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La richiesta di informativa depositata in Commissione Giustizia dal Sen. Luigi Li Gotti (capogruppo IDV Comm. Giustizia) in previsione dell'audizione del 17 giugno del Ministro della Giustizia Alfano.

Questione urgente attinente l'ordine dei lavori e ad essi propedeutica (seduta del 17 giugno)

Le comunicazioni del Ministro della Giustizia, programmate per il 17 giugno, intervengono in un momento particolarmente controverso e di oggettivo rilievo, quale quello attinente la materia delle intercettazioni telefoniche ed ambientali.
In verità la diffusione di dati non omogenei ha creato grande confusione e influenzato il dibattito anche politico.
Basti considerare che, nel volgere di pochi giorni, autorevoli esponenti politici e membri del governo, hanno diffuso dati a casaccio e intorno ad essi hanno poi provocato la discussione.
Mi riferisco al dato fornito dal Sen. Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Popolo della Libertà, che, nel corso della trasmissione televisiva Ballarò, ha reiteratamente affermato che in Italia, ogni anno, verrebbero intercettate un miliardo di telefonate.
Mi riferisco alla intervista rilasciata lo scorso venerdì al Tg1 dal vice capogruppo del Popolo delle Libertà, Sen.Gaetano Quagliariello, che ha affermato che in Italia le persone intercettate sarebbero un milione.
Mi riferisco alla intervista rilasciata al Tg1, domenica sera, dal sottosegretario on. Paolo Bonaiuti che ha affermato che le persone  intercettate in Italia sarebbero 125 mila.
Mi riferisco alle stesse affermazioni del Ministro che ha parlato, in diverse occasioni, di oltre 120 mila persone intercettate nonché di un costo pari al 30% del bilancio della Giustizia, necessario per l'attività intercettativa.
Il Ministro della Giustizia, pur dinanzi a questa baraonda di dati, cui anch'egli ha partecipato, non ha ritenuto, sino ad oggi, di fornire dati corretti ed oggettivi, così consentendo che si alimentasse unn dibattito, di fatto, drogato dalle inesattezze.
L'unico in grado di riportare il dibattito nei confini della oggettività e verità, era ed è il Ministro della Giustizia.
In questa sede istituzionale, si chiede espressamente che il Ministro della Giustizia, corregga il dato drogato su cui continua a parlarsi, fornisca cifre e dati esatti, metta in condizione il Parlamento di conoscere e sottragga, quindi, il Parlamento dalla pratica ingannatoria e scorretta, sino ad oggi attuata.

Richiesta di informativa

Si chiede in particolare che il Ministro della Giustizia dica se sia vero che:
1. il numero di 125 mila intercettazioni, sia costituito, nella misura di circa il 65%, da decreti di proroga.
2. il numero di 125 mila non sia quello delle persone fisiche intercettate, bensì quello dei decreti autorizzativi e di proroga, emessi nel corso dell'anno.
3. il decreto autorizzativo o di proroga debba essere emesso per ogni singola utenza da intercettare e non sia sovrapponibile al numero delle persone fisiche intercettate ( se un indagato ha 10 utenze telefoniche, i decreti saranno 10).
4. il numero delle persone fisiche intercettate annualmente sia inferiore a 20000 (ventimila)
5. i decreti autorizzativi o di proroga abbiano una durata di giorni 15, termine ulteriormente prorogabile con nuovo apposito decreto. ( se un indagato ha 10 utenze da intercettare e per un periodo di mesi 2 saranno emessi n. 40 decereti).
6. il costo delle intercettazioni sia pari a circa il 2,5% del bilancio della Giustizia e, dopo il picco raggiunto nel 2005, sia in costante diminuzione.
7. il costo unitario delle intercettazioni non sia uniforme nelle diverse sedi di uffici giudiziari, oscillando da euro 5 a euro 28 per giorno/operazione.
8. il costo annuale delle intercettazioni, sia comprensivo, nella misura dal 5 al 10%, del costo dei tabulati cartacei del traffico telefonico fornito dagli operatori di telefonia.
9. il costo annuale del nolo della apparecchiature per l'ascolto delle intercettazioni sia pari circa al 400% del costo di acquisto delle apparecchiature e l'obsolescenza delle stesse è stimabile in un tempo superiore a 3 anni, con la conseguenza che il costo per il nolo delle apparecchiature sarebbe superiore ( nell'arco di un triennio) di oltre 10 volte il costo di acquisto delle stesse.

Infine quale sia

1. l'esito della indagine penale avviata dalla Procura della Repubblica di Roma sul sistema delle intercettazioni, sul ruolo del Ministero della Giustizia e sul rapporto con gli operatpri di telefonia, parzialmente conclusasi nel 2005 con il decreto di archiviazione reso nel procedimento n. 43129/04 Rg GIP Roma per difetto di dolo e contenente valutazioni critiche e stigmatizzatrici del sistema, dei controlli di spesa e dei compiti dei consulenti ministeriali.
In particolare si sottolinea il fatto che la Commissione Giustizia del Senato, nel dicembre 2006 acquisì il decreto di archiviazione contenente n. 8 pagine interamente omissate ( le pagine 105 /112).

2. se risulti vero che i gestori di telefonia abbiano ottenuto un aumento del prezzo di listino per ciascuna intercettazione al fine di ammortizzare gli investimenti che gli stessi operatori avevano destinato all'ammodernamento delle centrali dei sistemi di trasmissione. Sicchè la remunerazione è risultata di gran lunga più elevata dei costi operativi sostenuti e, nonostante che l'ammodernamento delle centrali, consentisse significative economie di gestione.
Così determinandosi un indebito vantaggio economico con un incremento anomalo dei ricavi ed un ingiustificato esborso di pubblico denaro.

3. la valutazione e le determinazioni del Ministro della Giustizia in ordine al contenuto del suddetto documento, ove acquisito e conosciuto nella versione omissata o in quella integrale (rimasta ignota al Senato) e l'eventuale trasmissione degli atti alla Procura Generale della Corte dei Conti.

Sen Luigi Li Gotti
Capogruppo IDV Commisione Giustizia


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