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Ora che l'ho spiegato di persona a Carlo Vulpio, ieri sera a Pescara, posso spiegare anche agli amici del blog interessati all'argomento perchè non ho chiesto a Paolo Mieli, nella puntata di Annozero dedicata a Montanelli, il perchè dell'estromissione di Vulpio dal servizio sul caso Catanzaro, che seguiva da anni per il Corriere della sera. Non gliel'ho chiesto perchè avrei nuociuto alla trasmissione (che sarebbe stata accusata un'altra volta di violare la par condicio, "sponsorizzando" un candidato dell'Idv), ma soprattutto a Vulpio.

Mi spiego. Quando accadde il fattaccio, chiesi spiegazioni a Mieli via mail. Mi rispose ciò che aveva detto alla redazione: Vulpio era indagato a Matera per concorso in associazione per delinquere finalizzata alla violazione del segreto insieme a vari colleghi e collaboratori di De Magistris, su denuncia di un indagato di "Toghe Lucane", l'onorevole Buccico. Il che, secondo Mieli, avrebbe potuto mettere in dubbio la sua imparzialità nel seguire il caso. Non condivido quella spiegazione (altrimenti chiunque potrebbe denunciare un cronista per liberarsi di lui). Era facile prevedere che, se ad Annozero avessi riproposto la domanda, Mieli avrebbe dato la stessa risposta. A cui avrei dovuto rispondere ricostruendo (venti minuti, non di meno: tempi impossibili per la tv, fra l'altro divagando sul tema Montanelli-informazione) la complicatissima trama di quella fantasiosa inchiesta a Matera. Dopodichè Mieli avrebbe ribattuto che non posso decidere io quali inchieste sono giuste e quali sbagliate: lo decidono i giudici. Alla fine della fiera, ne sarebbe nato un gran casino, pieno di tecnicismi, nel quale nessuno avrebbe capito nulla, se non una cosa: che Vulpio è indagato per associazione a delinquere (accusa paradossale e destinata a cadere nel nulla, ovviamente) e ora è candidato.

Così avrei ottenuto un bel risultato: danneggiare la reputazione di un collega e amico che ammiro e stimo grandemente, al punto da scrivere la prefazione al suo libro. Oltretutto, il pubblico di Annozero conosce bene la storia di Vulpio e del Corriere, perchè è stata Annozero l'unica trasmissione italiana a raccontarlo: Santoro l'ha invitato due volte sul caso Catanzaro, una volta in collegamento e una volta in studio, e il sottoscritto, nella sua rubrica di apertura, ha denunciato due volte la sua rimozione a opera del Corriere. Sarebbe davvero paradossale immaginare che Santoro e il sottoscritto volessero censurare il caso Vulpio dopo averlo raccontato e riraccontato quattro volte. Ringrazio comunque i frequentatori del blog (pochi, per fortuna) che hanno insinuato una mia intenzione censoria: bravi, complimenti, avete capito tutto, continuate così.


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