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di Massimo Solani
L'Unità, 21 gennaio 2008


«Mi spiace, deve parlarne con Toni Capuozzo». La segretaria di Clemente J. Mimun respinge con cortese fermezza ogni richiesta di chiarimento. «Il direttore non si occupa di Terra!», chiosa prima di congedarsi. Eppure non si direbbe sia così, se è vero che è stato proprio il direttore del Tg5 a mettersi di traverso e a decidere che un’intervista a Marco Travaglio dovesse essere “cassata” dalla puntata dell’approfondimento settimanale andata in onda ieri sera e dedicata a Bettino Craxi. «Travaglio non lo voglio! - avrebbe gridato il direttore dopo aver letto la lista delle persone intervistate - Lo tagliate e basta!»

Questa almeno è la versione che nella mattinata di ieri Toni Capuozzo, responsabile del programma, avrebbe riferito a Travaglio. Una ricostruzione che, oltretutto, ieri pomeriggio era confermata anche nei corridoi della redazione del tg. «Diciamo che la questione ha provocato un certo malumore, e non dico altro», riferiva un collega chiedendo di restare anonimo. «Capuozzo - racconta Travaglio - mi ha telefonato e imbarazzato mi ha spiegato che l’intervista su Craxi che avevo rilasciato venerdì alla collega Anna Migotto non sarebbe andata in onda per volontà del direttore Mimun. Mi ero limitato alla pura cronaca raccontando quello che mi risulta riguardo a Craxi: che era cioè un latitante non un esule e ho ricordato dei tre conti in Svizzera. Ho anche parlato di un mio incontro con Craxi prima che andasse ad Hammamet, un incontro causale a due passi dall’Hotel Raphael a Roma. Insomma soltanto cronaca. Dopodichè - conclude il giornalista e scrittore - apprendo che Mimun, senza neanche prendere visione dell’intervista ma sapendo solo che le mie dichiarazioni erano previste in scaletta, ha deciso che andavo tagliato».

Una ricostruzione che anche altre persone sono pronte a confermare. Non Toni Capuozzo però. Che, contattato mentre è in sala di montaggio intento agli ultimi ritocchi, ne racconta invece un’altra. «Nessuna censura», taglia corto. «È tutto molto più semplice: mi sono scusato con Travaglio, ma ho scelto io, in qualità di curatore del programma, di non inserire la sua intervista». Semplicemente una scelta editoriale, quindi. «È una decisione di cui mi assumo tutta la responsabilità - spiega - Travaglio sarebbe stato “dissonante” perché tutti gli altri interventi, da Andreotti a Forlani, sono di protagonisti dell’epoca. Comunque - conclude Capuozzo - nulla della vita di Craxi, anche la sua vicenda giudiziaria, è stato taciuto». Qualche minuto più tardi, superato il filtro della segreteria, Mimun è lapidario al cellulare: «Io con il suo giornale non parlo da diversi anni e non intendo ricominciare adesso - risponde con tanto garbo quanta freddezza - Ho letto le parole del curatore di “Terra!” e condivido in pieno. Anche le scelte». Del resto, secondo alcune voci interne al telegiornale, sarebbe stato proprio Mimun a chiamare Capuozzo e a “consigliarlo” di assumersi al 100% la paternità del taglio. O meglio, della censura.


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