11 settembre, San Giorgio del Sannio (Bn), piazza Marzani, ore 17.30.

Il primo compleanno de "Il Fatto Quotidiano" - Dal 10 al 12 settembe al Parco La Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lucca) tre giorni tre giorni di festa e di incontri all’insegna della libera informazione, della legalità e della satira. Ingresso libero. Il programma

 

 


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Da Vanity Fair, 8 settembre 2010

Ma perché mai una come la ministra Mariastella Gelmini – che ha il cuor contento e il volto sempre colmo di comprensibile stupore - dovrebbe palpitare per la stracciona Italia degli studenti e degli insegnanti? Lei sogna per la sua bimba neonata “una scuola meritocratica che insegni tanta musica e inglese”. E intanto allestisce il nuovo anno con i ragazzi senza banchi, gli insegnanti senza lavoro, le aule senza riscaldamento.

Guardatela per bene la prossima volta che comparirà nei tg, così esile di collo, ma armata di occhi e crocefisso, a dettare le demolizioni di giornata. A scanso di brutte figure le hanno insegnato a non accettare mai domande in pubblico. E a negarsi in privato. Nei giorni delle proteste non ha voluto incontrare nessuna delle sue vittime, non i precari, non gli studenti, non i genitori, neppure i professori, perché dice “che fanno politica”. O bella. Lei forse neanche lo sospetta che è la politica a fabbricare la scuola e l’assenza della politica a fabbricare una come lei.

A Mariastella interessa nulla che una buona scuola possa garantire una decente trasmissione del sapere ai futuri cittadini: se costa troppo va tagliata. E ancora meno le interessa che attraverso una buona scuola la collettività selezioni la propria classe dirigente. Lei fa tesoro della sua storia. Da ragazza voleva fare la ballerina. Poi ha incontrato il Cavaliere Supremo che dalle nebbie delle Bassa bresciana se l’è portata dentro i tepori di Palazzo Grazioli. Da quella diagonale ne è uscita alla grandissima, fregando quelli che a scuola la prendevano in giro perché era poco sveglia. Loro oggi sono tutti a nanna. E lei fa la ministra. 
(Striscia di Fifo)

Segnalazioni

Video -
Va tutto bene per la Gelmini ma i precari sono alla fame (da ilfattoquotidiano.it)

Sabina Guzzanti torna a L'Aquila per raccontare il post-terremoto - Dalle 20.45, proiezione di Draquila e dibattito. c/o Festa democratica della Cultura, Parco della Basilica di Collemaggio. Dalle 22, il dibattito sarà trasmesso in streaming su ilfattoquotidiano.it

"L'Italia in Presadiretta" - Il primo libro di Riccardo Iacona, dal 9 settembre in libreria (edizioni Chiarelettere).



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da Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2010


A proposito della portata eversiva delle cronache dall’estero, giunge notizia delle furibonde polemiche suscitate a Londra dalla visita di Mark Thompson, direttore generale della Bbc, al numero 10 di Downing Street per incontrare il portavoce del premier Cameron. La stampa britannica, alla vista della foto che immortala il numero uno della tv pubblica entrare nella residenza del primo ministro, fa notare che “l’appuntamento è del tutto irrituale, inedito e molto preoccupante”. Nessuno infatti è riuscito a trovare qualche precedente del genere. Il leader laburista Miliband chiede alla Bbc di “fugare anche il più piccolo dubbio che la sua indipendenza editoriale sia stata compromessa”. E Thompson replica che “nell’incontro non è avvenuto nulla di compromettente per l’indipendenza della testata”. Tutto questo a Londra.

Ora fate un bel respiro, cercate di restare seri e pensate intensamente a Bruno Vespa e Augusto Minzolini, responsabili dell’informazione e approfondimento sulla prima rete della tv pubblica italiana. I due sono di casa a Palazzo Grazioli e nelle altre ville del Residente del Consiglio, ma questo è l’aspetto meno rilevante, anche se a Londra basterebbe a dare scandalo.  Figurarsi che si direbbe di loro in un altro Paese se si sapesse che il primo pubblica i suoi libri per la casa editrice di B. (Mondadori) e il secondo ha tenuto per anni una rubrica su un settimanale edito da B. (Panorama) prima che B. lo nominasse direttore del Tg1 ad personam. Nessun giornale e nessun Pd ha chiesto ai vertici Rai di “fugare anche il più piccolo dubbio che la sua indipendenza editoriale sia stata compromessa”. Anche perché la richiesta andrebbe inoltrata a Masi, pure lui nominato da B. Masi del resto è occupatissimo: deve convincere Vespa a condurre il Festival di Sanremo con i colleghi Pippo Baudo, Emanuela Arcuri ed Elisabetta Canalis. Ma l’insetto fa il ritroso e non ha ancora sciolto la riserva: dipenderà dai décolleté della Arcuri e della Canalis, viste le tempeste ormonali senili che già lo colpirono in una celebre puntata di Porta a Porta dedicata ai seni siliconati e che sono riesplose l’altra sera al premio Campiello, quando lo sguardo lubrico dell’anziano satiro maculato si è posato sulle grazie di una giovane scrittrice trattata da velina.
 
In compenso la Rai seguita a ignorare le clamorose novità della politica, regalando praterie inesplorate a La7 di Mentana che ha quadruplicato gli ascolti con un vecchio e subdolo trucco sconosciuto al servizietto pubblico: dare le notizie (poi, certo, non vedere più la faccia e le camicie di Piroso aiuta). L’altra sera, mentre La7 seguiva passo passo la svolta di Fini e la crisi del governo B, l’insetto mandava in onda uno speciale Porta a Porta dedicato a Fiorello e alla sua signora.
Minzolingua invece sperimentava la nuova par condicio preelettorale facendo commentare il discorso di Fini a Gasparri e a Cicchitto, l’uno in rappresentanza del Pdl, l’altro della P2 (mancavano purtroppo i delegati della P3, trattenuti da un legittimo impedimento: sono tutti in galera). Ieri poi, vedendo B. in stato confusionale, gli ha dato la linea con un sapido editoriale dei suoi. Contro Fini, chi l’avrebbe mai detto (c’era pure La Russa, per par condicio). “Io – spiegava l’altro giorno Scodinzolini a Libero – cerco di fare un tg equilibrato, che dà spazio a tutti. I numeri sono abbastanza chiari”. Infatti il Tg1 perde ascolti a rotta di collo. “Io – proseguiva il fine umorista – ho dato un’anima al Tg1 e non sono affatto fazioso, ma pluralista, avendo come interlocutore il Paese”. Niente di meno. Infatti “abbiamo intervistato Bersani e anche Epifani”. Roba forte. E, beninteso, “quando non sarò d’accordo col premier lo dirò chiaramente”. Gliele canterà chiare. Ma già “in questi mesi abbiamo dimostrato di saper andare controcorrente, prendendo posizioni scomode”. Quasi tutte quelle del Kamasutra, ma soprattutto una: B. sopra e lui sotto. 
(Vignetta di Natangelo)

Segnalazioni

Gran Bretagna: accuse al direttore della Bcc per la visita a Downogn Street - dalla Rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Video - Minzolini “travestito” da Berlusconi invade il Tg1: “Elezioni subito” (da ilfattoquotidiano.it

L'orsacchiotto, il triangolo e l'Europa - di Riccardo Orioles da www.ucuntu.org
W il ponte - Ucuntu n.85 del 5 settembre 2010 

Il primo compleanno di Il Fatto Quotidiano - Dal 10 al 12 settembe a Marina di Pietrasanta (Lucca). Il programma della festa

Spezzano della Sila (Cs), 19 settembre, ore 18.30 - Incontro con Marco Travaglio nell'ambito della rassegna "Satira e libertà d'informazione", curata da Curzio Maltese. C/o anfiteatro del centro visite, parco nazionale della Sila.





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