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L’intesa
di Giovanna Boursier

In onda domenica 12 ottobre alle 21.30 su Rai3

Il video della puntata

Il testo integrale



Giovedì

La Repubblica
9 ottobre 2008
La legge che assolve Tanzi e Geronzi
Sorpresa nel decreto Alitalia: reati non perseguibili se non c'é il fallimento
Liana Milella

La Repubblica
9 ottobre 2008
Parmalat, Cirio, Giacomelli
A rischio i tre processi eccellenti

Walter Galbiati

Dl Alitalia: ecco la norma salva-manager
(Asca) - Roma, 9 ott
- La norma salva-manager e' stata inserita nel decreto legge sull'Alitalia (quello che modifica la legge Marzano) con un emendamento dei relatori in Aula al Senato. Essendo un emendamento, la Commissione giustizia non ha potuto esprimere un parere di merito.
La disposizione, contenuta nel comma 13 bis dell'articolo 1 del decreto Alitalia, cosi' come approvato da Palazzo Madama, riguarda l'applicabilita' delle disposizioni penali della legge fallimentare. La novita' e' una limitazione all'applicabilita' delle sanzioni penali alla legge fallimentare che sono ridotte ai soli casi in cui si arriva al fallimento definitivo. In sostanza, se non c'e' un fallimento definitivo, perche' magari un'azienda viene in qualche modo salvata, nei confronti del manager che ha operato male non si puo' esercitare l'azione penale. Prima di questa norma i responsabili di reati fallimentari potevano andare a giudizio.
La norma introdotta prevede una eccezione: in caso di accertata falsita' dei bilanci, si puo' andare a giudizio.
L'emendamento ha inserito nel decreto Alitalia una norma generale, che non si applica solo al caso della compagnia di bandiera. E questo, ovviamente, amplia la platea dei possibili beneficiari. Da qui il pericolo, temuto da molti, che la norma possa essere applicata anche per quei top manager coinvolti nei crac Cirio e Parmalat.


Lo sdegno
La Repubblica on line
9 ottobre 2008
Tremonti: "O va via la salva-manager oppure mi dimetto"
Roma - "O va via l'emendamento o va via il  ministro dell'Economia": lo ha detto Giulio Tremonti, in aula al Senato, riferendosi a un emendamento presentato al decreto Alitalia che permetterebbe di "salvare" i manager dei recenti crack finanziari.
Il ministro dell'Economia riferisce al Parlamento e attacca sul provvedimento nascosto nel decreto Alitalia (denunciato da Report e Repubblica) che cancellerebbe i processi per i grossi crac come Parmalat e Cirio.
10:31 Tremonti, via emendamento salva-manager o vado via io
"O va via l'emendamento" salva-manager o "va via il ministro dell'Economia" ha detto Giulio Tremonti, ripetendo al Senato l'informativa urgente sugli sviluppi della crisi finanziaria riferendosi a un emendamento introdotto al decreto legge su Alitalia che garantirebbe l'impunità anche per i responsabili dei crac Parmalat e Cirio. ''Se qualcuno pensa che la linea del governo si rispecchi nell'emendamento che prevende una riduzione della soglia penale per alcune attività di amminsitratori, si sbaglia - ha dichiarato Tremonti -. Quell'emendamento è fuori dalla logica di questo governo. O va via quell'emendamento o va via il ministro dell'Economia''


L'"errore"
"Tremonti non dovrebbe andar via da solo, ma insieme a tutta la maggioranza che ha proposto e votato una norma del genere", obietta Pier Luigi Bersani commentando la norma "Salva-Manager" presente nel decreto Alitalia.
La norma dovrebbe essere cancellata nel passaggio alla Camera

L'emendamento è stato presentato dal senatore del Pdl, Angelo Maria Cicolani. Diffusasi la notizia sulle conseguenze, nel corso della notte, spiega l'agenzia Adnkronos, c'è stata una serie di telefonate tra i parlamentari del Popolo delle libertà. Più volte si sono sentiti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti e i senatori Cicolani e Gianpiero Cantoni.
Da qui la decisione di intervenire e il monito di Tremonti a palazzo Madama contro l'emendamento. "Si è trattato di un errore - fanno notare autorevoli fonti parlamentari del Pdl che hanno seguito da vicino la vicenda-. Non è possibile che in un momento delicato e di fronte a una crisi finanziaria si possa pensare di fare una norma per salvare i manager responsabili".


Di Pietro, da Tremonti lacrime di coccodrillo
(Asca) - Roma, 9 ott
- ''Ora Tremonti dopo essere stato scoperto con le mani nella marmellata dice che la norma salva-manager sara' cancellata ma sono solo lacrime di coccodrillo giacche', se veramente non si volevano favorire gli speculatori e i furbastri della finanza nostrana, perche' il governo ha inserito tale norma nel decreto Alitalia? E perche', al Senato, quando l'Idv ha sollevato tale caso, presentando un'apposita questione di pregiudizialita' costituzionale, proprio su questo punto, il Governo e lo stesso Tremonti non ci hanno ascoltato? Ed anzi, ci hanno irriso?''. Cosi' il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sulla vicenda dell'emendamento cosiddetto 'salva manager' inserito nel decreto Alitalia.
''Ci spiace, poi - continua Di Pietro -, che gli alleati del Pd non abbiano sostenuto la nostra proposta di depennare tale norma ma, anzi, abbiano addirittura ritirato un'analoga questione seppure presentata da loro stessi. Che almeno questa altra brutta pagina di furbizia del Governo Berlusconi sia di lezione per il futuro. Di costui non possiamo né dobbiamo fidarci. Pensa solo agli interessi suoi o a quelli dei suoi amichetti, come l'ultimo favore a Geronzi dimostra''.



Venerdì

Prontezza di riflessi

Corriere della Sera
10 ottobre 2008
Bufera sulla norma salva-manager
Tremonti la blocca: via o me ne vado
I relatori: serviva a tutelare Fantozzi, non Tanzi e Cragnotti
Cicolani (Pdl), uno dei due promotori della norma: il governo, con ben tre ministeri, aveva dato parere favorevole


Il Sole 24 Ore
10 ottobre 2008
Tremonti dimostra di avere riflessi più rapidi dell`opposizione
Stefano Folli

La Repubblica
10 ottobre 2008
E l’attacco plateale del superministro frena l’asse Berlusconi, Letta, Geronzi
Claudio Tito


Giorno/Resto/Nazione
10 ottobre 2008
Il padre dell’emendamento “Il governo aveva detto sì…”
Intervista al senatore Angelo Maria Cicolani


La Repubblica
10 ottobre 2008
“Io complice? Tanzi m’è antipatico e Cragnotti è laziale
Intervista al senatore Nino Paravia



Sabato

Lord Politeness non apprezza la puntata di Anno Zero su Alitalia

Il Riformista
11 ottobre 2008
Quante balle in tv
E' l'Anno zero dell'informazione
di Antonio Polito





Il premier dichiara guerra alla corruzione

(Agi) - Roma, 9 ott.
-
Il premier, Silvio Berlusconi, dichiara guerra alla corruzione. "Il 22% del Pil italiano e' sotto il tavolo. Se si pagassero le tasse su questo 22%, l'erario incasserebbe ogni anno 100 miliardi in piu'", ha detto. Secondo Berlusconi, che ha presentato il 'Servizio centrale anticorruzione' in una conferenza stampa con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, "la corruzione ancora si annida in molti settori della pubblica amministrazione che e' estesa, burocratica. La corruzione ha assunto una forma endemica, non si puo' piu' tollerare. E' un male che si deve estirpare". Il nuovo Servizio, ha spiegato il premier, servira' proprio "per dare guerra alla corruzione. Sara' una struttura che non avra' compiti di polizia ma di intelligence e sara' anche di supporto al federalismo fiscale". "Ci sara' la verifica delle norme per non offrire occasioni di corruzione - ha sottolineato Berlusconi -. Vogliamo che questo servizio segua questa strada con una struttura snella". Il Servizio anticorruzione servira' anche per la funzione "di accertamento delle dichiarazioni dei redditi". Secondo il presidente del Consiglio "i settori critici sono la sanita', gli enti locali e la gestione dei fondi europei". Berlusconi ha ammesso che finora la lotta alla corruzione "non ha dato risultati" e l'Italia e' al 52* posto nel mondo per quanto riguarda i Paesi meno corrotti. Confido che questo centro anticorruzione possa ottenere risultati".

Corriere della Sera on line
9 ottobre 2008
Al via il Servizio anticorruzione e Trasparenza nella Pubblica Amministrazione
Berlusconi: «A Milano si costruiva solo con l'assegno in bocca»
«Io smisi».
Insorge l'Italia dei Valori: «Perché allora vuole impedire le intercettazioni proprio per quei reati»?


P.A./ Brunetta: Lotta a corruzione in quattro punti
Istituito servizio anticorruzione e trasparenza
Roma, 9 ott. (Apcom)
- Semplificazione, trasparenza, riduzione degli oneri burocratici e responsabilizzazione attraverso il federalismo fiscale: sono questi i quattro punti indicati dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per lottare contro la corruzione nella Pubblica amministrazione. Brunetta ha elencato questi punti nel corso di una conferenza stampa in cui è stata annunciata l'istituzione del servizio anticorruzione e trasparenza che prenderà il posto dell'Alto commissario anticorruzione soppresso con il decreto legge 112.
"In una burocrazia opaca c'è spazio per la corruzione - ha detto Brunetta - la burocrazia complicata dà vita a processi corruttivi. Questi quattro punti contrastano la corruzione. La lotta alla corruzione è la sintesi di tutte le strategie del Governo". I quattro punti indicati, ha sottolineato Brunetta, rappresentano "la cifra di questo Governo. Tutto è coerente - ha proseguito - e converge per far crescere il Paese con più efficienza, meno pressione fiscale e meno corruzione".
La nuova struttura si collocherà all'interno del Dipartimento della Funzione pubblica. Lo staff sarà composto dal generale dei Carabinieri, Giuseppe Meglio, dall'ordinario di economia aziendale, Luciano Hinna, il tenente colonnello dei Carabinieri, Maurizio Bortoletti, il capo del Dipartimento della Funzione pubblica, Antonio Naddeo, e il dirigente generale e responsabile dell'area amministrativa, Giovanna Gemma. La squadra è composta anche da due esperti. Il consigliere del Tar, Elena Stanizzi, e il magistrato della Corte d'appello, Silvio Bonfigli. "Questa struttura - ha concluso Brunetta - costerà relativamente poco e farà cose straordinarie". Il ministro ha annunciato che sarà inviata una relazione al Parlamento ogni tre mesi.

Pa: la battaglia del governo contro la corruzione
Roma, 9 ott (Velino)
- “Una struttura snella e tecnica molto qualificata che credo possa funzionare meglio dell’Alto commissariato”. Così il presidente Silvio Berlusconi ha presentato a Palazzo Chigi il servizio anticorruzione insieme al ministro della Pa e dell’Innovazione Renato Brunetta. Un servizio che nasce dopo l’abolizione dell’Alto commissariato anticorruzione con il dl 112 e che porterà, ha aggiunto il premier, “un risparmio di cinque milioni di euro e nessun costo aggiuntivo”. Servirà a “creare una rete scambio di informazioni sensibili ed efficaci con tutte le branche della Pa e poi con ministeri, enti locali, Banca d’Italia, Corte dei Conti e authority” ma anche a “fare una mappatura precisa dei rischi di corruzione affiancando Polizia e Magistratura”. Il servizio, “che collaborerà con gli organismi internazionali”, sarà anche uno “strumento efficace contro la corruzione in capitoli di spesa che già conosciamo come settori critici e un supporto fondamentale per il federalismo fiscale”. I risultati? “Speriamo che siano rilevanti”, ma una cosa è certa: “Gli italiani possono contare sul nostro impegno per allontanare la corruzione e i suoi interpreti dalla Pubblica amministrazione” ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha poi ricordato la sua attività di imprenditore. “Il problema della corruzione mi è ben noto. Io smisi di costruire a Milano, perché non si poteva costruire niente se non ti presentavi con l’assegno in bocca... Questo, per fortuna, avveniva molti anni fa” ha puntualizzato Berlusconi che ha così motivato la scelta di andare a costruire a Brugherio.
Anche oggi comunque è necessario “portare il rigore nella Pa perché sia meno costosa, abbia un ruolo dinamico nello sviluppo del Paese e contribuisca a sviluppare il reddito nazionale”. A questo proposito, il premier ha aggiunto che “occorre rilanciare l’economia reale tagliando le tasse, in particolare alle aziende” sottolineando poi che la “diminuzione della pressione fiscale è una direzione da percorrere”. A sostegno, Berlusconi ha citato l’esempio del governo rumeno che ha portato le tasse sulle imprese al 16 per cento con una flat tax e ha raddoppiato le entrate fiscali. “In Italia - ha aggiunto - l’evasione fiscale è stimata in 100 miliardi di euro e le nostre tasse sono le più elevate di Europa”...



Come superare la crisi

Il Tempo on line

9 ottobre 2008
Il Cav prepara il G8 e poi va al Bagaglino
Fabrizio dell'Orefice
Silvio Berlusconi esorcizza la crisi del momento e se ne scappa allo storico teatro romano. Più le Borse affondano, più il momento è tragico. Più Berlusconi se ne sta attaccato al telefono con Bush e Sarkozy e più decide di distrarsi la sera.


Corriere della Sera on line
9 ottobre 2008
Crisi: il Berlusconi-show al Bagaglino
Blitz in sala: «se io qui, tutto sotto controllo»
«Abbiamo preso un provvedimento grazie al quale nessun italiano perderà un euro».
Il pubblico applaude
Fabrizio Roncone

Roma - È entrato nella penombra del Salone Margherita quasi chinando la testa, svelto a sedersi in platea, a confondersi. Mancavano venti minuti alla fine del primo tempo e adesso si capisce che è stata una mossa studiata. Adesso, mentre il sipario si chiude e tutti pensano di potersene andare al bar: e invece no, perché c'è lui, appunto, c'è Silvio Berlusconi che si alza di colpo e saluta con la mano, e lo vedono tutti che è raggiante. Applauso che sale, che cresce, qualche signora che grida eccitata. E lui lì, che fa segno di star giù, di smetterla, che chiede un po' di silenzio, «perché, signori e signori, ho qualcosa da dirvi...».
Ora parla piano, nel gran silenzio del teatro. «Sono venuto per dirvi che stasera, a Palazzo Chigi, abbiamo preso un provvedimento grazie al quale in questa crisi nessun italiano... e ripeto: nessun italiano perderà neppure un euro». Seconda bordata di applausi. Erano qui a godersi lo spettacolo «Partiti... di testa!», con Manlio Dovì e la cosa più berlusconiana che pensavano di vedere era la faccia del cantante-ospite, la faccia di Mariano Apicella, il chitarrista personale del Cavaliere; nessuno osava sperare in un incontro con lui, con il Cavaliere in persona. Che, subito, prosegue. «Ho voluto partecipare a questa serata, e mi fa piacere ascoltare le canzoni del mio caro amico Apicella, anche se sono al termine di una giornata convulsa... ma, ecco, sono venuto proprio per dimostrarvi che la situazione è sotto controllo». Sono le 22,30. Se le sensazioni contano qualcosa, davvero non sembra che la giornata di Berlusconi sia stata lunga e faticosa come tutti sappiamo.
Viene fuori a piccoli passi, si avvicina alla zona del bar stringendo mani, rispondendo a battute: una decina di ragazze in minigonna, scese rapidamente dalla galleria, cercano di farsi largo. Vi confesso una cosa: io non dico di essere il migliore, ma davvero, se mi guardo intorno... non vedo nessuno migliore di me». Ride lui e ridono tutti. Si volta, si trova davanti il regista Pier Francesco Pingitore. Lo tratta con confidenza. «Ti dico, caro mio: questa crisi non è uno scherzo, ma non è nemmeno come quella del '29...». Tutti ascoltano muti. E lui: «Posso darvi un consiglio? Bisogna tenere i titoli nel cassetto e aspettare. Lo faccio anche io, per capirci, con Mediaset. Il valore del titolo ce l'ho avuto prima su, intorno ai 20 euro, poi giù, sugli 11... oggi eravamo sui 3,90... ma io sono tranquillo... Ripeto: bisogna stare calmi. Non dovete farvi prendere dal panico...». Sta spiegando la crisi economica mondiale con toni e termini rassicuranti. Un comizio casalingo. La gente annuisce. Un signore ha chiamato a casa la moglie e, con il telefonino tenuto a mezz'aria, la sta facendo ascoltare in diretta.
Il Cavaliere prosegue: «Vi dicevo del panico. Questa mattina, i direttori delle banche mi hanno fatto sapere che i loro clienti andavano agli sportelli disperati, tutti che volevano portar via i soldi per poi metterli, non so, sotto il materasso... Ecco, è per questo che sono venuto. Per rassicurarvi tutti... anche perché, ve lo giuro: noi, in Europa, siamo quelli che stanno meglio». Poi racconta un paio di barzellette. Quella in cui tutti si piegano dalla risate è questa: «Allora, c'è un tizio che entra in un ristorante e vede una bella signora. Si volta, e fa all'amico: oh, io me la farei. E l'amico: scusa, ma quella sarebbe mia moglie... E l'altro: beh, pagando, s'intende...». Intanto, la pattuglia di ragazze è riuscita a infilarsi nella mischia. Berlusconi le nota, le lascia avvicinare. Seguono complimenti, e non solo. Ad una, la più carina, Berlusconi dispensa infatti il solito vecchio consiglio: «Dammi retta... fatti sposare da uno ricco». Poi, di colpo, spruzza lì un po' di politica: «Ma vi sembro un dittatore? Quelli della sinistra non fanno che ripeterlo... dicono che c'è un regime... allora, vi sembro un dittatore? Mah, sono davvero dei pazzi... ». Lo chiamano dentro, gli chiedono di cantare, di salire sul palco con Apicella. E lui, il Cavaliere, un po' ciondolante, con la smorfia che conoscete: «Beh, intanto andiamo a goderci il secondo tempo, poi vediamo se...».



Corriere della Sera
9 ottobre 2008
I politici e i risparmi



Anticipazione

La Stampa
9 ottobre 2008
Anticipazione (stralcio da "La paga dei padroni", ed. Chiarelettere)
Quei super stipendi senza risultati
G.Dragoni e G.Meletti



"Di sicuro noi abbiamo la denuncia dei vigili nei confronti del senegalese: inoltre dall'inizio dell'anno è [???] il settantaseiesimo caso di aggressione ai vigili"

Corriere della sera on line

8 e 9 ottobre 2008
Senegalese placcato dai vigili e arrestato
Il figlio non ha la cintura di sicurezza
Cinque agenti su di lui. Insorgono anche i genitori degli altri alunni.
Immigrato gettato a terra e ammanettato davanti ai bambini di una scuola.
Il vicesindaco difende l'operato dei «ghisa»


osservatoriosullalegalita.org
9 ottobre 2008
Milano: ma quale aggressione?
di Rita Guma
(presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus)

...le sentenze le emettono i giudici a fronte di un giusto processo e non gli amministratori locali ... vale - per vigili e poliziotti, ma anche per le persone di colore coinvolte - il principio di innocenza fino a prova contraria... L'Osservatorio fa rilevare come i cittadini tutti non possano sentirsi sicuri se - invece di promettere piena luce sugli episodi contestati e assumere una posizione equidistante - il potere esecutivo e gli amministratori locali si schierano subito e senza prove a favore di una parte in causa, la parte che dispone di una pistola. Se le cose stanno così, tutti noi siamo in pericolo, e si rischia davvero la sfiducia nelle forze dell'ordine, nel timore che incontrando il poliziotto o vigile scorretto non si riesca a far valere le proprie ragioni...


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