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    Il dissesto ormai dilania
    il comune di Catania.
    Borgomastro non è più
    quel dottor pien di virtù
   
    ch’era Umberto Scapagnini,
    quello che coi flaconcini
    pien d’immunostimolanti
    e prodotti antiossidanti,
   
    col fetente broccolino,
    col tomato di Pachino
    che contiene il licopene
    che anche al pistolin fa bene,
   
    col magnesio e col selenio
    del Berlusca fece un genio
    col cadeau di lunga vita.
    La gestione sua è finita,
   
    poiché grazie al fallimento
    fu promosso al Parlamento.
    Non c’è più nemmeno il vice,
    quel Lombardo che, felice,
   
    fu promosso capoccione
    della sicula Regione,
    campion di federalismo
    trasformato in affarismo.
   
    A gestirne gli sfracelli
    or c’è un tale Stancanelli
    di Alleanza nazionale,
    di Lombardo gran sodale,
   
    lo sfigato ereditiero
    dell’enorme buco nero
    di tre quarti di miliardo.
    Non ha i soldi il neo boiardo
   
    per pagare gli spazzini,
    il mangiare dei bambini
    che frequentano le scuole,
    chi gli tien bene le aiuole,
   
    il pien dei vigili urbani,
    gli stipendi agli scrivani,
    le bollette della luce.
    Di Catania il nuovo duce
   
    fugge dai suoi creditori:
    giornalai, trasportatori,
    librerie, maestre, hotel.
    La monnezza sale al ciel
   
    e chi muor deve aspettare
    poiché mancano le bare,
    finché è aperto il buco nero
    resta chiuso il cimitero…
   
    In compenso i dirigenti
    oltre ai loro emolumenti
    dei bei premi si son dati,
    ovviamente già incassati:
   
    d’euro un paio di milioni
    per settanta capoccioni.
    Stancanelli, il borgomastro,
    per salvarsi dal disastro
   
    si è rivolto al Cavaliere:
    “I quattrini fammi avere
    per il buco Scapagnini
    o non pago gli spazzini
   
    e qui sale la monnezza.”
    Berlusconi con prontezza
    grazie al Cipe gli ha mandato
    un regalo smisurato
   
    di milion centoquaranta.
    Con la Lega che decanta
    il fiscal federalismo
    i campioni del leghismo,
   
    Calderoli e Bossi Umberto,
    si vergogneran di certo
    nei confronti dei padani
    per il dono ai siciliani.
   
    Spiegheran: “Bisex noi siamo
    e, pur se duro l’abbiamo,
    dal premier che ci sa fare
    ci lasciamo violentare.”
   
    Carlo Cornaglia
    5 ottobre 2008

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