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    Quando timbra un operaio
    per l’amico, un grave guaio
    sembra che il tipo commetta
    e una multa almen l’aspetta,
   
    come pessimo elemento,
    se non un licenziamento
    poiché è un vero truffatore
    e il padrone del vapore
   
    certe cose non perdona.
    Pare, invece, cosa buona
    se alla Camera lo fanno:
    non è truffa, non è inganno
   
    se si fa a Montecitorio,    
    anzi è quasi meritorio
    per un buon parlamentare
    per l’amico suo votare
   
    se il compare sta in missione
    o in cappella a una funzione
    od a letto con l’amante
    o il suo team guarda festante
   
    o si abboffa alla bouvette
    o è seduto alla toilette.
    Finalmente il presidente
    per fermare questa gente
   
    li equipara ai criminali
    e le impronte digitali
    registrar fa da un congegno
    perché il voto vada a segno.
   
    I pianisti deputati
    così vengono fregati
    e il concerto è ahimé finito
    con l’impronta di quel dito.
   
    C’è chi l’indice protende,
    ma c’è pur chi se la prende:
    “Cos’è mai questa pretesa?
    La mia privacy n’è offesa,
   
    non avrete la mia impronta!”
    I commessi fan la conta,
    diciannove han detto: “No,
    come prima voterò!
   
    E’ abiezione di coscienza,
    del mio dito fate senza”,
    mentre sono più di cento
    quelli che per il momento
   
    non ancor han registrato
    l’indice ben inchiostrato.
    Fra di lor molti padani
    che, guardandosi le mani,
   
    qual sia l’indice hanno chiesto
    e pensando al bossian gesto
    han proposto il dito medio
    come personal rimedio
   
    al problema del pianista.
    Fra quei cento uno statista
    che, poiché ha ottenuto un lodo,
    ha proposto il proprio modo
   
    per lasciare la sua impronta:
    “Un dei quattro son – racconta –
    puro, onesto ed illibato,
    perciò l’indice inchiostrato
   
    è superfluo che vi dia.
    Ma per la democrazia
    che guidar deve un premier
    l’indice di un mio lacché
   
    vi darò…” “Vieni, Angelino,
    dà ai signori il tuo ditino…”
    Così avvenne che il caimano
    offrì l’indice di Alfano
   
    per l’impronta digitale,
    mentre quella originale
    ben nascosta resterà,
    visto che…il lodo scadrà.
             
    Carlo Cornaglia
    5 marzo 2009


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