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    Commissione Vigilanza
    della Rai: contro l’usanza
    che vuol che l’opposizione
    ne decida il capoccione,
   
    il premier, con far nefando,
    non vuol che Leoluca Orlando
    ne diventi presidente.
    Il caimano prepotente
   
    cento volte manda buca
    l’elezione di Leoluca
    ed infin frega Veltroni
    con un colpo da cialtroni.
   
    Del Pd fra i senatori
    cerca un tipo che un po’ odori
    di quel tot di trasformismo
    da spacciar per pluralismo
   
    e lo trova in un dc
    approdato nel Pd,
    provenienza Margherita,
    dopo esordi con De Mita
   
    e esperienze con Mastella.
    Di Rutelli fu l’ancella,
    di Marini, il popolare,
    è tuttora un buon compare.
   
    Così Villari Riccardo
    giunge proprio a un bel traguardo:
    presidente Vigilanza
    della Rai! Senza esitanza,
   
    dopo solo un paio d’ore,
    rassicura il Salvatore:
    “Walter, giuro, mi dimetto!”
    Nel giurar tocca un cornetto
   
    per cui non sarà spergiuro
    quando, invece, terrà duro
    perché è pur superstizioso,
    oltre ad essere sinuoso,
   
    come disse un dì di sé
    e Mastella aggiunse che
    è un politico avvolgente…
    Dimissioni, dunque, niente.
   
    Il partito lo minaccia:
    “Dimissioni o ti si caccia!”
    va tuonando Walterloo,
    ben sapendo che non può
   
    o il partito gli si spezza.
    Il messia fa tenerezza
    mentre il dalemian Latorre
    a aiutar Bocchino accorre
   
    contro Orlando e il suo partito
    e Follini è divertito
    da un Veltroni sputtanato
    da un caimano spelacchiato.
   
    “Prima delle dimissioni,
    in nom delle Istituzioni, -
    dice Villari, il campano, -
    parlerò a Napolitano,
   
    poi a Fini ed a Schifani!”,
    i suoi nuovi talismani
    per salvarsi la cadrega.
    E poi Villari ci spiega:
   
    “La mia provvida elezione
    sarà il punto di coesione
    fra gli opposti schieramenti.
    Pochi mesi e i contendenti
   
    troveranno un buon accordo
    e alle Istituzion non sordo,
    solo allora me ne andrò!”
    Oggi andar proprio non può:
   
    da una vita il personaggio
    sogna un pezzo di formaggio
    proprio come fosse un topo.
    Realizzato il proprio scopo,
   
    non lo molla certamente.
    Il politico avvolgente,
    da perfetto democristo,
    pensa: “Fluttuo, dunque esisto!”
   
    Con i sogni si scatena:
    moglie brilla e botte piena,
    l’ago far della bilancia
    al fin di saziar la pancia…
    
    Bindi grida, vanamente:
    “Dimission, rapidamente!”
    E Rutelli aggiunge: “E a razzo!”
    “Dimission? Manco pel cazzo!”
   
    Carlo Cornaglia
    18 novembre 2008


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