Vanity Fair, 7 agosto 2008Ha il titolo che sembra un destino, “
La Verità svelata dal Tempo”, l’affresco settecentesco del Tiepolo che
Silvio Berlusconi ha appena fatto ritoccare con la menzogna di un computer. La donna ignuda, scelta per decorare la sala stampa di Palazzo Chigi, è stata
coperta con un drappo virtuale perché a vedersi “non sta bene”. I suoi capezzoli oscurati per pruderie e decoro. Ma senza accorgersi che il gesto avrebbe illuminato, per contrappasso, il suo contrario, che è poi l’oscenità di dire e del danzare il falso.
C’è più di una affinità, ora, nel colpo d’occhio che sovrappone l’antico affresco ritoccato, a un Presidente contemporaneo che monta capelli e palpebre e sorriso rifatti con le stesse competenze digitali dai
chirurghi del restauro. Capaci di molti miracoli, compresi quelli di
rivestire, oscurandole, la Verità del Tiepolo e quelle private del Premier.
Molto prima dell’immunità appena deliberata dalle Camere, Silvio Berlusconi aveva incassato la sua prima condanna proprio per “
falsa testimonianza”, negava di essersi mai iscritto alla
P2, tribunale di Venezia, anno 1990, con
successiva amnistia a cancellare il reato e la pena. Ma non il vizio, l’attitudine, l’automatismo che Montanelli definiva “sbalorditiva, perché è lui il primo a credere alle bugie che dice”.
Nel 1564 le autorità vaticane ingaggiarono
Daniele Da Volterra, per rivestire le nudità dipinte da Michelangelo sui soffitti della Cappella Sistina. Sparirono dozzine di genitali maschili e femminili. Il Giudizio Universale fu rivestito di drappi colorati, la sua verità svuotata.
Il pittore passò alla storia come Il Braghettone. Oggi al Potere basta un computer per occuparsi di nudità. E a Silvio Braghettoni un telefono.
(Foto di precariopoli da flickr.com)Segnalazioni
Noi cinesi, di nuovo al centro del mondo - di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (autori di I cinesi non muoiono mai)
La nuda verità - di Carlo Cornaglia
Cominciò più o men così:
a Vicenza per dir sì
alla base americana
va il premier Silvio Banana.
Per sembrar meno babbeo
va nel civico museo
per guardar qualche dipinto.
Da una tela viene avvinto...
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