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Bi_flickr.comIl 28 gennaio 2009 alla seduta pomeridiana del Senato, il Ministro della giustizia ha presentato la sua relazione sull'amministrazione della giustizia, di cui citiamo un estratto dal resoconto stenografico:

"In premessa, ringraziato il Presidente della Repubblica per la costante attenzione rivolta, con equilibrio e saggezza, alle tematiche della giustizia, comunica che il Governo ha intenzione di presentare un emendamento al disegno di legge in materia di sicurezza che preveda il gratuito patrocinio dello Stato per le vittime di violenze sessuali.

La giustizia italiana civile e penale presenta un desolante quadro di inefficienze e ritardi, di cui la lentezza dei procedimenti costituisce il problema principale; si tratta di una vera e propria emergenza nazionale, che influisce negativamente sullo stesso sviluppo economico del Paese. È intenzione del Governo procedere pertanto alle necessarie riforme ordinamentali e processuali per restituire dignità e credibilità al settore, con un approccio globale alle problematiche della giustizia. L'Esecutivo si concentrerà in particolare su alcuni obiettivi: garantire un'effettiva parità tra accusa e difesa e rendere concretamente operanti i principi del giusto processo, tenendo in considerazione sia le esigenze investigative che il rispetto della dignità della persona; assicurare una ragionevole durata dei processi, che consenta di smaltire l'enorme quantità di procedimenti arretrati; prevedere un adeguato sistema di controlli per verificare la professionalità dei magistrati, per valutare con serenità e pacatezza le loro eventuali responsabilità e per individuare i magistrati chiamati a dirigere gli uffici sulla base delle loro effettive capacità organizzative e gestionali. È necessario inoltre fare in modo che il Ministro della Giustizia possa riappropriarsi della funzione organizzativa che la Costituzione gli attribuisce, attraverso norme che gli consentano di monitorare l'andamento del servizio reso ai cittadini e di adottare gli opportuni correttivi, senza che questo si trasformi mai in un'indebita ingerenza nell'attività giurisdizionale; è evidente infatti che l'autonomia ed indipendenza dei magistrati non può scindersi dall'efficienza del servizio reso.

In questa prospettiva è stato sottoscritto un protocollo di intesa con il Ministro per la pubblica amministrazione per la realizzazione di programmi di innovazione digitale; altri progetti riguardano l'estensione a tutti gli uffici giudiziari delle migliori pratiche messe in atto in alcune procure e l'adozione di metodi di più stringente controllo della spesa basati sulla gestione per obiettivi e sull'analisi costi-benefici. La realtà penitenziaria italiana è caratterizzata da un crescente e preoccupante sovraffollamento, che ha da tempo vanificato gli effetti dell'indulto del 2006; il Governo ha pertanto provveduto all'adozione di misure straordinarie finalizzate ad ottenere un aumento della capienza delle infrastrutture penitenziarie e ad individuare maggiori risorse economiche da destinare a questo fine. Inoltre si è operato e s'intende operare per perseguire i compiti rieducativi della pena e rispettare la dignità dei detenuti: segnala a tale proposito l'intervento specifico per le detenute madri di minori di tre anni. Il regime speciale di detenzione previsto dall'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario ha continuato a svolgere efficacemente la sua funzione di prevenzione; è tuttavia intenzione del Governo provvedere a rendere ancora più stabile questo meccanismo, anche al fine di ovviare agli annullamenti dei provvedimenti ministeriali ex articolo 41-bis disposti dai tribunali di sorveglianza. In tema di riforma delle professioni, da anni al centro del dibattito, è intenzione del Ministero della giustizia garantire un accesso più efficiente e selettivo alle cosiddette professioni protette e una coerente disciplina del praticantato, attraverso un organica riforma del settore che coinvolga direttamente gli ordini professionali dei notai, dei commercialisti e, in particolar modo, degli avvocati. Vi è anche l'intenzione di procedere ad una riforma radicale della magistratura onoraria, che rappresenta una preziosa risorsa per la giurisdizione e che dovrà trovare in tempi brevi un'adeguata collocazione nell'ambito dell'ordinamento. Nei primi otto mesi di attività l'Esecutivo ha varato un'importante progetto di riforma della giustizia civile, al fine di migliorarne la qualità ed accelerarne i tempi di funzionamento, ma soprattutto si è adoperato, in campo penale, per garantire strumenti sempre più efficaci al contrasto alla criminalità organizzata, che si continuerà a portare avanti con la massima determinazione.

Da quest'ultimo punto di vista il Senato ha giocato un ruolo importante attraverso le modifiche introdotte al decreto-legge in materia di sicurezza, che hanno permesso l'adozione di importanti misure antimafia di carattere patrimoniale. Il decreto-legge e il successivo disegno di legge in materia di sicurezza hanno introdotto inoltre strumenti significativi di contrasto alla criminalità diffusa, tra cui l'impiego delle Forze armate per il controllo del territorio, le norme in materia di tutela degli anziani e dei portatori di minorazione fisica, psichica o sensoriale e quelle per il rafforzamento della tutela del decoro urbano. Un apposito decreto-legge ha affrontato infine il problema della mancanza di personale nelle cosiddette sedi disagiate e di frontiera, attraverso l'impiego dello strumento degli incentivi economici; si è tenuto conto, in questo caso, sia dell'opportunità di non destinare allo svolgimento di funzioni monocratiche magistrati che non abbiano superato almeno la prima valutazione di professionalità, sia del principio dell'inamovibilità dei giudici. Tuttavia, nel caso in cui tale strumento dovesse rivelarsi insufficiente, il Parlamento dovrà riflettere su eventuali limitazioni, oggettive ed eccezionali, del principio di inamovibilità, al fine di scongiurare la paralisi degli uffici in difficoltà. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut e Misto-MPA). Consegna agli atti un documento sull'andamento dei servizi giudiziari."

"Devo riferire a quest'Aula che il voto di oggi alla Camera dei deputati ha confortato il Governo in modo anche inaspettato, perché si è registrato un incontro di volontà, in riferimento alle necessità di riforme anche costituzionali, che è andato oltre la maggioranza parlamentare che sostiene questo Governo, aprendosi il voto parlamentare al consenso dell'UDC e della componente radicale del Partito Democratico alla Camera.

...Per dare concretezza a questa unanime richiesta di cambiamento il popolo italiano ha attribuito all'attuale maggioranza un consenso robusto che, oggi, non soltanto ci consente, ma ci impone di tener fede agli impegni presi. Questo Governo, dunque, procederà alle riforme ordinamentali e processuali che sono necessarie per restituire dignità e credibilità al sistema Giustizia, non certo in ordine sparso ma con un preciso disegno strategico. Per tali ragioni siamo portatori di un approccio globale al tema giustizia, esattamente come fatto in questi primi mesi.

...Non vi è un singolo problema che, risolto da solo, possa far beneficiare il sistema Giustizia nel suo insieme. Ci proponiamo, dunque, un'azione complessiva così articolata e che, intendo sottolinearlo, è già avviata: norme antimafia, processo civile, processo penale, riforme ordinamentali anche di rango costituzionale, misure di efficienza di rango legislativo e non legislativo, interventi sul sistema carcerario, riforma della magistratura onoraria, riforma delle professioni del comparto giuridico-economico. Questi i capisaldi cui certamente non mancheranno di aggiungersi altre importanti materie previste dal programma di Governo.

...Sulla base delle prerogative che mi sono conferite, desidero al riguardo evidenziare che nel corso del mio mandato ho inteso utilizzare, con il dovuto rigore, le competenze che in materia disciplinare la Costituzione mi affida promuovendo 41 azioni disciplinari nei confronti di altrettanti magistrati. Ed, ancora, ho inteso utilizzare il potere di richiedere provvedimenti cautelari al CSM con specifico riferimento all'inaccettabile scontro istituzionale insorto tra la procura della Repubblica di Salerno e la procura generale di Catanzaro, nell'intento di restituire serenità al Paese ed ai tanti cittadini sconcertati da questi episodi recuperando così, per quanto possibile, credibilità all'istituzione giudiziaria in tal modo compromessa. E il Consiglio superiore della magistratura - com'è noto - accogliendo in massima parte le mie richieste, ha confermato la bontà di questa iniziativa di essenziale ripristino delle regole così clamorosamente violate.

Ho, altresì, proposto 12 inchieste amministrative ed altrettante indagini conoscitive finalizzate ad accertare eventuali violazioni disciplinari rispetto ad alcuni clamorosi fatti di cronaca che hanno suscitato legittimo allarme e giuste preoccupazioni nei cittadini.

...Sino ad oggi sembra quasi che il Ministro della giustizia, cui ex articolo 110 della Costituzione spettano «l'organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia», sia chiamato dalla norma costituzionale ad essere soltanto il fornitore di carta, penna e calamaio agli uffici giudiziari, pur essendo l'unico responsabile politico dell'organizzazione e del rendimento del servizio reso ai cittadini.

Occorre, dunque, rivitalizzare fortemente questa funzione e prevedere nuove norme che consentano al Ministro di monitorare con moderna rapidità l'andamento del servizio reso ai cittadini, affinché possano adottarsi gli opportuni correttivi per il recupero dell'efficienza.

Nessuno tema che ciò possa costituire un surrettizio strumento per una qualche forma di controllo delle attività, sia requirenti che giudicanti. Queste attività sono di esclusiva pertinenza dei giudici e dei pubblici ministeri di cui va garantita l'autonomia e l'indipendenza.

Ma il punto è, onorevoli colleghi, che l'autonomia e l'indipendenza dei giudici non possono scindersi dall'efficienza del servizio che i magistrati devono rendere ai cittadini e che questa efficienza deve essere tempestivamente monitorata, così come va garantito il diritto-dovere del Ministro di sorvegliare, senza ostacoli, le scelte di organizzazione degli uffici giudiziari.

Deve, dunque, essere ribadito che il modello organizzativo del servizio ed i mezzi materiali per garantirlo sono di esclusiva competenza del Ministro.

Occorre ripristinare cioè il binomio potere-responsabilità in riferimento al rapporto tra Governo e magistrati; ancor più specificatamente, tra il Ministro, evocato nell'articolo 110 della Costituzione, e la magistratura. Non si può chiedere al Ministro della giustizia di essere responsabile del servizio giustizia senza che lo stesso abbia potestà organizzative effettive, seppur senza mai violare il sacro recinto dell'autonomia della giurisdizione. Un potere del Governo senza una sua responsabilità sarebbe inaccettabile, ma una responsabilità senza potere sarebbe sommamente ingiusta e, alla lunga, foriera di gravissimi squilibri costituzionali.

...Mi sembra importante, dal punto di vista della situazione complessiva nel nostro Paese in materia di giustizia, partire dall'analisi della realtà penitenziaria, che continua ad essere caratterizzata dal preoccupante dato del crescente sovraffollamento delle strutture detentive, cui occorre apprestare immediato rimedio.

Gli effetti dell'indulto, approvato dal Parlamento nel luglio 2006, si sono ben presto rivelati del tutto insufficienti e provvisori, se è vero che da un totale di 38.847 presenze registrato il 31 agosto 2006, si è passati alle 43.957 del 30 giugno 2007, per giungere alle 52.613 del maggio 2008.

Alla data del 25 gennaio 2009 hanno dormito nelle nostre carceri 58.692 persone - a fronte di una capienza regolamentare di 42.957 posti e di una cosiddetta di necessità di 63.443 posti - dati che indicano chiaramente come la crescita dell'andamento delle carcerazioni si sta rapidamente attestando sui livelli drammatici del periodo pre-indulto.

...Uno degli elementi che maggiormente aggrava l'organizzazione penitenziaria è costituito dal frenetico turn over di detenuti, che costringe a fronteggiare un numero elevatissimo di ingressi in carcere destinati, nella maggioranza dei casi, a brevi, se non brevissime, permanenze.

... Mi limiterò a segnalare gli interventi di maggior rilievo. Anzitutto si è varato un importante progetto di riforma della giustizia civile, approvato lo scorso 1° ottobre 2008 dalla Camera dei deputati, e ora all'esame della Commissione giustizia del Senato, che credo lo licenzierà nei prossimi giorni per l'esame dell'Aula, che prevede numerosi interventi sul processo civile, tutti finalizzati a migliorarne la qualità e ad accelerarne gli esiti.

Non meno importanti e radicali sono gli interventi nel settore penale, e di straordinario rilievo quelli specificamente diretti al contrasto delle associazioni criminali di stampo mafioso operanti su tutto il territorio nazionale e particolarmente insediate in molte zone del Sud del Paese.

Mi sia consentita, al riguardo, onorevoli senatori, una notazione personale: ho concepito questi interventi normativi da Ministro della giustizia siciliano, con tutta la passione politica e civile e l'amore per la mia terra di cui sono capace, e sono orgoglioso del lavoro fatto e straordinariamente motivato nel proseguire lungo tale percorso virtuoso. Devo anche dire, da Ministro della giustizia siciliano, che in Sicilia non mi sono sentito e non mi sento solo (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Cintola), perché è con grande fierezza che, oggi, in quest'Aula posso dire che la Sicilia sta cambiando, se è vero che la coscienza delle migliori forze, anche imprenditoriali, che operano nel territorio ha ormai maturato la scelta di rifiutare ed isolare quel sistema criminale già condannato dalle libere coscienze e dalla storia e inesorabilmente avviato ad una definitiva sconfitta.

...Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, onorevoli senatori, sottolineando - e spero possa risultare chiaro da quanto ho dichiarato - che il Governo non intende sottrarsi al mandato ricevuto con così grande consenso dal popolo sovrano per consegnare, non certo ai soli elettori di questa maggioranza, un sistema giudiziario finalmente giusto, efficiente, equo, in grado di intervenire tempestivamente per distribuire i torti e le ragioni delle parti litiganti; un sistema giudiziario che ricordi Bologna, l'università di Irnerio, che è stata la culla d'Europa, e che ricordi alle coscienze di tutti e di ciascuno ciò che Beccaria, italiano insigne, ci insegnò, ossia che il processo è già una pena.

Ciascuno di noi, nel rispetto del ruolo istituzionale ricoperto e delle proprie attribuzioni e senza preclusioni ideologiche o di schieramento, ha il dovere di fornire il suo contributo per far sì che la giustizia sia migliore.

Lavoriamo insieme, dunque, ad un sistema che assicuri il controllo di legalità nel Paese, distinguendo le responsabilità personali e rispettando le garanzie di ciascuno. Garantiamo ai cittadini una giustizia amministrata da magistrati liberi dal potente di turno, ma sempre attenti alle regole che la soggezione alla legge impone di applicare e rispettare. Insomma, una giustizia che rispetti il cittadino e che dal cittadino venga rispettata.

In tale gravoso compito, onorevoli senatori, confido nel sostegno di quanti, partiti e singoli parlamentari, abbiano a cuore le sorti della giustizia italiana e, in definitiva, le sorti del nostro Paese. (Prolungati applausi dai Gruppi PdL, LNP, UDC-SVP-Aut e Misto-MPA)."

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Intanto, la Commissione GIustizia della Camera, sta discutendo gli emendamenti al progetto di legge c.1415 presentato dallo stesso Ministro Alfano in materia di intercettazioni, astensione del giudice, atti di indagine e responsabilità delle persone giuridiche. Il Ministro non ha purtroppo illustrato questa iniziativa legislativa nel suo intervento al Senato.

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