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"Faccio il mio dovere: diffondere non il panico ma serenità e tenendo i nervi saldi e farli tenere saldi a tutti. Le borse sono in preda al panico e alla follia. Dobbiamo essere più forti, non vendere le azioni e avere i nervi saldi e se abbiamo soldi liquidi consiglio l'acquisto di azioni. Credo che se avremo saldezza di nervi, e la portiamo in ambiti internazionali, con la nostra esperienza e saggezza riusciremo a influenzare gli altri leader degli altri paesi".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, Il Tempo.it, 10 ottobre 2008)



Simmo 'e Napule, paisá

“La crisi e’ globale e serve una risposta globale. Si parla di una nuova Bretton Woods per scrivere nuove regole e di sospendere i mercati per il tempo necessario per scrivere queste nuove regole”.
(Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, Agi, Napoli, 10 ottobre 2008)

La sospensione dei mercati?
"Voci sui giornali... La voce è circolata da diverse parti, l’ho sentita anche alla radio: una volta sentivo una radio francese che diceva "Il faut...Si deve... Sono voci che si trovano sui giornali, sapete, chi più ne ha più ne mette. Forse ho fatto male a dirla, ma pensavo che anche voi la sapeste. È una cosa che io non ho mai sentito da nessuno però sono cose che si sentono da tutte le parti"
(Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, a margine della conferenza stampa a Napoli, La Stampa on line, 10 ottobre 2008)


Oct. 10 (Bloomberg)
Berlusconi Roils Stocks With News He Says He Heard on the Radio
What Silvio Berlusconi giveth, Silvio Berlusconi taketh away.

By Steve Scherer

Berlusconi disturba il mercato azionario con notizie che dice di aver sentito alla radio.
Ciò che Silvio Berlusconi dà, Silvio Berlusconi toglie




Sient'a mme

"Ho visto i corsi azionari di aziende come Eni, Enel, Mediaset, che continuano a guadagnare come prima. E' un momento di bolla speculativa all'incontrario, che rientrerà sicuramente, anche se nessuno di noi può dire quando. Ma certamente il mercato tornerà a valutare le aziende per quello che valgono".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dopo il Consiglio dei ministri che ha varato il decreto anticrisi, ilsole24ore.com, 9 ottobre 2008)

"Non vendete le vostre azioni. Mantenetele, prendete i dividendi e tra 18-24 mesi di nuovo i prezzi delle azioni saranno valutati secondo la realtà vera. Ci sono società che valgono 100 e che il mercato valuta meno, come Enel, Eni o Mediaset. Imprese che continuano a guadagnare, non hanno riduzioni di utili... il mercato tornerà a valutare le aziende secondo la loro vera capacità reddituale... La realtà ci dà aziende che funzionano e producono dividendi, la Borsa presa dal panico per la crisi dei mercati americani sta valutando queste azioni meno del loro valore".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, lancia agli italiani un appello, sotto forma di consiglio, Corriere della Sera, 10 ottobre 2008)

La Repubblica on line
10 ottobre 2008
IL Commento
Il premier promoter
di Massimo Riva




Decreto insicurezza

"Lehman/ Tremonti: Crisi peggiore del '29? L'avevo detto
"Non parlo, dixi". Con questa battuta il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, taglia corto alle domande sulla crisi dei mercati finanziari, dopo il fallimento della Lehman Brothers. A margine del Comitato esecutivo dell'Abi, Tremonti ha ricordato così i suoi precedenti interventi sulle turbolenze finanziarie innescate dai mutui subprime in cui ammoniva sui rischi di una crisi globale peggiore di quella del 1929".
(Apcom, Roma, 16 settembre 2008)

"Non siamo nel '29 non vendete le vostre azioni perché molte aziende italiane fanno profitti e i valori di Borsa non corrispondono al valore reale di quelle aziende... La motivazione principale non è quella di rassicurare i cittadini che erano già abbastanza sicuri della solidità del nostro sistema bancario, ma è quella di far sì che le banche continuino a svolgere la loro indispensabile attività di sostegno all'economia, sia alle imprese che ai consumatori, perché i riflessi di questa crisi che noi temiamo sono quelli sull'economia reale. Noi siamo preoccupati per l'andamento borsistico, perché siamo di fronte ad una crisi che è l'opposto di quella che ricordiamo come la grande crisi del '29".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, spiega il senso del decreto legge varato l'8 ottobre dal Consiglio dei Ministri, ilsole24ore.com, 9 ottobre 2008)



Meglio mai che tardi

"Ad ottobre faremo una grande manifestazione di piazza contro il governo, il Pdl riporta indietro il Paese".
(Walter Veltroni all'assemblea del Pd, La Repubblica, 21 giugno 2008)

"...seguire Veltroni sulla via del riformismo duro e puro o cedere alle sirene di Di Pietro, che annuncia la manifestazione dell'8 luglio come un «elettroshock delle coscienze»? Il segretario ha respinto con sdegno l'invito dell'ormai ex alleato, ma il giorno dopo l'Unità ha pubblicato una lettera in cui il leader dell' Idv chiede al Pd di esserci, perché «la democrazia è a rischio». Un appello al quale il leader democratico replica duro dai microfoni di Sky: «Di Pietro fa un gioco inutile e dannoso, forse pensa che aver dato del "magnaccia" al premier giova al Paese?». In piazza Veltroni ci andrà a ottobre e spera che quel giorno sarà in buona compagnia: «Centinaia, migliaia, forse qualche milione di persone... Una delle più grandi manifestazioni della storia politica del nostro Paese»..."
(Corriere della Sera, 2 luglio 2008)

"La piazza però rischia oggi di fare male al Pd. Blocca processi e lodo Alfano pari sono per gli organizzatori della protesta di Piazza Navona. Norme ad personam, ferite democratiche. Una prima risposta che arriva dal quartiere generale veltroniano è la data del corteo di autunno. Volevate un giorno e un' ora? Eccoli. Con lo slogan "Salva l' Italia non il premier" il 25 ottobre a Roma si conclude il percorso che punta a raccogliere 5 milioni di firme contro il Cavaliere. 25 ottobre: non è oggi, ma è quando i nodi dell' economia verranno al pettine secondo il Partito democratico".
(La Repubblica, 8 luglio 2008)

"Coi tempi che corrono, penso dunque che l’opposizione debba mettersi l’animo in pace, in quanto a spallate. Oggi sembrano davvero improbabili. Se la recessione è alle porte, se davvero come dicono in molti bisognerà nazionalizzare le banche, l’imperativo è collaborare, servire l’interesse nazionale, tenere la barca alla cappa ma attrezzarla per farla ripartire quando il vento cambierà... Oggi di governi di unità nazionale non è il caso di parlare; ma di una politica di unità nazionale sì, come sta avvenendo in America. Senza subalternità culturale allo strapotere del tremontismo, combattendo apertamente la battaglia per evitare che l’Italia esca dalla crisi con ancor meno libertà economica, l’opposizione avrebbe molto da fare e da dire. Da questo punto di vista, accenti del tutto nuovi sono venuti dal discorso di Massimo D’Alema a Capri: è sembrato invitare il Pd a tirare i conti tra qualche anno, e non la sera del 25 ottobre. Perché nessuno oggi sa come finirà questa storia. Ma è evidente che la Storia continuerà solo per coloro che hanno contribuito a farla finire".
(Antonio Polito, Il Riformista, 6 ottobre 2008)

"Se Berlusconi mi dice: C'è bisogno del concorso dell'opposizione per salvare la situazione economica, io sono pronto, sono disposto a farlo"
(Walter Veltroni, segretario del Pd, si dichiara disponibile ad un tavolo comune sulla crisi finanziaria, Ballarò, Rai3, 7 ottobre 2008)

"Con tutto quello che succede in Borsa, con i risparmiatori che tremano, con un modello economico da reinventare, mi chiedo se la piazza sia la risposta più giusta da dare... La manifestazione era stata pensata in un altro contesto, quando c’era solo qualche avvisaglia della crisi mondiale... Oggi questa crisi investe il Paese, il che richiede al Partito democratico di aggiornare il proprio repertorio... Non vorrei che dessimo una risposta tipicamente novecentesca alla prima crisi economica del ventunesimo secolo"
E quale sarebbe invece secondo lei la risposta giusta?
"Aggiornare la manifestazione e inchiodare la maggioranza al confronto parlamentare, affrontando le domande che ci pone questa crisi e fornendo le risposte, sia noi che loro..."
(Marco Follini, Responsabile Comunicazione Partito Democratico, "Follini: con la crisi non si può, Walter eviti il corteo del 25", Corriere della Sera, 8 ottobre 2008)

"Il presidente del Consiglio...incontrando i deputati del Pdl, li aveva esortati a togliersi "la preoccupazione di doversi mostrare attenti" a ciò che dice l'opposizione: "Il consenso degli italiani è sufficiente. Non perdete tempo a replicare loro in aula", ha detto. "Lasciateli dire e votate". Per Berlusconi l'opposizione ha "sbagliato tutto così come hanno sbagliato tutto al governo". Nessuna apertura alla minoranza".
(La Repubblica on line, 7 ottobre 2008)

"È vero, la coalizione di governo non sembra così ansiosa di frequentare le Aule parlamentari, perciò noi a maggior ragione dobbiamo portare il confronto in quella sede... I Democratici americani il 12 settembre non scesero in piazza contro Bush, ma assunsero un comportamento rigorosamente bipartisan e non a caso sono a un passo dalla Casa Bianca"
(Marco Follini, Responsabile Comunicazione Partito Democratico, "Follini: con la crisi non si può, Walter eviti il corteo del 25", Corriere della Sera, 8 ottobre 2008)

"Mi trovo d`accordo con la posizione del Riformista, che lunedì ha sostenuto la necessità di una larga convergenza per far fronte alla crisi. In un momento del genere, bisogna uscire dallo schema della contrapposizione frontale e lavorare insieme... Io dico che adesso un momento di grande partecipazione popolare può far bene. La piattaforma della manifestazione era però poco incisiva e, comunque, oggi è del tutto superata... Io suggerisco: non facciamo un corteo centrato sulla contrapposizione al governo, ma sulle nostre proposte aggressive per uscire dalla crisi"
(Francesco Rutelli, ex presidente della Margherita, "Il corteo del Pd va radicalmente ripensato", intervista a Il Riformista, 9 ottobre 2008)

Senatore Morando, il 25 ottobre il Pd sarà in piazza. Ma dai tempi della convocazione della manifestazione, tre mesi fa, il mondo è cambiato. Cambia anche il senso della vostra mobilitazione?
«Certo, la manifestazione non può non cambiare...
Quindi niente cortei anti-Berlusconi?
«Non è una manifestazione anti-governativa. Anche perché l’intervento messo a punto dal governo per rassicurare i risparmiatori e sostenere il sistema bancario è giusto, è quello che avevamo chiesto anche noi e dunque merita un giudizio positivo. Ma, tanto più in una situazione così drammatica, dobbiamo insistere e farci sentire dal governo Berlusconi e dal ministro dell’economia Tremonti per chiedere di intervenire sul tema fondamentale della pressione fiscale sui salari, che va allentata. Speriamo che ci ascolti».
Per ora in verità il premier ripete che è inutile dialogare con voi...
«Io mi auguro che la gravità della situazione induca il presidente del Consiglio a smetterla con la propaganda e con affermazioni imbarazzanti tipo “me ne frego”. Spero sia chiaro che l’interesse del paese deve guidare sia noi che il governo nella ricerca di possibili convergenze, anche se sappiamo che su aspetti anche importanti ci potrà essere una divergenza anche forte. Ma in un contesto di reciproco rispetto e di comune senso di responsabilità».
C’è qualcuno che nell’opposizione pensa di poter trarre un vantaggio politico da questa crisi?
«Spero proprio che non ci sia nessuno che lo pensi. Anche perché, si sbaglierebbe di grosso: quando ci sono situazioni così gravi la gente si stringe attorno al governo pro tempore, è normale che accada. I cittadini hanno un atteggiamento di fiducia nel governo. I calcoli di parte sarebbero infondati oltre che sbagliati: l’opposizione deve fare la sua parte perché l’Italia regga bene allo scossone, e perché le scelte del governo siano all’altezza delle necessità».
(Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd, "Enrico Morando: "Il 25 ottobre Pd in piazza, ma a sostegno del governo", intervista a Il Giornale, 10 ottobre 2008)

Pd/ Morando replica al Giornale: Titolo travisa mie parole
"Stavolta si è superato davvero il segno"
Roma, 10 ott. (Apcom)
- E' polemica tra Enrico Morando, coordinatore del governo-ombra del Pd, e 'il Giornale'. Il quotidiano di Mario Giordano ha oggi pubblicato un'intervista a Morando dal titolo "Il 25 ottobre in piazza, ma a sostegno del governo" e il senatore del Pd ha deciso di scrivere a 'il Giornale' una lettera di precisazione: "Gentile Direttore, le scrivo in merito al titolo grottesco con cui ieri è stata titolata una mia intervista a Laura Cesaretti. La giornalista ha riportato correttamente il senso delle mie parole. Il titolo lo travisa completamente. Capisco le esigenze della propaganda di parte, ma questa volta si è superato davvero il segno".



Prontezza di riflessi

Corriere della Sera
10 ottobre 2008
Bufera sulla norma salva-manager
Tremonti la blocca: via o me ne vado
I relatori: serviva a tutelare Fantozzi, non Tanzi e Cragnotti
Cicolani (Pdl), uno dei due promotori della norma: il governo, con ben tre ministeri, aveva dato parere favorevole


Il Sole 24 Ore
10 ottobre 2008
Tremonti dimostra di avere riflessi più rapidi dell`opposizione
Stefano Folli

La Repubblica
10 ottobre 2008
E l’attacco plateale del superministro frena l’asse Berlusconi, Letta, Geronzi
Claudio Tito


Giorno/Resto/Nazione
10 ottobre 2008
Il padre dell’emendamento “Il governo aveva detto sì…”
Intervista al senatore Angelo Maria Cicolani


La Repubblica
10 ottobre 2008
“Io complice? Tanzi m’è antipatico e Cragnotti è laziale
Intervista al senatore Nino Paravia


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