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    Democratico ed unito
    il Pd, nuovo partito,
    sembra proprio non lo sia
    nonostante che un messia
   
    abbian scelto per guidarlo.
    Tutti quanti rode un tarlo:
    “Dove cacchio stanno andando?”
    Il Pd corre allo sbando,
   
    da una parte i veltroniani,
    da quell’altra i dalemiani
    ed in mezzo i margheriti
    che, secondo i vecchi riti,
   
    son fra loro ben divisi:
    rutelliani, di Parisi
    ed i vecchi popolari.
    I litigi non son rari
   
    fra i processi ed i sospetti,
    i veleni ed i dispetti,
    i pizzini ed i pugnali.
    Sono i temi sempre eguali.
   
    “Soli o con degli alleati?”
    Con Di Pietro e gli incazzati?
    Con Casini e l’Udc?
    O con gli uni il lunedì
   
    ed il sabato con gli altri,
    visto che siam molto scaltri?
    “Che facciam con Berlusconi?”
    Lo pigliamo a sganassoni
   
    o collaboriam con lui,
    visti i tempi molto bui?
    Facciam la bicamerale
    o gli diam del criminale?
   
    Lasciam che questo cumenda
    per il cul ancor ci prenda
    o diciam: “No, Cavaliere,
    non ci prenda pel sedere?”
   
    “Dentro o fuori il Pse?”
    E’ dal tempo di Noé
    che ne stanno discutendo…
    “E la Red che sta facendo?”
   
    In Sicilia, Umbria e Lazio
    della leadership fa strazio:
    è un partito nel partito…
    Ed al Nord ecco il ruggito
   
    di quel Sergio Chiamparino
    che fa il sindaco a Torino,
    che vuol senza esitazione
    il Pd del Settentrione
   
    con un suo coordinatore.
    In Sardegna, in queste ore,
    si è dimesso il presidente,
    messo giù dalla sua gente…
   
    “Qui ci vuole un chiarimento…”
    Dove? Nel coordinamento,
    al congresso, in direzione,
    del programma alla riunione
   
    od, ancor, nelle assemblee?
    “Prima o dopo le europee?”
    “Non è giusto farlo adesso,
    sembrerebbe, ahimé, un processo
    
    all’amato segretario…”
    “Fare in fretta è necessario…”
    Poi qualcuno scopre che
    a Madrid il Pse
   
    ha riunito i capoccioni.
    Per le prossime elezioni
    in Europa c’è il programma
    da approvare…Scoppia il dramma.
   
    Tutti in coro i margheriti
    sono proprio imbufaliti:
    “Noi che siamo democristi
    mai starem coi socialisti!”
   
    Walterloo sa cosa fare:
    “Io ci andrò, senza firmare.”
    Ma Fassino dice: “No,
    io ci vado e firmerò
   
    poiché onoro le promesse!”
    Firmerà come Ds,
    anche se non ci son più
    e la Quercia è andata giù.
   
    Firmerà il programma, ahimé,
    un partito che non c’è,
    che non corre alle elezioni…
    “E il partito di Veltroni?”
   
    “Nel mar burrascoso rema.”
    “E il partito di D’Alema?”
    “Si prepara all’arrembaggio.”
    “E’ il Pd…fatti coraggio!”
           
    Carlo Cornaglia
    26 novembre 2008


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