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clorofilliziamoci_flickr.comCon la sentenza n. 4454/09 il TAR Lazio ha accolto il ricorso della dott.ssa Forleo contro il provvedimento del CSM che il 22 luglio 2008 ha ordinato il suo trasferimento dal Tribunale di Milano per incompatibilità ambientale. La dott.ssa Forleo ha impugnato anche tutti gli atti collegati, compresi quelli successivi che ne hanno formalizzato il trasferimento a Cremona, sempre con funzioni di GIP.

La decisione di trasferimento impugnata aveva come presupposto le dichiarazioni pubbliche rese dalla dott.ssa Forleo in relazione ai "poteri forti" che avrebbero interferito con la sua attività di indagine sulla scalata bancaria alla BNL.

I presupposti necessari perchè il CSM disponga il trasferimento d'ufficio di un magistrato sono previsti dalla legge, di solito in via accessoria ad altre sanzioni disciplinari. Diversamente, il trasferimento per incompatibilità ambientale si riferisce a situazioni residuali, indipendenti da una colpa del magistrato e non previste tra gli illeciti disciplinari.

Nel caso della dott.ssa Forleo, però, le è stata attribuita dal CSM una condotta colposa, che esclude quindi l'applicabilità del trasferimento per incompatibilità ambientale. Il suo comportamento è  comunque estraneo a tutte le ipotesi di responsabilità disciplinare previste dalla legge.

Il TAR ritiene carente anche il secondo presupposto necessario al trasferimento irrogato dal CSM, ossia l'impossibilità di svolgere la propria funzione in modo imparziale e indipendente a Milano. Il provvedimento del CSM non dimostra quali elementi di fatto sostengano questo presupposto, non potendo essi dedursi dalle dichiarazioni rese alla stampa dall'incolpata.

Richiamandosi forse alle norme in vigore prima delle recenti riformulazioni legislative, il CSM ha  dunque violato il principio di legalità e tipicità degli atti amministrativi applicando una norma (art. 2 Dlgs n. 511/1946) in assenza dei presupposti necessari.

Infine, il TAR dichiara che l'istanza di astensione e ricusazione della dott.ssa Vacca, presentata durante il procedimento avanti al CSM in cui essa era chiamata a decidere sulla dott.ssa Forleo, non era inammissibile. Sussistevano invece verosimili elementi per  ricusare la dott.ssa Vacca per motivi di grave inimicizia, avendo essa anticipato pubblicamente il suo giudizio sfavorevole sulla dott.ssa Forleo.

Tutti gli atti di trasferimento impugnati con il ricorso al TAR sono quindi stati annullati.

Leggi la sentenza del TAR


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